mercoledì 7 novembre 2012

Biomasse e potere




IL SINDACO DI PERUGIA (presidente ANCI regionale) SI RIVOLGE AI PREFETTI
I COMITATI "NO BIOGAS" DISTURBANO IL LAVORO DEI SINDACI.
Una prima risposta.
 Fonte: Corriere dell'umbria sabato 3 Novembre

.. Con il monte che rappresenta il tentativo di salvaguardia dell'ambiente perugino più importante realizzato nel corso, peraltro, di tempi ormai lontani, gli amministratori di oggi non sanno come confrontarsi. Si vede che con la materia si trovano a disagio. Tutelare il territorio semplicemente rispettando la sua vocazione originaria sembra davvero troppo difficile. Eppure un monte è un monte e un terreno agricolo è un terreno agricolo, non c'è molto da discutere. Invece ogni volta si ricomincia da capo, non solo ovviamente con il monte Tezio. Basta che arrivi qualcuno con una idea brillante e molto conveniente e tutto può cambiare. Ora è il tempo delle energie alternative, che è una cosa molto seria, purché la si sappia gestire con grande trasparenza perché è il nostro futuro ma anche un presente molto interessante per i cacciatori di bonus energetici (finanziamenti pubblici che paghiamo nella bolletta della luce) e i furbi che da noi, in Italia, non mancano mai.
Le energie rinnovabili, cioè quelle che non comportano l'uso di combustibili di origine fossile, costosi e inquinanti, come il petrolio o il carbone, utilizzano la forza idraulica o quella del vento, il calore del sole, o anche, in tempi più recenti, sofisticate tecnologie che bruciano rifiuti di diversa composizione, dai cosiddetti termovalorizzatori alle biomasse e al biogas. Per realizzare questi impianti si deve comunque pagare un prezzo ambientale. Consumo del territorio, inquinamento di vario tipo, danni al paesaggio. Per questo si tratta di decisioni che vanno prese con molta serietà e competenza. Si paga un prezzo oggi per avere un vantaggio domani, anche se la scelta primaria dovrebbe essere il risparmio, il consumare di meno. Allora, in questo caso, è importante che a decidere non siano soltanto coloro che in questo settore investono per ovvie ragioni di convenienza, ma tutti i soggetti che sono interessati, cittadini compresi. Se no, chi? Pale eoliche e pannelli solari sono cose che tutti possono vedere. Stanno lì, in cima ai monti e su terreni fertili che dopo venti anni non lo saranno più. Comunque ognuno può vedere e giudicare, ma chi può sapere cosa si brucia nei vari impianti termici? E poi quanti di questi possono essere accettabili in zone dove le abitazioni sono molto diffuse? Il diritto dei cittadini di sapere e di poter esprimere il proprio parere sembra francamente indiscutibile.
Invece succede che il comune di Perugia si sia molto irritato dopo le proteste degli abitanti di Sant'Egidio per la costruzione vicino alle loro case di un impianto a biogas che utilizza, dopo la fermentazione, i liquami di un allevamento di tori e gli scarti delle coltivazioni agricole. Sant'Egidio è una loca1ità dove nelle vicinanze c'è un aeroporto, allevamenti zootecnici e non molto lontano la E45 mentre si prevede di autorizzare, una maxistalla e i futuri store di Ikea. In comune tengono così tanto alle energie rinnovabili ovunque e comunque da aver fatto di Egidio una questione di principio, dimenticando però che il piano di rischio dell'aeroporto, che dovrebbe dormire in qualche loro cassetto, impone la non presenza nelle vicinanze delle piste di atterraggio di strutture a rischio esplosione. Gli impianti a biogas, purtroppo, lo sono. Un bel pasticcio. Una delegazione dell'associazione dei comuni umbri guidata dal sindaco Wladimiro Boccali ha intanto incontrato il Prefetto di Perugia per denunciare l'eccessiva animosità mostrata, nel corso delle assemblee popolari, dai cittadini interessati.
Il Prefetto ha preso atto. Manderanno la polizia a presidiare le riunioni?
Sarebbe la prima volta che le amministrazioni democratiche dell'Umbria, invece di confrontarsi apertamente con i cittadini, parlare spiegare e, soprattutto, avere rispetto per le opinioni dei loro stessi elettori, chiedono l'intervento delle forze dell'ordine. Dopo i sindaci sceriffo ci toccheranno anche i sindaci questurini che, quando parlano, come si sa, non si possono contraddire. Benedetti comitati, non hanno ancora imparato a dire sempre di si. 

martedì 6 novembre 2012

I signori della biotruffa sono "seccati"




Il Consorzio Italiano Biogas, raccoglie grossi produttori oltre alle principali aziende costruttrici di impianti. E' quindi una vera lobby del biogas incubata nel'ambito di Confagricoltura che ha una propria associazione di categoria Agrienergia (con Gattoni presidente). L'azienda Gattoni è una grande azienda del lodigiano che è entrata nel 2008 nel business del biogas. Azienda molto influente nell'ambito dell'Unione agricoltori di Milano e Lodi. Con il comunicato del 31 ottobre la lobby manifesta per la prima volta un po' di insofferenza. Sinora la strategia verso le "polemiche" era stata il silenzio. Le proteste e le critiche venivano ignorate sperando che così si rimarcasse la loro totale ininfluenza. Con Capalbio le cose cambiamo. Ci sono dei vip che entrano nel movimento (prima era solo Petrini che parlava contro il biogas), arriva un professore tedesco, c'è Margherita Buy, arriva Striscia la notizia.
E la lobby speculativa accusa il colpo. 
Pensano che la compiacenza della quasi totalità dei media nazionali (di proprietà di società e personaggi spesso direttamente implicati nel business speculativo delle biomasse) sia sufficiente. Sufficiente a far pensare che il movimento contro le biomasse insostenibili sia solo espressione di sindrome nimby paesana, sufficiente a bloccare le notizie dalla Germania, dall'Europoa, dagli Usa che parlano di prossimo freno alle bioenergie insostenibili, di verifica della loro influenza sull'effetto serra, di stop alla sottrazione di terre per la produzione di cibo. La scommessa del movimento (che si è dato una prima struttura organizzativa con il coordinamento  nazionale Terre Nostre) è di riuscire a farsi visibile a costringere i media della speculazione finanziaria a parlare delle centinaia di comitati che si stanno muovendo contro la grande biotruffa.

martedì 6 novembre 2012

Biogas: quanti incidenti



(04.10.12) Un sito germanico documenta dal 2010 gli incidenti nelle centrali a biogas. Siamo quasi a 100. Con gravi episodi di inquinamento, esplosioni, incendi, feriti e anche un morto ustionato. E poi non sono impianti pericolosi!
 Se succedono tanti incidenti nella scrupolosa Germania  cosa

potrebbe succedere in Italia con la proliferazione  delle centrali?
di Michele Corti
È lunga la catena di incidenti nelle 7 mila centrali a biogas germaniche. Li documenta un sito antibiogas tedesco (www.initiativen-mit-weitblick.de ) che mi è stato segnalato da una lettrice residente in Germania. Esso tiene la contabilità e la mappa degli incidenti occorsi alle biogas a partire dal 2010. 90 incidenti che comprendono non solo svasamenti di contenuto fetido dei digestori nei corsi d'acqua ma anche tante esplosioni e tantissimi incendi. Anche con persone ferite e ustionate. In un caso un ustionato è morto.

Sono molteplici gli incidenti possibili

Le tipologie degli incidenti sono molteplici e per questo preoccupanti. In un altro caso è stato in seguito ad un temporale e alla conseguente black out che il contenuto di un digestore è fuoriuscito. Tantissime le morie di pesci a causa dell'inquinamento delle acque per perdite, infiltrazioni, sversamenti. Tanti gli errori umani ma anche quelli imputabili a difetti nelle attrezzature e nella progettazione delle misure di sicurezza. Il rischio esplosione non appare così remoto a giudicare la frequanza di scoppi.
Come possono i mercanti del biogas venire a dirci che in Germania va tutto bene? In Germania stanno abbandonando il biogas e ci rifilano una tecnologia obsoleta. Con la complicità della politica e dei collusi negli apparati pubblici.
Da segnalare che anche nella disciplinata Germania dove, a giudicare da quello che ci raccontano, tutti accettano con gioia le centrali per spirito ecologico (al contrario di noi egoisti e individualisti...) si registra un sabotaggio. Esso ha provocato lo sversamento del contenuto di un digestore e viene da chiedersi se in Italia le centrali siano dotate di precauzioni anti-intrusione, di sistemi di allarme, di telecamere, di recinzioni efficaci nel prevenire l'ingresso di sabotatori. Più in generale ci si chiede cosa potrebbe avvenire in Italia quando si moltiplicheranno le centrali anche in forza della modulazione degli incentivi a favore delle "medie" centrali da 300 kW. La prospettiva è di avere anche in Italia migliaia di centrali. Con la differenza che in Germania forse i progetti sono esaminati con maggiore scrupolo e ci sono più controlli.
 
Servono più controlli

Chi continua ostinatamente ad escludere le biogas dal novero degli "impianti insalubri" a classificarli dal punto di vista dei rischi di esplosione e incendio alla stregia di un deposito di bombole gpl si sta assumento gravi responsabilità. Sarà bene ricordare a politivci e burocrati che i Comitati non si limitano a protestare contro la realizzazione delle centrali ma, anche una volta accesi i motori e iniziata la lucrosa produzione di energia elettrica, non smobilitano. Restano a conbtrolare, pronti a denunciare i danni, i malfunzionamenti, gli incidenti. Pronti a coalizzarsi e a promuovere class action anche alla corte europea se necessario per inchiodare alle loro responsabilità chi, per compiacenza colpevole verso i biogasisti, ha consentito l'approvazione di progetti lacunosi e superficiali. Gli incidenti dovranno trovare un colpevole non solo nei progettisti ma anche in coloro (tra le decine di enti che dovrebbero controllare i progetti) che non l'hanno fatto o l'hanno fatto solo formalmente come quei burocrati che, tanto per far vedere che hanno letto i progetti, si limitano a... correzioni ortografiche.
Il problema che si pone ora, con centinaia di centrali già in funzione in Italia e con la casistica preoccupante di incidenti occorsi in Germania è la necessità di controlli regolari dopo l'accensione dei motori e per tutta la malaugurata vita dell'impianto (che comunque confidiamo di poter abbreviare).
Incidenti a centrali a biogas a partire da 2010

Traduzione della descrizione dei singoli incidenti
Kölleda - 09.01.2010 incendio in un impianto
Leutkirch – 12.01.2010: incendio in un impianto
Mühlingen - 21.01.2010: 18 mila litri di contenuto del digestore contaminano acque
Abstbessingen- 23.02.2010: incidente con pompaggio e asportazione del contenuto del digestore per evitare sversamento
Großkayna - 15.03.2010: dopo forte esplosione sversamento di 14 milioni di litri di contenuto del digestore
Jever - 08.04.2010: incendio con milioni di danni
Sohlingen - 11.04.2010: sviluppo incendio da saldature
Dorfen-Nicklhub - 14.05.2010: moria di pesci dopo l'incidente
Halsbek - 03.06.2010: incendio
Schwandorf - 28.06.2010: incendio
Gebensbach - 29.06.2010: moria di pesce dopo l'incidente
Allendorf/Eder - 01.07.2010: incidente sul lavoro: un operaio cade da cinque metri
Unterkorb - 02.07.2010 moria di pesci nel Vils dopo sversamento di 1000 m3 di contenuto del digestore
Oberschweibern - 24.07.2010: incendio
Lorup - 01.08.2010: incendio con 900 mila € di danni nell'area dell'impianto
Ruderatshofen - 11.08.2010: tre feriti dopo esplosione/incendio
Nordstetten/Villingen - 13.08.2010: incendio
Lüdinghausen - 20.08.2010: 50 mila litri di contenuto del digestore in un corso d'acqua
Kleinbreitenbronn - 31.08.2010: perdita di contenuto del digestore
Großbottwar - XX.09.2010: sversamento di contenuto del digestore dall'impianto nel Bottwar
Eichenried - 24.09.2010: esplosione
Bad Wörishofen - 30.09.2010: incendio nella cabina di trasformazione
Niederprüm -12.10.2010: sversamento di un milione di litri
Neetze - 20.10.2010: 500 mila euro di danni per perdite di contenuto del digestore
Oberwertach/Feldkirchen - 03.11.2010: incendio e inquinamento idrico
Istha/Martinhagen - 05.11.2010: perdite dalla trincea dell'insilato
Nidderau-Ostheim - 06.12.2010: due feriti da esplosione nell'impianto
Vasbeck-Diemelsee - 01.01.2011: perdite di contenuto del digestore
Wölfersheim-Berstadt - 07.01.2011: colature dalla trincea dell'insilato inquinano le acque
Feldkirchen-Westerham - 26.01.2011: perdite di contenuto del digestore
Trendelburg - 27.01.2011: colature dalla trincea dell'insilato inquinano le acque
Düngstrup 29.01
.2011: incendio nell'area dei servizi tecnologici
Wittlich - 31.01.2011: infiltrazioni di liquidi dalle fondazioni della centrale inquinano le acque
Senftenberg - 31.01.2011: incendio nell'unità di filtraggio
Karft bei Wittendörp - 05.02.2011: incendio in un grande impianto
Ellwangen-Pfahlheim - 07.02.2011: fuoriuscita di 300 mila litri di contenuto del digestore per un difetto tecnico
Schmachtenhagen - 08.02.2011: a causa di un incidente sversamento di 1500 m
3 di contenuto del digestore (digestato)
Alheim - 09.02.2011: colaticcio da insilato per l'alimentazione dei digestori si spande sull'autostrada
Lamstedt - 09.02.2011: sospetta moria di pesce causata da centrale a biogas
Gangelt - 09.02.2011: incendio nella sala motori
Lauchhammer - 28.02.2011: incendio nell'essicatore del digestato
Kampe - 08.03.2011: da 2,5 a 3 milioni di litri di contenuto del digestore fuoriusciti ma il bacino di raccolta ha prevenuto il disastro
Allershofen - 05.03.2011: fiamme nell'impianto elettronico della centrale
Güterglück - 15.03.2011: esplosione con incendio in un digestore
Grevesmühlen - 16.03.2011: (arrivo della notizia) percolato nel bacino di raccolta delle acque piovane
Campen - 07.04.2011: 250 mila € di danni per incendio con molto fumo
Auetal - 08.04.2011: sabotaggio causa lo sversamento di 300 mila litri di contenuto del digestore
Quarnstedt, SG Gartow - 10.04.2011: incendio
Sauserhof, Großbottwar - 03.05.2011: inquinamento idrico per sversamento di contenuto del digestore
Seeth - 05.06.2011: incendio in una centrale (Trafobrand)
Güstrow - 11.06.2011: incendio nella centrale
Erkheim - 20.07.2011: incendio: bruciata la copertura del deposito del digestato
Lauchhammer - 25.07.2011: dopo esplosione due persone ustionate, una gravemente e in seguito morirà
Eggeloge - 01.08.2011: scoppio durante lavori di manutenzione, due feriti gravi
Dassel-Relliehausen - 11.08.2011: incendio di un fermentatore
Gressthal - 20.05.2012: a causa di una perdita da un fermentatore sversamento di 600 m³ di contenuto del digestore
Lenningen-Krebsstein - 06.10.2011: sversamento di 1.5 milioni di litri di contenuto del digestore a seguito del fermentatore
Uchte-Lohhof - 27.10.2011: incendio in 2 impianti di cogenerazione, rischio esplosione
Wiesent - 05.11.2011: scoppio nel fermentatore fa saltare la copertura
Marienmünster - 10.11.2011: incendio in un impianto satellite di cogenerazione
Schlieven - 05.12.2011 : incendio nell'impianto di essiccazione dei digestati; soccorritori in pericolo a causa del deposito di acido solforico
Bettinghausen - 20.12.2011: ancora - era già successo nel 2008 - 1500 m ³ di materiali da fermentare sversati
Hilgermissen - 27.12.201: moria di pesci in un biotopo a causa del colaticcio delle trincee di insilato
Katschenreuth- 01.01.2012: dopo un black out
(temporale) l'impianto trabocca
Wurmannsquick - 24.02.2012: perdita da una conduttura: fuoriuscito materiale dal fermentatore
Rheurdt-Saelhuysen - 26.03.2012: grave incendio
Schultenwede - 31.03.2012: contenuto del digestore e di digestati sversati in un ruscello e acque di pesca
Neumarkt - 23.04.2012: sversamento di digestato con inquinamento di corso d'acqua e moria di pesci
Massing-Geratsdorf - 25.04.2012: 20 m3 di digestati nel fiume per un errore umano
Altenstadt - 19.05.2012: perdita di gas da una conduttura con conseguente esplosione
Jerstedt - 07.06.2012: 50m3 di digestato sversati
Großbottwar - 26.06.2012: per la terza volta contenuto del digestore sversato nel fiume Bottwar
Irlach, Cham - 29.06.2012: incendio di macchinari nella sala impianti tecnologici
Usedom - 05.07.2012: una persona portata in ospedale per precauzione dopo che per una perdita di gas si era staccata una cupola di plastica
Bergatreute - 11.07.2012 grande incendio e esalazioni di idrogeno solforato
Niederviehbach - 26.07.2012: sversamento di contenuto del digestore (50m ³) in parte in un ruscello
Kelheim - 06.08.2012: bagliore e scoppio nella centrale di Thronhofen
Mühlingen - 22.08.2012: perdita di gas da un fermentatore; la torcia di emergenza ha dovuto essere attivata manualmente
Schwarzenbek - 17.09.2012: rischio di esplosione per un incendio in un fermentatore
Gangkofen - 26.10.2012: moria di pesce nel fiume Blina:sversamento nei pressi dell'impianto
 Fonte: RURALPINI

domenica 4 novembre 2012

MAPPA DELLE CENTRALI A BIOMASSE IN ABRUZZO: AIUTATECI A FERMARNE LA DIFFUSIONE

UNA

ELENCO CENTRALI A BIOMASSE IN ABRUZZO
(aggiornato al 4/11/12 s.e.& o.)
A) in previsione, in fase di progettazione o di di attivazione
1.ISTONIA ENERGY VASTO(CH) OLI VEGETALI 4MW REALIZZAZIONE
2.PUCCIONI SPA VASTO(CH) BIOMASSE SOLIDE-OLI 16.2MW REALIZZAZIONE

3.RENOVO BIOENERGY SPA (GUARDIAGRELE) CHIETI LOC. PIANO VENNA 1MW RIFIUTI
4.ECO ENERGY (ORTONA) 34 MW (APPROVATO CON PRESCRIZIONE) BIOMASSE VEGETALI
5. CORROPOLI
6.CORROPOLI
7.CORROPOLI
8. 13. SAGITTA IMMOBILIARE (COLONNELLA) 6 IMPIANTI DA 1MW 36.000TONNELLATE LEGNA/ANNO
14. 15. ROMAGNOLI ENERGIA SRL PIANELLA (PE) 10MWE (1 DA 1MW)
16.SINERGAS CEPAGATTI (PE) 940KW OLIO DI COLZA E DA FRITTURA.
17.FATER(PE) IN COSTRUZIONE 8.9MW (OLIO DI JATROPHA)
18.EK ENERGY SRL MANOPPELLO (PE) 2.0 MWE BIOMASSE ORIGINE ANIMALE
19.RENOVO (RICHIESTA ) CITTÀ SANT’ ANGELO (PE) ZONA ASI 1MWE
20.TORRICELLA PELIGNA 1MW
21. 24. C.DA S. ONOFRIO LANCIANO 4 CENTRALI DA 1MW
25 ATA ENERGIA srl (BIOGAS 1MW)) LANCIANO (Villa Pasquini - Loc. Bel Luogo)
26. CIVITA LUPARELLA
27.GREEN ENGINEERING SRL MONTEODORISIO (CH) 1MW BIOMASSE
28.FALLO (CH)
29.VILLA ALFONSINA (CH)
30.BUSSI (PE)
31.ECOGEN SRL PICCIANO(PE)                                                                                           32.AURA ENERGIA S.p.A. ORTONA 49,9MW

riaB) già attive
1.SANSIFICIO VECERE (Treglio CH)
2.G.C.T. SRL (TREGLIO CH) 1MW BIOMASSE
3.POWERCROOP S.P.A AVEZZANO(AQ) BIOMASSE LIGNOCELLULOSICHE
4.MA&D POWER ENGINEERING SPA LOC. CASELLE (AQ) 5,5MW
5.DISTILLERIA D'AURIA S.p.A. ORTONA

6.SANSIFICIO SO.LE.MA SCAFA (PE)
7.SANSIFICIO DI PESCARA ABRUZZO OLEARIAO
leari
E' questa una prima mappatura, ahinoi parziale per difetto, delle centrali a biomasse (o per meglio dire inceneritori) previste o già funzionanti in Abruzzo delle quali siamo a conoscenza.

Non aggiungiamo altro sulle innumerevoli, valide e documentate ragioni che ci spingono a contrastare questo tipo di insediamenti industriali inquinanti che, come progettati dalle nostre parti, rappresentano un affare solo per coloro che li realizzano e gestiscono mentre causano una serie innumerevole di danni alle popolazioni (quasi sempre ignare ) che li ospitano, in termini di salute, economia, lavoro e svalutazione immobiliare e patrimoniale.

"A noi il fumo, a loro l'arrosto."
 
Chi vuole togliersi ogni dubbio al riguardo può scaricare dal sito di NSC il nostro esaustivo "DOSSIER BIOMASSE" oppure consultare su questo blog i tanti post scritti sull'argomento.

QUELLO CHE CI PREME ADESSO E' INVITARE TUTTE LE COMUNITA' PRESENTI IN ABRUZZO A VIGILARE BENE DIRETTAMENTE O ATTRAVERSO I PROPRI RAPPRESENTANTI ELETTI NELLE VARIE SEDI PER INDIVIDUARE SUBITO LA PRESENTAZIONE ALLE AMMINISTRAZIONI COMUNALI DI PROGETTI DI QUESTO TIPO, A SEGNALARCELE ED A MOBILITARSI SUBITO PER PRETENDERE, COME PREVISTO DALLA LEGGE, IL COINVOLGIMENTO DIRETTO DELLA CITTADINANZA INTERESSATA NEL PROCESSO DECISIONALE.
E' DECISIVO INTERVENIRE AL PIU' PRESTO, NEI PRIMI GIORNI DOPO LA PRESENTAZIONE DELLE ISTANZE, ALTRIMENTI SI RISCHIA DI NON POTER FARE PIU' NULLA DI VERAMENTE CONCRETO. 

Purtroppo la nostra esperienza al riguardo ci dice che spesso, specialmente nelle prime fasi, Sindaci ed amministratori pubblici tengono completamente all'oscuro la propria comunità che ne viene a conoscenza del tutto casualmente o a cose ormai fatte.
Nello stesso tempo però, sempre per esperienza diretta, abbiamo incontrato amministratori pubblici e politici molto collaborativi e lungimiranti che, grazie anche al nostro contributo, si sono battuti ed hanno avuto ragione. L'ultimo caso è quello di Santa Maria Imbaro (CH) dove con una delibera votata all'unanimità è stato respinto il progetto di una centrale a biogas.
Altre esperienze positive le abbiamo avute a Guardiagrele e Bussi, per esempio.

Quando si tratta di questi argomenti non possono esistere differenze di schieramento o di partito perchè la salute è un valore universale irrinunciabile. 
Politici, Sindaci, Consiglieri e Amministratori pubblici in genere devono rendersi conto che allo stato attuale non sono più ammesse furbate o torbide manovre sotterranee e chi non si batte alla luce del sole in difesa del bene comune verrà cacciato a pedate nel sedere senza tante gentilezze.

NUOVO SENSO CIVICO è sempre a disposizione per offrire la propria testa ma anche i propri piedi.   

PER SEGNALAZIONI E CONTATTI SCRIVETECI A:
info@nuovosensocivico.it