giovedì 15 dicembre 2011

Aria inquinata e cancro

C'è chi fa credere che l'unica causa esterna del cancro polmonare sia il fumo di sigarette. Costoro volutamente ignorano i numerosi studi che legano questa malattia anche all'aria inquinata che i cittadini di tutto il mondo, compresi i non fumatori, sono costretti a respirare per le scelte fatte su come ci si muove in città.

L'ultimo studio , pubblicato a giugno del 2011, viene dalla Danimarca e ha il merito di avere utilizzato quanto di meglio oggi possa offrire la ricerca epidemiologica e la chimica ambientale.

La novità di questo studio è che per la prima volta a 57.000 abitanti di Copenhagen e di Aarhus seguiti dal 1993 al 2006 , le cause della loro morte sono state associate alla quantità media di ossidi di azoto inalata da ognuno di loro nel corso della loro vita.

Quest'ultima stima è stata fatta in base all'inquinamento che opportuni modelli valutavano in corrispondenza della loro abitazione. Gli ossidi di azoto, si producono durante tutte le combustioni e la loro concentrazione è molto ben correlata con altri inquinanti tossici e cancerogeni quali le polveri sottili e i policiclici aromatici.

Fatte le dovute correzzioni per le abitudini al fumo, esposizioni di tipo professione e livello di istruzione (di solito i laureati sono più sani di chi ha solo la licenza media) è risultato che chi abita entro 50 metri di distanza da strade trafficate ( più di 10.000 veicoli al giorno) ha un rischio relativo di cancro polmonare maggiore del 20% rispetto al resto della popolazione studiata e il rischio per chi a casa respirava più di 30 microgrammi per metro cubo di biossidi di azoto è risultato maggiore del 30%.

Insomma, a parità di numero di persone studiate, si trova dal 20 al 30 % in più di persone colpite da cancro polmonare in chi ha avuto una residenza maggiormente colpita dall'inquinamento da traffico.

Ovviamente una diversa mobilità basata prevalentemente su rotaia ( tram e metropolitana) avrebbe evitato questi tumori.

Negli anni novanta, nelle strade trafficate di Copenhagen le concentrazioni di benzopirene, un potente cancerogeno presente nelle emissioni veicolari, nel periodo invernale ( quello peggiore) erano di circa 4 nanogrammi per metro cubo. Negli stessi anni a Genova, in piazza Masnata e in piazza Massena, nei mesi più freddi, il Servizio di Chimica Ambientale dell'IST trovava circa la metà ( 2, 1-2,5 nanogrammi/m3) del benzopirene misurato nella capitale danese, un valore comuinque doppio rispetto allo standard di qualità dell'aria che il nostro paese si è dato a partire dal 2002. Nel 2010 a Genova lungo diverse strade le concentrazioni di biossido di azoto supera di gran lunga i 40 microgrammi per metro cubo, con punte di 60 microgrammi.

Sarebbe interessante studiare quanto questa situazione abbia pesato sullo stato di salute dei genovesi.

Peccato che tra breve, se nessuno si muove, i centri di ricerca IST, compresi Chimica ed Epidemiologia Ambientale, in nome del pareggio di bilancio, saranno dismessi.



Prof. Federico Valerio Istituto Nazionale Ricerca sul Cancro - S.S Chimica Ambientale





Effetti nocivi degli inceneritori in regione La giunta smentita dai suoi esperti scientifici

E' successo ad un convegno pubblico davanti a 300 persone. Benedetto Terracini, presidente del comitato scientifico Moniter, si dissocia dal comunicato stampa della giunta Errani: "Lo studio ha invece rilevato un’associazione coerente e statisticamente significativa tra livelli di esposizione ed emissioni da inceneritore e nascite pretermine e si è pure osservato un andamento crescente della prevalenza di aborti spontanei"

La giunta della regione Emilia Romagna smentita sugli effetti degli inceneritori davanti a 300 persone. Il clamoroso autogol della giunta Errani, ed in particolare degli assessori alla sanità Carlo Lusenti e all’ambiente Sabrina Freda che avevano promosso l’iniziativa, è avvenuto durante un convegno aperto al pubblico per la presentazione degli esiti dello studio Moniter commissionato dalla Regione e costato 3 milioni di euro.

Uno studio che ha approfondito gli effetti sulla salute legati all’attività degli inceneritori. La smentita alla versione della giunta è arrivata dal professor Benedetto Terracini, padre dell’epidemiologia italiana e presidente del Comitato Scientifico di Moniter.

Terracini ha parlato dopo un intervento del professor Paolo Crosignani, direttore della sezione di Epidemiologia dell’Istituto Tumori di Milano, nel quale veniva sottolineato come il comunicato stampa della giunta e lo studio del comitato dicessero cose differenti.

Nel comunicato della giunta distribuito alla stampa si leggeva nero su bianco: “per quanto riguarda gli effetti sulla salute l’indagine epidemiologica condotta nell’ambito di Moniter non mostra un incremento del rischio né per la patologie tumorali né per la mortalità in generale”.

A quel punto Terracini ha preso la parola ed ha ghiacciato gli assessori Lusenti e Freda: “Parlo a nome del comitato scientifico di Moniter, se il comunicato stampa della giunta dice quello che ha affermato Crosignani chiedo che venga immediatamente ritirato”. I relatori del comitato scientifico avevano usato parole ben più prudenti rispetto ai rischi dell’inceneritori in regione come ad esempio Marco Martuzzi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha parlato testualmente di “utilizzare estrema cautela” e “non totale assenza di effetti sanitari” ed invitando al “principio di precauzione” chiedendo in futuri studi di analizzare le nanopolveri e “vista la già cospicua presenza d’inceneritori in questa Regione sarebbe il caso di non vederne più”.

Infatti, lo studio in diverse parti affermava sia elementi rassicuranti che segnali allarmanti. A pagina 98 ad esempio si legge: “lo studio ha invece rilevato un’associazione coerente e statisticamente significativa tra livelli di esposizione ed emissioni da inceneritore e nascite pretermine”. Qualche riga più sotto si legge: “si è pure osservato un andamento crescente della prevalenza di aborti spontanei in relazione ai livelli di esposizione”.

A pagina 99: “Considerando la prevalenza di malformati all’interno delle aree, si rivela un andamento crescente con l’esposizione a carico della totalità delle malformazioni (…) tuttavia mostrano una prevalenza significativamente aumentata in corrispondenza del livello più elevato di esposizione”. Si continua a pagina 101: “per le cause tumorali la mortalità per tumore del feto nelle donne e del tumore del pancreas nei maschi è significativamente associata ai livelli di esposizione più elevati” .

Riferendosi alle aree intorno all’inceneritore di Modena a pagina 102 e 103 si legge “con l’incertezza maggiore, l’aumento dell’incidenza di linfomi non Hodgkin all’aumentare di livello di esposizione nei due sessi considerati congiuntamente (…) il tumore del fegato anch’esso già segnalato in letteratura è risultato variamente associato con l’esposizione nelle diverse coorti (aree intorno forno di Modena ndr) indagate”.

Lusenti che prima dell’intervento di Terracini parlava di “dati rassicuranti per la popolazione e nessun rischio sanitario” ha replicato alle parole del convegno dicendo che “è difficile fare la sintesi di questi studi”. L’unico “politico” presente in sala, Giovanni Favia (M5S) ha chiesto formalmente le dimissioni dell’assessore che ha dato l’avvallo al comunicato stampa.

mercoledì 14 dicembre 2011

CARO SINDACO DOTTOR PUPILLO ECCO COSA SI ASPETTA DA LEI LA COLLETTIVITA’ IN DIFESA DELLA SALUTE PUBBLICA


I deludenti tentennamenti e le timidezze fuori luogo manifestate in una recente intervista dal Sindaco Pupillo di fronte alla prepotente emergenza inquinamento dell’area frentana certificata con gli strumenti di ricerca più avanzati dal prestigioso Consorzio Mario Negri Sud, ci spingono a rinfrescargli la memoria ed avanzare qualche suggerimento utilizzando parole e concetti dei suoi eminenti colleghi medici.

In un precedente comunicato abbiamo preso in prestito il bellissimo slogan coniato dalla FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri) in collaborazione con l’ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente) che recita “per l’ambiente gli uomini sono responsabili, i medici due volte” e, abbiamo aggiunto noi, “i medici amministratori anche tre”, riferendoci in particolare al Sindaco ed all’Assessore all’Ambiente del Comune di Lanciano, entrambi stimati professionisti del settore.

Prima di diventare con l’elezione a Sindaco la “massima autorità sanitaria con il potere di emanare ordinanze contingenti e urgenti in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica”, il medico Mario Pupillo ha sottoscritto il “giuramento di Ippocrate” con il quale tra l’altro si è impegnato solennemente a “perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo delle sofferenze a cui ispirare con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni atto professionale” . Sempre le stesse FMOMCeO e ISDE nel 2008 hanno prodotto un documento assai significativo che ridefinisce il nuovo ruolo del medico nell’attuale mutata situazione ambientale chiamato “Carta di Padova sulla tutela dell’ambiente e della salute” nel quale si afferma che “nel considerare la tutela della salute e dell’ambiente un dovere per il medico e una sfida per la medicina e nel ritenere fondamentale l’affermazione del diritto di ogni cittadino a un ambiente salubre e sicuro quale bene comune da tutelare e da attribuire alla responsabilità morale degli uomini e dei loro governi, dichiara che la professione medica non è rivolta, con la cura delle malattie (diritto alla vita), al solo miglioramento e all’allungamento della vita: è altresì indirizzata alla prevenzione delle malattie tramite l’individuazione dei possibili fattori nocivi immessi nell’ambiente (diritto alla salute). Paradossalmente e con un pizzico di provocazione, potremmo dire che più che di nuovi ospedali, argomento sempre all’ordine del giorno, abbiamo bisogno di politiche urgenti per impedire il più possibile alle persone di finirci dentro.

Nello stesso documento si afferma che “dal momento che i rischi per la salute sono largamente legati al degrado ambientale e ai modelli di vita, i medici devono orientare il loro ruolo professionale e civile per promuovere la salute anche attraverso scelte di tutela ambientale sostenendo le amministrazioni affinchè promuovano politiche di prevenzione e quindi di salvaguardia ambientale. E’ noto che i principali determinanti della qualità dell’aria sono la mobilità motorizzata, i sistemi di riscaldamento e le immissioni in atmosfera di sostanze chimiche da insediamenti produttivi e dagli inceneritori. E’ dunque su tutti questi elementi si deve agire se si vuole migliorare la qualità dell’aria”.

Adesso il Sindaco Mario Pupillo ha una grandissima fortuna perché rivestendo il doppio ruolo di medico e amministratore può mettere immediatamente in pratica questi sacrosanti propositi ed adottare senza indugi tutte le misure di salvaguardia della salute dei propri concittadini. Non c’è alcuna necessità di perdere ancora tempo e denaro rincorrendo ulteriori ricerche e monitoraggi: i dati del Mario Negri Sud non lasciano dubbi ed in ogni caso suggeriamo al Primo cittadino che può ricorrere anche al “principio di precauzione” sancito dalla Commissione Europea il quale può essere invocato per la protezione dell’ambiente quando un fenomeno, un prodotto o un processo possono avere effetti potenzialmente pericolosi, individuati tramite una valutazione scientifica e obiettiva, se questa valutazione non consente di determinare il rischio con sufficiente certezza. Ma in questo caso, ahinoi, la certezza del danno sulla salute pubblica è evidente a tutti.

Abbiamo detto che a questo punto non ci sono più alibi e lo ribadiamo con forza: dov’è finito l’aspirante Sindaco Mario Pupillo che in campagna elettorale sfilava battagliero lungo le strade di Treglio circondato dalle bandiere di Nuovo Senso Civico contro la nuova centrale a biomasse? Che differenza c’è tra le ciminiere di Treglio e quelle della centrale a biogas di Villa Pasquini della quale il Sindaco, con disarmante candore, afferma testualmente “sono cominciati i lavori da quello che mi risulta”?? E a chi dovrebbe risultare, chi ha il dovere di informarsi e di intervenire?

La pazienza dei cittadini si sta esaurendo così come quella delle associazioni costrette a fare da supplenti agli amministratori pubblici. Basta con le scuse e gli scarica-barile: ogni Sindaco ha enormi poteri legali, amministrativi e politici per intervenire a tutela della salute dei propri concittadini.

Caro Sindaco Pupillo li eserciti al più presto con la sensibilità che le deriva anche dalla sua veste mai dismessa di medico: sarà ricordato come personalità coerente e fedele ai propri principi. Ogni altro atteggiamento dilatorio o incerto potrebbe portare a pensare che ci siano ostacoli invisibili alla difesa del bene comune e la storia prenderebbe una piega che non ci auguriamo.

sabato 10 dicembre 2011

L’OBBLIGO E’ RIPULIRE L’ARIA: COMINCIAMO CON LE DIMISSIONI DELL’ASSESSORE CAPORRELLA.

Lo slogan elettorale dell'Assessore Caporrella recitava: Da oltre un decennio al servizio di Lanciano.
SE QUESTO LO CHIAMA SERVIZIO FIGURIAMOCI IL CONTRARIO

Riepiloghiamo i fatti ponendoci qualche interrogativo:

· Circa 2 anni fa la Provincia di Chieti commissiona al Consorzio Mario Negri Sud uno studio sulla qualità dell’aria e dell’ambiente in generale riguardante l’intero territorio di sua competenza;

· Il prestigioso Istituto svolge l’indagine utilizzando la tecnica del “biomonitoraggio”, un sistema che l’ANPA – Agenzia Nazionale per l’Ambiente considera il più efficace e preciso rispetto agli altri di tipo strumentale e del quale indica le direttive nel suo Manuale del 2001;

· Dopo alcuni mesi di rilevamenti in 22 diversi comuni dalle montagne al mare il Mario Negri Sud consegna il suo lavoro: i risultati sono molto preoccupanti soprattutto per la fascia costiera ed in particolare per Lanciano e l’area frentana circostante che risultano le più inquinate in assoluto;

· I risultati della ricerca commissionata da un ente pubblico (la Provincia di Chieti), pagata con soldi pubblici (di noi contribuenti tutti), non vengono resi pubblici: PERCHE’?

· Nuovo Senso Civico viene a conoscenza del documento e, dopo aver aspettato invano che fosse appunto l’ente pubblico a darne notizia, decide di diffonderlo in considerazione della sua gravità;

· Anche dopo questa iniziativa di una associazione spontanea e volontaria che è costretta a fare da supplente a chi dovrebbe svolgere questo ruolo per dovere istituzionale e per stipendio, l’amministrazione provinciale non si pronuncia ancora: PERCHE’?

La ricerca del Mario Negri Sud svela una realtà allarmante che non ha bisogno di ulteriori perdite di tempo con altri monitoraggi che sono a questo punto assolutamente inutili, superflui e perdipiù costosi, ma impone non solo di impedire qualsiasi ulteriore intervento impattante o l’installazione di nuovi impianti inquinanti tipo centrali a biomasse, inceneritori, raffinerie e simili, ma obbliga le autorità preposte a tutti i livelli ad adottare politiche di segno opposto che vadano in direzione del risanamento, delle bonifiche e della riduzione progressiva e radicale delle fonti di inquinamento, causa primaria di gravi malattie e della distruzione dell’ambiente nel quale viviamo.

Lanciano, l’area frentana, la Provincia di Chieti ed in definitiva l’intero Abruzzo hanno bisogno di una svolta radicale per evitare di soccombere sotto il peso dell’avvelenamento diffuso e del soffocamento delle sue vocazioni naturali, sociali ed economiche.

In particolare l’Assessore all’Ambiente per definizione dovrebbe essere il primo sostenitore di queste politiche ed invece assistiamo con desolazione al silenzio ed all’inerzia totale.

Per tutto quanto detto finora chiediamo le dimissioni immediate dell’Assessore all’Ambiente Eugenio Caporrella.

venerdì 9 dicembre 2011

POLPETTA AVVELENATA


Piccole volpi crescono (in una giungla di centrali a biomasse qualità dell’aria e antenne)!

(Con l'articolo 32,poi, di fatto si cancellano tutte le norme di tutela della qualità dell'aria, dando mandato alla Giunta di procedere per via amministrativa.)

Le rivoluzioni silenziose sono, in genere, le più efficaci perchè colpiscono nella più assoluta indifferenza dei guardiani del potere e della verità.

In questo modo,anche una vecchia,e buona, legge,pur non adeguatamente sfruttata,soprattutto dai Comuni,viene piegata ad interessi non proprio coerenti con quelli originari-la tutela della salute-, sotto forma di innocuo restyling.

E' il caso della proposta di legge ,aulicamente definita legge comunitaria, della Giunta Chiodi che al suo interno contempla 20 capitoli che, in nome di un preteso aggiornamento, assolutamente immotivato se non per piccoli dettagli formali che potevano essere risolti aggiungendo una formuletta di rito, DISTRUGGE la l.r. 45/2004-Norme per la tutela della salute e la salvaguardia dell'ambiente dall'inquinamento elettromagnetico.

Questa legge, opportunamente coordinata con la l.r. 11/2005,che annullava molte osservazioni del Governo Berlusconi, era stata impugnata dallo stesso governo e da molte multinazionali – Telecom,Vodafone-Omnitel,Rai,Rai International- perchè,evidentemente,era un efficace antidoto ad “antenna selvaggia”.

Ebbene,chiedere per conferma all'Ufficio legislativo del Consiglio regionale d'Abruzzo-Presidenza avv. Tagliente- ed all'archivio storico de “ Il sole 24 ore, la Corte Costituzionale , con la sentenza 103 del 2006, sanciva la sconfitta 2-1 del Governo e dei suoi sodali, concedendo( sic!) che la Regione non può imporre l'uso delle migliori tecnologie, ma

1) può determinare criteri localizzativi e standard urbanistici, per regolare l'installazione di antenne e tralicci, purchè questi criteri non ostacolino INGIUSTIFICATAMENTE l'insediamento degli impianti rispondenti alle esigenze della pianificazione nazionale,

2) può prevedere, in zone sottoposte a vincoli ambientali e paesaggistici, l'obbligo di interramento dei cavi.

In sintesi, in assoluta aderenza al dettato dell'art.118 della Costituzione,la Corte riconosceva alla pianificazione urbanistica dei comuni il ruolo di baluardo contro la proliferazione selvaggia di antenne.

Questo avveniva nel 2006, 3 anni dopo l'emanazione del d.lgs 259/2003-il Codice delle comunicazioni-,che, quindi, la Corte conosceva benissimo e considerava non preclusivo della legge abruzzese.

Quale era il grimaldello che il Governo Berlusconi utilizzava in questo decreto per superare le tante difficoltà delle multinazionali di antenne e tralicci?

L'articolo 86, che assimila le reti pubbliche di comunicazione ad opere di urbanizzazione primaria,rovesciando le competenze sulle autorizzazioni, e l'articolo 87 che, in sostanza, consente ai gestori di scegliere la localizzazione, infischiandosene della pianificazione e dei regolamenti comunali.

Oltretutto, questo decreto non tiene assolutamente conto del DPR 380/2001- il Testo unico dell'edilizia- e questo elemento ha creato contenziosi tra enti locali e gestori e, addirittura, due scuole di pensiero di giurisprudenza, cosa che in Abruzzo era più semplice risolvere a favore dei comuni , per la presenza di una legge chiara e costituzionalmente legittima.

Ma, adesso che cosa fa l'antennista Presidente Chiodi?

Dopo aver cancellato, nel silenzio la Valutazione di Impatto sanitario,anch'essa prevista da una Direttiva europea,oltretutto self-performing- non c'è bisogno di recepirla con una norma-,dopo aver fatto credere a qualcuno che una pseudonorma – però SUA- è più efficace dei protocolli e dei disciplinari nazionali pro-trivelle in terra e per mare,va all'attacco di una legge evidentemente scomoda per chi vuole riempire l'Abruzzo di tralicci e antenne.

Il cavallo di Troia è proprio il d.lgs 259/2003!

Basta leggere l'articolo 56 della legge , pomposamente detta, comunitaria per rendersi conto che dall'articolo 1 della l.r. 45/2004 scompare il riferimento alla necessità di norme coordinate con le scelte della pianificazione territoriale ed urbanistica – il baluardo-, vanno via i riferimenti ai decreti che fissano i limiti di esposizione, appare il d.lgs 259/2003.

Il disegno ha anche la velleità di muoversi all'interno di aggiornamento legislativo, lasciando inalterati molti riferimenti alla legge quadro nazionale , la 36/2001,ma ,di fatto, svuotandola, e questo proprio mentre qualcuno aveva provato ad innalzare i limiti di esposizione e a cambiare le modalità di controllo.

A leggere attentamente tutti gli articoli e , soprattutto, le tante pagine intrise di sapienza giuridica della relazione sorge spontanea una domanda alla quale è preferibile non dare risposta,per ora.

Ma, certamente, i consiglieri regionali, con un piccolo dossier di riferimenti normativi, scopriranno la lunga serie di furbatine !

Oltretutto, visto che la legge 45 è legge di iniziativa del Consiglio, approvata all'unanimità in una seduta mirabilmente gestita dal Presidente Menna,sarebbe triste constatare che il Presidente Pagano , ora,abroga se stesso!

Ragazzi, meglio prevenire che curare!

P.S. Quanti ambientalisti e quante associazioni agricole sorrideranno nello scoprire che con l'articolo 76 del minestrone comunitario il Presidente Chiodi diventerà il Che delle biomasse con lo slogan “ una,due mille centrali a biomasse fino a 1 Mw”?

In questo articolo, sempre nascondendosi dietro una possibilità concessa da un decreto legislativo alle regioni, si semplifica la procedura autorizzatoria al punto che un Sindaco o prende atto o deve ricorrere alla magistratura ordinaria.

Con l'articolo 32,poi, di fatto si cancellano tutte le norme di tutela della qualità dell'aria, dando mandato alla Giunta di procedere per via amministrativa.

Tralascio tutte le “correzioni” alla legge sui rifiuti,evidentemente ispirate ad una logica già chiara.

Questo scandalo chiamato Progetto di legge sarà discusso martedì in Consiglio regionale.

ANCORA UNA VOLTA SIETE STATI SCOPERTI, ADESSO I CITTADINI SANNO E SAPRANNO CHI OPERA CONTRO I LORO INTERESSI E CHI NO. NOI VIGILEREMO E RACCONTEREMO SENZA SOSTA CHI LAVORA PER IL BENE COMUNE

STIAMO ZITTI ADESSO PER STRILLARE POI?

lunedì 5 dicembre 2011

ADESSO BASTA... non e' aria!

NON CI SONO PIU’ ALIBI: LO STUDIO DEL Mario Negri Sud SVELA LA PESSIMA QUALITA’ DELL’ARIA A LANCIANO E NELLA FASCIA COSTIERA ABRUZZESE




Siamo venuti in possesso di un documento stranamente tenuto nel cassetto fino ad oggi che certifica senza possibilità di interpretazione il pessimo stato della qualità dell’aria lungo la fascia costiera e soprattutto nella zona di Lanciano che nell’elenco dei 22 comuni monitorati risulta all’ultimo posto assoluto (vedi tabella 1).

Lo studio è stato commissionato dalla Provincia di Chieti al Consorzio Mario Negri Sud che lo ha condotto nel corso del 2010 con la tecnica del biomonitoraggio della qualità dell’aria seguendo le procedure indicate dall’ANPA – Agenzia Nazionale per la Protezione dell’Ambiente nel suo Manuale del 2001. In questo testo viene messa in risalto la superiorità del biomonitoraggio (che utilizza i licheni e determina l’IBL – Indice di biodiversità lichenica) rispetto al monitoraggio puramente strumentale “per stimare gli effetti combinati di più inquinanti sulla componente biotica”, in parole povere per determinare lo stato di alterazione dell’ambiente sotto osservazione rispetto alle condizioni naturali circostanti.

Ebbene il quadro è allarmante: lo studio del Mario Negri Sud dice testualmente che la tabella con i risultati finali “mostra come la maggioranza delle stazioni (di rilevamento) sia caratterizzata da un livello di alterazione medio e solo due da un’alterazione molto alta”. E queste due sono Lanciano e Pollutri.

Già nei giorni passati avevamo accennato a questi risultati desolanti che ci vogliono tenere nascosti dietro la favoletta di vivere nella Regione verde d’Europa e in un ambiente privilegiato per la qualità della vita. A questo punto invitiamo tutti gli amministratori pubblici, a cominciare dai Sindaci, primi garanti della salute dei loro cittadini, a gettare la maschera! Non possiamo permettere che la qualità dell’aria e dell’intero habitat naturale in cui ci muoviamo venga ulteriormente violentato da interventi ed impianti inquinanti, ma dobbiamo pretendere che si prendano subito decisioni di segno opposto per ripristinare il primo diritto inviolabile di tutti gli esseri umani, quello alla SALUTE e quindi alla VITA.

“Per l’ambiente gli uomini sono responsabili, i medici due volte” e, aggiungiamo noi, i medici amministratori anche tre. Ci rivolgiamo pertanto innanzitutto al Sindaco di Lanciano Dottor Mario Pupillo ed all’Assessore all’Ambiente Dottor Evandro Tascione e poi a tutte le persone con responsabilità pubbliche nella nostra regione affinchè si attivino subito, senza indugi e senza più alibi, per evitare di essere ricordati come corresponsabili dell’annientamento dell’Abruzzo e dei suoi abitanti.

Noi, e tantissimi con noi, non staremo nel frattempo con le mani in mano.

P.S. Sul nostro sito trovereto tutta la documentazione tecnico-scientifica a conferma di quanto suesposto. http://www.nuovosensocivico.it/ alla voce "LEGGI E DOCUMENTI"