Le centrali a biogas e a biomasse, i rifiuti, così come tanti altri settori, suscitano anche in Abruzzo particolari "appetiti" affaristici dovuti innanzitutto al distorsivo finanziamento collettivo, sconosciuto ai più, dei "certificati verdi" (che garantiscono lauti guadagni) e poi alla prospettiva sempre possibile di trasformare questi impianti in inceneritori di rifiuti, in caso di emergenza (sempre alle porte nella nostra regione).
Dimostriamo almeno di non essere fessi portando a conoscenza di tutti le manovre in atto: qui di seguito una panoramica molto significativa sull'argomento.
DIETRO LA CENTRALE A BIOGAS DI TORRICELLA PELIGNA LO SFACCIATO CONFLITTO DI INTERESSI DEL SUO SINDACO
(CON UN AGGIORNAMENTO A FINE ARTICOLO DEL 23 AGOSTO 2013)
La bella cittadina di Torricella Peligna meriterebbe di essere ricordata per il grande scrittore John Fante, originario di quel luogo, mentre adesso rischia di esserlo per il meno nobile ma altrettanto eclatante conflitto di interessi del suo Sindaco, Tiziano Antonio Teti, in merito al progetto di centrale a biogas di prossima costruzione in quel Comune.
La bella cittadina di Torricella Peligna meriterebbe di essere ricordata per il grande scrittore John Fante, originario di quel luogo, mentre adesso rischia di esserlo per il meno nobile ma altrettanto eclatante conflitto di interessi del suo Sindaco, Tiziano Antonio Teti, in merito al progetto di centrale a biogas di prossima costruzione in quel Comune.
Infatti il progetto è stato presentato dal fratello Giuseppe Teti con il quale il Primo cittadino è in società nell'azienda agricola di famiglia "La Guardata dei F.lli Teti" che,
come dichiarato pubblicamente dallo stesso, fornirà il prodotto per
alimentare la centrale (insilati di mais e liquami zootecnici).
La dignità dove l'avete persa, direbbe Vasco Rossi mentre qualcun altro aggiungerebbe: se la suonano e se la cantano...
Sempre
in quell'occasione annunciammo l'esistenza del progetto di centrale, ma
il Sindaco ed i suoi "supporter" negarono con veemenza arrivando alla
nostra espulsione fisica dalla sala in mezzo ad insulti di ogni genere.
Un bell'esempio di civiltà, ma per fortuna il tempo è galantuomo.
Esempio
che non è rimasto isolato perchè ieri, martedì 20 agosto, nell'incontro
con la Cittadinanza convocato dal Sindaco per annunciare finalmente ciò
che non poteva essere più negato, non solo non sono state date
spiegazioni e risposte ai dubbi sollevati dai cittadini preoccupati, ma
si è arrivati a togliere la parola al Presidente di NSC Alessandro Lanci che cercava di motivare le ragioni del no.
Alla faccia della democrazia, della partecipazione e del confronto civile!
A
nostro avviso durante la discussione da parte dei sostenitori del
progetto (e di qualche tecnico comunale) sono state riferite quantomeno
delle inesattezze che meriterebbero di essere chiarite. Per questo lanciamo un appello al Sindaco di Torricella Peligna: se non ha timore, come crediamo, della verità, si renda disponibile ad un vero confronto pubblico sull'argomento,
libero da propaganda e "spot" promozionali ma basato su argomentazioni
scientifiche e di diritto. Dia la possibilità ai suoi concittadini di
valutare obiettivamente ascoltando tutte le voci e poi di decidere
liberamente del proprio destino avendo avuto tutti gli elementi per
poterlo fare.
Noi siamo pronti come sempre, disinteressatamente ed in qualsiasi momento. Chi ha buone ragioni non ha paura del confronto.
In attesa di questa opportunità anticipiamo al Sindaco Tiziano Teti che se ci dimostrerà quanto segue:
- che la centrale in funzione migliorerà la qualità dell'aria del Comune o perlomeno non la peggiorerà, come impone la legge (Decreto Legislativo 155/2012);
- che verranno adottate tutte le migliori tecnologie per impedire rischi concreti di contaminazione (trattamenti di pastorizzazione) o per evitare dispersioni di calore e di fumi inquinanti da combustione (sistemi di depurazione del biogas in biometano da immettere nella rete metanifera nazionale oppure rete di teleriscaldamento per il recupero del calore) [per approfondimenti su questi argomenti clicca su Il rischio biologico nel business sporco del biogas e su Biogas: quanti incidenti ];
- che la Comunità di Torricella Peligna trarrà benefici concreti da questa realizzazione sia in termini di salute pubblica che di ricaduta economica collettiva;
- che in definitiva non si tratta di una mera operazione speculativa resa ancor più agevole dalla posizione privilegiata di "decisori" dei diretti interessati,
allora in questo caso saremmo anche noi tra i principali sostenitori entusiasti dell'intera operazione.
Vogliamo infine ricordare ai tanti distratti per colpa o per dolo che il
Sindaco di qualsiasi Comune rappresenta la massima autorità sanitaria
locale dotata di ampi poteri che la legge gli impone di utilizzare per
proteggere il benessere dei propri concittadini.
Non
è un semplice "notaio" neutrale, come qualcuno cercava di sostenere
ieri. Tantomeno in questo caso emblematico di colossale conflitto di
interessi.
Cittadini di Torricella Peligna,
tenete alto il buon nome del vostro Comune, non comportatevi da sudditi
ma esigete tutte le informazioni ed i chiarimenti che vi spettano per
evitare che tra qualche anno dobbiate pentirvi di decisioni prese con
eccessiva leggerezza.
Noi,
come a Lanciano, Santa Maria Imbaro, Guardiagrele, Bussi, Cepagatti,
ecc.ecc. faremo la nostra parte alla luce del sole, che ci piace tanto
anche come fonte di energia davvero pulita e rinnovabile.
NUOVO SENSO CIVICOamaro P.S. finale: ecco perchè l'Italia è bloccata da più di 20 anni. Perchè tanti (partiti, politici, amministratori, semplici cittadini) che pubblicamente strepitano contro Berlusconi ed i suoi conflitti d'interesse, poi a livello locale, nel privato, dove e quando possono, si comportano allo stesso identico modo.
IL SINDACO DI TORRICELLA PELIGNA NON E' L'UNICO: IL CASO DELLA CENTRALE DI SANT'EUFEMIA A MAJELLA (da Primadanoi.it del 1° agosto 2013 - Noi ne avevamo già parlato nell'ottobre scorso: CLICCA su scandalo biomasse in Abruzzo e su Regione Abruzzo: il conflitto di interessi è un sistema )
COINCIDENZE
La centrale dei conflitti di interessi nel cuore del parco alla ricerca del legno che non c’è
Il Parco Maiella concede il suo nulla osta
SANT’EUFEMIA A MAJELLA. L’amore sfrenato per le centrali a biomasse ha contagiato anche il piccolo comune di Sant’Eufemia a Majella dove sono iniziati già i lavori per l’impianto che piace tanto all’amministrazione comunale.
La centrale termica avrà potenza di 130kw e sorge sul retro dell’edificio che attualmente ospita la Farmacia Comunale sita in via Roma.
Una centrale come tante con qualche particolarità che la contraddistingue.
Il progetto, infatti, è finanziato completamente dalla Regione Abruzzo (settore energia) grazie ad un bando a cui ha partecipato il Comune.
Qualche mese fa (ma è un dettaglio) PrimadaNoi.it aveva scoperto che nel settore energia che ha finanziato l’opera attraverso la predisposizione del bando lavora anche un certo progettista che è titolare della ditta che ha presentato il progetto al Comune di Sant’Eufemia ed è poi stato il vincitore, cioè assegnatario delle risorse.
Un conflitto di interessi evidentemente di poco conto che, infatti, non ha appassionato quasi nessuno.
Da qualche tempo sono iniziati i lavori di costruzione della centrale anche grazie ad un “nulla osta” del Parco della Majella. Non bisogna dimenticarsi, infatti, che la centrale viene costruita all’interno del perimetro dell’area protetta e dunque a regime speciale.
Il documento del Parco non lascia dubbi e dice che non vi sono cause ostative alla costruzione della preziosa centrale, tutta spesata con soldi pubblici.
In data 15 luglio 2013 il direttore facente funzione del Parco Majella, Oremo Di Nino, stabilisce che «la richiesta è afferente unicamente ai lavori per la realizzazione della centrale che ricade in zona del piano del parco» e che la «centrale medesima verrà alimentata dagli scarti delle falegnamerie circostanti «pertanto non sono previsti tagli di piante nel territorio del parco per la produzione di cippato e combustibile di alimentazione della centrale stessa».
Sulla stessa linea si muove anche il parere fornito dal sindaco Francesco Crivelli che al Parco lo conoscono molto bene, essendo un dipendente dello stesso ente (svolge spesso anche funzioni di Rup) il quale dice che la richiesta di nulla osta si riferisce ai manufatti e che il combustibile sarà fornito da «residui di potature, residui da uso civico, acquisto da fornitori terzi, interventi di manutenzione, e diradamento e tra questi gli scarti di falegnamerie e comprendendo solo il legno non trattato» visto che brucerebbe altrimenti anche sostanze pericolose che andrebbero disperse nell’aria.
Ben detto. Così però si scopre un altro piccolo conflitto di interessi che come il primo probabilmente non interesserà quasi nessuno: il sindaco Crivelli scrive al Parco che è l’ente per cui lavora essendo dipendente a tempo indeterminato con funzioni che sono di prestigio e vicine alla segreteria del presidente.
Il nulla osta pare sia arrivato, però, dopo una trafila di epistole tra Parco e Comune a bando già bello che vinto.
Il problema principale tuttavia sarà: una volta realizzata la centrale a biomasse che non disturberà affatto l’ambiente del parco (come certifica lo stesso documento) come sarà alimentata?
Di falegnamerie ce ne sono davvero poche in provincia di Pescara e pochissime nei pressi, inoltre da queste bisogna scartare i legnami trattati e quello che ne rimane è davvero poco legname insufficiente per garantire la “vita” della centrale.
Di tagliare alberi come detto non se ne parla nel perimetro del parco…
Non resterà come tutte le altre centrali già autorizzate in regione che importare cippato e legname da fuori regione o magari nazione.
Dunque costi elevati che vanno ad erodere gli eventuali benefici. Non è che per caso allora si stano sottovalutando aspetti cardine della vicenda?
A questo piccolo particolare sembra non aver pensato alcuno: né il progettista collaboratore della Regione, né il Parco, né il sindaco di Sant’Eufemia Crivelli, né l’altro Crivelli, consigliere di minoranza a Sant’Eufemia della lista “Il cuore della majella”.
Evidentemente nel “cuore della Majella” una centrale a biomasse ci sta bene.
Odori nauseabondi dalla centrale a biogas di Roseto, cittadini in rivolta (da ABRUZZO24ORE.TV)
martedì 27 agosto 2013, 11:48

I citadini hanno avviato una petizione, e sottolineano che che poco distante da dove vengono lavorate e stipate le ecoballe, si trova la scuola elementare e materna.
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