venerdì 15 gennaio 2010

LA RACCOLTA FIRME CONTINUA



Molti simpatizzanti ci hanno scritto in merito al futuro della raccolta firme, soprattutto dopo le dichiarazioni del presidente Gianni Chiodi
e la promulgazione della Legge Perizoma.

Ecco cosa ci ha scritto in merito l'avv. Enrico Graziani, già senatore della Repubblica e uno degli artefici della vittoriosa battaglia dei cittadini abruzzesi contro la Sangro Chimica sostenuta dall'allora ministro Remo Gaspari.

Correva l'anno... e tutto sembra immutato.


Cari Amici,

noi tutti riteniamo che interrompere la raccolta firme sia un errore, poiché significherebbe rinunciare al mezzo più efficace per informare e coinvolgere la gente, quando ancora molte realtà regionali non sono state ancora toccate dalla nostra azione di informazione e comunicazione sul problema abruzzo-petrolio.

Il nostro impegno nella raccolta firme, per quanto gravoso, non ci impedisce di portare la lotta su altri terreni, come ad esempio quello dei ricorsi amministrativi: si tratta di una strada che abbiamo già intrapreso, avendo coinvolto in questa attività personalità particolarmente competenti che, senza clamore, stanno facendo veramente un ottimo lavoro.

Nei contatti con le persone per raccogliere le firme inoltre è facile smontare la legge varata dalla maggioranza alla Regione che, come ben sai non tocca le concessioni già rilasciate e quelle per le piattaforme a mare e che davanti alla Corte Costituzionale è censurabile più che la precedente.

Si tratta insomma di una legge propaganda – o come icasticamente la definisce il nostro Presidente: una legge perizoma - di fatto un riconoscimento ufficiale alla pressione che abbiamo esercitato sull’opinione pubblica con la nostra attività.

Noi di Nuovo Senso Civico abbiamo detto subito e con determinazione che quella legge era un bluff, mentre altri innalzavano salamelecchi a se stessi ed inni di vittoria, per poi mestamente ricredersi.

Rinunciare alla firme oggi significa abbandonare l’obiettivo di far pesare una larghissima opinione popolare nelle scelte di governo, opinione che poi è il fattore decisivo e l’unico che i governanti, ai vari livelli, temono.

Il limite alla raccolta delle firme non può essere temporale ma numerico: siamo convinti che il nostro traguardo deve essere costituito da centomila firme.

È assolutamente necessario continuare nella raccolta se, oltretutto, non vogliamo che il movimento langua e si riduca solo ad azioni di tipo elitario.

Questo è quello che pensiamo.

Enrico Graziani

3 commenti:

letizia ha detto...

Sono d'accordo con il sig. Graziani, l'unico modo per fermare l'avanzata dei petrolieri è informare più gente possibile, così che si possano rendere conto dell'inganno che il governo regionale sta perpetrando nei confronti degli abruzzesi.

Sicuramente chi si renderà responsabile di questo non sarà più eletto nei prossimi 100 anni nemmeno come amministratore di condominio.

Quindi informiamo i ciddadini elettori.
Se poi il governo regionale dovesse cambiare rotta e risolvere ogni problema a mare e in terra (ho visto una intervista del Pres. Chiodi, dove dichiara che non ha competenze sul mare, ma volendo può fare pressione sul governo nazionale, che mi pare sia della stessa area politica) saremo ben lieti di riconescere ogni merito e sicuramente potranno ripresentarsi davanti agli elettori senza rischiare di essere presi a ......

Saluti
Letizia

UNA PAROLA MAGICA ha detto...

Gentilissima Letizia, con questo commento rispondo ancje ai suoi precedenti e graditi intyerventi. Quando sono emerse divergenze di opinione con alcuni esponenti dell'ala ambientalista storica abruzzese ho chiesto espressamente ai nostri di non rispondere alle provocazioni e alle offese sul piano personale che devo dire seppure pesanti sono giunte in misura assai minore di quanto ci aspettassimo.
I nostri veri interlocutori per aiutare l'Abruzzo a uscire dal sottosviluppo culturale in cui è arroccato, sono i rappresentanti della casta politica che sono sensibili solo alle percentuali dei voti che possono incamerare.
Che piaccia o meno questa è la realtà.
Un integralista, con i suoi atteggiamenti estremisti, fa alla fine il gioco della casta che sa che da "quello" non ha preso e non prenderà mai voti.
La casta si spaventa quando il dissenso e il dubbio si propaga nelle sue linee, in quello che è lo zoccolo duro del suo elettorato.
Tutto qui, grazie all'ingenua intemperanza integralista di qualcuno adesso la casta conosce meglio chi la contrasta realmente; questo sarà più facilmente comprensibile nei prossimi giorni.
Grazie e complimenti per il suo lavoro, abbiamo ricevuto le sue 2500 (!!!) firme. Spero di conoscerla di persona alla proiezione del prossimo 6 febbraio.
Antonello Tiracchia

nicola.salvatore ha detto...

Pienamente d'accordo con Voi, ragazzi, su tutta la linea, e lo sapete, anche se non riesco a venire più alle riunioni o alle proiezioni, che cmq seguo assiduamente in differita, io sono sempre dalla Vostra! Avanti, così, non mollate MAI!!!