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venerdì 4 aprile 2014
domenica 30 marzo 2014
POLLINE GIALLO PIENO DI VELENI A LANCIANO E TREGLIO: LE AUTORITA' INTERVENGANO SUBITO PER DIFENDERE LA SALUTE DELLA COLLETTIVITA'
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| Il polline giallo analizzato |
DOPO
L’ACQUA, L’ARIA: LE VITE DEGLI ABRUZZESI SACRIFICATE SULL’ALTARE DEGLI AFFARI
SPORCHI. LE AUTORITA’ INTERVENGANO SUBITO PER FERMARE QUESTA SPIRALE
PERVERSA.
Siamo
profondamente indignati e stufi di contare i morti dopo che i danni sono stati
fatti specie se questi danni sono perfettamente evitabili se solo avessimo una
classe politica, amministrativa, dirigenziale e imprenditoriale degna di
rivestire questo ruolo invece di personaggi perlopiù incapaci, omertosi e
spesso conniventi fino a sconfinare nel vero e proprio crimine, come dimostra
la vergognosa vicenda di Bussi. L’Abruzzo da “terra dei cuochi” a “terra dei
fuochi” prima e più di qualsiasi altra regione. L’acqua che dà la vita, che è
la vita stessa, avvelenata consapevolmente per i propri sporchi interessi
privati.
Ma
non c’è solo l’acqua. Come andiamo ripetendo da anni c’è anche l’aria, altro
elemento vitale, continuamente inquinata da fumi ed emissioni nocive prodotte
spesso da impianti del tutto inutili per la collettività ma assai remunerativi
per gli imprenditori senza scrupoli che li installano con la compiacenza degli
amministratori locali e senza alcun coinvolgimento delle comunità ignare.
Per i sopraccitati motivi abbiamo
deciso di far analizzare da un laboratorio di un Istituto privato laziale un
campione di polline proveniente da conifere che fioriscono tra ottobre e
novembre, prelevato tra Treglio e Lanciano. La scelta è ricaduta sul polline di
queste varietà arboree in quanto si sviluppano ad una altezza media che varia
tra il metro e mezzo e i dieci metri, valore intermedio dell'aria che
respiriamo. Il polline si sviluppa in pochi giorni, di conseguenza gli
inquinanti assimilati si riferiscono alla breve vita di questa sostanza
organica. Se ad esempio avessimo usato dei campioni di corteccia le sostanze
rinvenute sarebbero state riferite a decenni di esposizione, quindi passate,
risultato di anni di accumulo. Questa metodica dovrebbe dimostrare la qualità
dell'aria che quotidianamente respiriamo. Altro dato importante che vogliamo portare
all'attenzione è come i pollini, che tra pochi giorni invaderanno l'ambiente,
siano un eccezionale veicolo di trasporto di inquinanti nel nostro organismo a
maggior danno per gli allergici ma anche per il resto della popolazione. L'aria
la respiriamo tutti con conseguenze negative rilevanti in particolare per i
bambini e gli anziani, sicuramente i soggetti più a rischio. (Vedi nota 1*)
All’interno di questo polline giallo sono state
rinvenute diverse sostanze cancerogene, tossiche e mutagene tra le quali toluene,
benzene e furani, alcune con picchi elevatissimi come nel caso del
benzoghiperilene e del dieldrin. Quest’ultimo è un potente insetticida nato
negli anni ’50 in concorrenza con il DDT e oggi proibito
in molti paesi. E’ correlato all’insorgere della malattia di Parkinson, del
cancro, di danni al sistema immunitario, riproduttivo, nervoso e ai nascituri.
Queste sostanze, come altre, sono state rilevate anche nelle analisi
effettuate nelle zone più inquinate del casertano. Come mai sono presenti qui?
Naturalmente
c’è bisogno di approfondimenti più accurati e di un monitoraggio permanente ed
è proprio questo che chiediamo agli organismi istituzionali preposti, ARTA in
testa. Occorre sottolineare che già l’autorevole e avanzato biomonitoraggio
sulla qualità dell’aria in provincia di Chieti condotto dall’Istituto Mario
Negri Sud nel 2010 aveva evidenziato dati sconfortanti nella fascia costiera
con i risultatui peggiori proprio nell’area frentana di Lanciano.
I
Sindaci hanno un’enorme responsabilità in queste vicende perché rappresentano a
livello locale la massima autorità sanitaria che ha l’obbligo di tutelare la
salute ed il benessere dei propri concittadini recependone positivamente le
legittime istanze. Pertanto sono loro per primi che devono pretendere tutti gli
approfondimenti del caso e impedire nello stesso tempo qualsiasi
situazione o insediamento che provochi un peggioramento della qualità
dell’aria. Devono anzi attivarsi con ogni mezzo per migliorarla il più
possibile, come impone una specifica direttiva europea.
Non
ci stancheremo mai di ripetere che è proprio la Comunità Europea a spingere
affinchè si utilizzi il più possibile il “principio di precauzione” (recepito
dalla legislazione italiana) quando ci sia il ragionevole dubbio di un rischio
per le popolazioni anche senza l’evidenza scientifica dello stesso. Non
possiamo ritrovarci dieci o venti anni dopo a piangere lacrime amare solo
perché prima non c’era la certezza del danno (ma neanche dell’assenza del
danno). La ricerca scientifica, sempre benvenuta, ha in questi casi tempi
troppo lunghi che non possiamo più permetterci rimanendo inerti.
L’Organizzazione
Mondiale della Sanità ha stabilito la sicura cancerogenicità delle
emissioni da combustione di qualsiasi natura, dalle ciminiere ai tubi di
scappamento delle auto, ed è quindi compito primario della buona politica e dei
validi amministratori locali di adottare tutte le soluzioni possibili per
scoraggiare e ridurre tali fenomeni. E cosa fanno invece i vertici della
Regione Abruzzo? Firmano una convenzione che autorizza e incentiva
l’incenerimento del CSS (materiale combustibile derivato dai rifiuti) negli
impianti termici e negli inceneritori (quindi anche nelle centrali a biomasse) favorendo di fatto,
oltre agli introiti di qualche imprenditore riconoscente, un aumento diffuso
dell’inquinamento.
Dobbiamo
dire una volta per tutte un forte e chiaro BASTA a questi comportamenti. Vanno
bene i monitoraggi e tutti gli studi possibili così come la richiesta
sacrosanta di un registro tumori regionale ma la prima cosa da fare è eliminare
a monte le cause delle malattie attraverso la prevenzione primaria che va ad
incidere anche sui fattori ambientali di rischio.
Se
politici, dirigenti, amministratori locali e chiunque abbia potere decisionale
in questo ambito non comincerà da qui ad adottare pratiche virtuose per il
benessere collettivo, si renderà responsabile e complice di un crimine contro
la vita e l’umanità intera che non verrà più tollerato.
*Nota 1: Vogliamo
ricordare che l'utilizzo dei pollini per studiare la qualità dell'aria viene
ampiamente utilizzato dalla Scienza
ufficiale " Aerobiologia" lo studio
della componente di origine biologica aerodispersa; avendo come obiettivo la
ricerca di particelle responsabili di patologie che incidono sulla nostra
salute, sulle colture e sul patrimonio artistico.
L' Aeerobiologia si
occupa, in modo complementare alle ricerche chimiche e fisiche, delle
problematiche dell'inquinamento atmosferico, attraverso il monitoraggio
sporo-pollinico.
Il contributo che
l'Aerobiologia può dare con il monitoraggio in continuo dei pollini e delle
particelle aerodisperse non è limitato soltanto al campo della medicina, e in
particolare all'allergologia, ma si estende anche ad altri settori quali
l'agricoltura, la fitopatologia, la conservazione dei beni culturali nonchè allo
studio della biodiversità, del clima e dell'inquinamento atmosferico.
NUOVO SENSO CIVICO
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| Il polline giallo incriminato |
PER APPROFONDIMENTI LEGGI ANCHE:
- IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE
- LE CENTRALI A BIOMASSE MINACCIANO LA SALUTE
- QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA
- L'INQUINAMENTO UCCIDE
- GLI INCENERITORI FANNO MOLTO MALE
- CENTRALI A BIOMASSE IN ABRUZZO
- IMPIANTI A RISCHIO IN ABRUZZO
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sabato 22 marzo 2014
A LANCIANO TUTTO FERMO SULLA MOBILITA' SANA E FUNZIONALE MENTRE LE AUTO CONTINUANO A SPADRONEGGIARE
| scene di quotidiana e impunita inciviltà |
- mentre il tanto sbandierato "PGTU - Piano Generale del Traffico Urbano" sembra ormai morto e sepolto;
- mentre le automobili continuano indisturbate ad essere parcheggiate davanti agli scivoli ed ai monumenti storici, sui passaggi pedonali e negli spazi riservati ai disabili;

Percorso pedonale di Santo Spirito
- mentre le biciclette del bike-sharing prendono polvere in qualche deposito perchè l'Amministrazione Comunale non è stata capace di mettere su quattro pensiline protettive;
- mentre all'orizzonte non si profila non dico una pista ciclabile ma neanche qualche senso unico in più per rendere più sicuri e a costo zero gli spostamenti in bici di chi la usa benemerito per muoversi in città senza inquinare;
- mentre chi cerca di attraversare la strada dopo aver faticosamente individuato le strisce pedonali in via di estinzione ringrazia l'autista che lo fa passare senza ammazzarlo;
AAA STRISCE PEDONALI CERCASI (davanti all'Ospedale) AAA STRISCE PEDONALI CERCASI-2 (quartiere Santa Rita dove attraversare è quasi un suicidio) - mentre l'Amministrazione Comunale è tutta concentrata su progetti e studi di fattibilità per opere costosissime e di assai dubbia realizzazione quali rotatorie e parcheggi che, soprattutto questi ultimi, invece di risolvere il problema del traffico lo aggravano, come ampiamente dimostrato;
- mentre i soggetti più deboli ma titolari di pari diritti alla mobilità quali pedoni, portatori di handicap e ciclisti sono condannati a soccombere di fronte allo strapotere incentivato degli automobilisti;
- mentre madri e padri si ingorgano davanti alle scuole a motori accesi per riprendere i figli e avvelenarli un pò tutti;
Franco Mastrangelo - NSC Lanciano
PER APPROFONDIMENTI CLICCA SULLE PAGINE:
- IN BICI A LANCIANO PER UNA MOBILITA' PIU' SANA
- ELIPORTO? NO, GRAZIE.
- LA VERGOGNOSA VICENDA DI PIAZZA PLEBISCITO
SCENE DI QUOTIDIANA INCIVILTA' A 4 RUOTE (se volete segnalarcene altre inviate le vostre foto a info@nuovosensocivico.it oppure a francomnsc@email.it )
domenica 2 marzo 2014
IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE ANDREBBE INSERITO NELLA COSTITUZIONE A TUTELA DELLA SALUTE DI TUTTI I CITTADINI
In questo articolo ci rivolgiamo soprattutto a Sindaci ed Amministratori locali che hanno l'obbligo di preservare la buona salute dei loro concittadini e che devono piantarla una volta per tutte con i soliti giochetti del "non sapevo", "non è sicuro che", "non possiamo intervenire".
Qui sotto diamo conto dell'ennesimo autorevolissimo studio scientifico che certifica la cancerogenità delle emissioni da combustione che segue tanti altri con risultati analoghi. Purtroppo però questi studi hanno tempi di svolgimento piuttosto lunghi, spesso ventennali, arrivando così a conclusioni certe quando ormai i danni sono già stati devastanti. Il caso dell'amianto è emblematico in questo senso.
Esiste però un'arma molto efficace ed immediatamente utilizzabile dai rappresentanti istituzionali che si chiama "principio di precauzione" e che viene sollecitato dalla stessa Comunità Europea per la protezione dell'ambiente e della salute anche se la valutazione scientifica del rischio non consente di determinarne gli effetti con sufficiente certezza. E' un principio (recepito dall'Italia nel d.lgs. 152/06, leggi QUI) che esalta il valore della prevenzione e che consente interventi utili anche dal punto di vista della spesa perchè molto meno onerosi di quelli posteriori in riparazione del danno.
E' uno strumento formidabile a disposizione dei Sindaci che, lo ripetiamo per l'ennesima volta, sono la massima autorità sanitaria locale e in questa veste non possono manifestare timidezze o sudditanza nei confronti di poteri diversi, economici o di altra natura.
Devono tenere sempre la schiena dritta quando, come accade sempre di più nella nostra Regione, vengono proposti interventi inquinanti e nocivi per il benessere delle comunità locali che non ne traggono alcun vantaggio neanche dal punto di vista economico e occupazionale.
Gli esempi sono all'ordine del giorno dal campo petrolifero a quello della finta "green economy" (biomasse e simili), dai rifiuti e gli inceneritori al traffico veicolare e via discorrendo.
Nel dubbio è sempre meglio tutelare la parte più debole: questo è il compito più onorevole per chi si vuole fregiare dell'appellativo di "Primo Cittadino".
PER APPROFONDIMENTI:
PER APPROFONDIMENTI:
- TRAFFICO KILLER
- CENTRALI A BIOMASSE FUORILEGGE
- GLI INCENERITORI FANNO MOLTO MALE
- L'INQUINAMENTO UCCIDE
- QUESTIONE DI SOPRAVVIVENZA
- LE CENTRALI A BIOMASSE MINACCIANO LA SALUTE
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Un grande studio, che ha coinvolto trecentomila abitanti di nove paesi europei, tra cui l'Italia, ha dimostrato che respirare polveri fini (PM10) e ultrafini (PM2,5), aumenta il rischio di cancro polmonare. L'articolo pubblicato in questi giorni su Lancet Oncology ha definitivamente confermato, oltre ogni ragionevole dubbio, che le polveri che si sviluppano a seguito di combustioni, caratterizzate da dimensioni molto piccole (diametro inferiori a 10 e 2,5 millesimi di millimetro), possono provocare il cancro al polmone, anche in chi non ha mai fumato sigarette. Lo studio ha dimostrato che il numero di tumori polmonari che si registrano in una determinata popolazione, aumenta in proporzione alla concentrazione di polveri sottili che quella popolazione ha mediamente respirato. Ogni 10 microgrammi (milionesimo di grammo) in più, di polveri sottili presenti in un metro cubo d'aria inalato, il rischio di cancro polmonare aumenta del 22%. Ad esempio, questo significa che, se in una determinata popolazione di non fumatori, esposti a 10 microgrammi di polveri sottili (PM10) per metro cubo d'aria , si registrano 100 casi di tumori polmonari all'anno, nello stesso numero di persone, esposte a 20 microgrammi di polveri per metro cubo, i casi di tumore polmonare sono 122. I casi di tumore salgono a 144, con un'esposizione media a 30 microgrammi per metro cubo, a 166, se l'esposizione arriva a 40 microgrammi per metro cubo. E se la concentrazione di polveri è di 50 microgrammi per metro cubo, i tumori polmonari attesi saranno 189. Le concentrazioni di polveri sottili riportate in questo esempio ( da 10 a 50 microgrammi per metro cubo) non sono casuali. La popolazione norvegese che ha partecipato allo studio era esposta a 13 microgrammi per metro cubo, quella olandese a 25 microgrammi, mentre quella romana faceva registrare una esposizione a 36 microgrammi per metro cubo e quella torinese risultava la più esposta in assoluto: 48 microgrammi per metro cubo. Tutto questo significa che nelle popolazioni italiane (56 milioni di persone), a causa dell'elevato inquinamento dell'aria ignorato o colpevolmente tollerato, si registrano molti tumori polmonari che potrebbero essere evitati se adeguate scelte politiche riducessero l' elevato inquinamento atmosferico da polveri sottili del nostro Paese, ai livelli considerati normali nei paesi del nord Europa. E poichè le PM10 si producono, inevitabilmente, ogni volta che si brucia qualche cosa, queste politiche, finalizzate alla prevenzione primaria dei tumori polmonari, riguardano tutte le combustioni evitabili o riducibili. A cominciare, ovviamente, dal fumo di sigaretta, ma anche quelle della mobilitità urbana (privilegiare il trasporto collettivo su mezzi a trazione elettrica), del trattamento dei rifiuti (riciclo e compostaggio, al posto dell'incenerimento), del condizionamento degli edifici (più isolamento termico e meno combustibili per il loro condizionamento), della produzione di elettricità (più solare eolico, idroelettrico, meno carbone), dell'uso energetico delle biomasse (abolire gli incentivi alla combustione e alla gasificazione di biomasse). Infine, lo studio pubblicato su Lancet ha confermato che gli attuali limiti di legge per le PM10 (40 microgrammi per metro cubo) non sono sufficenti a tutelare la salute dei cittadini. Un significativo aumento dei tumori polmonari si sono registrati anche con esposizioni a polveri sottili inferiori a 40 microgrammi per metro cubo. Pertanto, ogni scelta che comporta un aumento evitabile delle emissioni di polveri sottili deve essere vietata. Rientra in questi divieti la sostituzione d'impianti a metano (a bassa emissione di polveri sottili) con impianti alimentati con rifiuti, cippato di legno e oli vegetali (ad alta emissione di polveri sottili): una scelta che si sta diffondendo nel nostro paese, a causa della "droga" dei certificati verdi regalati a chi produce elettricità bruciando biomasse. Prof. Federico Valerio |
sabato 22 febbraio 2014
MA CHE BRUTTO AMBIENTE! FORTI PERPLESSITA' SUL NUOVO MINISTRO DI RENZI
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| Il neo-ministro per l'ambiente Galletti con Casini |
Premesso che speriamo di essere smentiti presto con fatti concreti e positivi, non possiamo nascondere la nostra profonda delusione per l'incarico di ministro per l'Ambiente affidato all'UDC (ma fa parte della maggioranza?) nella persona di Gianluca Galletti.
A parte il fatto che in una compagine così giovane ci tocca uno dei più "attempati" in un settore che più di altri ha come riferimento il futuro delle generazioni, il problema principale è che questo politico di lungo e abile corso non ha mai dato evidenza pubblica di un qualche interesse per le tematiche ambientali.
Ripetiamo ancora: speriamo che il nostro pessimismo possa sciogliersi presto come neve al sole, il nostro amato sole, ma le premesse non inducono all'ottimismo come possono confermare certe prese di posizione di Galletti che documentiamo qui sotto.
Se poi aggiungiamo che la nuova ministra per lo sviluppo economico è Federica Guidi di Confindustria le cose si complicano ulteriormente visto che i due ministeri spesso si devono coordinare tra di loro su determinate decisioni di carattere ambientale ed economico.
Se poi aggiungiamo che la nuova ministra per lo sviluppo economico è Federica Guidi di Confindustria le cose si complicano ulteriormente visto che i due ministeri spesso si devono coordinare tra di loro su determinate decisioni di carattere ambientale ed economico.
Le ombre su Ombrina e su tutto il resto, ahimè, si fanno sempre più scure ma questo ci induce non ad arrenderci ma a moltiplicare gli sforzi ora che il gioco si fa decisamente più duro.
Pubblichiamo qui di seguito l'articolo apparso su Ecoblog del 21 febbraio:
Governo Renzi: Gianluca Galletti economista e Udc è il ministro per l'Ambiente
Un economista, Gianluca Galletti Udc e sottosegretario all'Istruzione nel Governo Letta è ministro per l'Ambiente del neo governo Renzi
Dunque la prima considerazione è questa:se per le
Politiche agricole si è preferito puntare su Maurizio Martina che
conosce il settore, proprio per l’Ambiente perché si preferisce
nominare un politico più burocrate che esperto? Fa da contraltare
all’Ambiente la nomina di Federica Guidi allo Sviluppo economico, ossia
al ministero che muoverà le risorse economiche più importanti per le
infrastrutture e l’energia. La Guidi è stata presidente dei giovani
industriali ma sopratutto figlia di Guidalberto Guidi di Ducati energia.
A leggere le esperienze di Galletti
poi si resta ancora più perplessi: ma perché scegliere per un dicastero
così delicato un politico che non ha mai masticato ambiente in vita
sua?Per inquadrare meglio Galletti vi riporto la lettera satirica scritta da informazionescuola indirizzata al premier Letta all’indomani della nomina di Galletti a sottosegretario all’Istruzione:
Approfitto di questa occasione per dire anche – e soprattutto – che io sono in primo luogo un dottore commercialista, con tanto di laurea in economia e commercio, prestato con interessi alla politica da mio padre, un vecchio dc (rumoriano di ferro, immagino); e faccio bene il politico (sono nientemeno succeduto da poco a Casini, come nuovo capogruppo dell’Unione) perché sono stato – ma non ci giuro – un eccellente amministratore di condomini. Ed è da questa esperienza che mi sono nate, credo, le qualità politiche che i miei mi riconoscono anche altrove. Ritengo perciò offensivo della mia dignità, della mia professionalità, ma anche della mia vocazione, nominarmi sottosegretario di un dicastero per il quale non ho competenze, né attrazione. Né mai ne avrò.Cosa ci dobbiamo aspettare da questo ministro? Certamente il proseguimento duro e puro della politica ispirata da Prodi sin qui espressa: privatizzare l’acqua e incentivare le energie fossili.
Dal nucleare alla privatizzazione dell’acqua tutti i si di Gianluca Galletti
La nomina di Gianluca Galletti quale ministro per l’Ambiente prosegue la tendenza iniziata con la nomina di Stefania Prestigiacomo che andò a prendere il posto che fino a qualche mese prima era stato di Alfonso Pecoraro Scanio ricordato come uno dei pochi ambientalisti a occupare il discastero omologo. In effetti Pecoraro Scanio chiude la sequenza di ministri per l’Ambiente provenienti dai Verdi iniziata con Carlo Ripa di Meana e proseguita con Francesco Rutelli e Edo Ronchi. Con la Prestigiacomo si inaugura una tendenza verso una industrializzazione dell’Ambiente che dalla nascita de ministero, ovvero dal 1983 non si era mai così palesata. In effetti da Prestigiacomo a Clini a Orlando tutti hanno in qualche modo palesato l’apertura al nucleare, alla privatizzazione dell’acqua o anche agli Ogm. Galletti prosegue lungo questo sentiero se andiamo a considerare le dichiarazioni rese sull’acqua pubblica:I partiti che hanno sostenuto il referendum sull’acqua e le regioni che hanno proposto ricorso alla Corte Costituzionale si devono ora assumere la responsabilità di aver causato un danno enorme al Paese nel suo momento più difficile. L’annullamento della normativa sui servizi pubblici locali provocherà un danno gravissimo in termini di crescita. La concorrenza in questi settori strategici, è azzerata e si ritorna all’affidamento diretto a società totalmente partecipate dai comuni. Si moltiplicheranno ancora proprio quelle società inefficienti che sono l’emblema della lottizzazione politica.cL’Udc con responsabilità aveva denunciato questo pericolo ai tempi del referendum con una posizione poco conveniente da un punto di vista elettorale, ma giusta per il Paese.Sul nucleare nel 2010 quando candidato alle regionali dell’Emilia Romagna dichiarava:
"Se mi dimostrano che in tutta Italia il sito più sicuro e più economico è in Emilia-Romagna io non avrei timore a metterlo in Emilia-Romagna".
Siamo messi bene!
mercoledì 19 febbraio 2014
MI SA CHE LE ELEZIONI SONO SEMPRE PIU' VICINE!!!
Molti cittadini di Poggiofiorito e di Arielli più volte ci avevano chiesto aiuto e consigli in merito alla centrale che stava per essere autorizzata nel paese. Dopo le opportune verifiche avevamo messo in allarme la cittadinanza su quali potevano essere i rischi sulla salute di un simile impianto. Avevamo suggerito di intraprendere iniziative opportune coinvolgendo le autorità competenti, in particolare il Comune di Poggiofiorito e la Regione Abruzzo, come più volte abbiamo fatto in simili occasioni, ottenendo i risultati sperati. Senza la loro collaborazione è pressoché impossibile ottenere il rispetto delle leggi che TUTELANO IL DIRITTO ALLA SALUTE. Ma come al solito Comune e Regione sono stati DISTRATTI, agevolando indirettamente gli interessi dei pochi anziché il BENE COMUNE.
Oggi apprendiamo con stupore che i sindaci del comprensorio e il consigliere regionale Camillo D'Alessandro scoprono, dopo le continue lamentele e proteste dei residenti, gli effetti devastanti di queste attività sulla incolumità dei cittadini, considerati dalla normativa "INSALUBRI DI 1° CLASSE" da autorizzare salvo terzi e lontano dai centri abitati.
MI SA CHE LE ELEZIONI SONO SEMPRE PIU' VICINE!!!
martedì 18 febbraio 2014
PERCHE’ ALESSANDRO LANCI E NUOVO SENSO CIVICO NON PARTECIPERANNO ALLE PRIMARIE
COMUNICATO-STAMPA
DI “NUOVO SENSO CIVICO” DEL 17 FEBBRAIO
2014
“PERCHE’
ALESSANDRO LANCI E NUOVO SENSO CIVICO NON PARTECIPERANNO ALLE
PRIMARIE”
Dopo aver
raccolto in pochi giorni in tutte le province le firme necessarie per
partecipare alle primarie Alessandro Lanci, presidente di “Nuovo Senso Civico”,
si vede costretto a rinunciare a questo passaggio che da leale competizione
quale doveva essere si è trasformata in una
farsa.
Pensiamo infatti
che opporre alla “corazzata” D’Alfonso tre soli contendenti dotati di mezzi e visibilità
enormementi inferiori sia una presa in giro per l’intero elettorato. Oltretutto
l’ipotesi che circola insistentemente di un rientro in gioco come candidati a prescindere dalle
primarie di alti esponenti del PD nel caso di
“infortuni” giudiziari di D’Alfonso che ne impedirebbero la candidatura (obbligandolo in teoria
a lasciare il posto al secondo classificato) accresce la
convinzione di una rappresentazione con il copione già scritto.
Avevamo deciso di
partecipare sulla spinta di tanti sostenitori entusiasti e non per smanie di
visibilità personale ma perché ci sembrava un’ottima opportunità per mettere al
centro del dibattito temi cari all’intera comunità abruzzese che trattiamo da
anni e che rischiano di scomparire dalla ribalta politica (“Ombrina mare” e la
petrolizzazione, il rapporto tra salute, ambiente e lavoro, la falsa “green
economy” che peggiora qualità della vita e benessere dei
cittadini).
Naturalmente
nulla esclude una nostra candidatura diretta alle regionali ma in ogni caso
ribadiamo fin da ora il nostro impegno totale affinchè tutte le coalizioni e i
candidati presidenti prendano una posizione chiara e senza equivoci su questi
argomenti.
L’intera comunità
abruzzese ha dimostrato la sua netta opposizione alla deriva petrolifera ed a
tutti quegli interventi inquinanti (vedi centrali a biomasse e biogas) che
danneggiano non solo la salute ma anche l’economia locale orientata in
tutt’altra e incompatibile direzione.
Concludiamo
ringraziando tutti i volontari che in poche ore si sono attivati nella raccolta
delle firme ed a tutte le migliaia di sostenitori che da anni ci seguono
ribadiamo la promessa solenne di portare sempre alta la bandiera della difesa
dell’Abruzzo da speculatori, malfattori e venditori di fumo palesi e
occulti.
NUOVO SENSO
CIVICO
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