venerdì 12 dicembre 2014

DOMENICA 14 RILANCIAMO LA PARTECIPAZIONE ALLA LOTTA CONTRO L'"AMMAZZA-ITALIA"

Muoviti, muoviti!!

SBLOCCA ITALIA - ASSEMBLEA COMITATI MARCHE, ABRUZZO E MOLISE
SBLOCCA ITALIA/SPORCA ITALIA: COME PROSEGUIRE LA LOTTA?

Domenica 14 Dicembre C/o Sala consiglio comunale S. Giovanni teatino (CH)
10:00-13:30/14:30-17:00


PARTECIPA PER DIFENDERE LA NOSTRA TERRA!
FAI GIRARE L'INVITO!


Incontro di comitati, associazioni, movimenti, organizzazioni e semplici cittadini per decidere assieme se e come organizzare l'opposizione alle scelte del Governo Renzi che aggrediscono il territorio e la salute.
Info: segreteriah2oabruzzo@gmail.com - 3683188739/3381195358

Prime adesioni: Associazione Ambiente e salute nel Piceno, Forum dei territori Molisani, Forum Abruzzese Movimenti per l'Acqua, Nuovo senso Civico,Coordinamento NO TRIV Abruzzo, Comitati cittadini per l'Ambiente di Sulmona, Comitato Villablocc, Chieti, ARCI, Mountain Wilderness, Abruzzo Social Forum, Amici Riserva Punta Aderci, Comitato La Difesa, Zona 22 San Vito, Comitato NO Powercrop, Comitato NO Stoccaggio Gas San Martino, Comitato Abruzzese per la Difesa dei Beni Comuni, Associazione LEM Abruzzo, Associazione Stazione Ornitologica Abruzzese ONLUS, Associazione Peacelink Abruzzo, Associazione Antimafie Rita Atria, Ass. Zero Waste Teramo, CAST – Comitato Ambiente e salute del territorio, COBAS Abruzzo, Comitato difesa del territorio Equo, Ass. Bed and Breakfast parco Majella – Costa dei Trabocchi; Comitati In Rete - Coordinamento comitati delle valli del Metauro, Cesano e Candigliano; Lipu Abruzzo; Italia Nostra Pescara; Ambiente Basso Molise; Comitato Terre pubbliche; associazione DEMETRA Projects; Comitato Villanova; Ondaverde Onlus

domenica 23 novembre 2014

L'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI LANCIANO E QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL DE TITTA.

 
La Torre Aragonese con l'"ecomostro" sulle mura

Partiamo dall'aspetto più rilevante e grave emerso durante il Consiglio Comunale straordinario del 17 novembre sul progetto di ampliamento dell'Istituto De Titta: l'affermazione fatta dal rappresentante della Soprintendenza che se fosse stato in possesso di tutte le carte presentate dalle associazioni, "non avrebbe dato il via libera all’opera".

Oltre alle eventuali implicazioni di natura legale, è questa l'ennesima dimostrazione di come  a Lanciano le Associazioni, organizzazioni del tutto volontarie e gratuite, debbano troppo spesso svolgere funzioni di supplenza degli organismi istituzionali che al contrario, per obbligo di legge e dietro compenso, sono tenuti a seguire ed approfondire meticolosamente tutti gli argomenti di interesse pubblico con l'unico fine di tutelare il bene dell'intera Comunità.

Il Sindaco Pupillo (adesso anche Presidente della Provincia) insieme alla sua maggioranza ancora una volta non ha ritenuto utile e doveroso un preventivo confronto pubblico su un argomento che già da tempo stava suscitando un ampio dibattito critico nell'opinione pubblica lancianese, sottoponendosi così ad una brutta figura che si poteva facilmente evitare.

La partecipazione è la linfa della democrazia e praticarla fa bene a tutti, amministratori e amministrati, contribuendo ad accrescere l'attaccamento alle sorti comuni.  Nessuno ha in tasca la verità assoluta ma proprio per questo lo scambio di idee aiuta sempre nella risoluzione dei problemi. Viceversa si ha sempre più netta l'impressione che ci si arrocchi nel proprio fortino in difesa di un consenso che, forse senza averne piena consapevolezza, sta rapidamente evaporando.

Diciamo con nettezza che è ora di dire basta a nuove cementificazioni inutili e dannose in aree non idonee.  Basta al consumo di suolo e alle impermeabilizzazioni dei terreni che sono concausa determinante dei disastri da dissesto idrogeologico. Basta alla vergognosa incoerenza tra declamazioni e discorsi teorici favorevoli a politiche virtuose e le autorizzazioni concrete verso pratiche di natura opposta.

Nel caso in essere non è possibile valutare il recupero dell'importante area dell'ex Istituto Agrario attualmente in abbandono a Torre Sansone e verificare subito se sia una strada praticabile? Lì gli edifici esistono già, così come ampi giardini e strutture di vario genere che per la loro dislocazione periferica permetterebbero anche  di decongestionare il traffico cittadino.

Speriamo dunque che questa vicenda gestita malissimo dall'A.C. di Lanciano e conclusa momentaneamente con una poco gloriosa ritirata, possa servire di lezione a chi di dovere per cambiare rapidamente rotta così da concorrere al miglioramento della nostra Città insieme a tutte le persone di buona volontà che hanno sempre dimostrato di volerlo fare disinteressatamente e senza oscuri secondi fini.

 Franco Mastrangelo - NUOVO SENSO CIVICO

sabato 25 ottobre 2014

PARTECIPAZIONE CERCASI AL COMUNE DI LANCIANO: NSC LASCIA LA CONSULTA PER L'AMBIENTE PER MANIFESTA IMPOSSIBILITA' DI INCIDERE SULLE DECISIONI PUBBLICHE.

"Libertà è partecipazione", cantava Giorgio Gaber e di conseguenza anche la democrazia deve esserlo se vuole dimostrarsi tale e non una semplice etichetta per confondere il popolo e lasciare indisturbato il manovratore.

In questi tempi di abituali furti di democrazia (vedi l'abuso dei voti di fiducia imposti al Parlamento dallo sbrigativo Renzi) è importante che soprattutto a livello locale, dov'è più forte il contatto diretto tra cittadini e istituzioni, si aprano quanti più canali possibili per esercitare uno scambio tra amministratori e amministrati che può portare solo effetti positivi per entrambi.

Purtroppo a Lanciano questi spazi si restringono sempre più e l'ultimo baluardo di questo possibile incontro, la "Consulta per l'Ambiente", si è arenata di fronte alla manifesta (voluta?) impossibilità di incidere sui principali argomenti di cui sarebbe investita semplicemente perchè esclusa, come dimostra in maniera clamorosa l'ultimo caso dell'ampliamento dell'Istituto De Titta che tante polemiche ha suscitato in città.

Pubblichiamo qui di seguito il comunicato con il quale Nuovo Senso Civico, nella persona del suo rappresentante Franco Mastrangelo, ha informato della propria decisione di ritirarsi dalla Consulta almeno fino a quando non sarà modificato il suo modo di operare, come d'altronde richiesto dalla maggioranza dei suoi componenti.

Caso “De Titta”: l’insostenibile inconsistenza della Consulta per l’Ambiente.

La recente vicenda dell’ampliamento dell’istituto “De Titta” ha dimostrato una volta di più la totale ininfluenza e inutilità della “Consulta per l’Ambiente”, unico organismo partecipativo o presunto tale rimasto nel Comune di Lanciano, visto che anche in quest’occasione di sicura rilevanza ambientale nessun membro dell’A.C., Assessore Tascione in testa, si è sentito in dovere di convocare l’assemblea per discutere dell’argomento, esprimere un’opinione e perfino dare qualche suggerimento che sarebbe potuto risultare utile per evitare alla coalizione di maggioranza la brutta figura che ha fatto.

Questa circostanza rinforza la mia decisione di non partecipare più ai lavori (assai rari) di questa assemblea finchè  l’A.C. di Lanciano non prenderà la decisione di rendere obbligatoria la convocazione della Consulta prima che qualsiasi argomento di natura ambientale in senso lato (comprendente quindi gli aspetti di salute pubblica, urbanistica, energia, ecc.) venga sottoposto agli organismi istituzionali quali ad esempio Giunta, Consiglio Comunale o Commissioni, pur restando le sue decisioni non vincolanti.

Solo in questo modo si potrà smentire efficacemente l’idea che la Consulta sia semplicemente la foglia di fico da utilizzare a proprio piacimento per coprire con un’operazione d’immagine la quasi totale mancanza di partecipazione della Comunità alle decisioni pubbliche (di Consigli di quartiere o simili neanche a parlarne), dopo che questo argomento era stato una delle bandiere della maggioranza durante la campagna elettorale.
A questo proposito mi risulta che esista addirittura un Assessore alla trasparenza ed alla partecipazione, ma evidentemente il primo aspetto è così preponderante da renderlo invisibile…

Mi aspetto che le cose possano cambiare radicalmente e in quel caso il mio modesto contributo di idee, suggerimenti e confronto schietto e leale non mancherà di certo.

Franco Mastrangelo, rappresentante di Nuovo Senso Civico nella Consulta per l’Ambiente di Lanciano

RASSEGNA-STAMPA:

giovedì 23 ottobre 2014

LA BELLEZZA E L'INFERNO. LETTERA A RENZI SUL FUTURO PETROLCHIMICO DELL'ABRUZZO.

Pubblichiamo qui di seguito la bella lettera che l'Assessore provinciale Franco Moroni ha inviato al Capo del Governo Matteo Renzi e che riassume in maniera chiara ed esaustiva tutte le buone ragioni che fanno dire all'intero Abruzzo NO AL FUTURO PETROLCHIMICO.
Sono ore decisive per l'avvenire della nostra regione che il decreto "sblocca Italia" in discussione al Parlamento sta condannando al patibolo trivellatore. Renzi compirà anche in quest'occasione l'ennesimo furto di democrazia con la consueta richiesta di fiducia che annulla ogni discussione e mette in riga i pavidi "onorevoli" soldatini.
Avvisiamo però Renzi e le sue truppe cammellate che anche dopo l'approvazione di questo provvedimento la nostra battaglia continuerà ancora più decisa perchè in gioco ci sono le nostre vite e la difesa di quanto ci è più caro.


LETTERA APERTA
AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO MATTEO RENZI

p/c AL PRESIDENTE DELLA REGIONE ABRUZZO

La Bellezza e L'Inferno
 
Sì, proprio così. Mi corre l’obbligo quale Amministratore della Provincia
di Chieti, di iniziare questa lettera con il paradosso che scaturisce dal cosiddetto
decreto Sblocca-Italia che il Suo governo si accinge ad attuare e che porterà, nel
nome della strategia energetica nazionale a trasformare il nostro Abruzzo in un
distretto minerario per gli idrocarburi, combinando la bellezza dei trabocchi con
l’inferno delle piattaforme petrolifere.
 
E’ vero, l’Italia ha bisogno di risorse energetiche che la svincolino da
quei legami equivoci con le grandi potenze che la costringono ad assoggettarsi alla
volontà e ai desiderî altrui. Tuttavia, ritengo che non sia questa la strada corretta
da intraprendere, Signor Presidente del Consiglio. La natura stessa ce lo dice, gli
abruzzesi
che ce lo dicono: non intendono più sacrificare neanche un centimetro
della propria terra sull’argomento petrolio,
una terra vocata per le sue eccellenze,
al turismo e all'agricoltura.

La Regione Abruzzo è uno dei tesori segreti dell'Italia. Non c'è folla, né
industria pesante; solo verde, mare, sole, castelli, vigneti, e villaggi in pietra.
Non frantumate questa bellezza, non scaraventateci nell’inferno per fare
gli interessi di pochi ignorando completamente quelli di molti,
non utilizzate
logiche ignoranti e prive di scrupoli decidendo di strumentalizzare il nostro
territorio a vantaggio di biechi personalismi.

Esorto anche il Governatore della Regione Luciano D’Alfonso ad
attivarsi attraverso i propri canali con il Governo Centrale al fine di scongiurare
gli effetti di una strategia energetica che non ha nulla a che vedere con il nostro
Abruzzo.

Tengo a rimarcare che centinaia di studi scientifici a livello mondiale
dimostrano come l’inquinamento che proviene dalle lavorazioni degli idrocarburi
provoca sul territorio aumenti di tumori, malformazioni fetali, malattie
cardiorespiratorie e deformazioni genetiche
come ben sanno gli abitanti di
Falconara, Gela, Viggiano, Priolo, Porto Marghera, Manfredonia, Cremona.
Assessorato Difesa della Costa e Problematiche Petrolifere

Inoltre, nel compartimento del lavoro, i vari report dell’OPEC
evidenziano che il settore è stato notevolmente colpito dal calo della domanda
mondiale e che quindi non vi sono prospettive di crescita lavorativa, resistendo in
ambito occupazionale nel solo “circolo chiuso” dell’indotto, cioè di quelle poche
aziende che operano nel settore.

Il petrolio abruzzese è un petrolio “amaro”, cioè non si ricavano benzine
ma solo bitume per asfalti o nel migliore dei casi PVC, come dichiarato anche
dall’amministratore delegato della Medoilgas Sergio Morandi, titolare della
concessione “Ombrina Mare2”.

Se il 1° settembre 2009 anche la Chiesa Cattolica attraverso il Sinodo
dei Vescovi abruzzesi e molisani ha pubblicamente preso una posizione contraria
allo sfruttamento petrolifero in Abruzzo.
Se il 30 giugno 2010 “il Sole 24 ore” faceva un excursus sull'impossibile
convivenza tra le richieste (e le autorizzazioni) di piattaforme petrolifere offshore e
l'economia turistica e l'ambiente.
Se di conseguenza anche il giornale della Confindustria è stato costretto
ad una prudente ritirata di fronte ad iniziative petrolifere che cozzano con il
turismo, penso che qualcosa nel sistema OIL&GAS non vada, come penso Signor
Presidente del Consiglio, che Lei possa e debba dare un segnale concreto
modificando il decreto Sblocca-Italia verso risorse ecosostenibili perché se l’Italia
vuole uscire da questo imbarbarimento ambientale e sociale deve ritrovare la
forza e la dignità dei propri padri.
Forza e dignità che nel dopoguerra hanno
permesso di uscire dalla morsa della povertà e del sottosviluppo.

Vogliamo bene a questo mare e a questa provincia, ed e' per questo che
faremo di tutto per evitare le estrazioni di idrocarburi .

La esorto e Le chiedo di intervenire direttamente nel modificare il
decreto Salva-Italia in quelle parti che trasformerebbero una Regione “verde” e
vivibile in una Regione “amara”.

Assessore Provincia di Chieti
Difesa della Costa e Problematiche Petrolifere
Franco Moroni

mercoledì 15 ottobre 2014

TORNIAMO DA ROMA PIU' DETERMINATI DI PRIMA NONOSTANTE IL DEPRIMENTE INCONTRO CON GLI INQUILINI DEL "PALAZZO". DURA POSIZIONE DEI VESCOVI CONTRO LA DERIVA PETROLIFERA.

ROMA, 15 OTTOBRE 2014 - Davanti alla Camera dei Deputati



PER VEDERE IL VIDEO DEL PRESIDIO CON LE INTERVISTE CLICCARE QUI  (dal sito Qualenergia.it). 

A FINE ARTICOLO LA FOTOCRONACA DELLA GIORNATA 
(servizio di Franco Cicchini)

PER VEDERE LA TRASMISSIONE "ANGELI & ANGELI" SU GENIO TV (TVQ) DEDICATA ALLA GIORNATYA DI ROMA CLICCARE QUI . 
 
Come raccontare la giornata di oggi davanti al Parlamento della Repubblica Italiana?

Da una parte il "Palazzo" con i suoi inquilini paludati ben protetti da transenne e poliziotti più o meno armati, dall'altra un variegato miscuglio di persone provenienti da varie regioni d'Italia (con gli Abruzzesi in gran bella evidenza) armati soltanto della propria passione e dello smisurato amore per la propria terra, il proprio mare e la qualità della vita di ogni essere vivente.

Nell'alternarsi al megafono di servizio ognuno ha illustrato le problematiche legate al proprio luogo di origine e le battaglie che lì si combattono con civiltà e caparbietà. Lotte di anni condotte con sacrificio e abnegazione per il benessere di tutti e che adesso si vorrebbero cancellare per decreto con un atto definito troppo bonariamente "decisionista" ma in realtà autoritario e sprezzante delle volontà locali.

Lo sbrigativo incontro con i membri della Commissione Ambiente della Camera, presieduta da Ermete Realacci, è stata come sbattere contro un muro di gomma fatto di "vorrei ma non posso", "non sono d'accordo ma c'è la disciplina di partito", "cercheremo se possibile di modificare" e via di questo passo. Nessun impegno concreto, nessun atto sostanziale, perchè non c'è tempo da perdere, bisogna fare, agire, muoversi. Sì, ma in che direzione? Quella contraria a tutte le sacrosante istanze locali per fare il solito favore a poteri e interessi forti?

Non torniamo per l'ennesima volta su tutti i punti in dettaglio: diciamo soltanto che chi ha dimostrato sempre vero attaccamento all'Italia e ha agito per il suo bene sono quelli da questa parte delle transenne, quelli con le bandiere in mano e i fischietti in bocca mentre gli altri di là con la loro voglia irrefrenabile di trivellare, asfaltare, costruire inutilmente, consumare suolo, ammorbare l'aria e inquinare l'acqua sono i veri predatori di futuro e i devastatori delle generazioni a venire.

Però non dobbiamo scoraggiarci perchè le nostre motivazioni sono troppo forti e giuste per potersi indebolire tanto facilmente. E muovendoci bene, unitariamente e in cerca di alleanze utili ovunque riusciremo magari a scardinare anche quel muro di gomma di cui sopra.

Ci attendono mesi di impegno e di sforzi raddoppiati perchè la giornata odierna non è stata il punto di arrivo ma quello di partenza con l'obiettivo di portare una ventata di aria sana dentro e fuori i palazzi.
Nessun risultato ci è precluso: ricordiamoci sempre che qui in Abruzzo siamo riusciti a bloccare il colosso ENI ed il suo progetto di raffineria ("Centro oli") a Ortona e non è stata cosa da poco.

Per cui in alto i cuori e avanti tutta!

NUOVO SENSO CIVICO

martedì 7 ottobre 2014

IL 15 OTTOBRE PRESIDIO DELLE ASSOCIAZIONI ABRUZZESI DAVANTI AL PARLAMENTO PER BLOCCARE LO "SBLOCCA-ITALIA".


VIGNETTE GENTILMENTE CONCESSE DA FRANCO SACCHETTI



VEDI L'ARTICOLO SU PRIMADANOI.IT CLICCANDO QUI .
 
LE ASSOCIAZIONI ABRUZZESI GARANTIRANNO IL PRESIDIO NELLA GIORNATA DI MERCOLEDI' 15 OTTOBRE. 
Per aderire scrivete a: info@nuovosensocivico.it 
Stiamo organizzando la trasferta ma abbiamo bisogno di sapere al più presto quante persone siamo. 
 
"15 e 16 Ottobre, decine di associazioni, comitati, movimenti si mobilitano contro lo Sblocca Italia con un sit in a Montecitorio"


di Alessio Di Florio



Il governo Renzi promette che questo provvedimento cancellerà la crisi. Ma lo sblocca Italia è sentito come una minaccia terribile da chi si batte contro le grandi opere e le privatizzazioni. Allo scetticismo e ai dubbi si sta aggiungendo sempre più l’indignazione e la mobilitazione ambientalista. L’Italia che si ribella alla deriva petrolifera, agli inceneritori dei rifiuti e all’inquinamento industriale, alla cementificazione selvaggia e alla privatizzazione dei beni comuni (a partire dall’acqua) denuncia lo “Sblocca Italia” e si mobilita coinvolgendo i territori fino a “sbarcare” nella Capitale con un sit-in che si svolgerà davanti Montecitorio il prossimo 15 e 16 Ottobre. Decine tra associazioni, comitati e movimenti di tutta Italia si preparano ad incrociare le loro vertenze territoriali per “bloccare lo Sblocca Italia”. Il comitato “Ambiente e Salute nel Piceno”, in queste ore impegnato nel predisporre il ricorso al TAR contro l’autorizzazione ad un impianto di stoccaggio gas a San Benedetto del Tronto, si ritroverà accanto a comitati No Triv di varie regioni, l’Organizzazione Luca Ambientalista e il coordinamento nazionale No Triv. Saranno presenti in piazza i movimenti per l’acqua pubblica, l’Abruzzo Social Forum, l’Associazione Antimafie Rita Atria, PeaceLink e le associazioni e i comitati tarantini, l’Associazione A Sud, Medicina Democratica, il Coordinamento dei Comitati NoMuos, Associazioni pacifiste, dei consumatori e reti solidali, la sezione ANPI di Monza e della Brianza, l’Osservatorio della Repressione, il Comitato sardo “Gettiamo le basi”, l’associazione Radio Aut, il Forum “Salviamo il Paesaggio”, i Comitati contro il TAP e contro il gasdotto appennino, il comitato contro la TAV di Firenze, Attac e tantissime altre associazioni nazionali e locali, comitati e movimenti di tutta Italia.


La mobilitazione ambientalista accusa il Governo di voler consegnare con lo “Sblocca Italia” il Paese “all’arretratezza di un’economia basata sul consumo intensivo di risorse non rinnovabili e concentrata in poche manidenunciando “un vero e proprio assalto finale delle trivelle al mare che fa vivere milioni di persone con il turismo; alle colline dove l’agricoltura di qualità produce vino e olio venduti in tutto il mondo; addirittura alle montagne e ai paesaggi sopravvissuti a decenni di uso dissennato del territorio citando il rilancio delle attività petrolifere “nel Golfo di Napoli e in quello di Salerno tra Ischia, Capri, Sorrento, Amalfi e la costiera Cilentana, dell’omonimo Parco Nazionale”.


Mentre il mondo intero sta cercando di affrancarsi da produzioni inquinanti, il Governo Renzi per i prossimi decenni intende avviare la nostra terra su un binario morto dell’economia” in quanto nel provvedimento c’è il paradosso “che le produzioni agricole di qualità, il nostro paesaggio e i tanti impianti e lavorazioni che non provocano inquinamento, compresi quelli per la produzione energetica da fonti rinnovabili quando realizzati in maniera responsabile e senza ulteriore consumo di territorio, non sono attività strategiche a norma di legge. Lo sono, invece, i pozzi e l’economia del petrolio che, oltre a costituire fonti di profitto per poche multinazionali, sono causa dei cambiamenti climatici e di un pesante inquinamento. Il provvedimento non punterà “sulla necessaria riduzione dei rifiuti e all’economia del riciclo e del riutilizzo delle risorse” nonostante “tanti comuni italiani hanno raggiunto percentuali del 70-80% di raccolta differenziata coinvolgendo intere comunità di cittadini” ma la gestione dei rifiuti è affidata alle ciminiere degli inceneritori” che immettono “nell’ambiente pericolosissimi inquinanti producendo ceneri dannose alla salute e all’ambiente” e trasformano “in un grande affare, concentrato in poche mani, quello che potrebbe essere una risorsa economica per molti”.


Altro punto nel mirino degli ambientalisti è la gestione delle “Grandi Opere” che “con il loro insano e corrotto “ciclo del cemento” continuano ad essere il mantra per questo tipo di “sviluppo” mentre interi territori aspettano da anni il risanamento ambientale. Chi ha inquinato deve pagare. Servono però bonifiche reali, non affidate agli stessi inquinatori e realizzate con metodi ancora più inquinanti; l’esatto opposto delle recenti norme con cui si cerca di mettere la polvere tossica sotto al tappeto. Addirittura il “sistema Mose” diventa la regola, con commissari e “general contractor” che gestiranno grandi aree urbane in tutto il Paese, partendo da Bagnoli”.


Contrastare questo Decreto è un impegno affinché la bellezza del paese non sfiorisca definitivamente sacrificata sull’altare degli interessi di pochi petrolieri, cementificatori e affaristi dei rifiuti e delle bonifiche” conclude l’appello che lancia il sit-in del 15 e 16 Ottobre davanti Montecitorio.




venerdì 3 ottobre 2014

SULLA MOBILITA' INDIETRO TUTTA NEL COMUNE DI LANCIANO. E LA VERGOGNA DISABILI CONTINUA.

PUBBLICHIAMO QUI DI SEGUITO IL COMUNICATO-STAMPA INTEGRALE DI NUOVO SENSO CIVICO CHE PARTENDO DAI RECENTI PROVVEDIMENTI PRESI DALL'AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI LANCIANO DI RIDUZIONE DEGLI ORARI DI ZTL AFFRONTA IN MANIERA COMPLESSIVA IL TEMA DELLA MOBILITA' NELLA NOSTRA CITTA'.

AGGIORNAMENTO del 4 Ottobre: riceviamo dall'Associazione "CODICI" e volentieri pubblichiamo, dopo il nostro, il Comunicato-stampa della stessa Associazione di denuncia dei gravi problemi di mobilità che devono affrontare i disabili in Città, problemi totalmente ignorati dall'A.C.

NUOVO SENSO CIVICO

L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE DI LANCIANO E LA MOBILITA’ SANA E SOSTENIBILE: MARCIA INDIETRO A TUTTO GAS!

Mentre in tutta Europa e in larga parte d’Italia le Città più civili e lungimiranti hanno capito che l’unica strada per renderle più vivibili, attraenti ed economicamente prospere è quella di liberarle progressivamente dal traffico motorizzato privato, l’Amministrazione Comunale di Lanciano va tristemente in controtendenza  retrocedendo spaventata (da chi o cosa?) dai pur timidi provvedimenti di limitazione del traffico.

Dopo aver tanto sbandierato il lodevole obiettivo di affrontare il problema in maniera organica e strutturale con la redazione del “PGTU – Piano Generale del Traffico Urbano”, al quale anche Nuovo Senso Civico ha portato il suo considerevole bagaglio di idee e proposte, quel progetto appare ormai definitivamente tramontato e si va avanti con interventi disorganici, inefficaci e sconnessi tra di loro.

Si continua a ragionare con la solita vecchia mentalità che mette al centro di ogni attenzione l’automobile privata, continuando a favorirne un uso smodato e inutile (oltrechè nocivo per la salute di tutti) a danno di altre forme di mobilità virtuose e vantaggiose per l’intera comunità quali gli spostamenti a piedi, in bicicletta o su mezzi collettivi.

Per non parlare della scandalosa difficoltà a muoversi delle persone disabili costrette a lottare quotidianamente con le innumerevoli barriere architettoniche disseminate ovunque e con la tollerata inciviltà di molti automobilisti che occupano spudoratamente i posti riservati e bloccano gli scivoli dedicati. Cittadini di serie “zeta” che non hanno neanche il diritto di partecipare alle feste cittadine come dimostra il reiterato scandalo delle “Feste di Settembre” con le auto parcheggiate indisturbate ovunque  e perfino a decine sui marciapiedi.

E che dire del “bike-sharing”? L’A.C. non è stata capace di dotare le postazioni di pensiline utili alla protezione dei mezzi che così vanno rapidamente deteriorando, dopo aver già passato lo scorso inverno diverse giornate sommersi dalla neve (vedi QUI ).  Anche qui nessun disegno organico e sensato: vengono fornite le biciclette per poi gettarle nel caotico traffico stradale, rischioso e maleducato, senza la minima protezione.
Senza aspettare invano le piste ciclabili basterebbe da subito rendere a senso unico le principali vie di comunicazione creando così lo spazio adeguato per una circolazione più sicura e serena. Interventi semplici ed a costo quasi zero così da evitare la solita tiritera della mancanza di soldi. E lo stesso discorso si potrebbe fare per l’ampliamento dei percorsi pedonali privilegiati in tutta la Città.

Ne gioverebbero tutti non solo in termini di accresciuto benessere fisico e psicologico ma anche economico e commerciale per le ricadute positive di attrazione generale che un luogo più vivibile e bello avrebbe senz’altro, esaltando le già tante bellezze presenti nel centro storico. E’ ora di dire basta alla vergogna indecente delle macchine parcheggiate notte e giorno davanti ai rosoni di Santa Maria Maggiore!

Se ne avvantaggerebbe anche chi ha davvero necessità della macchina privata perché mille persone in più che vanno a piedi o in bici significano anche mille parcheggi in più liberi in centro, senza bisogno di sperperare milioni di euro in strutture multipiano che alla fine restano pure vuote.  Se invece di spendere decine di migliaia di euro per ogni singolo posto auto (è facile fare questi conti alla mano) si riversassero quei soldi nell’acquisto di bici elettriche o nel potenziamento del trasporto pubblico, si otterrebbe immediatamente il risultato di favorire la qualità della vita e migliorare la mobilità urbana.

Se invece si continua a ragionare solo di rotatorie, parcheggi e quant’altro sia di servizo all’automobile il problema non lo si risolverà mai ma lo si peggiorerà, come dimostrano decine di studi al riguardo, perché al contrario è solo disicentivando questo tipo di mobilità dannosa e congestionante che si arriva ad una soluzione vantaggiosa per tutti.

L’Amministrazione Comunale di Lanciano non ha più alibi: se c’è la volontà di migliorare la vita e la mobilità nella nostra Città si possono fare tante cose subito, senza spendere molto e senza rinviare all’infinito in attesa di interventi mastodontici e costosi che non arriveranno mai.

Dopo Piazza Plebiscito, liberata qualche mese fa dalle auto abusive grazie alla campagna di sensibilizzazione di Nuovo Senso Civico (vedi QUI ), è ora di dare fiato a tutta Lanciano!
E’ una questione, in fin dei conti, soprattutto di civiltà.

NUOVO SENSO CIVICO
30 settembre 2014



CODICI

Centro per i Diritti del Cittadino
Territorio di LANCIANO
66034 - Via per Fossacesia, 100
Tel. 0872710252 - 3397754150
Lanciano, 03 Ottobre 2014
COMUNICATO  STAMPA

 LANCIANO -ORGANI COMUNALI ED AUTORITA', SENSIBILITA' ZERO VERSO I CITTADINI PIU DEBOLI.
Come al solito l'Amministrazione Comunale di Lanciano si prodiga in grandi annunci, riguardo alle realizzazioni di opere ed iniziative nell'area comunale, annunci che regolarmente restano fini a se stessi. Alle richieste specifiche di piccole realizzazioni risponde immancabilmente che non ci sono fondi.
I fondi mancano per le vitali esigenze dei Cittadini più deboli, tipo i pedoni ed i disabili, tanto da non poter realizzare gli scivoli sui marciapiedi e l'eliminazione in genere delle barriere architettoniche. Non vi sono, a disposizione dell'amministrazione Comunale, nemmeno i piccoli fondi per eliminare gli innumerevoli ostacoli che gravano sui marciapiedi che impediscono il regolare transito delle carrozzine per i disabili e dei passeggini per le mamme. I marciapiedi  sono ingombri  di alberi e pali che rendono difficile il cammino anche per i pedoni in quanto dissestati e pieni di buche. A dire dell'Amministrazione Comunale, mancano, altresì, i fondi per dipingere le strisce degli attraversamento pedonale, per mettere a norma le aree dei parcheggi per i disabili, molte delle quali prive di segnaletica verticale od orizzontale. Non ci si cura, nonostante le numerose richieste di Mario Ciccocioppo, responsabile di CODICI Centro per i Diritti del Cittadino, di regolarizzare, con la Ditta concessionaria dei parcheggi a strisce blu della Città, il numero degli stalli e la regolarità degli stessi secondo la Legge.
Queste gravi incurie principiano col verificarsi proprio dalla sede scelta per l'Ufficio preposto per l'assistenza ai disabili, dove si effettua il rilascio ed il rinnovo delle autorizzazioni per il parcheggio e per gli altri loro diritti, sito nel primo piano del Palazzo De Giorgio in via dei Frentani, dove non vi è alcuna possibilità di accesso da parte degli stessi utenti.  In effetti, a causa delle due rampe di scale esistenti, non vi è possibilità di raggiungere gli uffici con la carrozzina o per la persona con difficoltà di deambulazione.
Un segnale di attenzione verso questa categoria di Cittadini, che a dire del Sindaco e della Polizia urbana ammontano ad oltre 3.000, lo si potrebbe dare proprio iniziando a farli accedere agevolmente negli uffici interessati, trasferendoli in un luogo di più facile accesso. A tale proposito indichiamo i locali dell'ex Casa di Conversazione situati accanto gli Uffici Comunali, al fine di evitare a chi non può agevolmente muoversi, di fare lo scomodo andirivieni da un ufficio all'altro, nei vari settori comunali.
Questa Associazione di Consumatori CODICI, attraverso il responsabile Mario Ciccocioppo, lamenta altresì che, dopo numerosi interventi presso gli Organi Comunali, nulla si è fatto per l'incolumità dei Cittadini per i quali è veramente difficile attraversare le strade di accesso alla Città a causa della eccessiva velocità e della sconsideratezza degli automobilisti.
A tale proposito CODICI ritorna a chiedervi, per l'ennesima volta, la realizzazione di infrastrutture atte ad incrementare la sicurezza delle e degli utenti della strada, di porre limitatori di velocità, a mezzo di dossi stradali o del tipo elettronico, per le strade di accesso alla Città come ad esempio: Via Santo Spirito e Via per Fossacesia, strade di grandi velocità in determinate ore e di collasso completo in altre; Villa Andreoli-Val Di Sangro;  Strada Serroni strada per San Vito Marina; strada San Egidio; primo tratto di Viale Cappuccini zona Marcianese.
CODICI è certo che per realizzare questi dissuasori di velocità, che possono salvare vite umane, occorrono ben pochi soldi con un grande beneficio per le persone più deboli e per tutti i Cittadini.
Queste realizzazioni, che non hanno un costo significativo per la casse comunali, servirebbero a rendere più agevole e sicura la vita non solo degli anziani, disabili, bambini e mamme con le carrozzine ma per tutti i Cittadini che si muovono a piedi per la Città.
In conclusione, CODICI chiede all'Amministrazione Comunale più sensibilità verso i loro amministrati.
Segretario Territoriale Lanciano
                                                                   CODICI ABRUZZO
                                                                    Mario Ciccocioppo 
   
  SULL'ARGOMENTO CONSULTA LA PAGINA DI NSC PER UNA MOBILITA' PIU' SANA A LANCIANO
RASSEGNA STAMPA:

sabato 27 settembre 2014

IN FIAMME LA RAFFINERIA DI MILAZZO: ECCO IL FUTURO CHE CI ASPETTA. FERMIAMOLI FINCHE' SIAMO IN TEMPO!





 Milazzo, incendio nella raffineria. A fuoco un milione di litri di carburante
Foto da Twitter - @cmalfi

Nel post pubblicato ieri sulle osservazioni a "Elsa 2" (clicca QUI ) avevamo inserito la foto di una piattaforma in fiamme. Qualcuno (i soliti in malafede) ci aveva accusato come sempre di allarmismo infondato: ecco che purtroppo, dopo neanche 24 ore, la realtà si ripresenta tragica a presentare il conto con un'intera raffineria in fiamme nella sfortunata Sicilia, terra anch'essa, insieme a Basilicata e Abruzzo, condannata al baratro petrolchimico.

Se accadesse, come già successo, in mare, peggio ancora.
La società irlandese "petroceltic", titolare di diversi permessi petroliferi tra cui appunto la piattaforma "Elsa 2" ha un capitale sociale di 2 milioni di euro!!! In caso di incendio o grave incidente chi ci mandiamo ad intervenire, i marines?

Se poi leggiamo le sconcertanti dichiarazioni di Federpetroli (vedi sotto nell'articolo de "Il fatto quotidiano") cominciano a tremarci i polsi: "Nonostante la nube a seguito dell’incendio, non vi sono situazioni dannose per l’ambiente e l’aria circostante”.“La Raffineria di Milazzo dopo gli interventi negli anni scorsi sull’ammodernamento delle infrastrutture, risulta una delle più all’avanguardia a livello europeo con impianti di raffinazione di alta efficienza tecnologica." !!!???!!
Nessun danno per l'ambiente e la salute?? E come fate a dirlo quando l'incendio non è ancora spento e sulla base di quali dati o analisi? Ed anche senza queste non vi risulta che respirare quell'aria sia devastante per la salute degli esseri umani per non parlare della diossina e delle altre schifezze che si depositeranno al suolo? 
E meno male che ci dicono che quell'impianto è uno dei più moderni in Europa!
 
Fidarsi di queste persone sarebbe da pazzi: sono quelli che hanno esultato con lo "Sblocca Italia" di Renzi.
Fidarsi di Renzi e del governo che sostiene e incentiva queste persone è da incoscienti.
Lo ripetiamo ancora una volta: FERMIAMOLI FINCHE' SIAMO IN TEMPO SE NON VORREMO PENTIRCENE AMARAMENTE. 
GIU' LE MANI DALLA NOSTRA VITA!!
           NUOVO SENSO CIVICO

Milazzo, in fiamme un serbatoio di una raffineria. A fuoco un milione di litri di carburante:"Rischio ambientale"

(da "QN-Quotidiano Nazionale")


Milazzo, incendio nella raffineria. 

(DA "IL FATTO QUOTIDIANO")

Il rogo è divampato intorno a mezzanotte e 45 per cause ancora da accertare. Comune e Federpetroli rassicurano: "Nessun rischio per la popolazione". Le fiamme visibili nella notte a chilometri di distanza



Un incendio di vaste proporzioni si è sviluppato all’interno della Raffineria Mediterranea di Milazzo. Secondo le informazioni diffuse dalla centrale operativa provinciale dei vigili del fuoco le fiamme, che si notano a diversi chilometri di distanza, riguardano un deposito che contiene un milione di litri di carburante. Non si registrano fino ad ora feriti. Sul posto stanno operando tre squadre dei vigili del fuoco provenienti da Milazzo e Messina, oltre a quelle del servizio di sicurezza della Raffineria. Secondo la centrale operativa la situazione in questo momento è “sotto controllo” e non è stato predisposto alcun piano di evacuazione della zona, anche se centinaia di famiglie che risiedono nella zona hanno preferito allontanarsi in auto per paura intasando le strade del comprensorio.
Il rogo è sviluppato intorno alle 0,45 per cause ancora da accertare; le fiamme, che si levano altissime, sono visibili per diversi chilometri dai comuni della fascia tirrenica del messinese. Al Comune di Milazzo il sindaco, Carmelo Pino, ha insediato il Coc (Centro operativo comunale), in stretto contatto con la Prefettura di Messina che coordina i soccorsi. Al momento è stato confermato che non vi è alcun pericolo per la popolazione e che i vigili del fuoco stanno raffreddando con getti d’acqua il serbatoio in attesa che si esaurisca il carburante. L’operazione potrebbe durare diverse ore. L’ultimo incidente grave alla Raffineria di Milazzo risale al 4 giugno 1993, quando in una esplosione all’interno dell’impianto Topping 4 morirono 7 persone.
Dopo l’incidente, FederPetroli Italia ha diffuso un comunicato: “Al momento l’incendio è domato dalle forze del Vigili del Fuoco e da altre squadre di sicurezza e si procede con intervento mirato sino ad esaurimento bruciatura prodotto presente nei serbatoi”, riferisce FederPetroli. “Il Comune di Milazzo e la Prefettura di Messina – si legge ancora – ci hanno confermato che nessun operaio o tecnico è rimasto ferito nell’incidente al serbatoio 513 e non è presente alcun allarme rosso. Nonostante la nube a seguito dell’incendio, non vi sono situazioni dannose per l’ambiente e l’aria circostante”.
“La Raffineria di Milazzo dopo gli interventi negli anni scorsi sull’ammodernamento delle infrastrutture, risulta una delle più all’avanguardia a livello europeo con impianti di raffinazione di alta efficienza tecnologica. FederPetroli Italia sta monitorando la situazione con gli organi preposti fino a fermo diretto e stato di sicurezza dell’incidente”, conclude FederPetroli.