sabato 3 aprile 2010

VOGLIO RINASCERE ROSPO


Non immaginate minimamente di quanti strumenti legislativi Stati, Regioni, Province e Comuni si sono dotati per proteggere specie animali e vegetali messe in pericolo dall’impatto di attività umane.

Queste scelte lungimiranti fanno onore a chi le ha fatte.
Più delle volte esse servono non solo alla permanenza sulla terra di simpatici insetti e fiorellini colorati, ma alla nostra stessa sopravvivenza.

Vi dice qualcosa la parola “BIODIVERSITA”.

ALCUNI politici trasformano, quello che gli studi scientifici mettono in evidenza, in leggi indispensabili per non peggiorare la nostra qualità della vita e soprattutto quello delle generazioni future.

ALTRI politici
invece, fanno finta di non capire, sono conniventi, corrotti, ignoranti, avvallano attività spesso illecite perché esse violano leggi, regolamenti, parametri di emissioni ecc., mettendo in serio pericolo la nostra salute e la nostra economia, come dimostrato da centinaia di studi scientifici ed economici.

La Politica è una cosa seria, ci sono tantissimi politici che fanno bene il loro mestiere, con loro dobbiamo portare avanti questa battaglia civile.

Nello stesso tempo dobbiamo indurre gli altri ad un nuovo atteggiamento verso noi cittadini.

Vorremmo ricordare loro, che sono stati assunti e ben pagati, mediante il voto, per fare gli interessi della collettività, non solamente i loro e quelli di pochi imprenditori disonesti che si vogliono arricchire sulla nostra pelle e quella dei nostri figli.


Immaginate di essere proprietari di un’azienda, o di avere chiamato un’impresa edile a ristrutturare casa.


I vostri dipendenti, o l'impresa edile, non solo non lavora ma addirittura rovinano macchinari, suppellettili, insomma fanno a pezzi l'azienda o la vostra abitazione.
Come minimo lì mandate via e vi fate risarcire.


Fate un paragone con i politici "disonesti o ignoranti" continuiamo a tenerceli e a fine mandato gli rinnoviamo pure il contratto a tempo indeterminato.


Qualche volta è anche colpa nostra "ogni popolo ha il governo che si merita".


Firmereste un'assegno in bianco ad una persona, dopo aver smascherato la sua irresponsabilità?

Credo proprio di no.


A volte mi chiedo “Ma hanno anche loro dei figli? Possibile che la loro avidità e ignoranza è talmente accecante che sono disposti a mettere in pericolo il futuro del loro stesso sangue?".

Pubblichiamo di seguito e con molto interesse, una bellissima riflessione dell’
Ing. Tommaso Giambuzzi, che oltre ad essere uno degli esperti più accreditati in materia legislativa è anche un grande innamorato dell’Abruzzo e degli abruzzesi.

Grazie Tommaso per il grande contributo quotidiano a favore della nostra terra.

I cittadini abruzzesi hanno maturato una percezione acuta dei rischi silenziosi, sull’ambiente e sulle popolazioni, portati dall’attuale dispiegamento dell’industria degli idrocarburi in terra e in mare.

Da questa deriva le nostre comunità dovrebbero essere protette dalle regole di civile convivenza alle quali siamo via via pervenuti, dalle buone leggi e dai regolamenti ben stabiliti.

Se però non si è dominata la deriva, forse è perché, fino ad ora, tali regole sono in gran misura scansate, eluse e circuite non solo da certe società imprenditrici ma anche da autorità e da funzionari competenti nella materia.

Ci sono infatti leggi che rispondano adeguatamente alla percezione ansiosa dei cittadini. Ci sono leggi che consentano di sospendere, revocare e annullare interventi nocivi e iniziative dannose. Ci sono già leggi che prevengano a sufficienza mali artificiali alle popolazioni e all’ambiente.

Su ognuno degli interventi, vecchio o nuovo, le autorità e i rappresentanti dei cittadini possono efficacemente agire. Su ognuna delle iniziative i cittadini hanno riconosciuti diritti di esprimersi e mezzi istituzionali per farlo autorevolmente. Su ogni progetto i cittadini potrebbero far valere efficacemente le loro ragioni quando siano dimostrate giuste.

Purtroppo invece, insieme con l’elusione e l’aggiramento delle regole, si avverte nelle istituzioni rappresentative uno stato diffuso di riluttanze, esitazioni, incongrue perplessità e passive resistenze a manovrare tutte le conoscenze e gli strumenti, già disponibili, alla tutela del bene comune.

In un solo anno, si sono domandati aumenti del 20% delle piattaforme in mare (da 20 a 24) e dell’1% dei pozzi a terra (fino a 540) senza che non solo si riesca ad arginarli ma neanche a capire bene la loro ineluttabilità presunta e la loro cogenza irrefrenabile. Non un solo progetto è stato fermato, a nessun intervento si è dato l’esito di una rinuncia o di una correzione benefica. Tutto avanza inesorabilmente come prima.

I nostri rappresentanti, mentre si adoperano con provvedimenti volenterosi, sono pudicamente coscienti del loro carattere illusorio e inefficace e raggrinzano le spalle in inspiegabile impotenza. Non si osa pensare ad un disegno ingannevole, ma agitarsi molto ben dietro la finestra, mentre i pozzi e le piattaforme si sviluppano rigogliosamente fuori, non fornisce alcuna potenza alla buona volontà dei provvedimenti.

Le leggi dicono che bisogna ascoltare, su ogni intervento, la voce dei cittadini, mediante l’«inchiesta pubblica». Le leggi dicono che anche le amministrazioni e le associazioni di cittadini hanno accesso alle sospensioni, alle revoche e agli annullamenti degli interventi irrispettosi.

Se applicate, le libere leggi civili forse impedirebbero il segnato destino di metà della nostra terra e di tutto il nostro mare; se applicate in tutto il loro spirito, le nostre regole civili forse consentono ancora di rimediare vigorosamente ad un destino indesiderato.

L’unità di sentimenti degli abruzzesi e dei loro rappresentanti sulla deriva da idrocarburi sul nostro suolo sembra finalmente raggiunta, ma la pace civile sul tema è ancora lontana e traballante.

Affinché tale unità sia non solo bella ma soprattutto buona, non deve ora né distrarsi né compiacersi, ma essere specificamente diretta alla tutela del bene comune nelle attuali circostanze di deterioramento progressivo e di devastante persistenza del rischio di mali.

Qui quasi tutto è ancora da dire e fare, qui ogni impegno sano ha da rinnovarsi e rifiorire, qui le azioni e le coscienze non possono ancora restringere a nulla l’attenzione a questa ostinata emergenza. Non è il caso di avvilire adesso il vigore di quel impegno ove si abbia tanto, tantissimo altro a cui pensare. Non si è fatto ancora qui tutto il possibile.

Sembra proprio, infatti, che non possiamo ancora, non possiamo mai attenuare la nostra tensione verso la buona “conservazione” di quest’angolo di creato, la nostra terra; non solo con la passione amorevole che le sue ferite ci chiedono ma, di nuovo e finalmente, con gli strumenti tutti, approntati dal nostro spirito civile e dalla buona ragione, con fiducia e speranza.

martedì 23 marzo 2010

ORA BASTA









Canosa Sannita - Martedi 16 marzo.
A Canosa Sannita vivono circa 1500 anime, metà delle quali era presente ad una assemblea pubblica inerente la petrolizzazione dell’Abruzzo, organizzata dagli instancabili Giusto Di Fabio e Gabriele Di Clerico che hanno dato vita ad nuovo movimento.

Tante erano le autorità presenti, tra cui il Presidente del Consiglio Regionale Nazario Pagano, il Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, l’ex Presidente Tommaso Coletti, il Consigliere provinciale con delega al petrolio Franco Moroni, i Consiglieri regionali Emilio Nasuti e Camillo D’Alessandro, il Sindaco di Lanciano Filippo Paolini, quello di Francavilla Nicolino di Quinzio, alcuni Sindaci dei comuni della Frentania e della Maruccina, docenti universitari e rappresentanti delle più importanti associazioni di categoria, associazioni ambientaliste e movimenti di cittadini, tra cui il nostro.

Tutti gli interventi sono stati più o meno interessanti ma, non ci crederete, la considerazione più importante è stata quella dell’ex presidente Tommaso Coletti.
Dice Coletti “questa sera c’è un grande assente, la politica nazionale, i 21 parlamentari abruzzesi di destra e di sinistra oggi hanno perso una grande occasione. Nessuno di loro è presente e questo è gravissimo. Solo loro possono tirarci fuori da questo pasticcio semplicemente chiedendo al governo nazionale di non declassare la nostra regione in distretto minerario, come del resto è già avvenuto in Lombardia, Veneto, Piemonte e Toscana.

Chissà cosa ne pensa l’On. Daniele Toto, eletto in Abruzzo per rappresentare tutti gli abruzzesi ed in realtà esponente di lobby come dimostra la sua interrogazione parlamentare che ha dato il via alla prima impugnativa da parte del governo centrale alla prima legge blocca petrolio votata all’unanimità dal Consiglio Regionale nel marzo del 2008.

Nuovo Senso Civico è da mesi che chiede un confronto con la politica!

L’intervento del Sindaco di Lanciano Filippo Paolini riguardo alla politica ha rincarato la dose quando ha affermato di non fidarsi troppo dei politici, a cui certamente non andrebbe affidata questa cambiale da spendere a Roma.

Paolini, rivolgendosi alla platea, dice: “Chi veramente può cambiare le sorti di questa Regione siete voi che al posto di restare a casa a vedere la partita dell’Inter,o passare qualche ora in più con i vostri figli o semplicemente sdraiati in poltrona dopo una giornata di lavoro, avete scelto di essere qui questa sera. Solo la mobilitazione della gente potrà indurre la politica a fare gli interessi dei cittadini”

Come ben sappiamo questo è maledettamente vero!

Il momento dei convegni, dei dibattiti, e delle assemblee è finito. Ora tutti sono informati, tutti sono a conoscenza del progetto demenziale architettato nei salotti romani sulla pelle dei cittadini abruzzesi con la becera convinzione che gli abruzzesi non avrebbero alzato un dito per difendere il loro territorio.

Del resto l’Abruzzo è un territorio privilegiato della camorra, spesso socia occulta di molti imprenditori locali, che qui ha installato diverse discariche di prodotti tossici, spesso abilmente occultate e tutelate da connivenze insospettabili.
L’Abruzzo, ironicamente definita Regione Verde d’Europa, ha nascosto per decenni la più grande discarica abusiva d’Europa, ha dato da bere per anni a decine di migliaia di cittadini acqua inquinata, ha rilasciato i permessi per una gigantesca discarica d’amianto ad Ortona, tollera con disinvoltura i concimi avvelenati nella Val di Sangro, la diossina nella Val Pescara, si inorgoglisce per una nuova Turbo gas ad Ortona, un inceneritore nel comune di Ortona, un altro inceneritore a Castel Frentano… l’Abruzzo è una regione fantastica per fare soldi sulla salute dei suoi abitanti.

Ora basta, se abbiamo ancora un po’ di dignità e di orgoglio questo è il momento di dimostrarlo.

Siamo alla resa dei conti, la giunta Regionale per ignoranza, distrazione o altro non è dalla nostra parte, lo stesso dicasi per il governo nazionale; il degrado ambientale abruzzese lo possono arginare solo i cittadini abruzzesi.

Se ci riusciremo potremmo dire essere uomini prima ancora di essere genitori o figli e soprattutto cittadini onesti.

Sarà una lotta dura e lunga, la Sangrochimica insegna, ma solo così riusciremo a fare pressione sulla politica affinché torni ad essere nobile e di conseguenza fare gli interessi della collettività e non solo quelli di pochi a discapito dei tanti.

Saremo pertanto vicino a tutti gli uomini politici di buona volontà, e con lo stesso impegno saremo spietati con i falsi, gli ipocriti, i collusi e gli ignoranti.

Si comincia domenica 18 aprile a San Vito. Ci sarà un presidio davanti la costa dove sorge il pozzo Ombrina Mare con annesso il Centro Oli Galleggiante. Saranno presenti stand di prodotti tipici, verranno organizzate passeggiate lungo l’ex tracciato della ferrovia, alcuni gruppi musicali si alterneranno fino a sera.

Si continua l’8 maggio a Lanciano, sarà la volta di una manifestazione vera e propria con la partecipazione degli studenti che organizzeranno uno sciopero generale, le associazioni delle categorie produttive, i sindacati, le associazioni, i movimenti di cittadini, i partiti e tutti i politici di buona volontà senza distinzione di appartenenza a cominciare dal Pres. Della Prov. Di Chieti Enrico Di Giuseppantonio e al Sindaco di Lanciano F. Paolini che hanno voluto questa manifestazione per dare un messaggio forte anche all’interno dei loro schieramenti politici.


Non restate indifferenti, fate circolare le informazioni perché la libertà nasce dalla conoscenza.

J.F. Kennedy disse: “non chiedete cosa può fare il vostro Paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese”

E noi aggiungiamo, nulla è perduto perché le uniche battaglie perse sono quelle che si abbandonano.

giovedì 11 marzo 2010

Petrolchimico Priolo-Melilli-Augusta, la Corte di Giustizia Ue condanna i petrolieri: chi inquina paga

Chi inquina paga.

E' questa la conclusione della Corte di Giustizia europea a proposito dei ricorsi presentati da Raffinerie Mediterranee (ERG) SpA, Polimeri Europa SpA, Syndial SpA e ENI SpA. Le sentenze sono state pubblicate oggi e sono la C-380/08, C-379-08 e la C-378-08.

L'inquinamento del polo petrolchimico di Priolo-Melilli-Augusta , un territorio che sarebbe dovuto essere a vocazione naturalmente turistica è stato brutalmente riconvertito in industria pesante con la numerosa presenza e avvicendamento di imprese del settore degli idrocarburi e petrolchimico.

Le autorità amministrative italiane hanno imposto alle imprese che si trovano lungo La Rada di Augusta di disinquinare i siti avendo dichiarato il territorio di Priolo "sito di interesse nazionale a fini di bonifica". Le imprese coinvolte hanno presentato ricorso e il TAR della Sicilia ha rinviato la decisione alla Corte di Giustizia europea. Oggi le sentenze che stabiliscono il principio per cui chi inquina paga. Scrive la Corte:

Nella sentenza odierna, la Corte giunge alla conclusione che la direttiva sulla responsabilità ambientale non osta a una normativa nazionale che consente all’autorità competente di presumere l’esistenza di un nesso di causalità tra determinati operatori e un inquinamento accertato, e ciò in base alla vicinanza dei loro impianti alla zona inquinata.

Se si trattasse di una sfida sportiva sarebbe bello tra qualche anno, quando la Corte di Giustizia europea condannerà le imprese e speriamo i politici che hanno inquinato irrimediabilmente la nostra Regione poter dire "NOI L'AVEVAMO DETTO", ma non è questo che ci interessa.

Quando arrivano le sentenze di solito è già tutto perduto, salute, economia sono ormai spacciate.

Noi lotteremo affinchè questa soddifazione delle sentenze postume non ci sia mai data.

Certo molto dipenderà dall'impegno di ogni singolo cittadino abruzzese e di conseguenza da tutti i rappresentanti del popolo, dall'ultimo Consigliere Comunale del più piccolo paese fino al Presidente della nostra Regione.

A tutti gli Amministratori pubblici lanciamo un messaggio importante "Non molleremo mai" e state certi non ci limiteremo solo a scrivere sui blog, organizzare conferenze e raccogliere firme.

Più il pericolo si avvicina più il livello della lotta si alza, sempre nel rispetto della legge.



venerdì 26 febbraio 2010

MA I POLITICI ABRUZZESI SANNO LEGGERE?

Su 13.000 nati in 10 anni quasi 700 hanno problemi
Soprattutto ai genitali. Indaga la magistratura
Gela, nella città dei veleni
è record di bimbi malformati

Studio della Regione: dove ci sono raffinerie ci si ammala di più
si muore sempre di più
dal nostro inviato ATTILIO BOLZONI


L'impianto industriale del Petrolchimico di Gela

GELA - Dove volevano morire di cancro piuttosto che morire di fame i veleni hanno portato altri orrori. Ed è lì, solo lì tra le ciminiere che sputano fiamme che l'aria è un morbo. E' in quella Sicilia che un tempo sognava per i suoi giacimenti e per le sue trivelle che nascono bambini malformati, tanti. Più che a Porto Marghera. Più che a Taranto. Più che nell'inferno di Priolo e di Melilli. "Per le ipospadie un dato così alto non si era mai ufficialmente registrato in realtà industriali del mondo intero", rivela la relazione che un'équipe di periti ha appena consegnato alla magistratura di Gela. Sono numeri da paura.

Un'indagine scopre che su 13 mila nati tra il 1992 e il 2002 quasi 700 presentano malformazioni cardiovascolari, agli arti, all'apparato digerente, ai genitali esterni soprattutto. Queste ultime risultano superiori alla media nazionale più del 250 per cento. "In letteratura non è riportato nulla di simile, certi valori per le ipospadie si erano sfiorati fino ad ora solo nell'area di Augusta", spiega Fabrizio Bianchi, primo ricercatore del Cnr, coordinatore italiano delle rete europea sulle malformazioni congenite e anche uno degli esperti che sta "analizzando" i danni provocati dai camini che buttano fumi mortali dentro e intorno alla quinta città siciliana per abitanti, 100 mila, una striscia di terra dove in certi giorni il mare davanti è color dell'inchiostro. Ma paura fanno anche quegli altri risultati venuti fuori da uno studio del Ministero della Salute e dall'Osservatorio epidemiologico della Regione sui "siti industriali" dell'isola, il "triangolo" a nord di Siracusa, Milazzo, Biancavilla. Dove ci sono raffinerie ci si ammala sempre di più, si muore sempre più facilmente, l'incidenza dei tumori è del 50 per cento in più che nel resto della Sicilia.

E' Gela il caso più spaventoso. Ed è a Gela che un'inchiesta giudiziaria proverà a stabilire il nesso di causalità tra veleni chimici e malformazioni.

Sono già state esaminate 50 mila cartelle cliniche, un'esplorazione a vasto raggio sui bimbi nati male e un'altra sulle morti sospette tra i 7 mila dipendenti transitati nei reparti degli stabilimenti dell'Anic e dell'Agip fin dal 1959, l'anno di apertura del Petrolchimico, l'anno del signore in cui Gela e quella Sicilia ammaliata da Enrico Mattei inseguirono il miraggio dell'oro nero.

La ricerca sugli effetti tossici è stata ordinata dal sostituto procuratore Alessandro Sutera Sardo, lo stesso che nel 2002 fece chiudere quattordici serbatoi e due depositi di carbone della raffineria. L'inchiesta procede sulla base dei numeri che fornisce un pool di esperti: Fabrizio Bianchi Cnr, Sebastiano Bianca, genetista, Pietro Comba, Iss, Annibale Bigeri, statistico. Sono loro che hanno raccolto ed elaborato i primi dati. "Ci sono picchi che lasciano sgomenti", racconta il sostituto procuratore Alessandro Sardo Sutera. La percentuale di bimbi malformati a Gela è di 40 su mille. Di quei 40 casi, 5 sono ipospadie. Ma tante sono anche le malformazioni cardiovascolari.

Ecco un passo della relazione degli esperti trasmessa alla procura: "L'eccesso di rischio osservato a Gela per i difetti dei setti cardiaci e dei grandi vasi è consistente. In particolare eccessi positivi sono stati riportati in associazione con contaminazione di metalli pesanti e/o solventi organoclorurati presenti nelle acque ad uso civico, piombo in aree contaminate, solventi organici in ambiente lavorativo o residenziale, composti fenolici, per l'esposizione materna e paterna a pesticidi e per la residenza vicina a discariche di rifiuti". Le sostanze che appestano sono tante altre. Idrocarburi aromatici. Diossine. Mercurio. Arsenico.

I quasi 700 bambini con handicap sono stati tutti individuati, rintracciati e visitati. "E cinque di loro sono stati salvati per miracolo, operati d'urgenza negli ospedali di Catania", ricorda il magistrato di Gela. La sua inchiesta scava sulle malformazioni ma punta anche a verificare un collegamento "tra la presenza del petrolchimico e i tumori". Una prima analisi ha accertato quanti morti di cancro ci sono stati negli ultimi 40 anni tra i dipendenti: 641. Una seconda analisi ha selezionato 195 casi, quelli di "elevata probabilità di ricondurre la morte all'esposizione" dei veleni dello stabilimento. Gli esperti stanno lavorando su questi 195 decessi. Per tumore al polmone se ne sono andati in 60, 35 quelli morti per un male all'apparato respiratorio e 34 per leucemia. Tutti gli altri per mesoteliomi, nefropatie, morbo di Parkinson. A Gela è stato riscontrato un tasso di mortalità superiore alla media italiana del 57% in più per i tumori allo stomaco per i maschi e del 74% in più al colon retto per le femmine, più del 13% gli uomini e più del 25% le donne gelesi decedute per malattie cardiovascolari, 20% in più le cirrosi diagnosticate a maschi e femmine. "Fino a questo momento abbiamo individuato 25 casi sicuri di persone colpite da tumore che lavoravano là dentro", dice Sutera Sardo, dipendenti del petrolchimico morti di petrolchimico.

Per le esalazioni di acido solforico e per l'amianto, per l'ammoniaca respirata, per il benzene e per il benzolo, per il mercurio. L'inchiesta giudiziaria sull'impianto di Gela sarà probabilmente chiusa alla fine dell'anno. Ma già i primi numeri raccontano quanto è costato il sogno industriale siciliano.

(La Repubblica 14 luglio 2005)

giovedì 18 febbraio 2010

NATO SU MARTE


Il Consigliere Regionale Emilio Nasuti, candidatosi sulla Terra, nella circoscrizione Abruzzo, ed eletto in particolare con i voti del popolo frentano, deve smetterla di fare gli interessi dei Marziani, che pure rispettiamo, per alcuni semplici motivi:
  • E’ stato eletto sulla Terra
  • Lo stipendio gli viene pagato dai terrestri (un super stipendio!)
  • Prima di rilasciare dichiarazioni dovrebbe sapere di cosa sta parlando.

Domande di NSC al Marziano:
  • Quali sono le aree idonee a realizzare un Centro Oli in Abruzzo?
  • E’ vero che il Governo Nazionale ci è vicino?
  • Se è vero, perché l’On. Daniele Toto è stato uno degli artefici nel far impugnare la prima legge antipetrolio?
  • Perché il Governo Nazionale ha impugnato l’ultima legge antipetrolio?

Considerazioni di NSC:

In Abruzzo, come in tutta Italia, per l’orografia del nostro territorio, non è realizzabile un Centro oli, se si decide ovviamente di rispettare i parametri che tutte le nazioni impongono a queste tipologie di insediamenti. (vedi USA, Germania, Norvegia, Francia, Inghilterra, Spagna, Pakistan, Cina, Libia)

In Italia non ci sono aree desertiche disabitate, dove le attività umane non sono presenti (città, agricoltura, turismo, industrie, ecc.)
Il petrolio abruzzese di bassissima qualità non può essere trasportato se non è immediatamente desolfurizzato, quindi: pozzi = centro Oli ; No Centro Oli = no pozzi in mare e in terra.


Inutile continuare a fare paragoni e commenti, la stragrande maggioranza dei cittadini abruzzesi ormai queste cose le conosce bene.
Il dramma è che i Marziani con il loro pensiero illuminante, dovrebbero dare vita ad una nuova società, dedita al benessere sociale sotto tutti i punti di vista.
I Marziani non conoscono o fanno finta di non conoscere la realtà a cui andiamo incontro.
Forse il fatto di provenire da un altro pianeta e venuti da poco ad abitare sulla Terra ha impedito loro la conoscenza del problema, se pur molto semplice da acquisire, e ciò li rende ignoranti in materia.

Se la motivazione è solo questa, per il momento sono scusati, ma li invitiamo ad acculturasi al più presto sull'argomento.

Sulla Terra e in particolare in Italia il popolo è sovrano e quasi più nessuno porta l’anello al naso;
nel caso i nostri Marziani intendessero continuare a considerarci cittadini di serie “B” per le prossime elezioni, anche come rappresentanti di condominio, i voti dovranno chiederli su Marte.
Noi, Cittadini della Terra faremo conoscere anche all’ultimo eremita rimasto il loro operato.

Siamo sempre pronti a tornare sui nostri passi appena ce ne sarà data la possibilità.
Ribadiamo con forza che il nostro movimento è si politico ma assolutamente apartitico.
Le nostre considerazioni si riferiscono all’operato dei nostri politici, non allo schieramento a cui appartengono.

I politici per bene, così come i mascalzoni, sono presenti in tutti gli schieramenti.








sabato 6 febbraio 2010

IL GOVERNO STRAPPA IL PERIZOMA DI CHIODI

Vi aspettiamo a Lanciano sabato 13 febbraio presso la Casa di Conversazione
ma nel frattempo vi diamo un altro motivo di riflessione sul perché di questa sciagura annunciata che si chiama petrolio abruzzese.

Quello che doveva accadere è accaduto, ed anche in anticipo rispetto alle previsioni!
Il Governo centrale ha impugnato presso la Corte Costituzionale la legge regionale 32/2009 proposta e approvata soltanto lo scorso 18 dicembre dalla Giunta Chiodi e dalla stessa strombazzata come la Legge Anti Petrolio e da noi invece più prosaicamente definita Legge Perizoma.

L'atteggiamento della Giunta regionale presieduta da Gianni Chiodi, nei confronti della deriva petrolifera abruzzese, può essere generato solo da queste due motivazioni:

1. Prima motivazione: la Giunta Chiodi, per motivi che a questo punto della storia devono essere resi pubblici, invece di tutelare gli interessi dei cittadini abruzzesi sembra tutelare gli interessi di chi ha forti interessi economici nella petrolizzazione abruzzese, a scapito dell'economia e della salute dell'intero Abruzzo.
Infatti, nonostante quanto evidenziato dall'Avvocatura del Governo il petrolio abruzzese non ha rilevanza strategica nazionale perché estratto da compagnie straniere che lo venderanno sul libero mercato.
Per assurdo queste compagnie straniere potrebbero vendere anche all'Italia il petrolio abruzzese senza che la regione Abruzzo incameri un euro per quello estratto in mare e meno di un'elemosina per quello estratto a terra!

Quindi dove si evidenzia che questo petrolio concorra alle necessità strategiche della nazione?

Tanto per fare un esempio, tutto il petrolio che verrebbe estratto dal campo di coltivazione Ombrina Mare della MOG inglese, che devasterebbe il mare e la costa tra San Vito e Punta Cavalluccio, potrebbe soddisfare le necessità nazionali per meno di 10 giorni in un contesto di 8.760 giorni di estrazione,ma lasciando tracce del suo inquinamento mortale per almeno un secolo: cioè 36.500 giorni!

Per inciso i pozzi di Ombrina Mare saranno automatici, privi di personale, ed il centro oli galleggiante FSPO, battente bandiera straniera, avrà a bordo 15 tecnici, anche essi stranieri!

A proposito di Ombrina Mare, Presidente Chiodi, la sua Giunta ha inviato le Osservazioni che evidenziano l'allegra gestione dell'iter delle concessioni agli organi competenti?
E se le ha inviate, come ha fatto la Provincia di Chieti, perché non le rende pubbliche?

2. Seconda motivazione. La Giunta Chiodi, alla luce dei fatti e delle bugie con le gambe cotrtissime, quando parla di petrolio non sa cosa dice perché, pur avendo gli strumenti per farlo, non è in grado di valutare il problema nella sua gravità; quindi si comporta, su questo specifico problema, da ignorante.

Queste due ipotesi sono entrambe deplorevoli perché i cittadini-elettori abruzzesi stanno pagando lauti compensi agli esponenti della giunta regionale affinché tutelino i loro interessi e non quelli di realtà estranee alla comunità regionale.

Il secondo caso, a nostro avviso, è ancora più grave perché vuol dire che questi stipendi sono pagati a individui che se continuassero ad ignorare la gravità del problema dovrebbero essere rimandati a casa con il disprezzo dei cittadini-elettori per la loro manifesta arroganza di amministratori ignoranti ed incapaci.

Questa è l'ennesima dimostrazione che il petrolio abruzzese non è un problema ambientale ma politico.
Esattamente come la febbre non è la malattia ma il suo sintomo.

Il presidente Gianni Chiodi, se non vuole che la sua progenie si vergogni di lui per decenni, invece di trincerarsi dietro inutili e sconcertanti Leggi Perizoma deve avere il coraggio di spostare il problema sul piano politico, sostenendo la richiesta di revoca come stiamo facendo noi, semplici cittadini, attraverso la raccolta firme ai sensi dell'art. 6 comma 11 e dell'art. 9, comma 2 della Legge n.9 del 9 gennaio 1991.
Se il presidente decidesse di saperne di più in merito alla raccolta firme per ottenere la revoca scarichi il modulo da questo link e si dia da fare, lui e tutto il suo entourage:
http://www.nuovosensocivico.it/documentazione.php

Nell'attesa di un suo concreto impegno per la salvaguardia della nostra Regione invitiamo il Presidente Gianni Chiodi a riflettere su questo aforisma:

Si possono ingannare tutti una volta, qualcuno per sempre, mai tutti per sempre!
(John F. Kennedy, reinterpretando un pensiero di Thomas Jefferson)

Alla quale fa contraltare quest'altro :
Niente può resistere alla volontà del popolo quando si sente ingannato.
(Anonimo, abruzzese per scelta, più volte ingannato e molto incazzato!)