venerdì 25 febbraio 2011

CONVEGNO NAZIONALE A LANCIANO -INCENERITORI PER BIOMASSE


LA GROSSA STUFA DELL’INGEGNERE VICE SINDACO
L’Ingegnere Vice Sindaco di Treglio Antonio Di Nunzio, progettista e proprietario dell’inceneritore per biomasse in costruzione a Treglio, ammette in una sua dichiarazione alla stampa che “adesso le potature delle campagne vengono bruciate nei terreni ed è questa la vera grave causa di inquinamento” , da “Il Centro” del 14.11.2010.
Allora ci deve spiegare la ragionevolezza di questo impianto, in quanto è noto a tutti (tranne che all’Ingegnere Vice Sindaco Antonio Di Nunzio) che da più di 25 anni la quasi totalità dei rami della potatura non vengono più bruciati per legge ma semplicemente triturati e restituiti al terreno sotto forma di concime organico, senza procurare nessuna forma di inquinamento.
Quindi con la sua risposta ammette che questo impianto non farebbe altro che ripristinare – in un’area concentrata - questa pratica dismessa da 25 anni!
Il Vice Sindaco dichiara inoltre che in Valle D’Aosta ci sono impianti di questo tipo.
E’ vero, in Valle D’Aosta ci sono centrali che producono teleriscaldamento ed energia elettrica ad uso locale, ma sono quasi tutte aziende cooperative o consortili senza scopo di lucro ma indirizzate al servizio dei cittadini ed inoltre esse sono contigue all’industria boschiva. Va anche detto che quando il trasporto del cippato e delle scorie di lavorazione del legno supera una certa distanza dalla centrale, questa non è più conveniente.
E poi, se il vice Sindaco Di Nunzio si è posto qualche domanda, saprà benissimo che a Treglio NON ESISTE UN’INDUSTRIA BOSCHIVA!
Il fatto è che l’ingegnere vice Sindaco Antonio Di Nunzio per produrre quotidianamente energia nel suo inceneritore dovrà bruciare di tutto!
Dovrebbe sapere l’Ingegnere Vice Sindaco che gli amministratori pubblici hanno il compito istituzionale di fare gli interessi dei cittadini e non affari propri a discapito della comunità. Egli assicura che non c’è conflitto di interesse, ma dimentica di essere vice Sindaco, progettista e proprietario di un’attività gestita a discapito della salute dei cittadini e che genera profitti solo per lui e i suoi soci: ci spieghi cosa bisogna ancora aggiungere perché ci sia un conflitto di interessi?
Egli ha cercato di smorzare gli allarmi dicendo: “è come se fosse una grossa stufa”.
Se la grossa stufa dell’Ingegnere Vice Sindaco Antonio Di Nunzio è così innocua ed anzi utile alla comunità civile - come lui dice - ci deve spiegare perché non ha informato i suoi concittadini e i comuni limitrofi prima di realizzare l’impianto?
Nella letteratura scientifica internazionale si osserva un crescente interesse all’inquinamento indotto dalla combustione di biomasse. Una ricerca effettuata con la banca dati SCIRUS, risultavano pubblicati 566 articoli scientifici con queste parole chiave. E’ dimostrato scientificamente che le centrali a biomasse producono benzene, butadiene,( si tratta di due potenti cancerogeni riconosciuti pericolosi per la salute umana che caratterizzano le emissioni derivanti dalla combustione di biomasse) idrocarburi policiclici aromatici, traccianti chimici, polveri sottili, diossine e furani, polveri fini, ultrafini, nanopolveri, ossidi d’azoto, composti organici volatili, mercurio e il benzo(a) pirene. (Impatto Ambientale sull’uso energetico delle biomasse – Venezia 2010) Il contenuto di cadmio, cromo, rame, piombo e mercurio delle ceneri volanti derivanti dalla combustione di particolari tipi di legname (quercia, faggio, abete) è superiore a quella riscontrabile nelle ceneri volanti prodotte dalla combustione di carbone (Demirbas 2005).
A parità di energia prodotta, un impianto alimentato a metano produce, per tutti i principali inquinanti, compreso il mercurio, un inquinamento atmosferico nettamente inferiore a quello prodotto da un impianto alimentato con biomasse legnose vergini, in confronto immette in atmosfera una quantità di polveri ultrafini (PM2,5) trentasei volte maggiore e diossine e furani cento volte di più.
Gli studi epidemiologici e sperimentali forniscono una crescente evidenza di una possibile associazione tra esposizione a fumo di legna e diversi effetti sulla salute umana, quali diminuità funzionalità polmonare, ridotta resistenza alle infezioni, aumento dell’incidenza e della severità di asma acuta (Boman et al. 2003; EPA 2008; Kocbach Bølling et al. 2009; Löndahl et al. 2008; Orru et al. 2009; Rinne et al. 2007). Recentemente, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato come possibile cancerogeno per l’uomo (gruppo 2A) le emissioni della combustione di biocombustibili, in particolare la legna, quale possibile causa di tumore polmonare (IARC 2010).
Molti studi portano alla conclusione che la combustione della biomassa porta un aumento significativo delle emissioni di ossidi di azoto, di particelle di biossido di zolfo ed ha un grave impatto sulla salute dei bambini, degli anziani e delle persone con malattie polmonari, incremento del tasso di ospedalizzazione e di mortalità. Suggerisce sistemi di filtraggio dell'aria in casa, la riduzione del tempo trascorso all'aperto, specialmente nel caso di attività faticose, e di tenere le finestre chiuse in casa.
Nell’incontro farsa tenutosi a Treglio lo scorso 21 dicembre ci hanno detto in buona sostanza: “se siete d’accordo bene, altrimenti andiamo avanti lo stesso”.
Un’ultima domanda: una volta messo in funzione l’impianto quale cittadino vorrà acquistare o costruire casa a Treglio e dintorni e che valore avranno i terreni edificabili e le case esistenti? E quali saranno le ripercussioni sulle attività agro-alimentari esistenti, come quelle del vino, dell’olio, delle aziende di lavorazione e trasformazione delle carni .
Ai realizzatori della grossa stufa diamo un consiglio:
visto che l’impianto non è ancora in funzione, SMONTATELO, il vostro socio valdostano non avrà difficoltà ad installarlo dove ha collocato tutti gli altri,
cioè nei luoghi idonei, e Vecere potrà usare il capannone per le sue attività.
Se lo farete adesso perderete pochi euro per lo smontaggio e il trasporto e tutto tornerà come prima!

sabato 19 febbraio 2011

IL DEMIURGO DEL PETROLIO



E’ stata una giornata storica per la lotta contro la petrolizzazione dell’Abruzzo!
Appena un po’ scalfita dall’inspiegabile defezione delle due associazioni ambientaliste che avrebbero dovuto rappresentarci, Legambiente e WWF, e dalla grave assenza di rappresentanti del governo regionale.
Dal convegno in sé come prevedibile dalle premesse, ci aspettavamo con timore e qualche paura il sostegno della scienza alla petrolizzazione.
Il taglio logico e non ideologico scelto come slogan dal Professor Rainone ha tenuto banco con un filo di arroganza a lungo.
A sentirlo parlare sembrava che i quattro anni della nostra vita spesi per scongiurare la deriva petrolifera del nostro amato Abruzzo, organizzando incontri, dibattiti, proiezioni, concerti, manifestazioni, approntando soldi, sottraendo tempo al lavoro e ai nostri affetti, potessero sbriciolarsi.
Sembrava che le 50.000 firme da noi raccolte fossero state un’estorsione alla credulità popolare attraverso un’opera di terrorismo psicologico attuato divulgando notizie senza base scientifica.
Sembrava.
Dall’alto dello scranno della cultura scientifica che avrebbe voluto rappresentare, il demiurgo del petrolio, il Professor Rainone, ha ribadito a più riprese il ruolo super partes della scienza arrivando persino a consigliarci la lettura dell’Apologia di Socrate scritta da Platone, ricordandoci che l’Università “per sua stessa definizione non può che essere il luogo per eccellenza deputato alla libera manifestazione delle idee e al libero confronto”, puntando a “scelte razionali e vantaggiose per il territorio”.

Dopo il convegno, animato dai 4 relatori previsti nel programma, è stata allestita una tavola rotonda dalla quale sono cominciate ad emergere le crepe della tenuta logica delle premesse fino al botto finale.

Fino al punto in cui il dottor Massimo Colonna, chimico, dalla platea gremita, sferra due fendenti che tramortiscono il campione della logica super partes con due notizie.

La prima notizia.
Uno dei documenti prodotti nelle slide dal Professor Rainone prova con forza che le nostre falde acquifere sono sì inquinate da idrocarburi, ma attribuendone la causa preponderante all’uso dei diserbanti in agricoltura (!!!). Sfortunatamente per il Professore, il Dott. Colonna ha fatto notare che lo studio in questione, di cui egli stesso è l’autore, non poteva essere considerato scientificamente attendibile, mancando nella slide le coordinate di quel rilievo, con il quale non si poteva escludere, se non mistificandone il senso, che la più probabile fonte di inquinamento delle falde è verosimilmente dovuto alle perforazioni petrolifere e non ai pesticidi.
Spingendo quindi la lettura di quel documento a sostegno di quello che è un vero e proprio falso!
Ecco il metodo scientifico del demiurgo!

La seconda notizia.
Il Professor Mario Rainone, fino a quel punto sedicente arbitro della partita PETROLIO SI PETROLIO NO, ha redatto e sottoscritto le contro osservazioni alle osservazioni presentate alla Regione Abruzzo da centinaia di associazioni e liberi cittadini, per conto della Forest oil.

A quel punto, il teatrino delle basi “logiche e non ideologiche” si è sciolto come neve al sole in un nanosecondo, davanti agli occhi di tutti, gelando il sangue dei petrolieri presenti e quello del povero Rainone, ridotto a dire che non ha preso soldi dalla Forest e che quella “consulenza scientifica” l’avrebbe concessa per amore della scienza!

Se eravamo andati intimoriti siamo tornati molto più forti di prima!

DI SEGUITO TROVATE TUTTO IL CONVEGNO TRANNE LA RELAZIONE DEL GEOLOGO E DEL FUNZIONARIO DEL MINISTERO CHE SOSTANZIALMENTE POTEVANO FARE A MENO DI PARLARE PERCHE' NON HANNO DETTO NULLA DI NUOVO, NE A FAVORE NE CONTRO. SE QUALCUNO LO VOLESSE ASCOLTARE CE LO FACCIA SAPERE INOLTREREMO IL LINK PER POTERLO SCARICARE DAL NOSTRO SERVER. PER CHI VOLESSE SCARICARSI I FILMATI AD UNA RISOLUZIONE MAGGIORE, TRA QUALCHE GIORNO SARA' OPERATIVO IL NOSTRO NUOVO CANALE SU YOU TUBE

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giovedì 17 febbraio 2011

SCIACALLI, MARZIANI E YES MAN



POTETE APPROFONDIRE SUL BLOG DI MARIA RITA D'ORSOGNA
http://dorsogna.blogspot.com/2011/02/ubaldo-crescenti-e-il-majella-petroleum.html

lunedì 14 febbraio 2011

LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE, ANZI CORTISSIME!!!

DAL BLOG DI MARIA RITA D’ORSOGNA
WEDNESDAY, FEBRUARY 9, 2011
Gli "inviti" di Rainone - part 2
Compare oggi sulla stampa una comunicazione da parte di Mario Rainone sulla tavola rotonda organizzata a Chieti in data 18 Febbraio 2011 per riaprire il capitolo petrolio in Abruzzo.
Il professor Rainone afferma di avermi inclusa nella rosa dei partecipanti.
Ci tengo a sottolineare che il programma iniziale, circolato in gran segreto, non prevedeva affatto la mia partecipazione.
Solo quando l'organizzazione del convegno e' stata resa pubblica dal comunicato da me circolato in data 7 Febbraio 2011, il professor Rainone si e' affrettato a modificare il programma includendomi nella rosa degli invitati, dieci giorni prima del convegno.
Come sa la maggior parte degli Abruzzesi, vivo a Los Angeles, a circa 15 ore di volo dall'Italia e ho un calendario fitto di impegni. E' ridicolo pensare che io possa essere a Chieti con dieci giorni di pre-avviso. Allo stesso modo e' ridicolo cambiare le carte in tavola dopo essere stati scoperti a organizzare convegni poco trasparenti,
e dove a relazionare sono persone che hanno legami diretti o indiretti con l'industria del petrolio.
Non mi sono mai sottratta al dibattito con i petrolieri - ho dibattuto i piu' alti vertici ENI all'Universita' di Pescara durante l'estate del 2008. Erano venuti da Milano, Pisa e Londra, e nessuno, nemmeno l'ENI, ha saputo confutare l'enorme abbondanza di dati da tutto il mondo che mostrano gli effetti nefasti delle trivellazioni petrolifere per chi ci vive vicino. A conferma di questo, l'ENI declino' di partecipare a qualsiasi altro dibattito organizzato successivamente in cui ero presente, e questo in Abruzzo, ma anche in Veneto, Lombardia e Basilicata.
Le prove di quanto dico sono tutte qui

Al tempo di internet, la verita' non si puo' nascondere.
Maria Rita D’Orsogna

venerdì 11 febbraio 2011

LE NOSTRE QUATTRO ORE MEGLIO INVESTITE



PER SALVAGUARDARE LA SALUTE NOSTRA E DEI NOSTRI FIGLI.
NON ASPETTATEVI CHE ALTRI FACCIANO QUALCOSA PER VOI, MAI COME IN QUESTO MOMENTO E’ VITALE LA PARTECIPAZIONE DI TUTTI, ONDE EVITARE DI CONSEGNARE DELEGHE IN BIANCO A QUESTA CLASSE DIRIGENTE OTTUSA, INDIFFERENTE, ANTIDEMOCRATICA CHE PENSA SOLO AL PROPRIO PORTAFOGLIO.
TUTTI A CHIETI VENERDI’ 18 FEBBRAIO

La lotta contro la petrolizzazione dell’Abruzzo è ad un punto decisivo.

Le battaglie per ora vinte non ci danno ancora nessuna garanzia rispetto all’esito della guerra.

Confindustria ha da tempo messo in atto una strategia con cui sta aggredendo l’opinione pubblica.
Un’ aggressione mediatica senza precedenti, in cui si sono sventolati migliaia di posti di lavoro e milioni di euro di investimento che deriverebbero da una riconsiderazione delle prospettive di sviluppo nel settore petrolchimico, in barba ai tre anni di lotta popolare, alle centinaia di sit-in, incontri, proiezioni, concerti, manifestazioni e alle 50.000 firme raccolte.

Un’aggressione mediatica senza il coraggio di un confronto aperto.

Il 18 febbraio prossimo, il professor Mario Rainone dell'Universita' degli Studi “Gabriele d'Annunzio” di Chieti, con il sostegno di Confindustria, ha organizzato l'ennesimo ingannevole tentativo di creare consenso attorno al tema della petrolizzazione della nostra regione con la tavola rotonda, non aperta al pubblico, dal titolo "Gli idrocarburi in Abruzzo - conoscenza, territorio, impresa e lavoro", in cui spicca l'enorme sbilanciamento di partecipanti a favore di Confindustria o con interessi diretti nell'industria del petrolio.

Se la suonano e se la cantano alle spalle della salute dei nostri figli, con una studiata operazione di sciacallaggio che avrebbe gioco sul diffuso sentimento di incertezza e precariato di una sempre più ampia porzione di popolazione.

Ed è per questo che di fronte a tanta disonestà intellettuale invitiamo tutte le organizzazioni e tutte le persone che hanno finora contribuito alla lotta contro la petrolizzazione della nostra terra, a partecipare a questa conferenza, per ribadire la nostra contrarietà a qualunque tentativo di veder trasformato l’Abruzzo da regione verde d’Europa in distretto minerario.

Abbiamo il dovere civile di far sentire la nostra voce se non vogliamo ritrovarci con pozzi di petrolio al posto di vigne e trabocchi!
L’appuntamento è per venerdì 18 febbraio alle 14,15 presso il Centro Ricerche e Studi Sperimentali per le geotecnologie di Chieti. Via Dei Vestini ,31

Per i frentani che vogliono partire tutti assieme, il ritrovo è a piazzale Cuonzo, (pasticceria Renè ex Standa – parallela di Viale Cappuccini) alle ore 12,30. Cercheremo di ottimizzare le auto a disposizione per dare a tutti la possibilità di partecipare.


Per richieste di informazioni: info@nuovosensocivico.it
PER SAPERNE DI PIU’ POTETE COLLEGARVI AL BLOG DI MARIA RITA D’ORSOGNA http://dorsogna.blogspot.com/


Vinceremo con l’unica arma a nostra disposizione:
LA PARTECIPAZIONE!

mercoledì 9 febbraio 2011

BUONANOTTE ALIAS MONTEBELLO SUL SANGRO



Qualche tempo fa, ho deciso di andare a farmi un giro in moto per raggiungere Buonanotte, un paesino dell’alto Sangro, al quale hanno cambiato il nome in Montebello, con grosso rammarico da parte di quelli come me che dove possibile nei nomi leggono anche suggestioni e bellezza.
Sapevo che l’ideatore del progetto di Santo Stafano di Sessanio, il signor Daniele Kilgren, aveva poggiato gli occhi su Buonanotte per trasformarla in un “albergo diffuso” come ha fatto nello stupendo borgo mediceo dell’aquilano.
Dalla realizzazione del restauro, nel giro di pochi anni, Santo Stefano di Sessanio ha visto incrementare il proprio turismo da percentuali irrilevanti a numeri che fanno impallidire.
Un paesino che stava rischiando l’abbandono è resuscitato per l’intervento di un imprenditore illuminato: il signor Daniele Kilgren per l’appunto.
Raggiunto il paesino che non avevo mai visitato prima ho capito perché gli occhi dell’illumunato si erano poggiati su Buonanotte.
La sua zona più antica e alta è completamente abbandonata e diroccata e si affaccia sulla valle del Sangro con un panorama che incanta.
L’accesso all’intera area è interdetto perché a rischio di crolli.
Ma ero andato per vedere e quindi senza troppa fatica mi sono introdotto nel borgo antico.
Ritrovandomi, nel giro di pochi istanti, a provare un’emozione fortissima quando ho capito cosa potrebbe diventare se Kilgren continuasse ad usare la sua bacchetta magica.
Non ero andato lì con innocenza.
Ero andato lì perché sotto gli occhi del futuribile turista di Buonanotte da qui a qualche mese potrebbe sorgere (nell’ambito di un progetto più che avviato solo in attesa della VIA della Regione Abruzzo) un’impressionante raffineria di gas noto come progetto Colle Santo ad opera della Forest Oil.
Parlando con un abitante del paesino ho scoperto che il signor Daniele Kilgren aveva già acquistato gli immobili del borgo antico, aveva cominciato i lavori, che successivamente, a detta del mio affabile interlocutore, ben consapevole delle conseguenze positive della bacchetta magica dell’illuminato, sono stati inspiegabilmente interrotti.
Ero andato per toccare con mano, se di esempi da noi mancano, il totale livello di imbarbarimento dei nostri amministratori e delle nostre classi dirigenti.
Non so e non posso sapere perché il signor Daniele Kilgren ha interrotto i lavori ma se uno più uno fa due posso almeno supporre che forse il suo meraviglioso progetto è in leggero contrasto con l’altro, appena un po’ meno conservativo, appena un po’ più invasivo, appena un po’ più scellerato, appena un po’ più criminale.
Caro Paolo Primavera, perché non prende esempio dal signor Daniele Kilgren, indirizzando i “suoi” imprenditori verso uno sviluppo contraddistinto da un minimo di onestà intellettuale, piuttosto che organizzare demoniache cordate per sbloccare a vantaggio delle vostre tasche gli iter delle concessioni di ricerca e di coltivazione di idrocarburi?
Caro Gianni Chiodi, cosa decide per noi, l’inizio di un percorso che contempli l’opportunità di uno sviluppo compatibile con la nostra storia e coerente con l’unica enorme ricchezza di cui disponiamo in Abruzzo, LA NATURA, oppure, per noi, ha decretato l’inizio di un calvario che ci vedrà trasformati a titolo definitivo in cittadini di serie B, attraverso il depauperamento dell’unica ricchezza di cui disponiamo e per cui ci invidiano in tutto il mondo?
Non si può stare col piede in due scarpe: o siamo DISTRETTO MINERARIO o siamo REGIONE VERDE D’EUROPA!

Orlando Volpe

mercoledì 2 febbraio 2011

PERCHE' I POLITICI SONO IGNORANTI? PERCHE' NON ASCOLTANO



Il Presidente Chiodi, non riesce a capacitarsi. Come mai coloro che si oppongono alla petrolarizzazione dell'Abruzzo non esultano e ringraziano il governo regionale dopo che ha ribadito il no al Centro Oli e al petrolio e il si al gas.
La risposta è molto semplice, non siamo scienziati ne tecnici esperti in materia, MA NON SIANO NEMMENO CRETINI COME POTREBBE PENSARE LUI.
Se vuole sapere perchè non siamo soddisfatti delle sue dichiarazioni può consultare il blog della Professoressa Maria Rita D'Orsogna. Se il suo orgoglio non gli permettesse di accedere al Blog della D'Orsogna, può continuare a leggere il nostro.
Di seguitoa abbiamo riportato il testo della Prof. D'Orsogna,che ringraziamo, integralmente per i politici e per i cittadini che volessero approfondire

Di Maria Rita D'Orsogna:
Depositi di shale gas in Europa - giusti giusti per farci il fracking
Tuesday, February 1, 2011
Fracking in Italia?
This inevitably leads to environmental damage.
Apart from huge water consumption, this production method may lead to pollution of underground water and even provoke seismic activity.

Questo porta inevetabilmente a danni ambientali.
A parte gli enormi consumi di acqua, questo metodo produttivo puo' causare l'inquinamento delle acque sotterranee e anche provocare l'attivita' sismica.

Il CEO di Gazprom, Alexei Miller
parlando delle estrazioni di gas con il metodo del fracking

Gianni Chiodi oggi annuncia - stoltamente - che in Abruzzo "il petrolio no e il gas si".

Ah, la stoltezza. Ah l'ignoranza.

Questa presa di posizione e' stolta per vari motivi, primo fra tutti che nessuno sa cosa c'e' sottoterra prima di fare buchi ed esplorazioni. Infatti i petrolieri nei loro progetti parlano sempre di idrocarburi - dicitura che comprende entrambe le sostanze- e mai di gas o di petrolio separatamente.

E poi siamo pur sempre in Italia ed e' molto facile dire gas ed intendere petrolio, e usare l'appiglio del gas per azzannare tutto il territorio. Sono film gia' visti.

Ma il motivo principale per cui questa posizione e' stolta e' che le trivellazioni di gas non sono meno nocive e tossiche che quelle di petrolio.

I metodi sono gli stessi, sempre fanghi e fluidi perforanti si usano, sempre monnezza cacci dal sottosuolo, sempre rischi di scoppi ci sono, sempre subsidenza puoi causare.

Un pozzo per l'estrazione di gas a Policoro, scoppio' nel 1991 in Basilicata. Brucio' per 15 giorni senza che nessuno riusci' a spegnerlo. Nessuno lo sa, nessuno ne parla, l'ENI come sempre mette tutti a tacere.

In questi ultimi anni pero' c'e' un jolly - il famoso fracking che qui negli USA inizia ad essere bannato per la sua pericolosita' e per il suo potenziale di inquinare le falde acquifere.

Lo stato di New York ha una moratoria annuale, cosi pure lo stato della Pennsylvania. Le citta' di Filadelfia e di Pittsburg l'hanno bannato. La gente e' arrabbiata. Lo vogliono sospendere pure in Texas!

Tutto questo Gianni Chiodi non lo sa, perche' nella mia opinione non solo e' ignorante in materia ma vuole restarci.

Un politico sano di mente, si informerebbe prima e imparerebbe dagli sbagli degli altri. Il fracking e' stato devastante per le comunita' americane che sono state soggette alle trivelle selvaggie di Mr. Dick Cheney, con tutto che qui i diritti dei cittadini sono forse fra i piu' protetti al mondo, e nonostante cause e denunucie da parte delle parti civili coinvolte.

Un politico sano di mente avrebbe bannato tutte le estrazioni future di idrocarburi sul suolo abruzzese quale che sia la loro composizione chimica, quale che sia il metodo usato, e per precauzione. Si deve agire prima, non dopo. Se in America hanno gia' sperimentato e distrutto, perche' non possiamo imparare prima che vengano a fare queste cose da noi?

Sorge allora la domanda - ma ci sono i depositi di gas adatti al trivellamento via fracking in Italia? Questo tipo di gas si chiama shale gas.

Secondo l'ente Europeo "Economic Research Policy Center" il potenziale per i depositi di shale gas sono molto elevati per il nord Italia, nella gia' martoriata pianura padana, affetta da subsidenza in passato, a causa delle estrazioni di metano.

Ovviamente siamo solo all'inizio, potrebbe essere che le riserve e la densita' abitativa rendano il tutto economicamente non praticabile, ma in linea di principio nulla vieta che potrebbero esserci altri giacimenti in altre parti d'Italia, Basilicata, Abruzzo o Sicilia.

Dopotutto l'ENI si e' gia' messa in pole position per trivellare la Polonia alla ricerca di questo gas. Se ne trovano in Italia scommetto che si piazzeranno anche da noi a bucare il territorio alla cieca, come fanno da 50 anni a questa parte, senza rispetto per niente e per nessuno.

Chi mai andra' a spiegare queste cose agli Italiani? Non certo i petrolieri, non certo i politici che hanno paura a parlare del disastro sardo o di quello del fiume Lambro. Non certo Gianni Chiodi.

E cosi, nella pianura padana c'e' gia' un gruppo - la Po Valley che dice che trivella l'Italia per ragioni "geologiche, economiche e affettive"...

Siamo a cavallo.

Posted by maria rita at 10:02 PM