lunedì 16 marzo 2015

GLI UFO SBARCANO IN ABRUZZO!



Dopo l'approvazione con prescrizione al ministero dell'Ambiente dello sciagurato progetto Ombrina Mare, il re e' nudo con tutti i suoi cortigiani non solo a Roma ma anche in Abruzzo.
Svelate tutte le manfrine, i giochi delle tre carte, le rappresentazioni per il pubblico plaudente, i solenni e vani impegni.
Vogliamo sperare in un sussulto di dignità della politica regionale, prima di tutto da parte del presidente D'Alfonso e del principale partito al potere qui come a Roma, il PD.
Volere e' potere, appunto.
Quella che segue e' una lettera carica di rabbia e delusione che la stragrande maggioranza degli abruzzesi chiede venga presa in seria considerazione.
Ma non e' un'implorazione perché non siamo né sudditi né servi sciocchi e la nostra battaglia, sostenuta dalla forza inattaccabile della verità e del consenso generale, continuerà finché UFO e famelici marziani molto terrestri saranno allontanati per sempre dal nostro mare e dalle nostre terre.

Lei non può.
Lei non può tradire l'impegno che la lega a noi.
Un impegno che si pone al di là delle parole spese tra i programmi elettorali.
Un impegno molto più importante, mi permetta.
Un impegno a condividere ciò che verrà.
Un impegno ad impedire che il futuro ci venga violentemente strappato, contro ogni nostra volontà.
Gli abruzzesi si sono fatti ascoltare, anche quando una classe politica sembrava più sorda, hanno preteso di scegliere ed hanno scelto dicendo no alla deriva petrolifera. 
Oggi la storia, che sembrava offrire tutt'altre premesse, che lasciava sperare in una politica più sensibile ai beni comuni, all'ambiente, agli ecosistemi ci propone lo strappo di un tradimento.
Lei ha il potere.
Lei ha il diritto.
Lei ha il dovere di impedire che il futuro che noi abbiamo scelto ci venga negato.
Una voce sempre più forte si è levata da questa Regione, una voce di consapevolezza e determinazione, quella voce non può non essere udita.
Non ci venga raccontato che l'autorizzazione che permetterebbe alla mega-nave raffineria di essere ormeggiata nel nostro mare è un atto tecnico.
Non ci si potrà nascondere dietro regole e norme. 
Quell'atto è politico.
Quell'atto recherà la firma di un Ministro ed il Ministro  è organo politico.
Lei oggi ha una opportunità straordinaria che non risiede solo nell'impegno a spendersi verso la tutela delle risorse fondamentali dei nostri territori, ma l'impegno a misurarsi in una missione molto più alta ed insidiosa, impedire ancora una volta che la gente si senta privata del proprio diritto ad essere rappresentata, che alla gente vengano negati gli strumenti della vera rappresentanza e della partecipazione, che la gente venga ancora una volta tradita.
Lei può impedire tutto questo.
Lei potrà condividere con noi il futuro.

venerdì 13 marzo 2015

MA IL PAZIENTE OLTRE CHE PAZIENTE DEVE ANCHE ESSERE MALEDETTAMENTE PAZIENTE?




MALASANITÀ O MALA ORGANIZZAZIONE?
Capita a tutti o quasi…un bel giorno senti un dolorino, non ti senti per nulla bene, hai necessità di fare degli accertamenti o hai un familiare che ne ha bisogno. Ma rischi di peggiorare la tua già precaria salute quando vai con l’impegnativa per un semplicissimo, banalissimo TIMBRO. Ore ed ore di snervante e scomodissima attesa in cui, inevitabilmente ti chiedi:
MA IL PAZIENTE OLTRE CHE PAZIENTE DEVE ANCHE ESSERE MALEDETTAMENTE PAZIENTE?

Di seguito il racconto autentico di un Paziente/Contribuente che chiameremo con il nome di fantasia "Tonino". Questo è quello che accade quotidianamente


La giornata tipica di chi si reca al C.U.P. dell’Ospedale di Chieti.
Si parla spesso di malasanità, ma quello che è successo martedi 24 febbario presso il C.U.P. dell’ospedale di Chieti mi fà riflettere molto.
Come capita a tutti, mi sono recato al C.U.P per un semplice timbro da apporre sull’impegnativa, per una visita di cui avevo l’appuntamento alle ore 12,30, premetto che risiedo a 45 Km dall’Ospedale.
Appena arrivo nei pressi della struttura, vedo che non si può più parcheggiare lungo la strada per via dei divieti, cerco un posto, ma niente, la fila davanti al parcheggio a pagamento è lunghissima, torno indietro per lasciare l’auto nel parcheggio costruito di recente e scopro che è a pagamento, c’è un cartello che indica la disponibilità d un servizio navetta gratuito, questo servizio và giustamente retribuito però.
Ma non bastava fare una semplice scalinata per evitare  il giro del parcheggio e si evitava di pagare anche il servizio navetta? Si, ma per i portatori di Handicap?, vero, ma prima come facevano?, sarei curioso di sapere quanto costa questo servizio.
Nel frattempo arrivo davanti al cancelletto di entrata e noto che davanti ad esso non ci sono strisce pedonali e mi tocca fare un giro in più di circa cento metri per trovarle.
Sono  le 11,30 quando entro nella sala d’attesa, la vedo talmente piena di gente che bisogna fare lo slalom per arrivare fino al “Totem” per prelevare il fatidico numero per fare la fila,  e qui già cominciano le prime avvisaglie:  i cosiddetti Totem sono due ma uno è spento (Guasto?), eppure la sala è piena, dovremmo essere circa in duecento. Il numero che mi viene assegnato è il 414 e il contatore si trova a 179, penso fra me e me che ho fatto bene a presentarmi un’ora prima della visita, visto che c’è cosi tanta gente in attesa.
Premetto che gli  sportelli sono dieci, ma quelli aperti erano solo sei (ci può stare, pazienza).
Nel frattempo è passata quasi un’ora, mentre attendo pazientemente il mio turno, leggo su uno schermo in alto le varie comunicazioni di carattere  informativo che attraverso di esso l’Ente dà agli utenti e tra le varie comunicazioni visualizzate, c’è anche l’invito a utilizzare i display di fianco ad ogni sportello a  disposizione degli utenti (quelli del tipo “tablet”), per dare il proprio indice di gradimento del servizio. “Oh bene!” esclamo, visto che cominciavo a spazientirmi, “vado subito a dare il mio giudizio”. I display si trovano di fianco ad ogni sportello, ma con mia poca sorpresa scopro che sette sono spenti e tre accesi ma non funzionanti, mi trovo quindi impossibilitato a dare il mio giudizio.
Comincio a stancarmi e vorrei sedermi, naturalmente le sedie sono tutte occupate, c’è tanta gente in piedi, però la sala è cosi ampia che potrebbe ospitarne senza esagerare altre cinquanta.
Sono ormai le 13,10 e non è arrivato ancora il mio turno, in compenso gli sportelli chiudono tutti, siamo ancora in sessantadue, vi lascio immaginare il pandemonio susseguente per l’esasperazione della gente.
Finalmente alle 13,55 riapre uno sportello per il cambio del turno, e poi nei minuti successivi ne aprono altri tre ma il mio turno arriverà alle ore 14,30, tre ore di attesa, m’è andata bene c’era gente che ha atteso quattro ore.
Nella sala però è affisso l’orario degli sportelli: dalle 7,30 alle 18,00 dal lunedì al venerdì questo significa che l’orario è continuato e che gli sportelli dovevano restare sempre aperti.
Vado in ambulatorio per consegnare finalmente l’impegnativa timbrata ma ormai a quell’ora è chiuso. Rassegnato e  ormai incavolato nero perché questo significava oltre che tornare a Chieti un’altra volta comportava anche una ulteriore richiesta di permesso al mio datore di lavoro e altri 90 chilometri in auto tra andata e ritorno per un “maledettissimo timbro”.
Ma non credendo ai miei occhi, nel tornarmene al parcheggio incontro una delle Dott.sse dell’ambulatorio che stava per prendere servizio per il turno pomeridiano, la quale molto gentilmente e con grande cortesia ascolta ptima il mio sfogo e poi si prende l’impegnativa.
Sono le 15,00 del pomeriggio e mi tocca tornare a piedi al parcheggio, perché (ma guarda un pò) il servizio navetta funziona solo fino alle 13,30,  cosi mentre torno al parcheggio ho il tempo di farmi il resoconto della giornata,  mi chiedo, forse il dirigente del C.U.P. non ha mai avuto problemi di salute, altrimenti gli sarebbe bastato una sola volta venire a fare la fila per accorgersi di tutto questo e avrebbe preso immediatamente provvedimenti, d’altronde il suo lavoro consiste anche in questo, organizzare e migliorare l’efficienza e l’efficacia del servizio al pubblico, o forse, essendo il Dirigente, lui queste cose “terrene” se le fa fare d’ufficio e quindi non verrà mai a conoscenza della realtà.
Mi si potrebbe rispondere che c’è un servizio online,  ma chi è anziano oppure non usa il computer come fa?  La tanta gente che ho trovato agli sportelli  lo smentisce e conferma che se c’è un servizio del genere, non viene utilizzato da tutti, o forse và migliorato anche il servizio online?
Per non parlare della struttura stessa dell’ospedale, per andare in un qualsiasi reparto o ambulatorio bisogna portarsi il “filo di Arianna” altrimenti è una impresa uscire da quel vero e proprio labirinto.
Una volta trovato l’ambulatorio la sala d’attesa è il più delle volte lo stesso strettissimo corridoio di accesso, dove per passare, bisogna farsi spazio fra la  tanta gente che c’è in attesa e con le solite poche panchine a disposizione.
Mi consola la grande professionalità che ho trovato nei medici e nel personale infermieristico.
Vorrei ricordare a chi di dovere (forse lo ha dimenticato) che I cosiddetti pazienti quando si recano in queste strutture, non lo fanno per divertimento o per andare ad ammirare la “Gioconda”, se fosse cosi non si farebbero problemi per le attese, ma sono spesso persone con problemi di salute più o meno gravi  e che in forza di questo hanno necessità di recarvisi, allora andrebbe fatto quasi l’impossibile pur di non aggiungere alle loro sofferenze anche l’esasperazione.
Mi rifiuto di pensare che mancano fondi ecc. ecc. quando ci sono sprechi ovunque e si chiudono strutture sanitarie dappertutto. Ma tutti quei soldi risparmiati  accentrando tutto e tutti in una unica struttura che fine hanno fatto?  e adesso che ce ne facciamo degli ospedali chiusi? Li lasciamo decadere come tante altre “cattedrali nel deserto?”.
Sono invece convinto che con una adeguata programmazione e organizzazione ci sarebbero molti meno disagi per i pazienti e molti più soldi risparmiati .
MORALE: IL PAZIENTE, DEVE ESSERLO DI NOME E DI FATTO.
Grazie per aver ascoltato il mio sfogo e per il lavoro che  quotidianamente svolgete in difesa della salute dei cittadini abruzzesi, Tonino

domenica 8 marzo 2015

Le tessere disposte verticalmente, un colpetto col dito e...patapunfete!

Dalla prima verso l'ultima tutte giù ad una ad una.
Ci divertivamo ad assistere a quel breve spettacolo preparato con pazienza, studiando curve e percorsi ogni volta nuovi.
L'effetto domino: uno dei più elementari principi di causa ed effetto lo capiscono anche i bambini. Ma crescendo alcuni se ne scordano. Poi accadono cose come quella dell'altro giorno a Mutignano. La magistratura dovrà stabilire la verità ma molti di noi, comprese le redazioni delle principali testate giornalistiche nazionali, hanno "azzardato" l'ipotesi  che il maltempo sia stato il dito che ha mosso una frana che ha piegato un traliccio che il vento ha spinto fino a farlo schiantare contro una condotta di gas innescando una deflagrazione con annesso incendio che ricorderemo a lungo in Abruzzo.
Se il vento avesse soffiato dalla parte sbagliata a cadere come ultime tessere del tragico gioco sarebbero state vite di uomini, donne, vecchi e bambini.
La Forestale ha dichiarato che non si tratta di una frana e non abbiamo ragione di non crederle, ma salterebbe una tessera (e se ci fosse stata pure una frana? Certo é, comunque, che quella zona é ad alto rischio idro-geologico).
L'Enel sostiene che non é stato il traliccio ad innescare l'esplosione ma piuttosto il contrario (della serie non abbiamo responsabilità) e sono due.
La Snam tra le possibili cause annovera una tessera nuova e "suggestiva": l'antropizzazione. Per la Snam infatti una delle cause probabili é la vicinanza al metanodotto di case e cristiani. Ma anche ebrei e musulmani. "Io sono Charlie" é andato di moda. Tutti Charlie, ma poi la gente si scorda. Arrivano altre notizie da dare in pasto al popolo bue e all'indignazione di un momento segue l'azione estemporanea di un altro momento. Chi ci governa questo lo sa e ci marcia. Ebbene, lor signori facciano attenzione. Le concause del grave incidente di Mutignano sono sotto gli occhi di tutti.
Le perizie di parte potranno anche stabilire che si sia trattato di un fulmine.
La verità é che state giocando, nella corrida indecorosa dello scaricabarile, a prenderci per il naso. Allora all'indignato Presidente della Regione Abruzzo vogliamo dire che quando verrà a prendersela con Terna, la Gas plus e la Snam, dopo l'esplosione dello stoccaggio Poggiofiorito, noi gli ricorderemo che in questo giorno, la festa della donna 2015, lui avrebbe avuto ancora il tempo di battere il pugno sul tavolo dei Ministeri che hanno autorizzato l'elettrodotto Villanova-Gissi e che si apprestano ad autorizzare lo stoccaggio Poggiofiorito , con un occhio ingordo sul gasdotto Larino-Chieti.
Presidente ma lei ha capito che la colpa degli incidenti siamo noi abruzzesi?
Presidente lei ha capito che vogliono trasformarci in una hub energetica senza considerare la nostra volontà di cittadini abruzzesi nonché, anche se di ingombro, italiani?
Presidente, lei ci fa o ci è?

sabato 28 febbraio 2015

Le radici dei piloni monostelo di Terna.



Su Raidue sere fa alle 20 e 30 è passato un servizio che dovete vedere tutti.
Si è parlato dell’elettrodotto Villanova-Gissi e dei suoi piloni.
In particolare del fatto che 37 dei 151 che definiranno la sua linea insisteranno su aree a grave rischio frana (4 in aree a pericolosità molto elevata, cioè frane attive, 31 in aree a pericolosità elevata, 2 in aree a pericolosità moderata).
Ciò significa che quando hanno progettato quest’opera “strategica” non è stata considerata importante l’ubicazione di questi enormi totem (fino a 80 metri d’altezza) perchè, come spiega Motawi, Terna è abituata a costruire elettrodotti sulle risaie.
In più, il responsabile comunicazione del colosso energetico è arrivato a sostenere che questi piloni conficcati fino a 30 metri sottoterra contribuiranno a rendere più stabili le aree sulle quali insisteranno.
C’è mancato davvero poco che arrivasse a dire che ai piloni monostelo di Terna crescono le radici.
Sfugge che una frana quando si mette in moto ignora anche gli alberi che le radici ce l’hanno per davvero.
Una frana ignora case e totem caro Motawi.
Per inciso, prima dell’erezione del totem, vengono aperti cantieri, con via vai di mezzi pesanti, con tonnellate di colate di cemento, con l’azione di trivelle per infilarcelo.
E tutte queste attività preliminari, nelle aree più a rischio, pure servono a consolidarle?
Va bene tutto, ma “curnute e mazziate” no!!!
Dura meno di sette minuti.
Vedetelo e condividetelo:  con amici, parenti, conoscenti.

lunedì 16 febbraio 2015

SBLOCCA TRIVELLE

Con il decreto SBLOCCA ITALIA, giustamente ribattezzato decreto SBLOCCA TRIVELLE, si darà via libera, in nome della ripresa economica, anche alla costruzione di opere considerate strategiche ma assolutamente inutili al paese. Per capire come operano i nostri cari politici, basti pensare all’autostrada “Brebemi”, tre nuovissime corsie per marcia che collega Milano a Brescia, così poco trafficata che, lo scorso ottobre, tre ragazzi hanno improvvisato una partita di calcio sull’asfalto e messo il video in rete. Ogni giorno in Italia perdiamo 90 ETTARI di terreno pari a 123 campi di calcio. OGNI GIORNO. Se continua così, tra 20 anni avremo 600.000 ettari di calcestruzzo in più. Un’area grande sei volte la città di Roma. Ora il problema è non solo il fatto che stiamo trasformando il nostro territorio in maniera irreversibile, ma stiamo togliendo opportunità all’agricoltura, al turismo e all’industria enogastronomica gli unici settori in cui si può ancora investire in Italia. Inoltre, come dice Andrea Filpa, professore di Architettura all’Università di Roma Tre, per ciò che riguarda l’urbanizzazione, per 100 euro pagati di condono, il Comune ne spende 900 per portare i servizi necessari alle abitazioni. In Italia ci sono 130 milioni di metri quadrati di aree dismesse, soprattutto fabbriche abbandonate, simbolo di uno sviluppo industriale che non c’è più. Con la differenza che negli altri paesi europei, queste aree vengono bonificate e riusate. Da noi nessuna salvaguardia del territorio e l’Abruzzo rischia di diventare l’emblema di questo cattivo modo di fare politica del territorio con le sue trivelle, i suoi elettrodotti, le sue raffinerie, le sue centrali a biomasse, i suoi resort, i suoi depositi inutili di gas.

venerdì 23 gennaio 2015

INIZIO 2015 COL "BOTTO": SEQUESTRATI CENTRALE E SANSIFICIO DI TREGLIO E INTANTO ESPLODE LA POLVERIERA GESTITA DA SABINO ESPLODENTI.

SANSIFICIO E CENTRALE A BIOMASSE DI TREGLIO
DEFLAGRAZIONE IN UNA FABBRICA DI ESPLODENTI
Il 2015 inizia con due pesanti notizie che ci riguardano molto da vicino anche se apparentemente la seconda non ha questa immediata evidenza.

La prima, positiva, è strettamente attinente all'attività della nostra Associazione che da anni si batte per il rispetto delle regole di tutela ambientale e della salute pubblica: il sequestro del sansificio Vecere e della centrale a biomasse GCT di Treglio con la grave accusa di violazione delle leggi ambientali in vigore (in particolare emissioni inquinanti tre volte eccedenti i limiti di legge, smaltimento illegale delle ceneri e combustione di materiali non consentiti).
Per essere arrivati ad un provvedimento del genere, dopo una dettagliata indagine che si è avvalsa di esperti di fama nazionale, vuol dire che tutte le preoccupazioni della popolazione locale, fatte proprie e organizzate nella protesta da Nuovo Senso Civico, avevano delle basi molto solide (leggi QUI ).

Aspettiamo serenamente e con fiducia che venga ripristinata la legalità e puniti i responsabili, quando le accuse verranno dimostrate e confermate negli atti ufficiali, ma soprattutto speriamo che questa vicenda serva di monito per dissuadere chiunque abbia la volontà di praticare attività e comportamenti che possano procurare gravi danni alla salute, al benessere ad anche all'economia dell'intera cittadinanza.

Sull'argomento "centrali a biomasse" ribadiamo ancora una volta che impianti del genere (che sono a tutti gli effetti inceneritori sotto mentite spoglie)  inquinano comunque, anche rispettando i limiti di legge, che l'inquinamento causa gravi malattie e decessi e dunque, visto che non vi è alcuna necessità nè beneficio per le popolazioni ma che si tratta di semplici attività speculative di interesse privato, bisogna battersi con fermezza perchè le amministrazioni locali e le organizzazioni politiche impediscano dall'inizio la realizzazione di queste strutture e rivolgano piuttosto le loro attenzioni e risorse al miglioramento della qualità della vita dei loro concittadini.

La seconda notizia, negativa e che sembra lontana ma che invece ci riguarda molto da vicino, è la seguente:

"Esplode polveriera a Parma, grave un 42 enne di Vasto"   

(da "IL CENTRO" del 23 gennaio 2015)


Dipendente della Esplodenti Sabino di Casalbordino rimane ferito insieme a un collega napoletano mentre lavora nello stabilimento militare di ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto

PARMA. Due persone sono ricoverate in gravi condizioni al Maggiore di Parma dopo essere rimaste ferite per un'esplosione avvenuta nelle prime ore nello stabilimento militare di ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto (Parma). A rimanere feriti sono stati un 42enne di Vasto ed un 49enne di Napoli, dipendenti della Esplodenti Sabino di Casalbordino.
La ditta abruzzese da oltre due anni ha in gestione uno dei capannoni dello stabilimento parmense dove vengono dismessi vecchi involucri contenenti esplosivo o armi. I due operai sono rimasti feriti in modo grave ma non sono in pericolo di vita. Il 42enne ha avuto però seriamente compromessa una gamba, è stato sottoposto ad intervento chirurgico d'urgenza mentre l'altro ha riportato lesioni al volto ed è in osservazione nel reparto di maxillo-facciale.
L'incidente è avvenuto attorno alle 7,45. L'esplosione non ha comunque provocato incendi e la struttura è già stata messa in sicurezza dai Vigili del Fuoco. Su quanto successo ora indaga la Procura militare di Verona e sul posto sono attesi gli ispettori del ministero della Difesa.


Ed ecco l'articolo da "Repubblica.it" nel quale vengono posti degli inquietanti interrogativi:

Già due anni fa segnalavamo, tra gli "impianti a rischio rilevante di incidenti" incluso nell'elenco del Ministero dell'Ambiente (leggi Chi controlla gli impianti ad alto rischio in Abruzzo? e anche Gli spari sopra ), la "Esplodenti Sabino" di Casalbordino dove nello stabilimento con ciminiera fumante a due passi da strada statale, centro abitato e spiaggia si procede abitualmente ai seguenti servizi (informazioni testuali dal sito ufficiale ):
DEMILITARIZZAZIONE DEMILITARIZZAZIONE DI TUTTI I TIPI DI MUNIZIONAMENTO CONVENZIONALE, SISTEMI D’ARMA, MISSILI, TESTE DI GUERRA, BOMBE D’AEREO, MINE NAVALI, CARICHE DI PROFONDITA’, MINE ANTICARRO, MINE ANTIPERSONALI etc.

LA DEMILITARIZZAZIONE AVVIENE ATTRAVERSO IL RECUPERO DELLA MAGGIOR PARTE DEI COMPONENTI, UTILIZZANDO GLI STESSI PER APPLICAZIONI IN CAMPO CIVILE. GLI IMPIANTI PRINCIPALI UTILIZZATI SONO:


- FORNO STATICO PER LA BRUCIATURA DI ESPLOSIVI, POLVERI DI LANCIO E PROPELLENTI COMPOSTI
- FORNI ROTATIVI APE 1236
- FUSIONE ESPLOSIVI

- TAGLIO


DEMILITARIZZAZIONE CON CRIOFRATTURA SISTEMI AUTOMATICI PER LA CRIOFRANTUMAZIONE DI MANUFATTI ESPLOSIVI MILITARI (SUB AMMUNITION E MUNIZIONI DI PICCOLO CALIBRO).
ATTRAVERSO IL CONGELAMENTO DEL MUNIZIONAMENTO E/O SUOI COMPONENTI SI PROVVEDE ALLA FRANTUMAZIONE CON LA SUCCESSIVA SEPARAZIONE DEI VARI COMPONENTI.
TERMODISTRUZIONE
ESPLOSIVI E PROPELLENTI
TERMODISTRUZIONE IN FORNI, DOTATI DI ABBATTIMENTO FUMI, DI ESPLOSIVI, PROPELLENTI, CANISTER, MISCELE ILLUMINANTI E POLVERI DI LANCIO.

SMALTIMENTO AIR BAG
ED INFLATOR
SMALTIMENTO DI MODULI AIR BAG COMPLETI, DI INFLATOR, DI PRETENSIONATORI E PARTI PIRICHE.

SMALTIMENTO RAZZI DA
SEGNALAZIONE
SMALTIMENTO DI RAZZI DA SEGNALAZIONE NAUTICI A SEGUITO DI REVISIONE DI ZATTERE O PER SCADENZA.

BONIFICHE SITI E TERRENICONSULENZA PER BONIFICHE SITI E TERRENI DA ORDIGNI BELLICI CONSULENZA PER BONIFICHE DI TERRENI, STABILIMENTI E FABBRICATI DA ESPLOSIVI, MUNIZIONI O PARTI DI ESSE CON CERTIFICAZIONE FINALE DI AVVENUTA PULIZIA E BONIFICA.
IL SERVIZIO PREVEDE ANCHE LO SMALTIMENTO DEI MATERIALI RECUPERATI.
CARATTERIZZAZIONE AMBIENTALE E BONIFICA DA ORDIGNI BELLICI.
ESPLOSIVI PER USO CIVILE PRODUZIONE DI ESPLOSIVI PER USO CIVILE QUALI AN-FO E PULVERULENTI PER CONTO TERZI.
LA POLVERIZZAZIONE DEL TRITOLO AVVIENE CON IMPIANTI PROPRI. DETTI ESPLOSIVI SONO CERTIFICATI IN ACCORDO ALLA DIRETTIVA 93/15/CEE
TRASPORTI TRASPORTI DI MUNIZIONI ED ESPLOSIVI (CLASSE1) CON MEZZI OMOLOGATI ADR SIA PER PICCOLI QUANTITATIVI CHE PER CARICHI COMPLETI.
I TRASPORTI SONO EFFETTUATI SIA CON MEZZI PROPRI CHE ATTRAVERSO SOCIETA' SELEZIONATE.
Dopo il grave incidente odierno avvenuto a Noceto (Parma) ci chiediamo: e se ne avvenisse uno simile o peggiore nell'impianto di Casalbordino dove si praticano attività analoghe?
Quali organismi controllano e con quali garanzie per le popolazioni locali?
E' normale che attività così rischiose si svolgano in posti densamente abitati e frequentati?
A parte l'eventualità di incidenti, quali sono le conseguenze sulla salute dei fumi che escono da quella ciminiera?
I fumi di Treglio ormai li conosciamo bene, ma quelli di Casalbordino?

Ci auguriamo quindi, per il nuovo anno a venire, che sempre di più si diradino le nebbie...perchè il benessere di tutti sia di diritto prevalente sull'interesse di pochi.
NUOVO SENSO CIVICO
PER VISIONARE L'ELENCO COMPLETO DEGLI IMPIANTI A RISCHIO IN ABRUZZO AGGIORNATO A GIUGNO 2014 DAL MINISTERO DELL'AMBIENTE CLICCA QUI  .

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RASSEGNA STAMPA ESPLOSIONE SABINO: