sabato 17 dicembre 2011

MORTI E MALATI DI CANCRO NELLA PROVINCIA DI CHIETI - ECOMAFIE: STRAGE SILENZIOSA IN ABRUZZO

PER VISUALIZZARE LA PAGINA DEDICATA SUL BLOG CLICCARE SU DISCARICA DI TOLLO
SEGUICI SUL BLOG DI NSC CLICCANDO SU www.nuovosensocivico.blogspot.it
(con aggiornamento a fine pagina del 24 agosto 2013)

10 maggio 2013
Stiamo assistendo di nuovo in questi giorni ad un fenomeno eccezionale e ricorrente nel nostro blog: il boom di letture (oltre 21.000 al momento con un forte incremento giornaliero) per l’inchiesta del giornalista free-lance Gianni Lannes che abbiamo pubblicato il 17 dicembre 2011 con il titolo “Morti e malati di cancro nella provincia di Chieti – Ecomafie: strage silenziosa in Abruzzo”.
ECCOLA QUI LA "REGIONE VERDE D'EUROPA"!! 


di Gianni Lannes
(giornalista freelance e fotografo italiano specializzato in inchieste di controinformazione su ecomafie, traffico d'armi, di esseri umani, di rifiuti tossici e scorie radioattive. Collabora con "La Stampa" e la RAI, ha lavorato con vari settimanali e mensili tra cui "L'Espresso", "Panorama", "Avvenimenti", "Famiglia Cristiana", "Diario", "Io Donna", "D La Repubblica delle donne", "Il Venerdì di Repubblica", ecc.)
Morti e malati di cancro in provincia di Chieti: lo Stato è latitante. La magistratura archivia per prescrizione dei reati nonostante il pericolo per la pubblica incolumità.

L´ecomafia ringrazia.
Benvenuti nella patria del Montepulciano. Non si arresta la conta dei tumori provocati dai veleni industriali scaricati impunemente per anni in Abruzzo. Una giuria di
critici ha premiato a Londra - miglior rosso italiano - il Cagiolo 2005 di Cantina Tollo con il Decanter World Wine Awards. E´ il più importante riconoscimento internazionale assegnato solo a 26 vini sui 9.600. Eppure in questo remoto angolo della provincia teatina i cittadini non gioiscono.
Gianluca Edmondo a 37 anni è deceduto a causa di un tumore fulminante al cervello in un amen. Diego T., 42 primavere di Tollo si è sottoposto a biopsia ed ha scoperto di avere un linfoma Hodgkin. Ad Alessandro D. T.,32 anni, nativo di Miglianico è toccato un linfoma non Hodgkin. «Aiutateci a non morire di cancro». Luciano è un ecologista che vive a Miglianico: 4 mila e passa anime nel chietino. Ha scoperto che in una fornace accanto al torrente Venna - nell´agro del centro abitato di Tollo - sono state occultate svariate tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti da mezza Europa e dalla realtà industriale dell´Italia settentrionale. Grazie anche alle certificazioni fasulle di laboratori della Toscana. Spiccano gli scarti della Bayer Germania) e delle Industrie Chimiche di Saragozza(Spagna). Anche gli industriali italiani - i casi più eclatanti: Eural
Gnutti (BS), Servizi Costieri (VE), Faro (PD), Ghiraf (BS), Fonderie Riva (MI), Kerasan (VT) e tanti altri - non hanno lesinato contributi micidiali. Le analisi dell´Agenzia regionale per la tutela dell´Ambiente - confermate da due laboratori privati - non lasciano ombra di dubbi: nei veleni primeggiano metalli pesanti e gli idrocarburi sepolti anche a dieci metri di profondità, a contatto con la falda freatica. La mistura che ha
contaminato suolo, sottosuolo e anche il torrente Dentalo, il fiume Foro ed il mare Adriatico è composta da cromo esavalente, rame, piombo,manganese, nichel, cadmio, zinco, alluminio, ammoniaca, composti organici aromatici, arsenico.

A polso - Il passa parola tra medici di base e pediatri della zona conferma un aumento esponenziale del cancro, di malformazioni fetali ed aborti dolorosi. Risultano maggiormente colpiti i cittadini residenti a Tollo, Miglianico, Francavilla a Mare e Ripa Teatina; in particolare quelli vicino ai corsi d´acqua. L´obiettivo della ricerca è monitorare i 395 mila residenti della provincia. Medici, biologi, avvocati, farmacisti,
cittadini di buona volontà hanno battuto il territorio per raccogliere cartelle cliniche e testimonianze. «Le neoplasie maligne registrano un aumento esponenziale che non ha precedenti in Abruzzo - rivela la dottoressa Catia Mattioli - Ogni giorno scopriamo un nuovo caso». La pediatra Maria Teresa Petitti segnala: «Un numero elevato di pubertà
anticipate e di sindrome respiratorie di tipo allergico in molti bambini.
E bimbi nati prematuri con conseguenze neurologiche». Caterina De Luca viveva a cento metri dalla discarica della camorra - realizzata alla luce del sole - grazie alle corrotte disattenzioni delle autorità sanitarie e politiche. Sua figlia Jessica è nata il 19 agosto 1998 con una gravissima e rara malformazione agli arti chiamata artrogriposi. «I dottori
dell´ospedale di Ortona non avevano mai visto niente di simile: i piedi girati, storti, le ginocchia cresciute al contrario e malformazioni alle mani. Il 24 settembre del ´98 raggiungemmo il Rizzoli di Bologna dal professor Loris Baldisserri. Arrivarono moltissimi medici. Mi chiedevano se avevo preso farmaci, se ero stata a contatto con veleni industriali o radiazioni». La piccola Jessica ha subito finora 7 operazioni e fa terapia tutti i giorni. «Chiedo giustizia. La gente deve sapere perché tante persone si sono ammalate e stanno morendo. Lo Stato non ci tutela». Un altro medico, Dino De Marco, già sindaco di Miglianico, conferma:«Registriamo un numero spropositato di tumori sia in incidenza che in prevalenza. Tra l´altro si tratta di cancri dell´encefalo, tumori della vescica e altro».

Camorra senza pietà - La Sogeri srl a Tollo ha occultato una valanga di scorie assassine dal 16 maggio 1995 fino al sequestro del Noe Carabinieri di Roma, il 2 febbraio 1996. Gli esami di laboratorio hanno evidenziato tra l´altro, la presenza di cobalto 60. Questo radionuclide artificiale non lascia scampo quando riesce ad insinuarsi nel ciclo biologico. «In quell´impianto sarebbero arrivati undici o quindici TIR carichi di rifiuti radioattivi provenienti dalla Francia», ha rivelato 13 anni fa l´allora capo della Procura della Repubblica di Chieti, Nicola Trifuoggi nell´audizione alla Commissione d´inchiesta parlamentare. Nel resoconto stenografico del 23 febbraio 1998 l´attuale procuratore di Pescara dichiara: «Lo scarico dei rifiuti si faceva da queste parti, grazie ad un unico soggetto, Nicola De Nicola, al quale abbiamo sequestrato la
discarica di Tollo. Poi gli abbiamo sequestrato dei terreni perché, chiusa la discarica di Tollo, aveva cominciato a scaricare quasi sul greto del fiume Pescara, a Chieti Scalo. Si è ritrasferito in provincia di Pescara,a Cepagatti, in contrada Aurora». Trifuoggi spiega: «Questi rifiuti uscivano dalle fabbriche e poi si procedeva con il solito sistema della triangolazione. Si fermavano una notte a Marghera e il mattino successivolo stesso camion partiva con una bolla diversa con la dicitura "residui riutilizzabili". Un camion contenente sempre gli stessi big bags è stato sequestrato dalla guardia di finanza di Brescia, che lo ha seguito dalla partenza fino ad un altro centro in provincia di Chieti, Ripa Teatina,dove c´è una cava abbandonata di proprietà di tale Masci Gabriele,proprietario di un´impresa di movimento terra che risulta aver lavorato
varie volte per De Nicola» Su indicazione del clan dei Casalesi - come ha attestato il procuratore di Napoli Agostino Cordova (12 febbraio 1998) - la storiaccia muove i passi iniziali nei primi anni ´90, quando la Camorra dirotta ed interra a Scurcola Marsicana, in provincia dell´Aquila, ingenti quantitativi di rifiuti micidiali. Bruciato quel sito dalle nostre investigazioni, «i rifiuti furono dirottati a Tollo - dichiarò alla Commissione Ecomafie - a Chieti scalo c´erano delle filiali della società Sogeri e a Cepagatti, in provincia di Pescara». Il 27 giugno 1994, il rappresentante della Sogeri, Nicola De Nicola, informava la Regione. E il 9 maggio ´95 veniva messo al corrente anche il sindaco di Tollo, Di Pillo (un medico), che a partire dal 20/05/1995 «vi sarebbe stata occupazione di
suolo subaereo di residui di lavorazione industriale da miscelare con argilla». Ernesto Di Pillo, ha 60 anni, fa il viticoltore nella zona e ricorda: «I camion di rifiuti avevano le targhe di Venezia, Verona,Padova, Brescia. Scavarono due fosse profonde da una parte e l´altra del Venna e ci seppellirono quella schifezza. Dalla terra usciva un fumo
bianco come una nebbia acida e non respiravamo. La nostra protesta scoppiò nel `96 dopo 3 aborti forzati. Capitò anche a mia moglie incinta al sesto mese. L´Usl ci diceva che era roba innocua. Poi arrivarono le intimidazioni della criminalità organizzata». Allora intervenne l´Arma.
Anche Benito Tiberio, 70 anni, è un testimone oculare: «Quando mischiavano i rifiuti con la terra si alzava una nuvola di polvere che andava a finire verso le nostre case e il paese di Tollo». Nel 1999 il Venna straripò,occupando quasi interamente la superficie del piazzale della fornace. A contatto con l´acqua, dai rifiuti si sprigionarono ammorbanti odori di ammoniaca.Un sopralluogo al tombino industriale rivela un paesaggio
contornato di vigneti, orti e cumuli a cielo aperto di polveri, ceneri,fanghi che danzano al vento disperdendosi in case, paesi ed esseri umani.
Per la cronaca: in loco sono stati spediti in confino obbligato, già negli anni ´60 mafiosi di Cosa Nostra, seguiti a ruota dai camorristi.

Truffa regionale - Nel 2000 la Regione aveva stanziato 300 milioni di lire per una "messa in sicurezza", rivelatasi una truffa. Altri 587 mila euro sono stati erogati dallo stesso Ente l´anno scorso per la "bonifica". L´8 ottobre 2007 l´amministrazione comunale di Tollo ha sfornato un bando di gara per "la bonifica"; ma «lavoriamo alla messa in sicurezza» dichiara
l´ingegnere Giovanni Leve, autore nel 2005 della caratterizzazione.
Insomma è un imbroglio. I lavori sono stati affidati dal comune di Tollo all´impresa "Ecologica Anzuca srl" e poi subappaltati il 20 dicembre 2007,alla ditta "Angelo De Cesaris srl" di Francavilla al Mare. Per legge dovevano terminare due anni fa. Il dirigente regionale Franco Gerardini
ex parlamentare del centro sinistra in commissione ecomafie) ha concesso il 21 marzo 2007 una "proroga a sanatoria". «Non c´è più nessun pericolo:la situazione è sotto controllo» ripete il sindaco Angelo Gialloreto.
Nella relazione tecnica tuttavia si legge: «Attualmente, nei due capannoni di servizio del complesso sono presenti rifiuti stoccati contenuti in Big-Bags. In n. 228 di questi sono contenuti rifiuti ascrivili a residui di fusione di alluminio scorie di fonderia) per un totale di massa pari a 3.420.000 kg. In altri 53 Big-Bags, sono stati stoccati sacconi vuoti
contaminati, per un totale di massa di 13.250 kg - Inoltre - I rifiuti interrati nell´area dell´ex cava di argilla sono maggiormente addossati alla parete della cava». La quantità e la tipologia non risultano indicate. La vicenda si è chiusa senza colpevoli: il danno ambientale e sanitario non è mai stato quantificato; il sito non è ancora bonificato.
L´epilogo dell´ennesimo caso di ecomafia impunita (un giro d´affari valutato in Italia sui 25 miliardi di euro l´anno) si è consumato in un´aula giudiziaria di Chieti. Infatti, il sostituto procuratore Lucia Anna Campo, il 29 ottobre 2001, «rilevato che non è più necessario mantenere il vincolo posto che atteso il tempo trascorso non sarebbe neanche più possibile eseguire ulteriori prelievi ed analisi, dispone ildissequestro dell´area». I reati sono finiti in prescrizione e i numerosi
responsabili l´hanno fatta franca. La Sogeri srl, è rinata a Roma:amministratore unico è ora Sergio Battista.
Testimonianza medica - Antonio Di Federico è un medico ora in pensione.
Dottor Di Federico che succede in quest´angolo dell´Abruzzo? "Ho notato un numero di casi di tumore spropositato rispetto alla media nazionale". A lei aveva 1.100 pazienti. Cosa ha riscontrato? "Rarissimi cancri dell´encefalo, cancri della vescica, prostatici e tiroidei; sarcomi in pazienti giovanissimi". Rammenta qualche caso particolare? "Avevo in cura
una ragazza a maggio del 2002 con un fibrosarcoma della mammella spuntato dal nulla, a cui era associata una reazione leucemoide. La giovane donna è morta dopo due mesi". Non le sembra strano? "La reazione leucemoide fa pensare a qualche componente radioattiva nel territorio". Siamo quello che respiriamo, mangiamo, beviamo? "Indubbiamente. Il tumore prevalente è
quello broncopolmonare". Qual è la fascia d´età più colpita? "Sotto i 50 anni. Ci sono persone estremamente giovani: c´è una ragazza di 29 anni con il linfoma di Hodgkin. E poi, un ragazzo di 40 anni morto di Alzheimer. E un signore di 50 anni che presenta una leucoencefalopatia multifocale aspecifica.Purtroppo numerosi ragazzi al di sotto dei 18 anni presentano gravi ritardi del linguaggio e dell´apprendimento. Spiccano anche i tumori
colon-rettali". Esistono aree particolarmente a rischio in questo territorio? "Quelle vicino ai torrenti Venna e Dentalo e al fiume Foro".
Cosa farete? "Proveremo a svegliare le istituzioni che sanno ma non hanno mai fatto nulla per impedire questa strage silenziosa. L´Istituto Superiore di Sanità se esiste si faccia vivo






  video                                                                                                            

FINALMENTE SI PARLA DELLO SCANDALO DELLA DISCARICA DI TOLLO, MA LE AUTORITA' COSA ASPETTANO AD INTERVENIRE? 

(post pubblicato il 10 febbraio 2012 - CLICCA QUI )

Nel mese di dicembre 2011 Nuovo Senso Civico ha lanciato l’allarme pubblicando l’inchiesta del giornalista Gianni Lannes “Ecomafie: strage silenziosa in Abruzzo” che potete leggere qui sopra.

   Adesso finalmente se ne comincia a parlare anche sugli organi di informazione come fa “Primadanoi.it” con due interessanti articoli ai quali rimandiamo [http://www.primadanoi.it/news/524529/Tollo-la-discarica-della-vergogna-sacchi-pieni-di-scorie-aspettano-da-20-anni.html e http://www.primadanoi.it/news/524629/Tollo-la-discarica-dei-veleni-L%E2%80%99assessore-Tiberio-%C2%ABrischi-in-caso-di-esondazione%C2%BB-.html]

   E’senz’altro un primo passo positivo ma di fronte alle gravissime rivelazioni di Lannes quello che manca clamorosamente è l’intervento delle autorità competenti.

   Siamo convinti, grazie anche ai ripetuti scandali ed alle mega-inchieste all'ordine del giorno, che sui rifiuti si gioca il futuro della nostra regione sempre più a rischio ecomafie, il cui humus ideale è l’intreccio tra affari sporchi e pessima politica.

   Noi il nostro compito di informare pensiamo di farlo nel miglior modo possibile: ci aspettiamo che anche chi ha il dovere-potere di farsi sentire autorevolmente faccia altrettanto, utilizzando tutti i mezzi che ha a disposizione.

   L’Abruzzo non merita di finire in discarica.


Sull'argomento consultare anche l'inchiesta di ZONEDOMBRA.TV del 24 luglio 2013 (raggiungibile cliccando QUI ) e che riproduciamo qui di seguito:
Basta poco per capire la realtà dei fatti. Basta poco, a volte, per toccare con mano quello che viene definito, troppo spesso, solo a parole.
Basta entrare nel capanno della vergogna, a Tollo, dove da anni giacciono più di 300 sacconi ricolmi di rifiuti tossici (piombo, arsenico, alluminio, cromo)  http://www.zonedombratv.it/news/927-tollo-la-discarica-dei-veleni-alcuni-valori-superiori-alla-norma-e-la-regione-prende-tempo  che spettano di essere conferiti in discarica. La Regione Abruzzo nicchia sull'argomento e fa spallucce, sottovalutando la sicurezza dei cittadini. Il Comune lancia appelli e questa storia fatta di vergogna, ed  abbandono si consuma sotto gli occhi dei cittadini e dell'Abruzzo intero.
Giorni fa abbiamo documentato le condizioni del capanno in contrada Venna http://www.zonedombratv.it/news/947-tollo-discarica-dei-veleni-parla-un-cittadino-fanghi-di-conceria-ed-eternit-allaria-aperta-e-nessuno-ne-parla : le nostre telecamere, si sono introdotte, tra sterpaglie e rovi, sul posto immortalando i sacconi sventrati, la presenza di eternit e dei pericolosissimi fanghi di conceria.
Abbiamo raccolto la testimonianza di chi vive a ridosso dell'ex discarica e quella del sindaco di Tollo, Angelo Radica che ci ha detto che “la situazione è sotto controllo; che vengono eseguiti controlli e monitoraggi quotidiani; che non c'è nulla da temere”.
Invece qualcosa da temere c'è: perché la realtà che si presenta ai nostri occhi, una volta entrati nell'ex discarica, è ben diversa da quella dipinta dal sindaco.
Benvenuti a Tollo, città del vino e della discarica della vergogna!
“MONITORARGGIO QUOTIDIANO, SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO”
E' il giorno del mercato in piazza, a Tollo. Una carrellata di bancarelle si alternano lungo il corso principale; i venditori ambulanti si sbracciano per calamitare l'attenzione dei passanti disattenti.
Il sindaco di Tollo, Angelo Radica ci aspetta, nella casa comunale, per parlarci dei rifiuti tossici.
Ed il tema “discarica”comincia a stridere fortemente con il clima di festa che si respira in città: ci sembra di toccare la vita e la morte in un attimo solo.
Sindaco, data la presenza dei rifiuti tossici in contrada Venna, si sente di escludere un pericolo per la sicurezza pubblica?
No, non  mi sento di escludere un pericolo per la sicurezza pubblica perchè i rifiuti sono stipati in un capanno dove l' amianto si è rotto, come segnalato dalla Asl. La situazione è sotto controllo ma rimane pericolosa. Oggi non possiamo intervenire, possiamo solo monitorare. Qualche saccone si è rotto, alcuni valori sono stati superati. L'ultimo esame tecnico ci ha detto che il manganese ed il cromo (che  finora non sono stati tenuti sotto controllo), hanno superato i valori.
Parla con cordialità e tranquillità il sindaco di Tollo. Espressione leggermente corrugata dal sole, sguardo fisso alla nostra telecamera che riprende ogni sua minima smorfia.
“Quel sito è quotidianamente monitorato”, dice, “perchè il Comune paga un laboratorio analisi che tiene sotto controllo l'area. Le analisi vengono poi analizzate periodicamente da un tavolo tecnico cui partecipano l' Arta, la Regione, la Provincia ed il Comune”.
E quanto spende il Comune per questo monitoraggio quotidiano?
Mille euro al mese.
“IL COMUNE SPENDE 1000 EURO AL MESE MA I CONTROLLI SONO RARI”
Il nostro amico Francesco (il cittadino di Tollo che ci ha accompagnato nella visita guidata al capanno della vergogna e la cui casa si affaccia sull'area incriminata) ci racconta che “è impossibile che i controlli vengano fatti periodicamente (e di sicuro non ogni giorno, come sostenuto dal sindaco ndr).
“Premesso che il sindaco sta facendo più del normale per risolvere questa situazione”, dice Francesco, “se il Comune spende mille euro al mese per il monitoraggio o ha delle tecnologie veramente costose o,  lo hanno impapocchiato perchè io, personalmente, abitando sull'ex discarica, nel 2013 ho visto una massimo due volte gli addetti alla manutenzione che, tra l'altro, effettuavano controlli nell'area in cui si trovano i rifiuti interrati e non nel capanno”.
Come si fa a non credere a Francesco visti i sacconi che giacciono nel capanno in pessime condizioni e considerato che, per accedervi, abbiamo dovuto schivare erba, sterpaglie ed ogni sorta di ostacolo naturale?
“Sopra ai sacconi”, continua Francesco, “c'è un telo messo anni ed anni fa ed è anche spaccato. Me li prenderei  io 1000 euro al mese per fare quello che fanno loro”.
E sulla pericolosità dell'area Francesco ha qualcosa da dire.
“Abitando vicino all'ex discarica, mi attivai immediatamente per avere un'idea sull'effettiva pericolosità della situazione. La polizia ecologica provinciale mi disse che il materiale presente in discarica era pericoloso ma non tossico o nocivo. Su questa vicenda ho sentito un vero e proprio terrorismo psicologico”.
Quanto alla probabile correlazione tra la presenza di rifiuti tossici e lo sviluppo di tumori ed altre malattie nella zona, Francesco dice: “in questa contrada so di una  bimba che è morta prima di nascere, di un'altra nata con i piedi storti. Di una vecchietta malata. Ma non c'è alcuna prova che metta in relazione le due cose. E poi, io ho tre figli sani: il primo era nato proprio quando è scoppiato il caso discarica”.
“NEL 2014 CONTIAMO DI COMINCIARE”
“Per il 2014 pensiamo di chiudere la prima fase dell'operazione di conferimento in discarica dei rifiuti”. Lo dice il sindaco di Tollo, con qualche riserva perchè le variabili in gioco sono tante.
Affinchè l'operazione di smaltimento abbia inizio è necessario che la Regione si attivi  sbloccando i fondi necessari e che il Comune faccia la sua parte.
Il problema è che le casse del Comune di Tollo non godono di ottima salute e l'Ente non ha, quindi, la possibilità di cofinanziare l'operazione.
“Oggi il Comune non ha possibilità di accendere mutui”, ha ricordato Radica, “non ci possiamo indebitare. Le risorse correnti sono insufficienti: per questo abbiamo bisogno della Regione. Noi, come Comune, incassiamo 100.000 euro dai fondi per l'edilizia con cui realizziamo opere strutturali. Siamo disposti ad impiegare parte di quei soldi per cofinanziare l'operazione, senza mettere mano alle tasche dei cittadini”.
Ma il Comune ha già fatto qualcosa, secondo il ragionamento del sindaco: ha cioè presentato alla Regione un progetto- preventivo sulla spesa da sostenere per risolvere il caso. Il progetto, realizzato da tecnici esterni al Comune e costato 4000 euro, ha stimato l'importo totale dell'operazione intorno ai 510.000 euro.
IL MISTERO DEI SOLDI PROMESSI DALLA REGIONE E SPARITI 
Attorno all'intera vicenda si avvita un grande mistero: che fine hanno fatto le promesse dell'assessore all'Ambiente, Mauro Di Dalmazio che nel marzo 2012 annunciava lo stanziamento di una parte di fondi (circa 300.000) per la questione Tollo?
Ma soprattutto che fine hanno fatto quei  milioni di euro per ogni Provincia (per risolvere le questioni ambientali) e quei 300.000 euro (per Tollo) che l'assessore si era impegnato a stanziare?
“Ad oggi questi soldi non so se ci sono”, dice il sindaco Radica,“ erano soldi del programma triennale per le bonifiche e non so se sono stati programmati. Bisogna capire queste risorse dove sono. Dalla Regione ci dicono: stiamo vedendo, stiamo vedendo. Questi soldi ci sono ma non si sa dove stanno, non si conosce la destinazione”.
Troppe domande, pochissime risposte e tanta voglia, da parte nostra, di mantenere accesi i riflettori sul caso Tollo, di documentare e continuare a parlarne.
Città del vino, noi non ti molliamo!

Marirosa Barbieri
 

11 commenti:

Lorenzo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lorenzo ha detto...

Mi complimento con per quanto avete riportato. Il problema esiste da tempo anche se nessuno ne parla.Ci sono dati allarmanti presso l'Ospedale di Ortona risalenti ad oltre 10 anni or sono che testimoniano la dimensione del problema.Se posso essere utile alla vostra causa, sono lieto di prestarvi la mia piu' completa attenzione.

Lorenzo Di Sario
Sindaco di Canosa Sannita (Ch)
info; 348 9302139

Dr. Ezio Falasca ha detto...

Nella zona è necessario che si focalizzi l'attenzione anche sull'uso spropositato di pesticidi che avviene nei terreni agricoli. Basta farsi un giro nei mesi di maggio giugno per assistere a quello che avviene, con decine e decine di agricoltori in giro con veri e propri scafandri a disperdere nell'aria sostanze di dubbia salubrità.Per affrontare quindi sotto tutti gli aspetti il problema è opportuno che si attui anche un monitoraggio dell'aria per rilevare le concentrazioni di queste sostanze nell'aria e sul terreno.
Ezio Falasca
Medico di Continuità Assistenziale ( Guardia Medica ) a Tollo ( CH)

federica ha detto...

MI SONO PERMESSA DI LINKARE IL SUO POST NEL MIO BLOG IN MODO CHE TUTTI LEGGANO.. RITENGO SIA DAVVERO IMPORTANTE CIO' CHE LEI HA SCRITTO.GRAZIE FEDERICA

federica ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Vincenzo Vinciprova ha detto...

Questi gravi fatti spiegano il perchè in tanti non vogliono la tracciabilità dei rifiuti durante il trasporto ed osteggiano il decollo del SISTRI (sistema di tracciabilità elettronica dei rifiuti). Ora vi è il pericolo che con il progetto di legge 4240 alla Camera verrà cancellata la tracciabilità dei rifiuti liquidi trasportati dagli autospurgo (vedi articolo su LeggiOggi: http://www.leggioggi.it/2012/01/11/ddl-sulla-miscelazione-di-rifiuti-speciali-e-di-oli-usati-un-grave-passo-indietro/).

lucchetto ha detto...

Veramente impressionante! Mio nonno vive in provincia di Villamgna, s uuna collina a 500 m dal Fiume Foro...spero che la catena alimentare non sia compromessa per sempre, quella è uan zona di produzione vitivinicola e mi stupisce che una "bomba" del genere sia passata sotto silenzio o in secondo piano per tuuti questi anni...vergognoso veramente vergognoso...

DGR ha detto...

purtroppo c'è ancora troppa, ma davvero troppa, gente incapace di usare il cervello che preferisce la gallina oggi al posto dell'uovo domani........stanno svendendo il ns futuro per un'auto sportiva e qualche euro in più in tasca.......mi auguro che coloro che hanno favorito queste cose possano godere in prima persona dei regali che l'inquinamento porta con se, anche se mi accontenterei di donargli la coscienza di ciò che hanno fatto

ornella ha detto...

Sono due anni che cerco notizie da parte degli organi competenti per sapere quando avviene la totale bonifica del sito che, ahimè, a qualcuno è sconosciuto,anche da parte degli stessi Tollesi.Il problema non riguarda solo il comune di Tollo,ma anche paesi come Canosa Sannita,Giuliano Teatino,Miglianico,Ortona, Francavilla al Mare,Ripa Teatina.Io sono residente a Francavilla nei pressi del fiume Foro, dove sfocia il Venna.Nella mia famiglia ci siamo ammalate in 3:mio padre nell' 1981,mia sorella nel 2007 ed io nel 2009.Possibile che non si possa finanziare il comune di Tollo per un'opera che interessa la salute di piu' comuni?Perchè i comuni interessati non si "associano" e si fanno sentire come si deve?Chi ha mangiato sulla nostra salute e continua a mangiare deve pagare!

mauro ha detto...

Questo succede in quanto non c'è stata una politica di costruzione di inceneritori tossico nocivi.In Italia ne esistono solamente 2:uno a Bergamo ed uno in Sud Italia.Qualsiasi processo industriale produce scorie che devono essere smaltite in modo adeguato,e se i rifiuti non trovano locazione si ferma l'intero processo.Se poi vengono smaltiti interrandoli in maniera illegale e senza nessun controllo poi vengono fuori malattie,deformazioni e neoplasie.
sALUTI.

NUOVO SENSO CIVICO ha detto...

Risposta al sig Mauro.
Si è appurato che molti dei rifiuti presenti nella discarica di Tollo provengono dalla Germania. Nulla a che fare con gli inceneritori. Si tratta semplicemente di traffico inernazionale di rifiuti tossici gestito dalla malavita a servizio di imprenditori senza srcupoli che con questo sistema aumentano notevolmente i loro profitti a discapito (concorrenza sleale) delle aziende serie che rispettano le leggi.