venerdì 24 settembre 2010

IL PRESIDENTE DEI MONNEZZARI

Alcuni nostri rappresentanti politici sono senza vergogna e si capisce perché quando sono pizzicati con le mani nel sacco invece che in galera li mandano agli arresti domiciliari: in galera verrebbero linciati!

Il Presidente dei Monnezzari Gianni Chiodi non sembra invece scomporsi più di tanto e tranquillizza gli abruzzesi "sull'elevata moralità del suo partito" e su "il grande spessore morale" del sindaco di Teramo, dell'Assessore all'Ambiente Daniela Stati, dell'assessore alla sanità Lanfranco Venturoni e dei Senatori della Repubblica (sic!) Paolo Tancredi e Fabrizio Di Stefano.

Tutte brave persone, i primi di una fila che si allungherà nei prossimi giorni, costituita da persone indagate per corruzione e associazione a delinquere.

Sarà un caso che il territorio di Tollo, il feudo del Senatore Fabrizio Di Stefano, sia pieno di discariche abusive di prodotti tossici, al punto tale da suscitare un esposto alla magistratura da parte dell'Istituto Oncologico del prof. Veronesi, allarmato dal numero inusitato di malati di patologie tumorali provenienti proprio da Tollo e dintorni?

E sarà un caso che il presidente Gianni Chiodi abbia sempre rifiutato un confronto sul problema petrolio, inceneritori e discariche?

P.S. Da anni in Parlamento giace una legge dimenticata sulla mala gestio del territorio e sull'inquinamento e che prevede in casi estremi anche il reato di strage.

Questa legge non è applicabile sul piano giuridico ma di fatto lo è già sul piano etico e morale.

Chi usa il territorio per arricchimento personale a scapito del benessere e della saluta dei cittadini è un essere abietto e come tale è indicato dalla società civile.

Antonello Tiracchia

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2 commenti:

Antonello Tiracchia ha detto...

Il Senatore Fabrizio Di Stefano da mesi è un ospite fisso di un'emittente abruzzese che, quando si è saputo del procedimento giudiziario a suo carico, ha dato la notizia con dei distinguo a dir poco scandalosi. La legge sulla stampa, nata per sostenere i quotidiani di partito, riconosce congrui compensi - cioè soldi dei cittadini elargiti dal governo in base a una legge dello Stato - ai media che fanno informazione e su questi compensi le emittenti ci campano producendo telegiornali risibili e asservendosi totalmente al ras politico del momento. Anche su questo settore la magistratura dovrebbe fare qualche indagine... Gran parte delle emittenti televisive locali appartengono a imprenditori che hanno interessi nello smaltimento dei rifiuti o in affari legati alla sanità!

comune mortale ha detto...

Questa è la prova che zittisce alcune malelingue che Antonello Tiracchia non ha abbandonato la lotta per un Abruzzo migliore.