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SANSIFICIO E CENTRALE A BIOMASSE DI TREGLIO |
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DEFLAGRAZIONE IN UNA FABBRICA DI ESPLODENTI |
Il 2015 inizia con due pesanti notizie che ci riguardano molto da vicino anche se apparentemente la seconda non ha questa immediata evidenza.
La prima, positiva, è strettamente attinente all'attività della nostra Associazione che da anni si batte per il rispetto delle regole di tutela ambientale e della salute pubblica: il sequestro del sansificio Vecere e della centrale a biomasse GCT di Treglio con la grave accusa di violazione delle leggi ambientali in vigore (in particolare emissioni inquinanti tre volte eccedenti i limiti di legge, smaltimento illegale delle ceneri e combustione di materiali non consentiti).
Per essere arrivati ad un provvedimento del genere, dopo una dettagliata indagine che si è avvalsa di esperti di fama nazionale, vuol dire che tutte le preoccupazioni della popolazione locale, fatte proprie e organizzate nella protesta da Nuovo Senso Civico, avevano delle basi molto solide (leggi QUI ).
Aspettiamo serenamente e con fiducia che venga ripristinata la legalità e puniti i responsabili, quando le accuse verranno dimostrate e confermate negli atti ufficiali, ma soprattutto speriamo che questa vicenda serva di monito per dissuadere chiunque abbia la volontà di praticare attività e comportamenti che possano procurare gravi danni alla salute, al benessere ad anche all'economia dell'intera cittadinanza.
Sull'argomento "centrali a biomasse" ribadiamo ancora una volta che impianti del genere (che sono a tutti gli effetti inceneritori sotto mentite spoglie) inquinano comunque, anche rispettando i limiti di legge, che l'inquinamento causa gravi malattie e decessi e dunque, visto che non vi è alcuna necessità nè beneficio per le popolazioni ma che si tratta di semplici attività speculative di interesse privato, bisogna battersi con fermezza perchè le amministrazioni locali e le organizzazioni politiche impediscano dall'inizio la realizzazione di queste strutture e rivolgano piuttosto le loro attenzioni e risorse al miglioramento della qualità della vita dei loro concittadini.
La seconda notizia, negativa e che sembra lontana ma che invece ci riguarda molto da vicino, è la seguente:
"Esplode polveriera a Parma, grave un 42 enne di Vasto"
(da "IL CENTRO" del 23 gennaio 2015)
Dipendente della Esplodenti
Sabino di Casalbordino rimane ferito insieme a un collega napoletano
mentre lavora nello stabilimento militare di ripristini e recuperi del
munizionamento di Noceto
PARMA. Due persone sono ricoverate in gravi condizioni al Maggiore di Parma dopo essere rimaste ferite per un'esplosione avvenuta nelle prime ore nello stabilimento militare di ripristini e recuperi del munizionamento di Noceto (Parma). A rimanere feriti sono stati un 42enne di Vasto ed un 49enne di Napoli, dipendenti della Esplodenti Sabino di Casalbordino.
La ditta abruzzese da oltre due anni ha in gestione uno dei capannoni dello stabilimento parmense dove vengono dismessi vecchi involucri contenenti esplosivo o armi. I due operai sono rimasti feriti in modo grave ma non sono in pericolo di vita. Il 42enne ha avuto però seriamente compromessa una gamba, è stato sottoposto ad intervento chirurgico d'urgenza mentre l'altro ha riportato lesioni al volto ed è in osservazione nel reparto di maxillo-facciale.
L'incidente è avvenuto attorno alle 7,45. L'esplosione non ha comunque provocato incendi e la struttura è già stata messa in sicurezza dai Vigili del Fuoco. Su quanto successo ora indaga la Procura militare di Verona e sul posto sono attesi gli ispettori del ministero della Difesa.
Ed ecco l'articolo da "Repubblica.it" nel quale vengono posti degli inquietanti interrogativi:
Già due anni fa segnalavamo, tra gli "impianti a rischio rilevante di incidenti" incluso nell'elenco del Ministero dell'Ambiente (leggi Chi controlla gli impianti ad alto rischio in Abruzzo? e anche Gli spari sopra ), la "Esplodenti Sabino" di Casalbordino dove nello stabilimento con ciminiera fumante a due passi da strada statale, centro abitato e spiaggia si procede abitualmente ai seguenti servizi (informazioni testuali dal sito ufficiale ):
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DEMILITARIZZAZIONE | DEMILITARIZZAZIONE DI TUTTI I TIPI DI
MUNIZIONAMENTO CONVENZIONALE, SISTEMI D’ARMA, MISSILI, TESTE DI GUERRA,
BOMBE D’AEREO, MINE NAVALI, CARICHE DI PROFONDITA’, MINE ANTICARRO, MINE
ANTIPERSONALI etc. LA DEMILITARIZZAZIONE AVVIENE ATTRAVERSO IL RECUPERO DELLA MAGGIOR PARTE DEI COMPONENTI, UTILIZZANDO GLI STESSI PER APPLICAZIONI IN CAMPO CIVILE. GLI IMPIANTI PRINCIPALI UTILIZZATI SONO: |
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- FORNO STATICO PER LA BRUCIATURA DI ESPLOSIVI, POLVERI DI LANCIO E PROPELLENTI COMPOSTI - FORNI ROTATIVI APE 1236 - FUSIONE ESPLOSIVI - TAGLIO |
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DEMILITARIZZAZIONE CON CRIOFRATTURA | SISTEMI AUTOMATICI PER LA CRIOFRANTUMAZIONE DI MANUFATTI ESPLOSIVI MILITARI (SUB AMMUNITION E MUNIZIONI DI PICCOLO CALIBRO). ATTRAVERSO IL CONGELAMENTO DEL MUNIZIONAMENTO E/O SUOI COMPONENTI SI PROVVEDE ALLA FRANTUMAZIONE CON LA SUCCESSIVA SEPARAZIONE DEI VARI COMPONENTI. |
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TERMODISTRUZIONE ESPLOSIVI E PROPELLENTI |
TERMODISTRUZIONE IN FORNI, DOTATI DI
ABBATTIMENTO FUMI, DI ESPLOSIVI, PROPELLENTI, CANISTER, MISCELE
ILLUMINANTI E POLVERI DI LANCIO. |
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SMALTIMENTO AIR BAG ED INFLATOR |
SMALTIMENTO DI MODULI AIR BAG COMPLETI, DI INFLATOR, DI PRETENSIONATORI E PARTI PIRICHE. |
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SMALTIMENTO RAZZI DA SEGNALAZIONE |
SMALTIMENTO DI RAZZI DA SEGNALAZIONE NAUTICI A SEGUITO DI REVISIONE DI ZATTERE O PER SCADENZA. |
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BONIFICHE SITI E TERRENI | CONSULENZA
PER BONIFICHE SITI E TERRENI DA ORDIGNI BELLICI CONSULENZA PER
BONIFICHE DI TERRENI, STABILIMENTI E FABBRICATI DA ESPLOSIVI, MUNIZIONI O
PARTI DI ESSE CON CERTIFICAZIONE FINALE DI AVVENUTA PULIZIA E BONIFICA. IL SERVIZIO PREVEDE ANCHE LO SMALTIMENTO DEI MATERIALI RECUPERATI. CARATTERIZZAZIONE AMBIENTALE E BONIFICA DA ORDIGNI BELLICI. |
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ESPLOSIVI PER USO CIVILE | PRODUZIONE DI ESPLOSIVI PER USO CIVILE QUALI AN-FO E PULVERULENTI PER CONTO TERZI. LA POLVERIZZAZIONE DEL TRITOLO AVVIENE CON IMPIANTI PROPRI. DETTI ESPLOSIVI SONO CERTIFICATI IN ACCORDO ALLA DIRETTIVA 93/15/CEE |
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TRASPORTI | TRASPORTI DI MUNIZIONI ED ESPLOSIVI (CLASSE1) CON MEZZI OMOLOGATI ADR SIA PER PICCOLI QUANTITATIVI CHE PER CARICHI COMPLETI. I TRASPORTI SONO EFFETTUATI SIA CON MEZZI PROPRI CHE ATTRAVERSO SOCIETA' SELEZIONATE. |
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Dopo il grave incidente odierno avvenuto a Noceto (Parma) ci chiediamo: e se ne avvenisse uno simile o peggiore nell'impianto di Casalbordino dove si praticano attività analoghe?
Quali organismi controllano e con quali garanzie per le popolazioni locali?
E' normale che attività così rischiose si svolgano in posti densamente abitati e frequentati?
A parte l'eventualità di incidenti, quali sono le conseguenze sulla salute dei fumi che escono da quella ciminiera?
I fumi di Treglio ormai li conosciamo bene, ma quelli di Casalbordino?
Ci auguriamo quindi, per il nuovo anno a venire, che sempre di più si diradino le nebbie...perchè il benessere di tutti sia di diritto prevalente sull'interesse di pochi.
NUOVO SENSO CIVICO
PER VISIONARE L'ELENCO COMPLETO DEGLI IMPIANTI A RISCHIO IN ABRUZZO AGGIORNATO A GIUGNO 2014 DAL MINISTERO DELL'AMBIENTE CLICCA QUI .
RASSEGNA STAMPA SEQUESTRO TREGLIO:
RASSEGNA STAMPA SEQUESTRO TREGLIO:
- primadanoi.it
- il messaggero
- lanciano24.it
- abruzzolive.tv VIDEO NSC
- abruzzolive.tv VIDEO sequestro
- TGMax VIDEO
- il giornale d'abruzzo.it
- lancianonews.net
- il centro
- abruzzoquotidiano.it
Esplosione alla polveriera di Noceto: due feriti gravi
Due operai civili di 49 e 42 anni sono rimasti feriti in modo grave. Sono stati trasferiti d'urgenza al pronto soccorso del Maggiore, dove si trovano sottoposti a medicazioni e interventi chirurgici per l'asportazione delle schegge che li hanno colpiti.
Il 49enne è ricoverato in maxillo facciale, la prognosi è stata sciolta e le sue condizioni sono stabili mentre il collega è in Rianimazione con prognosi riservata dopo intervento chirurgico agli arti inferiori, in particolare per una grave ferita al polpaccio.
L'incidente è avvenuto mentre i due operai, dipendenti di una ditta che si occupa di inertizzazione di materiale esplodente, hanno aperto un cassone di legno contenente munizionamenti da smantellare. Nelle operazioni di spostamento uno degli ordigni è scoppiato. Uno degli operai è stato colpito da schegge al volto, l'altro agli arti inferiori. Non ci sono state ulteriori esplosioni degli altri munizionamenti, né si è propagato un incendio.
Trattandosi di un incidente di lavoro avvenuto in uno stabilimento militare verranno avviati tutti i protocolli previsti dal ministero della Difesa. Verrà aperta un'inchiesta della Procura per accertare le cause dello scoppio ed eventuali responsabilità penali.
I sindacati di categoria, nell'esprimere vicinanza ai due lavoratori (rimasti feriti durante le operazioni di inertizzazione di plinti contenenti materiali esplodenti), cui augurano una pronta guarigione, "auspicano che tutti gli enti preposti collaborino affinché si faccia al più presto luce sulla dinamica dell'accaduto".
"Procedure di sicurezza, mai dato chiarimenti" - Lo scoppio - scrivono le organizazioni sindacali - ha dato luogo ad un "forte boato, udito anche nella vicina frazione di Costamezzana. Pur essendo ancora tutta da ricostruire, la vicenda solleva comunque inevitabilmente, ancora una volta, la questione della sicurezza nei luoghi di lavoro, tanto più dal momento che si parla di un contesto in cui si trattano materiali esplosivi. Contesto reso più 'sensibile' dal fatto che, oltre ai circa 65 dipendenti statali diretti (tra impiegati e operai), all'interno dello stabilimento opera un gruppo di 5/6 lavoratori di un'azienda in appalto (la "Esplodenti Sebino" di Lanciano, della quale fanno parte i due addetti feriti) che utilizza procedure di sicurezza sulle quali da anni si chiedono chiarimenti, mai forniti dalla dirigenza".
"Ciò che è dato conoscere è che altri incidenti avevano già coinvolto in passato la ditta in questione, sia nella sede di Lanciano che a Noceto, con azioni di denuncia (anche presso l'amministrazione comunale) e uno sciopero per rivendicare garanzie di sicurezza e tutela dei lavoratori dello stabilimento".
"A prescindere da quanto sarà possibile accertare sugli eventi odierni, va detto che in più occasioni, sono state segnalate dai responsabili sindacali per la sicurezza agli organi competenti criticità legate al mancato adeguamento alle ultime normative in materia. Una carenza che troppo spesso è legata alla mancanza di risorse e di investimenti e che, tuttavia, così come non può essere sottovalutata in nessun caso, tanto meno può essere accettata in una realtà come quella dello stabilimento nocetano".
"Sono in attesa di poter parlare con i miei due operai per capire cosa è successo. Sono meno preoccupato rispetto alle prime notizie di questa mattina perchè, ringraziando Dio, un operaio di San Salvo (Chieti) ha riportato delle fratture agli arti superiori, mentre l'altro una frattura alla gamba, che è stata subito ricomposta" dice all'Ansa Gianluca Salvatore, legale rappresentante della Esplodenti Sabino.
"E' un incidente che può capitare durante la lavorazione che facciamo da due anni a Noceto all'interno dello stabilimento militare. Stavano lavorando dei residui bellici, in particolare dei blocchi di cemento che contengono delle munizioni che vengono liberate con un sistema di acqua ad alta pressione, per poi subire il trattamento
di demilitarizzazione. Opera di bonifica perchè altrimenti, come nel passato, erano destinati a essere affondati in mare con tutti i rischi all'inquinamento ambientale".
"Compatibilmente con il tipo di attività svolta i due ragazzi stanno tutto sommato bene - ribadisce Salvatore - purtroppo l'incidente è avvenuto durante la movimentazione. In questo momento ci interessava sapere che non sono in pericolo di vita, tutto il resto si sistemerà".