venerdì 10 febbraio 2012

FINALMENTE SI PARLA DELLO SCANDALO DELLA DISCARICA DI TOLLO, MA LE AUTORITA' COSA ASPETTANO AD INTERVENIRE?

Nello scorso mese di dicembre Nuovo Senso Civico ha lanciato l’allarme pubblicando l’inchiesta del giornalista Gianni Lannes “Ecomafie: strage silenziosa in Abruzzo” [vai ai post più vecchi del 17/12/11 oppure clicca su http://www.nuovosensocivico.blogspot.com/2011/12/morti-e-malati-di-cancro-nella.html ] che ha avuto migliaia di letture.

   Adesso finalmente se ne comincia a parlare anche sugli organi di informazione come fa “Primadanoi.it” con due interessanti articoli ai quali rimandiamo [http://www.primadanoi.it/news/524529/Tollo-la-discarica-della-vergogna-sacchi-pieni-di-scorie-aspettano-da-20-anni.html e http://www.primadanoi.it/news/524629/Tollo-la-discarica-dei-veleni-L%E2%80%99assessore-Tiberio-%C2%ABrischi-in-caso-di-esondazione%C2%BB-.html]

   E’senz’altro un primo passo positivo ma di fronte alle gravissime rivelazioni di Lannes quello che manca clamorosamente è l’intervento delle autorità competenti.

   Siamo convinti, grazie anche ai ripetuti scandali ed alle mega-inchieste all'ordine del giorno(l’ultima in ordine di tempo è sulle prime pagine di tutti i giornali locali) che sui rifiuti si gioca il futuro della nostra regione sempre più a rischio ecomafie, il cui humus ideale è l’intreccio tra affari sporchi e pessima politica.

   Noi il nostro compito di informare pensiamo di farlo nel miglior modo possibile: ci aspettiamo che anche chi ha il dovere-potere di farsi sentire autorevolmente faccia altrettanto, utilizzando tutti i mezzi che ha a disposizione.

   L’Abruzzo non merita di finire in discarica.

domenica 5 febbraio 2012

ESERCIZI DI MEMORIA (E DI COERENZA): DAL PROGRAMMA ELETTORALE DEL DOTTOR MARIO PUPILLO

INVITIAMO IL SINDACO DOTT. MARIO PUPILLO E TUTTA LA COALIZIONE CHE LO SOSTIENE A RILEGGERE IL PROGRAMMA ELETTORALE CON IL QUALE SONO STATI ELETTI, IN PARTICOLARE LA SEZIONE “AMBIENTE” DOVE SI LEGGE TESTUALMENTE:

“OPPOSIZIONE ALLA PETROLIZZAZIONE E ALL’INSEDIAMENTO DI QUALSIASI IMPIANTO INQUINANTE NOCIVO PER LA COMUNITA’.”

 
SE NON VOLETE ASCOLTARE LA SCIENZA ABBIATE ALMENO LA COERENZA DI ASCOLTARE VOI STESSI!!


giovedì 2 febbraio 2012

AMICONE... GRAZIE DI ESISTERE - NON PERDETEVI QUESTA INTERVISTA NE VALE LA NOSTRA SOPRAVVIVENZA

video
Amicone, più che della qualità dell'aria, ci sembra di capire che non è molto informato in merito, si preoccupi un pò di più della qualità della politica a cui lei appartiene, che a volte, grazie alle sue scelte o alle non scelte, è la vera causa della poca qualità dell'aria che respiriamo.
ECCO CHI DOVREBBE TUTELARE LA SALUTE DEI CITTADINI ABRUZZESI

Caso Tarantini: direttore Arta Amicone nelle intercettazioni. Si scambiava sms con Lavitola

Mario Amicone
Mario Amicone
Nelle intercettazioni telefoniche sul caso Tarantini, c'é un passo che riguarda uno scambio di sms tra Valter Lavitola e Mario Amicone, attuale direttore generale dell'Arta (Agenzia regionale abruzzese di tutela ambientale), ex consigliere regionale ed ex assessore Udc della Giunta Pace, ora esponente della lista "Rialzati Abruzzo" che fa parte della maggioranza di centrodestra alla Regione.
Amicone si lamenta con Lavitola (tuttora latitante), perché - secondo quanto riporta www.corriere.it - ritiene di essere preso in giro e afferma che qualcuno deve ricordare al presidente Berlusconi cosa ha fatto lui e quanto gli era stato promesso. Poi aggiunge di essere in attesa di una designazione per un incarico bene definito.
Il Corriere della Sera riporta in particolare uno scambio di sms avvenuto lo scorso 7 giugno tra Valter Lavitola, direttore dell'Avanti accusato di estorsione, e lo stesso Amicone, riguardante un "incarico".
Scrive Amicone nel primo sms: "Francamente oltre che sfiduciato sono deluso e mi sento preso in giro. Credo che il presidente, per quanto impegnato, se qualcuno gli ricordasse chi sono...".
E nel secondo: "Cosa ho fatto e le promesse fatte a me, si arrabbierebbe e chi mi dovrebbe designare sa quale è l'incarico possibile".
Lavitola scrive a Amicone: "Ti do la mia parola che farò leggere il tuo sms al Presidente. Ti assicuro che non dimentico".
L'UDC: AMICONE NON E' PIU' DEI NOSTRI
In riferimento a quanto pubblicato stamani da alcuni quotidiani nazionali nell'ambito delle intercettazioni telefoniche sul caso Tarantini, l'ufficio stampa Udc precisa che "il direttore generale dell'Arta Abruzzo, Mario Amicone, non fa piu' parte dell'Udc dal settembre 2008". "Nelle elezioni regionali abruzzesi dello stesso anno - prosegue la nota centrista - Amicone e' stato tra i promotori della lista 'Rialzati Abruzzo' a sostegno del futuro presidente Gianni Chiodi, contrapposto all'allora candidato del centrosinistra Carlo Costantini e a quello dell'Udc Rodolfo De Laurentiis".
RIFONDAZIONE: SI DIMETTA
"Stamattina i lettori del Corriere della Sera hanno potuto leggere a pagina 3 lo scambio di sms tra l'ex-consigliere e assessore regionale e neonominato direttore generale dell'ARTA Mario Amicone e l'ormai famigerato Valter Lavitola". A parlare e' il consigliere regionale di Rifondazione, Marizio Acerbo.
"Di particolare interesse - afferma l'esponente di opposizione - e' anche lo scambio di messaggi del 7 giugno scorso tra Valter Lavitola e Mario Amicone, direttore generale dell'Arta (l'Agenzia abruzzese per la tutela dell'ambiente, nominato nel marzo 2011) ed ex assessore regionale, politico dell'Udc. Quest'ultimo nei primi due sms si lamenta perche' si sente preso in giro e afferma che qualcuno deve ricordare al presidente cosa ha fatto lui e quanto gli era stato promesso, aggiungendo che e' in attesa di una designazione per un incarico bene definito".
Acerbo riporta poi quanto pubblicato dal Corsera relativamente agli Sms: "Amicone: 'Francamente oltre che sfiduciato sono deluso e mi sento preso in giro. Credo che il presidente, per quanto impegnato, se qualcuno gli ricordasse chi sono...'. E poi il secondo sms: 'Cosa ho fatto e le promesse fatte a me, si arrabbierebbe e chi mi dovrebbe designare sa quale e' l'incarico possibile'. Lavitola: 'Ti do la mia parola che faro' leggere il tuo sms al Presidente. Ti assicuro che non dimentico'. Escono confermate - osserva Acerbo - le ragioni della protesta di Rifondazione Comunista contro la nomina di un personaggio come Mario Amicone ai vertici dell'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente.
Si conferma che la 'rivoluzione meritocratica' di Gianni Chiodi e' una presa in giro. Non sapevamo che a selezionare le nomine fosse un personaggio come Lavitola! Possiamo facilmente intuire cosa Amicone ha fatto per il Berlusconi: tutti ricordano il cambio di schieramento di Amicone alla vigilia delle regionali, l'abbandono dell'UDC e il sostegno elettorale dato a Gianni Chiodi. Il quadro che emerge sul PDL abruzzese e nazionale e' sempre piu' squallido. Dopo la cricca degli amici di Verdini e Gianni Letta, ora finiamo nelle indagini sui 'papponi' e le estorsioni.
Rifondazione Comunista - conclude Acerbo - chiede le immediate dimissioni di Mario Amicone dal vertice dell'ARTA e invita lo stesso Presidente Chiodi a riflettere sulla sua permanenza alla Presidenza della Regione Abruzzo".
DA: www.abruzzo24ore.tv

sabato 28 gennaio 2012

VILLA PASQUINI, LA PAROLA ALLA SCIENZA: IL PROF. VALERIO SMENTISCE LE MANIPOLAZIONI SCORRETTE DELLA PROPRIETA' E DEL COMUNE DI LANCIANO


   Nella loro "offensiva mediatica" dei giorni scorsi in difesa della realizzazione dell'impianto a biogas di Villa Pasquini,i rappresentanti della proprietà "ATA Energia srl" avevano utilizzato in maniera incompleta e scorretta alcune affermazioni del Prof. Federico Valerio, illustre esperto della materia, per sostenere il loro progetto.

EBBENE QUESTA SUBDOLA MANOVRA E'STATA SMASCHERATA!

E' lo stesso Prof. Valerio, da noi interpellato al riguardo, che ci invia la dichiarazione che segue per chiarire in maniera definitiva la questione.

   Adesso vediamo se l'Amministrazione Comunale continuerà a credere all'oste che dice "il vino che vendo è buonissimo!" oppure al medico che lo ha analizzato e dice "quel vino è avvelenato!".


   DICHIARAZIONE DEL PROF. FEDERICO VALERIO :
    
 
"Lette le dichiarazioni di ATA Energy vi invio questo mio commento che vi autorizzo a divulgare.

  Sono venuto a conoscenza che ATA Energia, senza nessuna richiesta di autorizzazione, ha utilizzato mie affermazioni sugli impatti ambientali delle centrali a biomasse con trattamenti anaerobici a sostegno della compatibilità ambientale del loro impianto.
Il testo di seguito riportato è certamente stato scritto da me, ma in un ben preciso contesto, diverso da quello oggetto di dibattito a Lanciano.

"Federico Valerio, dell’Istituto Nazionale Ricerca Cancro, di Genova, dichiara che la combustione di un combustibile gassoso come il metano, a parità di energia elettrica e calore prodotto, produce meno inquinanti primari e secondari, rispetto alle biomasse solide. Questo combustibile è esente da ceneri, non necessita di trasporto e quindi riduce inquinamento e possibili incidenti stradali. Non solo. Valerio aggiunge che il metano da fermentazione anaerobica di biomasse di scarto, comprese quelle si vogliono termovalorizzare nelle centrali a biomasse, potrebbe permettere un’efficace contenimento delle emissioni di gas serra, con un’impatto ambientale nettamente inferiore a quello indotto dall’uso come combustibile di gran parte delle biomasse solide che si vogliono bruciare nelle centrali termoelettriche. Un impianto di questo tipo – afferma ancora Valente [errato per Valerio]– finalizzato alla produzione di metano e alla conversione energetica di questo gas sia per gli autoconsumi dell’impianto, che per usi esterni, potrebbe rendere energicamente autosufficienti le aziende agricole che operano nell’area. "

Ravviso un uso strumentale e scorretto di una mia relazione, il cui oggetto era il confronto degli impatti ambientali della combustione diretta di biomasse con gli impatti ambientali di centrali alimentate a biogas e biometano prodotto da fermentazione anaerobica.
Scorretto è anche l'uso della mia frase all'interno del comunicato che appare come una mia dichiarazione sulla specifica vicenda dell'impianto di Lanciano.
Ritengo opportuno precisare che le mie affermazioni, riportate nell'articolo, si riferiscono principalmente al biometano e non al biogas. I fattori di emissioni di sostante inquinanti prodotte dalla combustione di biogas sono superiori a quelle del biometano, il quale si ottiene per ulteriore purificazione del biogas. Il biometano ha caratteristiche confrontabili con quelle del gas naturale (metano) immesso nella rete di distribuzione del gas, comprese le emissioni prodotte dalla sua combustione.
Ritengo assolutamente scorretto affermare, come è stato fatto nell'articolo che:

"Non ci sono emissioni nocive per la salute, essendo il frutto di processi biologici di degradazione di sostanza organica vegetale"

La realtà è diversa: nel biogas ci sono sostanze nocive (idrogeno solforato e altri composti tossici ed odorigeni) che sono  tolte dal biogas con specifici trattamenti chimico-fisici, prima della combustione . E, ovviamente, bruciare biogas ancorchè parzialmente depurato, produce inquinamento dell'aria, anche se a concentrazioni inferiori di quanto si sarebbe prodotto bruciando direttamente la stessa biomassa, oppurtamente essiccata.

Più in generale l'accettabilità di una centrale alimentata a biogas si dovrebbe valutare in base a precisi bilanci tra inquinamento prodotto e inquinamento evitato. Nel caso specifico, l'ipotesi di utilizzare il calore residuo alla produzione di elettricità per essiccare il foraggio ha degli indubbi vantaggi ambientali se il calore da biogas sostituisce calore da gasolio.
Tuttavia se il dimensionamento della centrale è funzionale a trarre profitti dalla immissione di elettricità in rete e dai contributi pubblici dei certificati verdi, piuttosto che alla copertura dei consumi energetici delle aziende agricole locali, si potrebbe porre il problema della creazione di una nuova fonte inquinante destinata a peggiorare la qualità dell'aria di un determinato territorio, senza che gli abitanti di quel territorio ne traggano beneficio.
Questo tipo di problema può essere azzerato se, coperte le necessità di energia elettrica e calore (frigiorie) delle aziende o di edifici posti nelle vicinanze, il biogas, depurato a biometano, fosse immesso nella rete. In questo caso l'inquinamento immesso nell'aria del terittorio che usa il biometano sarebbe identico all'attuale e ulteriormente riducibile con l'attivazione di forme di efficenza energetica applicati agli impianti termici e agli edifici. Un ulteriore miglioramento della qualità dell'aria sarebbe possibile qualora si realizzassero rete di teleriscaldamento alimentate a biometano, con lo spegnimento di calderine famigliari e condominiali, meno efficenti.

                                                      Prof. Federico Valerio
                                                      S.S. Chimica Ambientale
                                          Istituto Nazionale Ricerca Cancro - Genova                  


domenica 22 gennaio 2012

UN PO' DI CHIAREZZA SULLA CENTRALE A BIOGAS DI VILLA PASQUINI: LA DISINFORMAZIONE, COME DICE LA PROPRIETA', E' SEMPRE MOLTO PERICOLOSA


   PRIMA DI TUTTO RIBADIAMO LA DISPONIBILITA’ DI NUOVO SENSO CIVICO AD UN CONFRONTO PUBBLICO CON TUTTE LE PARTI ED IN PRESENZA DELLA STAMPA PER FARE CHIAREZZA SULL’ARGOMENTO. Abbiamo la disponibilità ad intervenire anche da parte del Prof. Federico Valerio dell’Istituto Nazionale di Ricerca sul cancro di Genova le cui dichiarazioni sono state citate in maniera parziale, incompleta e non corretta dai rappresentanti della proprietà della centrale dopo una sbrigativa lettura del nostro “DOSSIER BIOMASSE” che tutti possono scaricare dal sito e che nel loro caso è servito da supporto ad una offensiva mediatica alla quale sono stati costretti dalle nostre pressioni ed argomentazioni. Diversamente non crediamo che ci sarebbe stata da parte loro una qualche attività volontaria di spiegazione o illustrazione del progetto.

   La proprietà certo fa il suo mestiere ma c’è modo e modo di farlo come dimostra la scandalosa vicenda della fidejussione fasulla sulla centrale garantita da una società, la COFIART, dichiarata fallita nel luglio 2010 dal Tribunale di Roma e pluriinquisita per reati vari tra cui la bancarotta fraudolenta. Citiamo da un articolo di Roberto Rossi su “l’UNITA’” del 20 settembre 2010: “A garanzia del debito presentano fideiussioni. Prestate da una società che si chiama Cofiart. Ma sono fittizie. Cofiart non ha il patrimonio per garantirle come prevede il testo unico bancario. La società fa capo all’imprenditore romano Dino Patrizio Cozzi. Quando i magistrati ne chiedono l’arresto scoprono che è già sotto indagine per associazione a delinquere, riciclaggio internazionale, bancarotta, creazione fittizia di capitale. Da tempo Cofiart offriva garanzie bancarie a società o enti locali che ne facevano richiesta per far fronte, appunto, a fideiussioni. In qualche mese, secondo la Finanza, la società avrebbe emesso 5mila polizze fideiussorie raccogliendo premi per oltre 11 milioni di euro a fronte di un capitale garantito che supera i 750 milioni di euro. Tutte false. Le fideiussioni fasulle sono in voga in Italia. “
Perché la proprietà non ha avvisato tempestivamente gli enti pubblici interessati (Regione Abruzzo e Comune di Lanciano) o sostituito la vecchia fidejussione con una nuova? Che rapporto di fiducia può esserci con chi nasconde le carte o nella migliore delle ipotesi non è in grado di controllare al proprio interno? Sono questi che controlleranno il funzionamento dell’impianto e ne garantiranno la perfetta efficienza? Già questo da solo ci sembra un ottimo motivo per annullare l’iter autorizzativo, ma lasciamo alle autorità competenti il compito di stabilirlo.

   Per conto nostro ci rivolgiamo direttamente al Sindaco di Lanciano Pupillo ed all’Amministrazione Comunale tutta perché sono loro che devono garantire il bene dell’intera collettività ed hanno gli strumenti per farlo sciogliendo tutti i nodi sul tappeto che andiamo ad affrontare qui di seguito:

1.    La proprietà parla di “digestione anaerobica senza combustione” nell’impianto ma questa è solo la prima fase perché il gas che deriva da questo processo non verrà immesso nella rete metanifera nazionale a vantaggio delle abitazioni locali (teleriscaldamento) ma verrà bruciato come in una normale centrale termica per attivare un “motore endotermico” che produrrà energia elettrica. Quindi esiste un’attività di combustione ed ogni combustione comporta effetti inquinanti più o meno grandi. Certo, potranno essere minori rispetto ad altri tipi di combustione ma ci saranno ugualmente: sarà pure come dichiara la proprietà corrispondente ad un camion alimentato a metano che inquina poco ma danneggerà lo stesso l'ambiente essendo acceso 365 giorni l’anno, 24 ore su 24. Lo stesso Tommaso Pagliani, responsabile del Centro Scienze Ambientali del Consorzio Mario Negri Sud ha posto in evidenza come la centrale a biogas di Villa Pasquini brucerà il gas prodotto dalla fermentazione anearobica del mais, o comunque di una biomassa, rinchiusa in grandi contenitori e sarà il gas bruciato a far girare la turbina che poi produrrà energia”.
 La prima conclusione è dunque che LE CENTRALI A BIOGAS SONO INQUINANTI anche se rientrano nei termini di legge. Citiamo a questo proposito testualmente ed integralmente il Prof. Federico Valerio che afferma: “Ci sembra opportuno sottolineare il fatto che la combustione di un combustibile gassoso come il metano, a parità di energia elettrica e calore prodotto, produce molto meno inquinanti primari e secondari rispetto alle biomasse solide.” [vedi Dossier Biomasse pag.9]. Meno, non zero, mentre noi non solo non possiamo permetterci il meno ma dobbiamo subito intervenire per avvicinarci allo zero. 

2.    La proprietà dichiara nelle interviste che le biomasse vegetali utilizzate (insilati di mais, sorgo, sulla, favino, tritigale, ecc.) saranno coltivate sui terreni dei 300 produttori associati alla ATA Società Cooperativa, però attenzione perché questi coltivatori non sono tutti abruzzesi ma anzi molti si trovano in Veneto, Umbria, Lazio e Campania. Alla faccia della “filiera corta” e con un ulteriore ed evidente impatto inquinante derivato dal trasporto su camion per decine di migliaia di km.!       Fate attenzione quando citate il Prof. Valerio perché lui auspica proprio questa filiera corta ed espressamente per risolvere un problema di trattamento degli scarti agricoli o di allevamento locali, mentre qui si introduce da lontano o anche da molto lontano.   D’altronde fino ad oggi non abbiamo visto nessuna planimetria che indichi i terreni agricoli della Val di Sangro che saranno dedicati alle coltivazioni necessarie per questa centrale (secondo la proprietà 250 ettari di terreno e 17 mila tonnellate di insilato vegetale l’anno solo per questo impianto) né ci risultano contratti stipulati con gli agricoltori locali per sostituire le nuove coltivazioni a quelle attuali.  Diciamo anche che se venissero riconvertiti tutti i terreni a questo scopo, alla luce anche delle decine di richieste di apertura di impianti in tutto l’Abruzzo, avremmo necessità di estensioni così grandi tali da stravolgere le colture tradizionali e tipiche locali a svantaggio ulteriore dei consumatori.  La seconda conclusione è quindi che NON ESISTE UN VANTAGGIO CONCRETO PER I PRODUTTORI LOCALI NE’ PER I CONSUMATORI.


3.    Premesso che in Italia non abbiamo bisogno di ulteriore energia perché il fabbisogno giornaliero è di gran lunga inferiore all’offerta [dati del gestore TERNA: vedi Dossier Biomasse pagg.69-71] e che tutti i nuovi impianti di questo genere nascono solo per interessi economici privati generosamente favoriti dal perverso meccanismo dei “certificati verdi” che paghiamo tutti noi attraverso la bolletta elettrica, guardacaso anche nella centrale di Villa Pasquini, come in quella di Treglio, non è previsto il teleriscaldamento per le abitazioni o le attività circostanti che sarebbe l’unico elemento positivo di tutto il processo.  La proprietà afferma che “l’impianto consentirà di produrre energia elettrica per le procedure di essiccazione, in un capannone, del tabacco che sarà conferito dalle aziende associate, che poi sarà commercializzato.”    Ma come, non avevate fatto tutto questo perché la produzione di tabacco è in crisi ed andrà a scomparire dalle nostre zone? E così l’energia prodotta che fine farà?   Solo attraverso il teleriscaldamento si potrebbero spegnere tante singole caldaie domestiche utilizzando il metano prodotto in loco in sostituzione del gas proveniente magari dall’estero: avremo sì in questo caso un saldo positivo con la riduzione dell’inquinamento totale. Possiamo concludere questo punto affermando che NON ESISTE UN VANTAGGIO CONCRETO PER LE POPOLAZIONI LOCALI.

4.    Ultimo argomento, decisivo, la qualità dell’aria. E’ in corso su tutto il territorio comunale un monitoraggio dell’aria per approfondire quello precedentemente condotto dal Mario Negri Sud con un procedimento all’avanguardia detto “biomonitoraggio”. Quello attuale basato su rilevatori strumentali definiti “radielli” anche se di livello inferiore e con stazioni di rilevamento a nostro avviso troppo lontane l’una dall’altra potrà comunque indicarci le fonti dell’inquinamento ma non potrà purtroppo cancellarlo visti i pessimi risultati dello studio precedente.  Avremo così a disposizione una mappa più dettagliata per poter modulare gli interventi nelle singole zone ma sempre nell’ottica del mantenimento della qualità ambientale dov’è già buona e del progressivo miglioramento dove non è buona, in ottemperanza alla direttiva 96/62/CE della Comunità Europea in materia.  Così se ad esempio nell’area di Villa Pasquini risulterà una situazione dell’aria migliore rispetto a quella generale questo non potrà significare in alcun modo il via libera ad un suo peggioramento autorizzando interventi sicuramente inquinanti.  In ogni caso se la proprietà della centrale a biogas di Villa Pasquini ci dimostrerà con dati e studi propri (senza saccheggiare sconsideratamente quelli altrui) che l’apertura dell’impianto porterà ad un miglioramento della qualità dell’aria e dell’ambiente  saremo noi stessi a proporre la realizzazione di altri simili in tutta la città in modo da risolvere definitivamente i nostri gravi problemi di inquinamento.

   Fuor di provocazione, caro Sindaco Pupillo e cari Amministratori pubblici, non è possibile o quantomeno non è corretto chiedere solo all’oste se il vino è buono. Basterebbe rivolgersi a chi quello stesso vino, magari in un’altra osteria, lo ha già bevuto e gli è andato di traverso.

   L’intera comunità locale attende risposte chiare e rapide. Noi, come sempre, faremo fino in fondo la nostra parte, alla luce del sole (che ci piace tanto anche come fornitore di energia) e senza interessi particolari o secondari perché non abbiamo nulla da nascondere.



sabato 21 gennaio 2012

UN "POST" ESPLOSIVO CHE STA SCUOTENDO LA COSCIENZA DEGLI ABRUZZESI ONESTI


   Stiamo assistendo in questi giorni ad un fenomeno eccezionale nel nostro blog: il boom di letture (oltre 7000 al momento con un forte incremento giornaliero) per l’inchiesta del giornalista free-lance Gianni Lannes che abbiamo pubblicato il 17 dicembre scorso con il titolo “Morti e malati di cancro nella provincia di Chieti – Ecomafie: strage silenziosa in Abruzzo” e che potete raggiungere andando ai post più vecchi oppure cliccando sul seguente link NUOVO SENSO CIVICO: MORTI E MALATI DI CANCRO NELLA PROVINCIA DI CHIETI - ECOMAFIE: STRAGE SILENZIOSA IN ABRUZZO (consigliamo la lettura in particolare a chi ha strumenti per intervenire autorevolmente).
 
   Tutto questo la dice lunga sulla percezione molto preoccupata che hanno tantissimi di noi sul futuro a breve e medio termine della nostra amata Regione.

   E’ sotto gli occhi di tutti il degrado morale, legale ed ambientale nel quale stiamo scivolando a ritmi serrati partendo da piuttosto lontano:

•    la corruzione diffusa fino ai livelli più alti, come testimoniano le recenti inchieste sulle prime pagine dei giornali e come già hanno dimostrato gli arresti eccellenti del passato con il record tutto abruzzese di due presidenti di Regione agli arresti (uno in compagnia di tutta la giunta);
•    lo scarsissimo livello di considerazione e di fiducia nei politici locali come certifica l’ultimo posto di Gianni Chiodi nella classifica del Sole 24 Ore sul gradimento di tutti i Presidenti di Regione italiani;
•    i disastri ambientali presenti e passati (per tutti la discarica di Bussi senza dimenticare quelle della camorra come a Tollo);
•    le spregevoli speculazioni post-terremoto a L’Aquila;
•    per finire con le colpevoli e non casuali emergenze rifiuti sempre più alle porte.

   E’ questo l’humus ideale nel quale si sviluppano e proliferano le mafie di ogni tipo, come spiega bene Lannes nella sua inchiesta e come cerchiamo di documentare anche noi ogni giorno mettendo insieme i tanti piccoli tasselli che possono sembrare molto diversi tra loro ma che alla fine vanno a comporre un’immagine unica e molto inquietante.

   Siamo ancora in tempo a fermare questa deriva letale ma occorre uno scatto di orgoglio ed un impegno in prima persona e senza timidezze da parte di tutti coloro che credono ancora in un Abruzzo “pulito” in ogni senso.