sabato 19 febbraio 2011

IL DEMIURGO DEL PETROLIO



E’ stata una giornata storica per la lotta contro la petrolizzazione dell’Abruzzo!
Appena un po’ scalfita dall’inspiegabile defezione delle due associazioni ambientaliste che avrebbero dovuto rappresentarci, Legambiente e WWF, e dalla grave assenza di rappresentanti del governo regionale.
Dal convegno in sé come prevedibile dalle premesse, ci aspettavamo con timore e qualche paura il sostegno della scienza alla petrolizzazione.
Il taglio logico e non ideologico scelto come slogan dal Professor Rainone ha tenuto banco con un filo di arroganza a lungo.
A sentirlo parlare sembrava che i quattro anni della nostra vita spesi per scongiurare la deriva petrolifera del nostro amato Abruzzo, organizzando incontri, dibattiti, proiezioni, concerti, manifestazioni, approntando soldi, sottraendo tempo al lavoro e ai nostri affetti, potessero sbriciolarsi.
Sembrava che le 50.000 firme da noi raccolte fossero state un’estorsione alla credulità popolare attraverso un’opera di terrorismo psicologico attuato divulgando notizie senza base scientifica.
Sembrava.
Dall’alto dello scranno della cultura scientifica che avrebbe voluto rappresentare, il demiurgo del petrolio, il Professor Rainone, ha ribadito a più riprese il ruolo super partes della scienza arrivando persino a consigliarci la lettura dell’Apologia di Socrate scritta da Platone, ricordandoci che l’Università “per sua stessa definizione non può che essere il luogo per eccellenza deputato alla libera manifestazione delle idee e al libero confronto”, puntando a “scelte razionali e vantaggiose per il territorio”.

Dopo il convegno, animato dai 4 relatori previsti nel programma, è stata allestita una tavola rotonda dalla quale sono cominciate ad emergere le crepe della tenuta logica delle premesse fino al botto finale.

Fino al punto in cui il dottor Massimo Colonna, chimico, dalla platea gremita, sferra due fendenti che tramortiscono il campione della logica super partes con due notizie.

La prima notizia.
Uno dei documenti prodotti nelle slide dal Professor Rainone prova con forza che le nostre falde acquifere sono sì inquinate da idrocarburi, ma attribuendone la causa preponderante all’uso dei diserbanti in agricoltura (!!!). Sfortunatamente per il Professore, il Dott. Colonna ha fatto notare che lo studio in questione, di cui egli stesso è l’autore, non poteva essere considerato scientificamente attendibile, mancando nella slide le coordinate di quel rilievo, con il quale non si poteva escludere, se non mistificandone il senso, che la più probabile fonte di inquinamento delle falde è verosimilmente dovuto alle perforazioni petrolifere e non ai pesticidi.
Spingendo quindi la lettura di quel documento a sostegno di quello che è un vero e proprio falso!
Ecco il metodo scientifico del demiurgo!

La seconda notizia.
Il Professor Mario Rainone, fino a quel punto sedicente arbitro della partita PETROLIO SI PETROLIO NO, ha redatto e sottoscritto le contro osservazioni alle osservazioni presentate alla Regione Abruzzo da centinaia di associazioni e liberi cittadini, per conto della Forest oil.

A quel punto, il teatrino delle basi “logiche e non ideologiche” si è sciolto come neve al sole in un nanosecondo, davanti agli occhi di tutti, gelando il sangue dei petrolieri presenti e quello del povero Rainone, ridotto a dire che non ha preso soldi dalla Forest e che quella “consulenza scientifica” l’avrebbe concessa per amore della scienza!

Se eravamo andati intimoriti siamo tornati molto più forti di prima!

DI SEGUITO TROVATE TUTTO IL CONVEGNO TRANNE LA RELAZIONE DEL GEOLOGO E DEL FUNZIONARIO DEL MINISTERO CHE SOSTANZIALMENTE POTEVANO FARE A MENO DI PARLARE PERCHE' NON HANNO DETTO NULLA DI NUOVO, NE A FAVORE NE CONTRO. SE QUALCUNO LO VOLESSE ASCOLTARE CE LO FACCIA SAPERE INOLTREREMO IL LINK PER POTERLO SCARICARE DAL NOSTRO SERVER. PER CHI VOLESSE SCARICARSI I FILMATI AD UNA RISOLUZIONE MAGGIORE, TRA QUALCHE GIORNO SARA' OPERATIVO IL NOSTRO NUOVO CANALE SU YOU TUBE

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5 commenti:

wanadobee ha detto...

se c'e' il video dell'affermazione di rainone sulla Forrest Oil e' davvero un colpaccio.. complimenti !

maria rita ha detto...

grazie alessandro.

carlo ha detto...

Ragazzi ,
Perforare pozzi petroliferi non e cosi scellerato come credete voi . Io che cono del mestiere vi posso assicurare che il rischio c'è come per qualsiasi altra attivita industriale ma qui in italia difficilmente puo succedere qualcosa perche c'è coscienza e conoscenza del lavoro

Fabrizio ha detto...

Possiamo sapere a chi ti riferisci quando parli di coscienza e conoscenza del lavoro?
Forse, all'imperizia dei tecnici Pergemine del Pozzo 24 di Trecate? Oppure a quelli dell'aprile 2005 che fecero esplodere il pozzo Boffalora con una pioggia di petrolio per 12 ore?
O ancora a quelli che lavano le cisterne delle petroliere, sversando tutto il materiale tossico in mare aperto?
E che dire dell'Eni che afferma di non poter bonificare il territorio della Val D'Agri perchè le pecore, a forza di pascolare, hanno indurito il terreno al punto tale che, per far funzionare le trivelle, sono costretti ad utilizzare una quantità maggiore di fanghi lubrificanti tossici?
Dai, facci capire perché siamo tutti curiosi...

Viler ha detto...

In Basilicata stiamo ancora aspettando l'esito dei 2 sequestri per inquinamento petrolifero .Il 20 novembre 2008 l'Autorità Giudiziaria sequestra la sorgente Acqua dell'Abete del Comune di Calvello per inquinamento da imprecisate sostanze, la sorgente è a valle del pozzo Cerro Falcone 2. Due anni dopo, e precisamente il 5 e 6 agosto 2010 previo provvedimento dell'Autorità giudiziaria, il Corpo Forestale dello Stato sequestra nuovamente l'area della sorgente Acqua dell'Abete e della Terra (località Bosco Autiero), quest'ultima poco distante dal pozzo Cerro Falcone 1. La OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista) chiese l'intervento degli organi centrali di polizia mineraria dell'UNMIG, dei nuclei speciali del Corpo Forestale dello Stato, dell'ISPRA e uno studio dell'Ente Parco per accertare la possibile compromissione degli acquiferi della dorsale montuosa Volturino - Serra di Calvello - Madonna di Viggiano, area interessata da una intensa attività petrolifera e ricca di sorgenti.
Quindi, caro Carlo, uno ci può mettere tutta l'attenzione di questo mondo nel proprio lavoro, ma quando accadono cose del genere viene da pensare che la tecnica "Horizontal Drilling" (perforazione orizzontale) utilizzata da ENI, o meglio, dalle imprese specializzate come Halliburton o Schlumberger, può causare l'emersione di quelle sostanze chimiche (fanghi e fluidi perforanti) in superficie, proprio come è accaduto in questi due casi in Basilicata.
Cordiali saluti.

http://www.olachannel.it/index.php/inquinamento-trivelle-petrolifere/
Buona visione.

Vito L'Erario
OLA (Organizzazione Lucana Ambientalista)