venerdì 30 dicembre 2011

UNA VITTORIA MOLTO IMPORTANTE DI BUON AUGURIO PER IL 2012



 In un nostro precedente post (“Polpetta avvelenata” del 9 dicembre scorso) avevamo messo in guardia sul tentativo subdolo della Giunta Chiodi di inserire all’interno della Legge Comunitaria in discussione al Consiglio Regionale una serie di modifiche alla legislazione vigente devastanti per l’ambiente, l’aria e soprattutto l’inquinamento elettromagnetico con la scusa di armonizzare l’ordinamento regionale al diritto dell’Unione Europea in materia di ambiente, agricoltura, turismo e tutela della salute.

Ebbene questa manovra è stata sventata!

Infatti il Consiglio Regionale ha approvato la Legge Comunitaria all’unanimità dopo l’accordo raggiunto tra i vari Gruppi Consiliari e l’introduzione di alcuni sostanziali emendamenti correttivi al progetto sollecitati dai Consigleri Nasuti, Acerbo ed altri e raccolti dal Presidente della 6^ Commissione Di Matteo.
Il Consigliere Regionale, Presidente della commisione bilancio Emilio Nasuti, su sollecitazione di Nuovo Senso Civico, ha proposto ed ottenuto quanto segue:
1)Nel testo finale sono stati stralciati tutti i punti riguardanti l'elettromagnetismo (mantenendo in vigore l'attuale disciplina regionale) e apportate alcune modifiche alle disposizioni relative ai rifiuti;

2)viene eliminata la parte che fa riferimento alla valorizzazione energetica dei rifiuti;

3) e' stata reinserita la disposizione che limita la realizzazione degli impianti di auto smaltimento e recupero rifiuti soltanto in aree a destinazione urbanistica artigianale o industriale (e quindi non nelle aree agricole);

4) vengono mantenuti i parametri relativi all’ aumento dei quantitativi dei rifiuti e all' ingombro plano altimetrico per le variazioni volumetriche delle discariche.
Tutto questo significa tra l’altro niente via libera indiscriminato ad antenne ed inceneritori. Non è poco anche se bisognerà sempre vigilare, com’è nostra abitudine.
Permetteteci un commento finale anche al tipo di approccio ai problemi che da sempre contraddistingue Nuovo Senso Civico e che si basa sulla trasversalità. Tutto questo significa non sposare le appartenenze a priori ma giudicare le persone e i politici in base a quello che fanno e non alle idee più o meno convincenti che sbandierano pubblicamente.
Anche in questa occasione ci siamo rivolti senza pregiudizi a tutti quelli che potevano fare ed ottenere qualcosa al riguardo ed il Consigliere Nasuti (con il quale peraltro in passato abbiamo avuto scontri anche piuttosto aspri) è stato il più reattivo ed efficace. Naturalmente lui per primo sa benissimo che non ci sono deleghe in bianco per nessuno e che qualsiasi persona con incarichi pubblici più o meno importanti dovrà meritarsi sul campo e di volta in volta l’approvazione nostra e dell’intera comunità abruzzese.
Abbiamo davanti sfide e battaglie durissime: questo episodio positivo che chiude il 2011 ci dà la carica per affrontarle con rinnovato vigore insieme a tutti quelli che condividono l’amore per la nostra terra, il nostro mare e la nostra vita.
UN BUON 2012 A TUTTI NOI.

mercoledì 28 dicembre 2011

COSA PUO’ (E DOVREBBE) FARE IL SINDACO-MEDICO PUPILLO PER LA SALUTE DEI SUOI CONCITTADINI.


   Ricapitoliamo:
 ·        Le centrali a biomasse come quella di Treglio e le centrali a biogas come quella di Villa Pasquini a Lanciano bruciano sostanze (oggi di un certo tipo, domani magari rifiuti, come permette la normativa vigente) e quindi si chiamano inceneritori;

·        Gli inceneritori in funzione sicuramente non migliorano la qualità dell’aria ma anzi inquinano più o meno pesantemente e l’inquinamento atmosferico e ambientale è causa accertata di gravi malattie e patologie diffuse soprattutto nei soggetti più a rischio quali le donne in gravidanza, i bambini e gli anziani;

·        Lo studio svolto nel 2010 dal Consorzio Mario Negri Sud sulla qualità ambientale e dell’aria in provincia di Chieti ha svelato una realtà in larga parte alterata, preoccupante per tutta la fascia costiera e addirittura allarmante per Lanciano e l’area frentana circostante;

·        Il Sindaco-medico Pupillo in veste di candidato partecipò con convinzione alla manifestazione di Treglio del maggio 2011 organizzata da Nuovo Senso Civico per protestare contro gli effetti potenzialmente dannosi sulla salute causati dal sansificio e dalla nuova centrale a biomasse;

·        Ogni Sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria locale, dispone di ampi e concreti strumenti normativi quali ad esempio le ordinanze sia ordinarie che contingibili e urgenti per salvaguardare, com’è suo dovere, l’incolumità dei concittadini;

·        Anche se ci fosse solo il dubbio di una situazione potenzialmente pericolosa il Sindaco può sempre invocare il “principio di precauzione” sancito dalla Comunità Europea per la protezione dell’ambiente;

   In conclusione lo studio del Mario Negri Sud potrà anche essere un punto di partenza per ulteriori approfondimenti ma già da solo certifica oggi con autorevolezza e senza dubbi una situazione preoccupante che necessita di politiche immediate di miglioramneto della qualità ambientale e impone di bloccare qualsiasi intervento o insediamento sicuramente peggiorativo come ad esempio quello della centrale a biogas di Villa Pasquini.

   Tutto questo il Sindaco Pupillo può farlo e l’intera comunità si aspetta che lo faccia al più presto coerentemente con il suo ruolo di medico e con quanto sempre dichiarato.

 PRO-MEMORIA

Art.32 della Costituzione Italiana:

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”.




sabato 24 dicembre 2011

BIOMASSE: A VOLTE SI VINCE...

Poco più di un anno fa mi sono collegato in video conferenza ( con SKIPE) con il comitato "No Centrali a Biomasse" di Villadossola, a pochi chilometri da Domodossola.

Durante la conferenza ho chiarito come le biomasse siano un combustibile povero e inquinante e che la prassi consueta, di quasi tutti gli impianti a biomasse che si propongono in Italia, sia quella di buttare letteralmente all'aria, come calore non utilizzato, oltre il 70% dell'energia termica delle biomasse bruciate.

Ieri, gli amici del comitato mi hanno avvisato che la ditta proponente l'impianto ha definitivamente rinunciato a farlo.

Motivo principale il fatto che Comune e Provincia, nella Conferenza di Servizi , si sono messi di traverso.

Come clausola per la loro approvazione, hanno imposto che la ditta, prima di iniziare i lavori, presentasse i contratti di allacciamento per il teleriscaldamento e garantisse la copertura delle spese per la realizzazione della rete di teleriscaldamento; rete che avrebbe garantito il trasporto e l'uso del calore a bassa temperatura, residuale alla produzione di elettricità.

Mi dicono che questa svolta decisiva è partita dopo la mia conferenzae a seguito di quanto da me raccontato.

Un bel regalo di Natale per me e per il Comitato e un buon suggerimento per i tanti comitati e i pochi Sindaci che non hanno nessuna intenzione di pagare due volte i facili guadagni dei signori delle biomasse: respirare gli inquinanti emessi dalla centrale a legna o a olio vegetale e pagare con la bolletta della luce la tassa dei certificati verdi che riempiono le tasche  delle lobby della "economia verde" all'italiana.

 Utente: federico46
Prof. Federico Valerio
Istituto Nazionale Ricerca Cancro
S.S. Chimica Ambientale  - Genova

venerdì 23 dicembre 2011

HO FATTO UN SOGNO (UN INCUBO): L’ABRUZZO PATTUMIERA VERDE D’EUROPA


   Mi sono addormentato ed ho sognato che l’Abruzzo non era com’è adesso la regione verde d’Europa piena di parchi naturali, montagne incontaminate e mare cristallino, vigneti e uliveti a perdita d’occhio, aria pulita e acqua da bere a volontà, cibi genuini e gente felice di viverci. No, pensate che assurdità, ho sognato che in mezzo a questi campi rigogliosi, fin quasi dentro ai parchi e perfino in mezzo al mare costruivano raffinerie, inceneritori e impianti che distruggevano tutto quello che avevano intorno, comprese le vite delle persone.

   Poi ho sognato che non era come accade oggi che tutti gli amministratori pubblici dal Consiglio Regionale fino al più piccolo dei Municipi difendono con energia prima di tutto gli interessi collettivi, la salute dei cittadini ed il bene comune, ma molti di loro, pazzesco, si mettevano d’accordo con personaggi equivoci, gruppi e società assai ricche e potenti che curavano solo i propri profitti e addirittura (cosa incredibile a dirsi ma d’altronde è un sogno) ottenevano in cambio favori, soldi e carriere assicurate.

   Sempre nel sogno, o forse è meglio definirlo un incubo, ho visto che al contrario della realtà quotidiana nella quale gli amministratori pubblici guardano sempre avanti per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni e per ottenerlo studiano, si informano, ascoltano esperti e scienziati e poi adottano programmi di lungo periodo, queste stesse persone, cosa impossibile a pensarsi, facevano di tutto per creare le emergenze e con queste arricchivano loro stessi, i loro amici e gli amici degli amici. Addirittura (meno male che è un sogno e non si può avverare) li ho visti che facevano riempire le discariche fino al collasso e poi erano costretti, loro malgrado, a far bruciare i rifiuti negli inceneritori e disperdere veleni dappertutto. E siccome tutti questi inceneritori ancora non c’erano (ma li stavano costruendo) supplicavano i proprietari di qualche piccola centrale a biomasse già in funzione di venire in soccorso. E questi ultimi, in cambio di un bel po’ di soldi pubblici, si sacrificavano e davano una mano ai politici. Certo che i sogni a volte sono proprio assurdi!

   E poi il sogno (l’incubo) proseguiva e l’aria dell’Abruzzo non era più pura e salubre come sempre ma, roba da non crederci, così inquinata e in molte parti talmente avvelenata da causare disturbi e malattie e nonostante questo i Sindaci e tutte le persone con responsabilità pubbliche invece di difendere senza indugi la salute dei loro concittadini preferivano aspettare e rimandare senza migliorare, mentre nel’attesa la gente continuava ad ammalarsi e a volte a morire. Che sospiro di sollievo sapere che è tutta fantasia!

   Anche perché ho sognato perfino che i politici non facevano come avviene sempre nella vita reale che durante le campagne elettorali si ergono a paladini di tante battaglie civili e fanno bellissimi discorsi in difesa dei beni comuni, come l’acqua ad esempio, e poi dopo eletti mantengono tutte le promesse con coerenza e dignità. No, in questo sogno orribile i candidati prima si schieravano dalla parte del popolo e dei più deboli e poi una volta seduti sulle poltrone del comando si rimangiavano tutto per “ragione di partito”, “necessità di coalizione” o “supremi interessi di Stato”. Che stravaganza, per fortuna non può essere vero.

   Ho sognato infine, meno male l’incubo stava giungendo al termine, che l’Abruzzo non era come oggi luogo ospitale ed accogliente per tutti quelli che vengono in pace ma era diventato, che orrore!, terreno di conquista per malavitosi e affaristi di ogni sorta che avevano già avvelenato le proprie terre di origine. E nel sogno non succedeva come nella realtà che tutti i nostri rappresentanti pubblici si battono con forza e senza paura per impedire tali infiltrazioni, ma addirittura le favorivano in cambio di lussi e potere. Perfino nel sonno avevo i brividi lungo la schiena…
    Poi per fortuna mi sono svegliato. O no?
                                      fm

sabato 17 dicembre 2011

MORTI E MALATI DI CANCRO NELLA PROVINCIA DI CHIETI - ECOMAFIE: STRAGE SILENZIOSA IN ABRUZZO

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(con aggiornamento a fine pagina del 24 agosto 2013)

10 maggio 2013
Stiamo assistendo di nuovo in questi giorni ad un fenomeno eccezionale e ricorrente nel nostro blog: il boom di letture (oltre 21.000 al momento con un forte incremento giornaliero) per l’inchiesta del giornalista free-lance Gianni Lannes che abbiamo pubblicato il 17 dicembre 2011 con il titolo “Morti e malati di cancro nella provincia di Chieti – Ecomafie: strage silenziosa in Abruzzo”.
ECCOLA QUI LA "REGIONE VERDE D'EUROPA"!! 


di Gianni Lannes
(giornalista freelance e fotografo italiano specializzato in inchieste di controinformazione su ecomafie, traffico d'armi, di esseri umani, di rifiuti tossici e scorie radioattive. Collabora con "La Stampa" e la RAI, ha lavorato con vari settimanali e mensili tra cui "L'Espresso", "Panorama", "Avvenimenti", "Famiglia Cristiana", "Diario", "Io Donna", "D La Repubblica delle donne", "Il Venerdì di Repubblica", ecc.)
Morti e malati di cancro in provincia di Chieti: lo Stato è latitante. La magistratura archivia per prescrizione dei reati nonostante il pericolo per la pubblica incolumità.

L´ecomafia ringrazia.
Benvenuti nella patria del Montepulciano. Non si arresta la conta dei tumori provocati dai veleni industriali scaricati impunemente per anni in Abruzzo. Una giuria di
critici ha premiato a Londra - miglior rosso italiano - il Cagiolo 2005 di Cantina Tollo con il Decanter World Wine Awards. E´ il più importante riconoscimento internazionale assegnato solo a 26 vini sui 9.600. Eppure in questo remoto angolo della provincia teatina i cittadini non gioiscono.
Gianluca Edmondo a 37 anni è deceduto a causa di un tumore fulminante al cervello in un amen. Diego T., 42 primavere di Tollo si è sottoposto a biopsia ed ha scoperto di avere un linfoma Hodgkin. Ad Alessandro D. T.,32 anni, nativo di Miglianico è toccato un linfoma non Hodgkin. «Aiutateci a non morire di cancro». Luciano è un ecologista che vive a Miglianico: 4 mila e passa anime nel chietino. Ha scoperto che in una fornace accanto al torrente Venna - nell´agro del centro abitato di Tollo - sono state occultate svariate tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti da mezza Europa e dalla realtà industriale dell´Italia settentrionale. Grazie anche alle certificazioni fasulle di laboratori della Toscana. Spiccano gli scarti della Bayer Germania) e delle Industrie Chimiche di Saragozza(Spagna). Anche gli industriali italiani - i casi più eclatanti: Eural
Gnutti (BS), Servizi Costieri (VE), Faro (PD), Ghiraf (BS), Fonderie Riva (MI), Kerasan (VT) e tanti altri - non hanno lesinato contributi micidiali. Le analisi dell´Agenzia regionale per la tutela dell´Ambiente - confermate da due laboratori privati - non lasciano ombra di dubbi: nei veleni primeggiano metalli pesanti e gli idrocarburi sepolti anche a dieci metri di profondità, a contatto con la falda freatica. La mistura che ha
contaminato suolo, sottosuolo e anche il torrente Dentalo, il fiume Foro ed il mare Adriatico è composta da cromo esavalente, rame, piombo,manganese, nichel, cadmio, zinco, alluminio, ammoniaca, composti organici aromatici, arsenico.

A polso - Il passa parola tra medici di base e pediatri della zona conferma un aumento esponenziale del cancro, di malformazioni fetali ed aborti dolorosi. Risultano maggiormente colpiti i cittadini residenti a Tollo, Miglianico, Francavilla a Mare e Ripa Teatina; in particolare quelli vicino ai corsi d´acqua. L´obiettivo della ricerca è monitorare i 395 mila residenti della provincia. Medici, biologi, avvocati, farmacisti,
cittadini di buona volontà hanno battuto il territorio per raccogliere cartelle cliniche e testimonianze. «Le neoplasie maligne registrano un aumento esponenziale che non ha precedenti in Abruzzo - rivela la dottoressa Catia Mattioli - Ogni giorno scopriamo un nuovo caso». La pediatra Maria Teresa Petitti segnala: «Un numero elevato di pubertà
anticipate e di sindrome respiratorie di tipo allergico in molti bambini.
E bimbi nati prematuri con conseguenze neurologiche». Caterina De Luca viveva a cento metri dalla discarica della camorra - realizzata alla luce del sole - grazie alle corrotte disattenzioni delle autorità sanitarie e politiche. Sua figlia Jessica è nata il 19 agosto 1998 con una gravissima e rara malformazione agli arti chiamata artrogriposi. «I dottori
dell´ospedale di Ortona non avevano mai visto niente di simile: i piedi girati, storti, le ginocchia cresciute al contrario e malformazioni alle mani. Il 24 settembre del ´98 raggiungemmo il Rizzoli di Bologna dal professor Loris Baldisserri. Arrivarono moltissimi medici. Mi chiedevano se avevo preso farmaci, se ero stata a contatto con veleni industriali o radiazioni». La piccola Jessica ha subito finora 7 operazioni e fa terapia tutti i giorni. «Chiedo giustizia. La gente deve sapere perché tante persone si sono ammalate e stanno morendo. Lo Stato non ci tutela». Un altro medico, Dino De Marco, già sindaco di Miglianico, conferma:«Registriamo un numero spropositato di tumori sia in incidenza che in prevalenza. Tra l´altro si tratta di cancri dell´encefalo, tumori della vescica e altro».

Camorra senza pietà - La Sogeri srl a Tollo ha occultato una valanga di scorie assassine dal 16 maggio 1995 fino al sequestro del Noe Carabinieri di Roma, il 2 febbraio 1996. Gli esami di laboratorio hanno evidenziato tra l´altro, la presenza di cobalto 60. Questo radionuclide artificiale non lascia scampo quando riesce ad insinuarsi nel ciclo biologico. «In quell´impianto sarebbero arrivati undici o quindici TIR carichi di rifiuti radioattivi provenienti dalla Francia», ha rivelato 13 anni fa l´allora capo della Procura della Repubblica di Chieti, Nicola Trifuoggi nell´audizione alla Commissione d´inchiesta parlamentare. Nel resoconto stenografico del 23 febbraio 1998 l´attuale procuratore di Pescara dichiara: «Lo scarico dei rifiuti si faceva da queste parti, grazie ad un unico soggetto, Nicola De Nicola, al quale abbiamo sequestrato la
discarica di Tollo. Poi gli abbiamo sequestrato dei terreni perché, chiusa la discarica di Tollo, aveva cominciato a scaricare quasi sul greto del fiume Pescara, a Chieti Scalo. Si è ritrasferito in provincia di Pescara,a Cepagatti, in contrada Aurora». Trifuoggi spiega: «Questi rifiuti uscivano dalle fabbriche e poi si procedeva con il solito sistema della triangolazione. Si fermavano una notte a Marghera e il mattino successivolo stesso camion partiva con una bolla diversa con la dicitura "residui riutilizzabili". Un camion contenente sempre gli stessi big bags è stato sequestrato dalla guardia di finanza di Brescia, che lo ha seguito dalla partenza fino ad un altro centro in provincia di Chieti, Ripa Teatina,dove c´è una cava abbandonata di proprietà di tale Masci Gabriele,proprietario di un´impresa di movimento terra che risulta aver lavorato
varie volte per De Nicola» Su indicazione del clan dei Casalesi - come ha attestato il procuratore di Napoli Agostino Cordova (12 febbraio 1998) - la storiaccia muove i passi iniziali nei primi anni ´90, quando la Camorra dirotta ed interra a Scurcola Marsicana, in provincia dell´Aquila, ingenti quantitativi di rifiuti micidiali. Bruciato quel sito dalle nostre investigazioni, «i rifiuti furono dirottati a Tollo - dichiarò alla Commissione Ecomafie - a Chieti scalo c´erano delle filiali della società Sogeri e a Cepagatti, in provincia di Pescara». Il 27 giugno 1994, il rappresentante della Sogeri, Nicola De Nicola, informava la Regione. E il 9 maggio ´95 veniva messo al corrente anche il sindaco di Tollo, Di Pillo (un medico), che a partire dal 20/05/1995 «vi sarebbe stata occupazione di
suolo subaereo di residui di lavorazione industriale da miscelare con argilla». Ernesto Di Pillo, ha 60 anni, fa il viticoltore nella zona e ricorda: «I camion di rifiuti avevano le targhe di Venezia, Verona,Padova, Brescia. Scavarono due fosse profonde da una parte e l´altra del Venna e ci seppellirono quella schifezza. Dalla terra usciva un fumo
bianco come una nebbia acida e non respiravamo. La nostra protesta scoppiò nel `96 dopo 3 aborti forzati. Capitò anche a mia moglie incinta al sesto mese. L´Usl ci diceva che era roba innocua. Poi arrivarono le intimidazioni della criminalità organizzata». Allora intervenne l´Arma.
Anche Benito Tiberio, 70 anni, è un testimone oculare: «Quando mischiavano i rifiuti con la terra si alzava una nuvola di polvere che andava a finire verso le nostre case e il paese di Tollo». Nel 1999 il Venna straripò,occupando quasi interamente la superficie del piazzale della fornace. A contatto con l´acqua, dai rifiuti si sprigionarono ammorbanti odori di ammoniaca.Un sopralluogo al tombino industriale rivela un paesaggio
contornato di vigneti, orti e cumuli a cielo aperto di polveri, ceneri,fanghi che danzano al vento disperdendosi in case, paesi ed esseri umani.
Per la cronaca: in loco sono stati spediti in confino obbligato, già negli anni ´60 mafiosi di Cosa Nostra, seguiti a ruota dai camorristi.

Truffa regionale - Nel 2000 la Regione aveva stanziato 300 milioni di lire per una "messa in sicurezza", rivelatasi una truffa. Altri 587 mila euro sono stati erogati dallo stesso Ente l´anno scorso per la "bonifica". L´8 ottobre 2007 l´amministrazione comunale di Tollo ha sfornato un bando di gara per "la bonifica"; ma «lavoriamo alla messa in sicurezza» dichiara
l´ingegnere Giovanni Leve, autore nel 2005 della caratterizzazione.
Insomma è un imbroglio. I lavori sono stati affidati dal comune di Tollo all´impresa "Ecologica Anzuca srl" e poi subappaltati il 20 dicembre 2007,alla ditta "Angelo De Cesaris srl" di Francavilla al Mare. Per legge dovevano terminare due anni fa. Il dirigente regionale Franco Gerardini
ex parlamentare del centro sinistra in commissione ecomafie) ha concesso il 21 marzo 2007 una "proroga a sanatoria". «Non c´è più nessun pericolo:la situazione è sotto controllo» ripete il sindaco Angelo Gialloreto.
Nella relazione tecnica tuttavia si legge: «Attualmente, nei due capannoni di servizio del complesso sono presenti rifiuti stoccati contenuti in Big-Bags. In n. 228 di questi sono contenuti rifiuti ascrivili a residui di fusione di alluminio scorie di fonderia) per un totale di massa pari a 3.420.000 kg. In altri 53 Big-Bags, sono stati stoccati sacconi vuoti
contaminati, per un totale di massa di 13.250 kg - Inoltre - I rifiuti interrati nell´area dell´ex cava di argilla sono maggiormente addossati alla parete della cava». La quantità e la tipologia non risultano indicate. La vicenda si è chiusa senza colpevoli: il danno ambientale e sanitario non è mai stato quantificato; il sito non è ancora bonificato.
L´epilogo dell´ennesimo caso di ecomafia impunita (un giro d´affari valutato in Italia sui 25 miliardi di euro l´anno) si è consumato in un´aula giudiziaria di Chieti. Infatti, il sostituto procuratore Lucia Anna Campo, il 29 ottobre 2001, «rilevato che non è più necessario mantenere il vincolo posto che atteso il tempo trascorso non sarebbe neanche più possibile eseguire ulteriori prelievi ed analisi, dispone ildissequestro dell´area». I reati sono finiti in prescrizione e i numerosi
responsabili l´hanno fatta franca. La Sogeri srl, è rinata a Roma:amministratore unico è ora Sergio Battista.
Testimonianza medica - Antonio Di Federico è un medico ora in pensione.
Dottor Di Federico che succede in quest´angolo dell´Abruzzo? "Ho notato un numero di casi di tumore spropositato rispetto alla media nazionale". A lei aveva 1.100 pazienti. Cosa ha riscontrato? "Rarissimi cancri dell´encefalo, cancri della vescica, prostatici e tiroidei; sarcomi in pazienti giovanissimi". Rammenta qualche caso particolare? "Avevo in cura
una ragazza a maggio del 2002 con un fibrosarcoma della mammella spuntato dal nulla, a cui era associata una reazione leucemoide. La giovane donna è morta dopo due mesi". Non le sembra strano? "La reazione leucemoide fa pensare a qualche componente radioattiva nel territorio". Siamo quello che respiriamo, mangiamo, beviamo? "Indubbiamente. Il tumore prevalente è
quello broncopolmonare". Qual è la fascia d´età più colpita? "Sotto i 50 anni. Ci sono persone estremamente giovani: c´è una ragazza di 29 anni con il linfoma di Hodgkin. E poi, un ragazzo di 40 anni morto di Alzheimer. E un signore di 50 anni che presenta una leucoencefalopatia multifocale aspecifica.Purtroppo numerosi ragazzi al di sotto dei 18 anni presentano gravi ritardi del linguaggio e dell´apprendimento. Spiccano anche i tumori
colon-rettali". Esistono aree particolarmente a rischio in questo territorio? "Quelle vicino ai torrenti Venna e Dentalo e al fiume Foro".
Cosa farete? "Proveremo a svegliare le istituzioni che sanno ma non hanno mai fatto nulla per impedire questa strage silenziosa. L´Istituto Superiore di Sanità se esiste si faccia vivo






  video                                                                                                            

FINALMENTE SI PARLA DELLO SCANDALO DELLA DISCARICA DI TOLLO, MA LE AUTORITA' COSA ASPETTANO AD INTERVENIRE? 

(post pubblicato il 10 febbraio 2012 - CLICCA QUI )

Nel mese di dicembre 2011 Nuovo Senso Civico ha lanciato l’allarme pubblicando l’inchiesta del giornalista Gianni Lannes “Ecomafie: strage silenziosa in Abruzzo” che potete leggere qui sopra.

   Adesso finalmente se ne comincia a parlare anche sugli organi di informazione come fa “Primadanoi.it” con due interessanti articoli ai quali rimandiamo [http://www.primadanoi.it/news/524529/Tollo-la-discarica-della-vergogna-sacchi-pieni-di-scorie-aspettano-da-20-anni.html e http://www.primadanoi.it/news/524629/Tollo-la-discarica-dei-veleni-L%E2%80%99assessore-Tiberio-%C2%ABrischi-in-caso-di-esondazione%C2%BB-.html]

   E’senz’altro un primo passo positivo ma di fronte alle gravissime rivelazioni di Lannes quello che manca clamorosamente è l’intervento delle autorità competenti.

   Siamo convinti, grazie anche ai ripetuti scandali ed alle mega-inchieste all'ordine del giorno, che sui rifiuti si gioca il futuro della nostra regione sempre più a rischio ecomafie, il cui humus ideale è l’intreccio tra affari sporchi e pessima politica.

   Noi il nostro compito di informare pensiamo di farlo nel miglior modo possibile: ci aspettiamo che anche chi ha il dovere-potere di farsi sentire autorevolmente faccia altrettanto, utilizzando tutti i mezzi che ha a disposizione.

   L’Abruzzo non merita di finire in discarica.


Sull'argomento consultare anche l'inchiesta di ZONEDOMBRA.TV del 24 luglio 2013 (raggiungibile cliccando QUI ) e che riproduciamo qui di seguito:
Basta poco per capire la realtà dei fatti. Basta poco, a volte, per toccare con mano quello che viene definito, troppo spesso, solo a parole.
Basta entrare nel capanno della vergogna, a Tollo, dove da anni giacciono più di 300 sacconi ricolmi di rifiuti tossici (piombo, arsenico, alluminio, cromo)  http://www.zonedombratv.it/news/927-tollo-la-discarica-dei-veleni-alcuni-valori-superiori-alla-norma-e-la-regione-prende-tempo  che spettano di essere conferiti in discarica. La Regione Abruzzo nicchia sull'argomento e fa spallucce, sottovalutando la sicurezza dei cittadini. Il Comune lancia appelli e questa storia fatta di vergogna, ed  abbandono si consuma sotto gli occhi dei cittadini e dell'Abruzzo intero.
Giorni fa abbiamo documentato le condizioni del capanno in contrada Venna http://www.zonedombratv.it/news/947-tollo-discarica-dei-veleni-parla-un-cittadino-fanghi-di-conceria-ed-eternit-allaria-aperta-e-nessuno-ne-parla : le nostre telecamere, si sono introdotte, tra sterpaglie e rovi, sul posto immortalando i sacconi sventrati, la presenza di eternit e dei pericolosissimi fanghi di conceria.
Abbiamo raccolto la testimonianza di chi vive a ridosso dell'ex discarica e quella del sindaco di Tollo, Angelo Radica che ci ha detto che “la situazione è sotto controllo; che vengono eseguiti controlli e monitoraggi quotidiani; che non c'è nulla da temere”.
Invece qualcosa da temere c'è: perché la realtà che si presenta ai nostri occhi, una volta entrati nell'ex discarica, è ben diversa da quella dipinta dal sindaco.
Benvenuti a Tollo, città del vino e della discarica della vergogna!
“MONITORARGGIO QUOTIDIANO, SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO”
E' il giorno del mercato in piazza, a Tollo. Una carrellata di bancarelle si alternano lungo il corso principale; i venditori ambulanti si sbracciano per calamitare l'attenzione dei passanti disattenti.
Il sindaco di Tollo, Angelo Radica ci aspetta, nella casa comunale, per parlarci dei rifiuti tossici.
Ed il tema “discarica”comincia a stridere fortemente con il clima di festa che si respira in città: ci sembra di toccare la vita e la morte in un attimo solo.
Sindaco, data la presenza dei rifiuti tossici in contrada Venna, si sente di escludere un pericolo per la sicurezza pubblica?
No, non  mi sento di escludere un pericolo per la sicurezza pubblica perchè i rifiuti sono stipati in un capanno dove l' amianto si è rotto, come segnalato dalla Asl. La situazione è sotto controllo ma rimane pericolosa. Oggi non possiamo intervenire, possiamo solo monitorare. Qualche saccone si è rotto, alcuni valori sono stati superati. L'ultimo esame tecnico ci ha detto che il manganese ed il cromo (che  finora non sono stati tenuti sotto controllo), hanno superato i valori.
Parla con cordialità e tranquillità il sindaco di Tollo. Espressione leggermente corrugata dal sole, sguardo fisso alla nostra telecamera che riprende ogni sua minima smorfia.
“Quel sito è quotidianamente monitorato”, dice, “perchè il Comune paga un laboratorio analisi che tiene sotto controllo l'area. Le analisi vengono poi analizzate periodicamente da un tavolo tecnico cui partecipano l' Arta, la Regione, la Provincia ed il Comune”.
E quanto spende il Comune per questo monitoraggio quotidiano?
Mille euro al mese.
“IL COMUNE SPENDE 1000 EURO AL MESE MA I CONTROLLI SONO RARI”
Il nostro amico Francesco (il cittadino di Tollo che ci ha accompagnato nella visita guidata al capanno della vergogna e la cui casa si affaccia sull'area incriminata) ci racconta che “è impossibile che i controlli vengano fatti periodicamente (e di sicuro non ogni giorno, come sostenuto dal sindaco ndr).
“Premesso che il sindaco sta facendo più del normale per risolvere questa situazione”, dice Francesco, “se il Comune spende mille euro al mese per il monitoraggio o ha delle tecnologie veramente costose o,  lo hanno impapocchiato perchè io, personalmente, abitando sull'ex discarica, nel 2013 ho visto una massimo due volte gli addetti alla manutenzione che, tra l'altro, effettuavano controlli nell'area in cui si trovano i rifiuti interrati e non nel capanno”.
Come si fa a non credere a Francesco visti i sacconi che giacciono nel capanno in pessime condizioni e considerato che, per accedervi, abbiamo dovuto schivare erba, sterpaglie ed ogni sorta di ostacolo naturale?
“Sopra ai sacconi”, continua Francesco, “c'è un telo messo anni ed anni fa ed è anche spaccato. Me li prenderei  io 1000 euro al mese per fare quello che fanno loro”.
E sulla pericolosità dell'area Francesco ha qualcosa da dire.
“Abitando vicino all'ex discarica, mi attivai immediatamente per avere un'idea sull'effettiva pericolosità della situazione. La polizia ecologica provinciale mi disse che il materiale presente in discarica era pericoloso ma non tossico o nocivo. Su questa vicenda ho sentito un vero e proprio terrorismo psicologico”.
Quanto alla probabile correlazione tra la presenza di rifiuti tossici e lo sviluppo di tumori ed altre malattie nella zona, Francesco dice: “in questa contrada so di una  bimba che è morta prima di nascere, di un'altra nata con i piedi storti. Di una vecchietta malata. Ma non c'è alcuna prova che metta in relazione le due cose. E poi, io ho tre figli sani: il primo era nato proprio quando è scoppiato il caso discarica”.
“NEL 2014 CONTIAMO DI COMINCIARE”
“Per il 2014 pensiamo di chiudere la prima fase dell'operazione di conferimento in discarica dei rifiuti”. Lo dice il sindaco di Tollo, con qualche riserva perchè le variabili in gioco sono tante.
Affinchè l'operazione di smaltimento abbia inizio è necessario che la Regione si attivi  sbloccando i fondi necessari e che il Comune faccia la sua parte.
Il problema è che le casse del Comune di Tollo non godono di ottima salute e l'Ente non ha, quindi, la possibilità di cofinanziare l'operazione.
“Oggi il Comune non ha possibilità di accendere mutui”, ha ricordato Radica, “non ci possiamo indebitare. Le risorse correnti sono insufficienti: per questo abbiamo bisogno della Regione. Noi, come Comune, incassiamo 100.000 euro dai fondi per l'edilizia con cui realizziamo opere strutturali. Siamo disposti ad impiegare parte di quei soldi per cofinanziare l'operazione, senza mettere mano alle tasche dei cittadini”.
Ma il Comune ha già fatto qualcosa, secondo il ragionamento del sindaco: ha cioè presentato alla Regione un progetto- preventivo sulla spesa da sostenere per risolvere il caso. Il progetto, realizzato da tecnici esterni al Comune e costato 4000 euro, ha stimato l'importo totale dell'operazione intorno ai 510.000 euro.
IL MISTERO DEI SOLDI PROMESSI DALLA REGIONE E SPARITI 
Attorno all'intera vicenda si avvita un grande mistero: che fine hanno fatto le promesse dell'assessore all'Ambiente, Mauro Di Dalmazio che nel marzo 2012 annunciava lo stanziamento di una parte di fondi (circa 300.000) per la questione Tollo?
Ma soprattutto che fine hanno fatto quei  milioni di euro per ogni Provincia (per risolvere le questioni ambientali) e quei 300.000 euro (per Tollo) che l'assessore si era impegnato a stanziare?
“Ad oggi questi soldi non so se ci sono”, dice il sindaco Radica,“ erano soldi del programma triennale per le bonifiche e non so se sono stati programmati. Bisogna capire queste risorse dove sono. Dalla Regione ci dicono: stiamo vedendo, stiamo vedendo. Questi soldi ci sono ma non si sa dove stanno, non si conosce la destinazione”.
Troppe domande, pochissime risposte e tanta voglia, da parte nostra, di mantenere accesi i riflettori sul caso Tollo, di documentare e continuare a parlarne.
Città del vino, noi non ti molliamo!

Marirosa Barbieri
 

giovedì 15 dicembre 2011

LO SLOGAN RECITAVA "DIFENDI IL TUO DIRITTO ALLA SALUTE" e tutti sono saliti su quel carro... E ADESSO CHE FINE HANNO FATTO?





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Aria inquinata e cancro

C'è chi fa credere che l'unica causa esterna del cancro polmonare sia il fumo di sigarette. Costoro volutamente ignorano i numerosi studi che legano questa malattia anche all'aria inquinata che i cittadini di tutto il mondo, compresi i non fumatori, sono costretti a respirare per le scelte fatte su come ci si muove in città.

L'ultimo studio , pubblicato a giugno del 2011, viene dalla Danimarca e ha il merito di avere utilizzato quanto di meglio oggi possa offrire la ricerca epidemiologica e la chimica ambientale.

La novità di questo studio è che per la prima volta a 57.000 abitanti di Copenhagen e di Aarhus seguiti dal 1993 al 2006 , le cause della loro morte sono state associate alla quantità media di ossidi di azoto inalata da ognuno di loro nel corso della loro vita.

Quest'ultima stima è stata fatta in base all'inquinamento che opportuni modelli valutavano in corrispondenza della loro abitazione. Gli ossidi di azoto, si producono durante tutte le combustioni e la loro concentrazione è molto ben correlata con altri inquinanti tossici e cancerogeni quali le polveri sottili e i policiclici aromatici.

Fatte le dovute correzzioni per le abitudini al fumo, esposizioni di tipo professione e livello di istruzione (di solito i laureati sono più sani di chi ha solo la licenza media) è risultato che chi abita entro 50 metri di distanza da strade trafficate ( più di 10.000 veicoli al giorno) ha un rischio relativo di cancro polmonare maggiore del 20% rispetto al resto della popolazione studiata e il rischio per chi a casa respirava più di 30 microgrammi per metro cubo di biossidi di azoto è risultato maggiore del 30%.

Insomma, a parità di numero di persone studiate, si trova dal 20 al 30 % in più di persone colpite da cancro polmonare in chi ha avuto una residenza maggiormente colpita dall'inquinamento da traffico.

Ovviamente una diversa mobilità basata prevalentemente su rotaia ( tram e metropolitana) avrebbe evitato questi tumori.

Negli anni novanta, nelle strade trafficate di Copenhagen le concentrazioni di benzopirene, un potente cancerogeno presente nelle emissioni veicolari, nel periodo invernale ( quello peggiore) erano di circa 4 nanogrammi per metro cubo. Negli stessi anni a Genova, in piazza Masnata e in piazza Massena, nei mesi più freddi, il Servizio di Chimica Ambientale dell'IST trovava circa la metà ( 2, 1-2,5 nanogrammi/m3) del benzopirene misurato nella capitale danese, un valore comuinque doppio rispetto allo standard di qualità dell'aria che il nostro paese si è dato a partire dal 2002. Nel 2010 a Genova lungo diverse strade le concentrazioni di biossido di azoto supera di gran lunga i 40 microgrammi per metro cubo, con punte di 60 microgrammi.

Sarebbe interessante studiare quanto questa situazione abbia pesato sullo stato di salute dei genovesi.

Peccato che tra breve, se nessuno si muove, i centri di ricerca IST, compresi Chimica ed Epidemiologia Ambientale, in nome del pareggio di bilancio, saranno dismessi.



Prof. Federico Valerio Istituto Nazionale Ricerca sul Cancro - S.S Chimica Ambientale





Effetti nocivi degli inceneritori in regione La giunta smentita dai suoi esperti scientifici

E' successo ad un convegno pubblico davanti a 300 persone. Benedetto Terracini, presidente del comitato scientifico Moniter, si dissocia dal comunicato stampa della giunta Errani: "Lo studio ha invece rilevato un’associazione coerente e statisticamente significativa tra livelli di esposizione ed emissioni da inceneritore e nascite pretermine e si è pure osservato un andamento crescente della prevalenza di aborti spontanei"

La giunta della regione Emilia Romagna smentita sugli effetti degli inceneritori davanti a 300 persone. Il clamoroso autogol della giunta Errani, ed in particolare degli assessori alla sanità Carlo Lusenti e all’ambiente Sabrina Freda che avevano promosso l’iniziativa, è avvenuto durante un convegno aperto al pubblico per la presentazione degli esiti dello studio Moniter commissionato dalla Regione e costato 3 milioni di euro.

Uno studio che ha approfondito gli effetti sulla salute legati all’attività degli inceneritori. La smentita alla versione della giunta è arrivata dal professor Benedetto Terracini, padre dell’epidemiologia italiana e presidente del Comitato Scientifico di Moniter.

Terracini ha parlato dopo un intervento del professor Paolo Crosignani, direttore della sezione di Epidemiologia dell’Istituto Tumori di Milano, nel quale veniva sottolineato come il comunicato stampa della giunta e lo studio del comitato dicessero cose differenti.

Nel comunicato della giunta distribuito alla stampa si leggeva nero su bianco: “per quanto riguarda gli effetti sulla salute l’indagine epidemiologica condotta nell’ambito di Moniter non mostra un incremento del rischio né per la patologie tumorali né per la mortalità in generale”.

A quel punto Terracini ha preso la parola ed ha ghiacciato gli assessori Lusenti e Freda: “Parlo a nome del comitato scientifico di Moniter, se il comunicato stampa della giunta dice quello che ha affermato Crosignani chiedo che venga immediatamente ritirato”. I relatori del comitato scientifico avevano usato parole ben più prudenti rispetto ai rischi dell’inceneritori in regione come ad esempio Marco Martuzzi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha parlato testualmente di “utilizzare estrema cautela” e “non totale assenza di effetti sanitari” ed invitando al “principio di precauzione” chiedendo in futuri studi di analizzare le nanopolveri e “vista la già cospicua presenza d’inceneritori in questa Regione sarebbe il caso di non vederne più”.

Infatti, lo studio in diverse parti affermava sia elementi rassicuranti che segnali allarmanti. A pagina 98 ad esempio si legge: “lo studio ha invece rilevato un’associazione coerente e statisticamente significativa tra livelli di esposizione ed emissioni da inceneritore e nascite pretermine”. Qualche riga più sotto si legge: “si è pure osservato un andamento crescente della prevalenza di aborti spontanei in relazione ai livelli di esposizione”.

A pagina 99: “Considerando la prevalenza di malformati all’interno delle aree, si rivela un andamento crescente con l’esposizione a carico della totalità delle malformazioni (…) tuttavia mostrano una prevalenza significativamente aumentata in corrispondenza del livello più elevato di esposizione”. Si continua a pagina 101: “per le cause tumorali la mortalità per tumore del feto nelle donne e del tumore del pancreas nei maschi è significativamente associata ai livelli di esposizione più elevati” .

Riferendosi alle aree intorno all’inceneritore di Modena a pagina 102 e 103 si legge “con l’incertezza maggiore, l’aumento dell’incidenza di linfomi non Hodgkin all’aumentare di livello di esposizione nei due sessi considerati congiuntamente (…) il tumore del fegato anch’esso già segnalato in letteratura è risultato variamente associato con l’esposizione nelle diverse coorti (aree intorno forno di Modena ndr) indagate”.

Lusenti che prima dell’intervento di Terracini parlava di “dati rassicuranti per la popolazione e nessun rischio sanitario” ha replicato alle parole del convegno dicendo che “è difficile fare la sintesi di questi studi”. L’unico “politico” presente in sala, Giovanni Favia (M5S) ha chiesto formalmente le dimissioni dell’assessore che ha dato l’avvallo al comunicato stampa.

mercoledì 14 dicembre 2011

CARO SINDACO DOTTOR PUPILLO ECCO COSA SI ASPETTA DA LEI LA COLLETTIVITA’ IN DIFESA DELLA SALUTE PUBBLICA

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I deludenti tentennamenti e le timidezze fuori luogo manifestate in una recente intervista dal Sindaco Pupillo di fronte alla prepotente emergenza inquinamento dell’area frentana certificata con gli strumenti di ricerca più avanzati dal prestigioso Consorzio Mario Negri Sud, ci spingono a rinfrescargli la memoria ed avanzare qualche suggerimento utilizzando parole e concetti dei suoi eminenti colleghi medici.

In un precedente comunicato abbiamo preso in prestito il bellissimo slogan coniato dalla FNOMCeO (Federazione Nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri) in collaborazione con l’ISDE (Associazione Medici per l’Ambiente) che recita “per l’ambiente gli uomini sono responsabili, i medici due volte” e, abbiamo aggiunto noi, “i medici amministratori anche tre”, riferendoci in particolare al Sindaco ed all’Assessore all’Ambiente del Comune di Lanciano, entrambi stimati professionisti del settore.

Prima di diventare con l’elezione a Sindaco la “massima autorità sanitaria con il potere di emanare ordinanze contingenti e urgenti in caso di emergenze sanitarie e di igiene pubblica”, il medico Mario Pupillo ha sottoscritto il “giuramento di Ippocrate” con il quale tra l’altro si è impegnato solennemente a “perseguire la difesa della vita, la tutela della salute fisica e psichica dell’uomo e il sollievo delle sofferenze a cui ispirare con responsabilità e costante impegno scientifico, culturale e sociale, ogni atto professionale” . Sempre le stesse FMOMCeO e ISDE nel 2008 hanno prodotto un documento assai significativo che ridefinisce il nuovo ruolo del medico nell’attuale mutata situazione ambientale chiamato “Carta di Padova sulla tutela dell’ambiente e della salute” nel quale si afferma che “nel considerare la tutela della salute e dell’ambiente un dovere per il medico e una sfida per la medicina e nel ritenere fondamentale l’affermazione del diritto di ogni cittadino a un ambiente salubre e sicuro quale bene comune da tutelare e da attribuire alla responsabilità morale degli uomini e dei loro governi, dichiara che la professione medica non è rivolta, con la cura delle malattie (diritto alla vita), al solo miglioramento e all’allungamento della vita: è altresì indirizzata alla prevenzione delle malattie tramite l’individuazione dei possibili fattori nocivi immessi nell’ambiente (diritto alla salute). Paradossalmente e con un pizzico di provocazione, potremmo dire che più che di nuovi ospedali, argomento sempre all’ordine del giorno, abbiamo bisogno di politiche urgenti per impedire il più possibile alle persone di finirci dentro.

Nello stesso documento si afferma che “dal momento che i rischi per la salute sono largamente legati al degrado ambientale e ai modelli di vita, i medici devono orientare il loro ruolo professionale e civile per promuovere la salute anche attraverso scelte di tutela ambientale sostenendo le amministrazioni affinchè promuovano politiche di prevenzione e quindi di salvaguardia ambientale. E’ noto che i principali determinanti della qualità dell’aria sono la mobilità motorizzata, i sistemi di riscaldamento e le immissioni in atmosfera di sostanze chimiche da insediamenti produttivi e dagli inceneritori. E’ dunque su tutti questi elementi si deve agire se si vuole migliorare la qualità dell’aria”.

Adesso il Sindaco Mario Pupillo ha una grandissima fortuna perché rivestendo il doppio ruolo di medico e amministratore può mettere immediatamente in pratica questi sacrosanti propositi ed adottare senza indugi tutte le misure di salvaguardia della salute dei propri concittadini. Non c’è alcuna necessità di perdere ancora tempo e denaro rincorrendo ulteriori ricerche e monitoraggi: i dati del Mario Negri Sud non lasciano dubbi ed in ogni caso suggeriamo al Primo cittadino che può ricorrere anche al “principio di precauzione” sancito dalla Commissione Europea il quale può essere invocato per la protezione dell’ambiente quando un fenomeno, un prodotto o un processo possono avere effetti potenzialmente pericolosi, individuati tramite una valutazione scientifica e obiettiva, se questa valutazione non consente di determinare il rischio con sufficiente certezza. Ma in questo caso, ahinoi, la certezza del danno sulla salute pubblica è evidente a tutti.

Abbiamo detto che a questo punto non ci sono più alibi e lo ribadiamo con forza: dov’è finito l’aspirante Sindaco Mario Pupillo che in campagna elettorale sfilava battagliero lungo le strade di Treglio circondato dalle bandiere di Nuovo Senso Civico contro la nuova centrale a biomasse? Che differenza c’è tra le ciminiere di Treglio e quelle della centrale a biogas di Villa Pasquini della quale il Sindaco, con disarmante candore, afferma testualmente “sono cominciati i lavori da quello che mi risulta”?? E a chi dovrebbe risultare, chi ha il dovere di informarsi e di intervenire?

La pazienza dei cittadini si sta esaurendo così come quella delle associazioni costrette a fare da supplenti agli amministratori pubblici. Basta con le scuse e gli scarica-barile: ogni Sindaco ha enormi poteri legali, amministrativi e politici per intervenire a tutela della salute dei propri concittadini.

Caro Sindaco Pupillo li eserciti al più presto con la sensibilità che le deriva anche dalla sua veste mai dismessa di medico: sarà ricordato come personalità coerente e fedele ai propri principi. Ogni altro atteggiamento dilatorio o incerto potrebbe portare a pensare che ci siano ostacoli invisibili alla difesa del bene comune e la storia prenderebbe una piega che non ci auguriamo.

sabato 10 dicembre 2011

L’OBBLIGO E’ RIPULIRE L’ARIA: COMINCIAMO CON LE DIMISSIONI DELL’ASSESSORE CAPORRELLA.

Lo slogan elettorale dell'Assessore Caporrella recitava: Da oltre un decennio al servizio di Lanciano.
SE QUESTO LO CHIAMA SERVIZIO FIGURIAMOCI IL CONTRARIO

Riepiloghiamo i fatti ponendoci qualche interrogativo:

· Circa 2 anni fa la Provincia di Chieti commissiona al Consorzio Mario Negri Sud uno studio sulla qualità dell’aria e dell’ambiente in generale riguardante l’intero territorio di sua competenza;

· Il prestigioso Istituto svolge l’indagine utilizzando la tecnica del “biomonitoraggio”, un sistema che l’ANPA – Agenzia Nazionale per l’Ambiente considera il più efficace e preciso rispetto agli altri di tipo strumentale e del quale indica le direttive nel suo Manuale del 2001;

· Dopo alcuni mesi di rilevamenti in 22 diversi comuni dalle montagne al mare il Mario Negri Sud consegna il suo lavoro: i risultati sono molto preoccupanti soprattutto per la fascia costiera ed in particolare per Lanciano e l’area frentana circostante che risultano le più inquinate in assoluto;

· I risultati della ricerca commissionata da un ente pubblico (la Provincia di Chieti), pagata con soldi pubblici (di noi contribuenti tutti), non vengono resi pubblici: PERCHE’?

· Nuovo Senso Civico viene a conoscenza del documento e, dopo aver aspettato invano che fosse appunto l’ente pubblico a darne notizia, decide di diffonderlo in considerazione della sua gravità;

· Anche dopo questa iniziativa di una associazione spontanea e volontaria che è costretta a fare da supplente a chi dovrebbe svolgere questo ruolo per dovere istituzionale e per stipendio, l’amministrazione provinciale non si pronuncia ancora: PERCHE’?

La ricerca del Mario Negri Sud svela una realtà allarmante che non ha bisogno di ulteriori perdite di tempo con altri monitoraggi che sono a questo punto assolutamente inutili, superflui e perdipiù costosi, ma impone non solo di impedire qualsiasi ulteriore intervento impattante o l’installazione di nuovi impianti inquinanti tipo centrali a biomasse, inceneritori, raffinerie e simili, ma obbliga le autorità preposte a tutti i livelli ad adottare politiche di segno opposto che vadano in direzione del risanamento, delle bonifiche e della riduzione progressiva e radicale delle fonti di inquinamento, causa primaria di gravi malattie e della distruzione dell’ambiente nel quale viviamo.

Lanciano, l’area frentana, la Provincia di Chieti ed in definitiva l’intero Abruzzo hanno bisogno di una svolta radicale per evitare di soccombere sotto il peso dell’avvelenamento diffuso e del soffocamento delle sue vocazioni naturali, sociali ed economiche.

In particolare l’Assessore all’Ambiente per definizione dovrebbe essere il primo sostenitore di queste politiche ed invece assistiamo con desolazione al silenzio ed all’inerzia totale.

Per tutto quanto detto finora chiediamo le dimissioni immediate dell’Assessore all’Ambiente Eugenio Caporrella.

venerdì 9 dicembre 2011

POLPETTA AVVELENATA


Piccole volpi crescono (in una giungla di centrali a biomasse qualità dell’aria e antenne)!

(Con l'articolo 32,poi, di fatto si cancellano tutte le norme di tutela della qualità dell'aria, dando mandato alla Giunta di procedere per via amministrativa.)

Le rivoluzioni silenziose sono, in genere, le più efficaci perchè colpiscono nella più assoluta indifferenza dei guardiani del potere e della verità.

In questo modo,anche una vecchia,e buona, legge,pur non adeguatamente sfruttata,soprattutto dai Comuni,viene piegata ad interessi non proprio coerenti con quelli originari-la tutela della salute-, sotto forma di innocuo restyling.

E' il caso della proposta di legge ,aulicamente definita legge comunitaria, della Giunta Chiodi che al suo interno contempla 20 capitoli che, in nome di un preteso aggiornamento, assolutamente immotivato se non per piccoli dettagli formali che potevano essere risolti aggiungendo una formuletta di rito, DISTRUGGE la l.r. 45/2004-Norme per la tutela della salute e la salvaguardia dell'ambiente dall'inquinamento elettromagnetico.

Questa legge, opportunamente coordinata con la l.r. 11/2005,che annullava molte osservazioni del Governo Berlusconi, era stata impugnata dallo stesso governo e da molte multinazionali – Telecom,Vodafone-Omnitel,Rai,Rai International- perchè,evidentemente,era un efficace antidoto ad “antenna selvaggia”.

Ebbene,chiedere per conferma all'Ufficio legislativo del Consiglio regionale d'Abruzzo-Presidenza avv. Tagliente- ed all'archivio storico de “ Il sole 24 ore, la Corte Costituzionale , con la sentenza 103 del 2006, sanciva la sconfitta 2-1 del Governo e dei suoi sodali, concedendo( sic!) che la Regione non può imporre l'uso delle migliori tecnologie, ma

1) può determinare criteri localizzativi e standard urbanistici, per regolare l'installazione di antenne e tralicci, purchè questi criteri non ostacolino INGIUSTIFICATAMENTE l'insediamento degli impianti rispondenti alle esigenze della pianificazione nazionale,

2) può prevedere, in zone sottoposte a vincoli ambientali e paesaggistici, l'obbligo di interramento dei cavi.

In sintesi, in assoluta aderenza al dettato dell'art.118 della Costituzione,la Corte riconosceva alla pianificazione urbanistica dei comuni il ruolo di baluardo contro la proliferazione selvaggia di antenne.

Questo avveniva nel 2006, 3 anni dopo l'emanazione del d.lgs 259/2003-il Codice delle comunicazioni-,che, quindi, la Corte conosceva benissimo e considerava non preclusivo della legge abruzzese.

Quale era il grimaldello che il Governo Berlusconi utilizzava in questo decreto per superare le tante difficoltà delle multinazionali di antenne e tralicci?

L'articolo 86, che assimila le reti pubbliche di comunicazione ad opere di urbanizzazione primaria,rovesciando le competenze sulle autorizzazioni, e l'articolo 87 che, in sostanza, consente ai gestori di scegliere la localizzazione, infischiandosene della pianificazione e dei regolamenti comunali.

Oltretutto, questo decreto non tiene assolutamente conto del DPR 380/2001- il Testo unico dell'edilizia- e questo elemento ha creato contenziosi tra enti locali e gestori e, addirittura, due scuole di pensiero di giurisprudenza, cosa che in Abruzzo era più semplice risolvere a favore dei comuni , per la presenza di una legge chiara e costituzionalmente legittima.

Ma, adesso che cosa fa l'antennista Presidente Chiodi?

Dopo aver cancellato, nel silenzio la Valutazione di Impatto sanitario,anch'essa prevista da una Direttiva europea,oltretutto self-performing- non c'è bisogno di recepirla con una norma-,dopo aver fatto credere a qualcuno che una pseudonorma – però SUA- è più efficace dei protocolli e dei disciplinari nazionali pro-trivelle in terra e per mare,va all'attacco di una legge evidentemente scomoda per chi vuole riempire l'Abruzzo di tralicci e antenne.

Il cavallo di Troia è proprio il d.lgs 259/2003!

Basta leggere l'articolo 56 della legge , pomposamente detta, comunitaria per rendersi conto che dall'articolo 1 della l.r. 45/2004 scompare il riferimento alla necessità di norme coordinate con le scelte della pianificazione territoriale ed urbanistica – il baluardo-, vanno via i riferimenti ai decreti che fissano i limiti di esposizione, appare il d.lgs 259/2003.

Il disegno ha anche la velleità di muoversi all'interno di aggiornamento legislativo, lasciando inalterati molti riferimenti alla legge quadro nazionale , la 36/2001,ma ,di fatto, svuotandola, e questo proprio mentre qualcuno aveva provato ad innalzare i limiti di esposizione e a cambiare le modalità di controllo.

A leggere attentamente tutti gli articoli e , soprattutto, le tante pagine intrise di sapienza giuridica della relazione sorge spontanea una domanda alla quale è preferibile non dare risposta,per ora.

Ma, certamente, i consiglieri regionali, con un piccolo dossier di riferimenti normativi, scopriranno la lunga serie di furbatine !

Oltretutto, visto che la legge 45 è legge di iniziativa del Consiglio, approvata all'unanimità in una seduta mirabilmente gestita dal Presidente Menna,sarebbe triste constatare che il Presidente Pagano , ora,abroga se stesso!

Ragazzi, meglio prevenire che curare!

P.S. Quanti ambientalisti e quante associazioni agricole sorrideranno nello scoprire che con l'articolo 76 del minestrone comunitario il Presidente Chiodi diventerà il Che delle biomasse con lo slogan “ una,due mille centrali a biomasse fino a 1 Mw”?

In questo articolo, sempre nascondendosi dietro una possibilità concessa da un decreto legislativo alle regioni, si semplifica la procedura autorizzatoria al punto che un Sindaco o prende atto o deve ricorrere alla magistratura ordinaria.

Con l'articolo 32,poi, di fatto si cancellano tutte le norme di tutela della qualità dell'aria, dando mandato alla Giunta di procedere per via amministrativa.

Tralascio tutte le “correzioni” alla legge sui rifiuti,evidentemente ispirate ad una logica già chiara.

Questo scandalo chiamato Progetto di legge sarà discusso martedì in Consiglio regionale.

ANCORA UNA VOLTA SIETE STATI SCOPERTI, ADESSO I CITTADINI SANNO E SAPRANNO CHI OPERA CONTRO I LORO INTERESSI E CHI NO. NOI VIGILEREMO E RACCONTEREMO SENZA SOSTA CHI LAVORA PER IL BENE COMUNE

STIAMO ZITTI ADESSO PER STRILLARE POI?