venerdì 21 settembre 2012

UNA PARTENZA POSITIVA IN BICI CON UN MESSAGGIO FORTE E CHIARO: SE SI VUOLE, SI PUO'

L'iniziativa di questa mattina a Lanciano per promuovere l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano è stata un avvio molto positivo per un'opera di sensibilizzazione che non è facile e non sarà certo breve, ma che già sta dando delle indicazioni molto confortanti.

Vanno ringraziati innanzitutto i promotori del Consorzio "Le vie del commercio", in particolare nelle persone di Raffaele Angelucci e degli altri 7 esercenti che credono fermamente in quest'idea e già mettono a disposizione dei loro visitatori delle belle biciclette per muoversi in città.

Un grazie poi alle parecchie decine di persone che, in poco più di due ore di prima mattina, sono transitate in bicicletta o hanno firmato l'appello proposto da Nuovo Senso Civico per la realizzazione di una rete di piste ciclabili a Lanciano, all'interno di un'idea innovativa per i nostri luoghi di una mobilità più fluida, razionale e soprattutto sana.

Per questo obiettivo Nuovo Senso Civico si batte da molto tempo ed ha collaborato con entusiasmo per il buon esito della giornata: occorre ricreare una Città a dimensione umana, decongestionata dal traffico motorizzato ladro di spazi e dispensatore di inquinamento e malattie, resa ancor più vivibile, civile e attraente da scelte alternative di mobilità che ormai, dati sanitari alla mano, non sono più facoltative ma doverose. 

Concludo citando un SMS che mi ha inviato qualche mese fa mia figlia Cristina, sperando che possa servire da monito per i cittadini di ogni età e soprattutto per gli amministratori pubblici che hanno il dovere di tradurre in atti concreti queste legittime istanze di cui alla fine beneficieranno tutti, pedalatori e no:
 "Ore 10.50, Bologna, 2 gradi: quasi novantenne priva anche di cappello, corre in bicicletta. Questa sì che è vita!"

Insomma, se si vuole, si può!

 Franco Mastrangelo

P.S.: è possibile continuare ad aderire all'appello al Sindaco di Lanciano per la realizzazione delle piste ciclabili inviando una e-mail all'indirizzo francomnsc@email.it con scritto "ADERISCO" indicando nome e cognome, età e luogo di residenza.
E' possibile anche firmare con la penna i moduli che già stanno circolando e che è comunque possibile richiedere sempre allo stesso indirizzo e che verranno inviati come allegato da scaricare e stampare. 





 


mercoledì 19 settembre 2012

VENERDI' 21 A LANCIANO UNA BELLA INIZIATIVA PER PROMUOVERE L'USO DELLA BICICLETTA

Qualcosa si muove alla ricerca di una nuova e più sana mobilità in città, sperando che Sindaco e Amministratori pubblici di Lanciano se ne accorgano e ne tengano in debito conto per le scelte future.

Qui di seguito pubblichiamo il testo ufficiale redatto dai lodevoli organizzatori della manifestazione (Le vie del commercio e FIAB Pescarabici) alla quale aderisce e collabora Nuovo Senso Civico che nell'occasione continuerà a raccogliere le firme per la richiesta di piste ciclabili nella nostra Città.
Ricordiamo che questo appello, che ha già avuto diverse decine di adesioni, può essere sottoscritto anche inviando una e-mail all'indirizzo francomnsc@email.it scrivendo "ADERISCO" e indicando nome, cognome e luogo di residenza.

Buona pedalata a tutti!

COMUNICATO
Volontari del Consorzio Le Vie del Commercio e dell’Associazione Nuovo Senso Civico
istituiranno un check-point all'incrocio di Via
De Crecchio con C.so Trento e Trieste, finalizzato a monitorare gli
utilizzatori di biciclette in città.
Saremo pronti ad intercettarli, e offrire loro dei piccoli gadgets, nonchè
Un buon caffè da sorseggiare presso Pannamore.
In cambio invitiamo alla compilazione di un
questionario relativo all'uso della bicicletta.
Non tutti sanno che siamo nel pieno della " Settimana europea della mobilità
sostenibile"
Tutte le città dovrebbero aderire presentando dei progetti relativi ad essa,
e le amministrazioni dovrebbero invogliare i propri cittadini a lasciare l'auto
a casa, se possibile, magari mettendo in campo soluzioni alternative.

Noi cerchiamo di diffondere un appello che venga raccolto almeno per questa giornata
di VENERDI 21 settembre, mattina nella quale,
tra le 7.30 e le 9.30, speriamo di
vedervi in tanti recarsi al lavoro o a scuola sul mezzo a pedali.
Speriamo che possa essere l'occasione per sperimentare forme di mobilità
diverse dal motorino o l'automobile, incontrando altri ciclisti, abituali e
non.
Probabilmente le biciclette in circolazione saranno diverse centinaia, e i
dati che raccoglieremo attraverso il questionario, potranno essere utili per
relazionare al Comune anche sulle difficoltà che deve affrontare chi si
muove in bici in città.

Nuovo Senso Civico continuerà nella raccolta di adesioni per sollecitare
la realizzazione di piste e corsie ciclabili a Lanciano

"IL CICLISTA URBANO A LANCIANO", sarà il protagonista dell'appuntamento,
realizzato anche con la preziose collaborazione dell’ ASD FIAB PESCARABICI,
che ci precede di un giorno nella manifestazione, il DAY BY(KE) DAY di
giovedi 20 settembre.

domenica 16 settembre 2012

ATTACCO FRONTALE CONTRO L’ABRUZZO TRA PETROLIO, TRIVELLAZIONI, DISCARICHE E INCENERITORI: DIFENDIAMOCI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI!



L’Abruzzo è oggetto di un attacco senza precedenti al suo territorio di mare e di terra, alle sue vocazioni naturali, al suo tessuto economico e sociale ed alla salute dei suoi cittadini attuali e futuri. 

Basta scorrere a fine articolo l’elenco delle attività insalubri e inquinanti presenti nell’area sud della Provincia di Chieti che denotano un quadro di vera e propria emergenza ambientale: si tratta di una micidiale bomba ad orologeria resa ancora più pericolosa dal cumulo delle fonti in un’area piccola e densamente popolata che dobbiamo in ogni modo cercare di disinnescare al più presto. Un approfondito studio del Consorzio Mario Negri Sud del 2010 ha evidenziato la fascia costiera della provincia di Chieti come altamente inquinata, con due aree particolarmente critiche a Lanciano e nel vastese a Pollutri. Questo studio ci dice che non possiamo permetterci di aggiungere ulteriori fonti di inquinamento ad una situazione già deteriorata ma dobbiamo intervenire a norma di legge per migliorare la situazione ambientale e dell’aria in particolare.

I fronti sono molteplici: si va dal rinnovato impulso alla petrolizzazione dovuto al miope e disinformato interventismo del ministro Passera al pullulare di inceneritori (centrali) a biomasse e biogas, passando per un’emergenza rifiuti sempre alle porte che, nell’assenza totale di sane politiche alternative, porta anch’essa dritto dritto ad altri inceneritori e discariche da riempire, con tutte le nefande conseguenze del caso.

Per ognuno dei settori interessati e sulla base di dati ufficiali, autorevoli studi scientifici nazionali ed internazionali ed atti di convegni abbiamo messo in evidenza le innumerevoli negatività di questi interventi da ogni punto di vista: sanitario e ambientale, economico e occupazionale, storico, culturale e delle vocazioni territoriali.

PETROLIO, RAFFINERIE E TRIVELLAZIONI
L’Abruzzo ha già contribuito pesantemente alla storia nazionale del petrolio: dei 5424 pozzi perforati a terra in Italia fino al 2010 ben 554 hanno riguardato l’Abruzzo (quarta regione dopo Emilia Romagna, Lombardia e Sicilia), 136 in mare. Attualmente oltre il 50% del territorio regionale è interessato da attività legate alla ricerca, estrazione e stoccaggio di idrocarburi che coinvolgono il 75% dei comuni e più dell’80% della popolazione totale. Vanno poi aggiunti i quasi 6000 km quadrati di mare interessati da permessi di ricerca, concessioni ed estrazioni di idrocarburi.
Sono dati oggettivamente sconvolgenti.

Non c’è una sola buona ragione per accettare il disegno devastante di trasformare definitivamente l’Abruzzo, regione verde d’Europa,  in distretto petrolchimico.
In termini di salute innumerevoli studi scientifici basati su esperienze analoghe dimostrano che il risultato sarà un pesante inquinamento diffuso con la contaminazione delle coltivazioni, degli alimenti (ortaggi, bestiame, pesci) e delle falde acquifere ed il conseguente sviluppo di gravi malattie  e tumori soprattutto nei bambini, ben al di sopra delle medie nazionali che sono già le più alte d’Europa. In termini economici non ci sarà alcun risparmio su carburanti, riscaldamento o energia elettrica e i risvolti occupazionali saranno ridicoli (per il Centro Oli di Ortona l’ENI ha dichiarato 29 assunti a regime) a fronte di una perdita certa di migliaia di posti di lavoro in settori vitali della nostra economia quali l’agricoltura, l’enogastronomia, la pesca, il turismo o l’industria tradizionale, per non parlare poi della perdita di valore di immobili e terreni. Ed infine l’alto rischio di incidenti che le piccole società straniere intestatarie delle concessioni non sarebbero in grado di fronteggiare viste le scarse risorse finanziarie e tecniche a disposizione. A loro i soldi, a noi il danno e la beffa.

Non sono ipotesi ma la cruda realtà che si può verificare in tutti i luoghi dove è già stato imposto questo oltraggio, come in Basilicata che con la raffineria più grande d’Europa (Viggiano) resta una delle zone più depresse dell’intero continente.  Negli altri Paesi del mondo le raffinerie si fanno nei deserti o lontano centinaia di chilometri dai centri abitati, da noi ce le mettono dentro casa; negli USA le piattaforme in mare devono stare a 160 km. dalla costa, da noi a due passi dalle spiagge. 

Il caso poi della raffineria proposta dalla Forrest ai margini del lago di Bomba è eclatante: oltre ai considerevoli rischi di inquinamento ed al danno economico per una zona che ha scelto tutt’altra strada di sviluppo c’è il fondato pericolo di un cedimento della diga a seguito dell’estrazione di gas sotto il lago con conseguenze che sarebbero a dir poco disastrose.

E’ ora insomma di cambiare drasticamente prospettiva nella direzione di fonti energetiche molto meno rischiose e inquinanti se davvero teniamo al futuro delle nuove generazioni. L’Abruzzo ha scelto da anni una direzione ben diversa legata alle sue bellezze naturali ed alla sua produzione di qualità: un lavoro del genere impegnativo e faticoso non può essere cancellato così sfacciatamente.

INCENERITORI (CENTRALI) A BIOMASSE E BIOGAS
E’ la nuova tendenza del momento perché, attraverso un sistema di incentivi statali pagati profumatamente da tutti i contribuenti, c’è la corsa a costruire questi impianti a combustione per la produzione di energia elettrica che, nelle versioni fin qui presentate in Abruzzo, portano vantaggi solo a coloro che li realizzano e gestiscono a scapito delle comunità locali ospitanti.

Abbiamo dimostrato che si tratta di impianti inutili perché non vanno a risolvere un problema locale pre-esistente di scarti o eccedenze da smaltire e perché in Italia l’offerta di energia elettrica prodotta è più della metà di quanta ne viene utilizzata quotidianamente. Soprattutto in tempi di crisi non abbiamo bisogno di ulteriori disponibilità come vogliono farci credere ingannevolmente.

Anche in questo caso autorevoli studi nazionali ed internazionali hanno dimostrato che la combustione delle biomasse produce sostanze altamente nocive tra le quali 4 ufficialmente classificate cancerogene dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (benzene, formaldeide, diossine e idrocarburi policiclici aromatici). Le centrali a biomasse inquinano decine di volte più delle centrali a metano e perfino di quelle a carbone ed anche in questo settore non ci sono benefici economici per i cittadini in termini di riduzione della bolletta elettrica ma solo un netto peggioramento della qualità della vita.

RIFIUTI, DISCARICHE E INCENERITORI
L’emergenza rifiuti è sempre più alle porte in Abruzzo grazie all’incapacità e negligenza di intere generazioni di politici ed amministratori pubblici che non hanno saputo o voluto trovare soluzioni alternative a discariche e inceneritori attraverso serie politiche di riduzione dei rifiuti, raccolte differenziate spinte, riuso e valorizzazione che possono trasformare i rifiuti in risorse a beneficio dell’intera comunità in termini economici e di salute (come dimostrano tante realtà virtuose nel Nord ma anche nel meridione d’Italia).

La scelta prevalente nella nostra regione è invece l’esatto contrario sulla spinta di poderosi e ristretti interessi economici: discariche sempre più grandi e costruzione di inceneritori che significheranno, come altre esperienze tristemente insegnano, sempre maggiore inquinamento, malattie, disincentivo a qualsiasi tipo di raccolta differenziata, aggravi economici per i cittadini e, non ultimo, problemi di criminalità e disgregazione del tessuto sociale.

CONCLUSIONI CON APPELLO FINALE
Il faro che guida l’azione di Nuovo Senso Civico e di tanti altri gruppi e cittadini abruzzesi è la difesa della salute che si traduce immediatamente in DIFESA DELLA VITA di tutti gli esseri viventi e dell’ambiente in cui vivono, un valore universale che accomuna indistintamente tutte le persone di buona volontà al di là delle differenze di pensiero.

Questo comporta il contrasto di qualsiasi scelta che la danneggi e la proposta ed il sostegno deciso a tutte le possibil alternative che esaltando il bene comune avvantaggino cittadini e future generazioni nel campo della salute, della qualità della vita, della convivenza civile e del sano progresso economico.

Nuovo Senso Civico insieme ad altri movimenti è stata ed è tuttora protagonista di queste battaglie civili, vantando la raccolta record di 50.150 firme alla petizione per fermare la deriva petrolifera in regione presentata a tutte le istituzioni nazionali ed alla Comunità Europea e collaborando costantemente con docenti universitari, scienziati ed esperti di riconosciuta fama per sostenere le proprie tesi con dettagliate argomentazioni tecniche e scientifiche e non con semplici slogan.

L’appello finale è proprio quello di unire tutte le forze nel comune obiettivo di respingere questo attacco insensato e riportare l’Abruzzo nella giusta e sana direzione: coloro che verranno dopo di noi ce ne saranno grati per sempre.

ALCUNE DELLE ATTIVITA’ INSALUBRI E INQUINANTI NELLA PROVINCIA DI CHIETI /SUD (dalla Marrucina a san Salvo).

Impianti attivi: Pozzi petroliferi e di gas in mare e a terra tra i quali “Rospo Mare” a Vasto con annessa attività di desolforazione sulla piattaforma; Inceneritore di rifiuti tossici e nocivi “Laterlite” a Lentella; Centrale con inceneritore per biomasse a Treglio; Sansificio Vecere a Treglio; Centrale a biogas di Lanciano (Villa Pasquini); Stoccaggio di Pet coke (scarti di lavorazione del petrolio) a Ortona; Stabilimento di conglomerati bituminosi “Pavimental” a Ortona; Turbogas di Ortona (105 MW); Turbogas di Gissi (850 MW); Turbogas Sevel (100 MW); Discarica di rifiuti tossici e nocivi di Rocca San Giovanni; Discarica di rifiuti tossici e nocivi Bosco Mottille a San Salvo; Ex discarica di Serre a Lanciano; Discarica di Cerratina a Lanciano; Discarica abusiva di rifiuti tossici e pericolosi della camorra a Tollo; Discarica di amianto a Ortona; Distilleria “D’Auria” a Caldari di Ortona; Conceria Akea a Orsogna; Trattamento rifiuti “CIAF Ambiente” ad Atessa;  Discarica rifiuti speciali “Semataf” in Val di Sangro.

Impianti in fase di autorizzazione, costruzione o progettazione; Raffineria e pozzi di gas “Forest” a Bomba; Raffineria (“Centro Oli”) a Ortona; Raffineria (“Centro oli galleggiante”) a San Vito Chietino; Trivellazioni petrolifere (ultima richiesta a Scerne); 4 inceneritori per biomasse a Lanciano (loc. S.Onofrio); 2 inceneritore per biomasse a Villa Caldari e Ortona; Inceneritore per biomasse a Guardiagrele; Inceneritore per biomasse a Monteodorisio; 2 inceneritori per biomasse a Vasto; Inceneritore per biomasse a Villa Alfonsina; Inceneritore per biomasse a Fallo; Inceneritore per biomasse a Torricella Peligna; Elettrodotto “Terna” Villanova-Gissi-Montenegro; Impianto “Recogen” di rigenerazione acido cloridrico a Punta Penna di Vasto; Rigassificatore Poggiofiorito; Rigassificatore Cupello. 

(se ci è sfuggito qualcosa fatecelo sapere).

venerdì 14 settembre 2012

PRIMA CHE CANTI IL GALLO...

Un'iniziativa in un territorio incontra difficoltà nell'analisi costi/benefici a causa dell'inapplicabilità di un valore economico (ossia di un prezzo) a molti degli elementi che ne fanno parte: come si fa a dire quanto valgono l'acqua, l'aria, le fonti di energia (salti idraulici, sole, vento, combustibili bio, etc), l'uso efficiente dei terreni e via dicendo? Il paesaggio è uno degli elementi al quale dare un valore è difficilissimo se non imposs ibile. Questi "beni" a cui non possiamo dar un valore di mercato finiscono per essere considerati "beni di lusso" e, in qualche modo, qualcosa che non ci possiamo permettere e su cui non possiamo indugiare in tempi di crisi e di guerra. Senza paesaggio infatti la vita può essere brutta, ma col paesaggio può esserlo ugualmente. L'argomento che perciò si affronta è diverso. L'ambiente ha per noi degli aspetti assolutamente vitali, colpendo i quali non perdiamo soldi ma la possibilità di vivere in salute. Questo ambiente non resiste ad attacchi, inquinamenti e danni oltre certi limiti, che abbiamo stabilito per legge e che prevede il giudizio partecipato della comunità (almeno nelle vesti del pubblico interessato). I danni già perpetrati vanno corretti e compensati, quelli potenziali non vanno più arrecati. Bisogna allora dimostrare che l'industria petrolifera, nei territori, ha ampiamente superato quei limiti, ha arrecato danni a tutti e benefici a pochi e non ha corretto e compensato un accidente di niente; e bisogna dimostrare come, con le tecnologie dei progetti in itinere, si produrranno danni ulteriori senza corrispondenti benefici. Il problema non è in queste dimostrazioni che, con un po' di studio, verrebbero perfino facili, ma negli interlocutori, nell'audience, nell'ascolto, nella comunicazione e nella condivisione. La ricerca e l'individuazione dell'"interlocutore" ha aspetti conflittuali che a volte non si limitano alla conflittualità civile ma debordano ampiamente nell'illegalità istituzionale: non puoi convincere Passera, lo devi piegare combattendolo, la tua cultura contro la sua tracotante ignoranza, la tua civiltà contro la sua barbarie, la tua coscienza politica contro la sua politica incosciente. - Ma anche rispettando ogni vigente regola d'ingaggio, dubito alquanto che Passera o Bersani (che forse è anche peggio), o Tremonti o l'ineffabile Prodi si lascino prendere in simili conflitti: tu, al loro posto lo faresti? Li chiamiamo ignoranti non perchè manchino di sapere, ma perchè semplicemente ignorano, con noi, ogni conflitto sul bene comune, passandoci sopra come rulli stradali. Da queste considerazioni io traggo diverse lezioni e propositi: e tu? Sarebbe interessante metterli in comune. Forse, prima che il gallo canti e anche Vendola neghi: si sa che cristo è morto di freddo, no? Grazie Tommaso

giovedì 13 settembre 2012

Renzi shock: “Inceneritori non provocano cancro, terrorista chi lo dice”



Dice, chissà se ci crede realmente, di essere il nuovo che avanza. Dice di volere proporre un nuovo modo di fare politica. Dice di avere in mente nuovi programmi di sviluppo. Ah sì? E quali? Le idee di Matteo Renzi, al di là della retorica e del consenso di cui gode, sono le stesse identiche di chi fa politica da mezzo secolo o giù di lì.
Il Sindaco di Firenze, sugli inceneritori, ha una posizione nettissima. “Gli inceneritori vanno fatti, senza se e senza ma”, sostiene l’esponente del Pd. Ma non provocano seri danni alla salute? “Assolutamente no”, teorizza Mr il nuovo che avanza.
Credete che stiamo esagerando? Niente affatto. L’ex concorrente della Ruota della Fortuna espone il suo punta di vista in una trasmissione tv finita su Youtube. A una oncologa, ribatte che “non si può dire che un inceneritore procura troppi malati! Il termovalorizzatore non provoca tumori! Lei sta facendo terrorismo psicologico! Non è per colpa degli inceneritori se ci sono i malati di tumore, questa è una baggianata. Io non consento a una aspirante alchimista di dire dati falsi!”
L’oncologa sbugiarda Renzi, che la invita a “vergognarsi”. Quindi un medico che, dati scientifici alla mano, dice che gli inceneritori hanno un impatto sulla salute dovrebbero vergognarsi? Bel modo di intendere la politica e la modernità!

lunedì 10 settembre 2012

SIGNORE E SIGNORI, MINISTRI E MINISTRE: ECCO A VOI IL PETROLIO (E I SUOI VALOROSI [!?!] PALADINI)!

 


Fiamme all'Eni di Taranto, ferito un operaio

 

Un operaio è rimasto ustionato ed è ' ricoverato in prognosi riservata nell'ospedale 'Perrino' di Brindisi.

10 settembre, 14:57 (ANSA)
 
TARANTO - Un incendio e' divampato all'interno della raffineria Eni di Taranto. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del comando provinciale di Taranto e del distaccamento interno allo stabilimento. A prendere fuoco sarebbe stata una tubazione che consente di trasportare il carburante verso le cisterne. Si e' alzata anche una nube di fumo nero visibile in diversi punti della citta'. I tecnici dell'Arpa stanno verificando la natura delle emissioni.
Un operaio - Luigi Ancora, di 44 anni - è rimasto ustionato ed è ' ricoverato in prognosi riservata nell'ospedale 'Perrino' di Brindisi. In un primo momento era stato condotto nell'ospedale 'Santissima Annunziata' di Taranto, ma per la gravità delle condizioni il personale medico ne ha disposto il trasferimento al Centro Grandi Ustionati di Brindisi.
L'incidente è avvenuto durante operazioni di manutenzione. Probabilmente si è verificato un guasto al collettore di una valvola che collega la linea di passaggio del carburante. Secondo i vigili del fuoco intervenuti sul posto, la situazione ora è sotto controllo. Sono in corso indagini su modalità e cause del rogo.
Dopo l'incidente, la centralina di monitoraggio di via Machiavelli, al rione Tamburi di Taranto, ha rilevato un aumento dei valori di benzene in concomitanza con l'incendio nella raffineria di Taranto. Sono stati i tecnici dell'Arpa di Taranto ad accertarlo nell'ambito dei controlli avviati per verificare eventuali ripercussioni dal punto di vista ambientale non solo per l'aria, ma anche per il suolo e la falda acquifera. La nube nera si è creata quando ha preso fuoco la benzina. L'Arpa sta compiendo gli accertamenti anche per comprendere se gli interventi di manutenzione in atto abbiano rispettato la corretta procedura per la prevenzione ambientale.

STIAMO PREPARANDO UNA NUOVA GRANDE MOBILITAZIONE PER DIFENDERE L'ABRUZZO E L'ITALIA INTERA DALL'ASSALTO DEI NUOVI BARBARI ALLA QUALE SONO CHIAMATI TUTTI I CITTADINI CHE AMANO QUESTA TERRA E CHE COSTRINGA POLITICI ED AMMINISTRATORI PUBBLICI AD INTERVENIRE CON OGNI MEZZO PER IMPEDIRE IL DISASTRO ANNUNCIATO.

Qui di seguito pubblichiamo la lettera che il Presidente di NSC Alessandro Lanci ha inviato al Presidente del Parco del Gargano e Coordinatore di Comuni e Regioni contro la petrolizzazione dell'Adriatico Avv. Stefano Pecorella:


Lanciano, li 10 settembre 2012    
                                                               All’Avv. Stefano Pecorella
                                                               Presidente del Parco del Gargano
                                                               e Coordinatore di Comuni e Regioni
                                                               Contro la petrolizzazione dell’Adriatico


Gent.mo Avv. Pecorella, Sono Alessandro Lanci, Presidente dell’Associazione Nuovo Senso Civico, con all’attivo alcune migliaia di iscritti, e che negli ultimi anni ha organizzato diverse grandi manifestazioni contro la petrolizzazione dell’Abruzzo e dell’Adriatico che di seguito riassumo:
1)         11/10/2008 - Partecipazione con una grande massa di iscritti alla manifestazione ad Ortona contro il Centro Oli;
2)        18/04/2010 - Partecipazione in massa alla manifestazione S. Vito Chietino, organizzata da associazione ambientaliste;
3)         30/05/2010 - Manifestazione a Lanciano contro la petrolizzazione, cui hanno partecipato Sindaci (tra cui il Sindaco di Rovagnate in Brianza)  e associazioni varie, che ha visto la partecipazione di oltre ottomila persone;
4)         dal  23/06/2010 ad oggi -  Partecipazione a numerose  manifestazioni a l’Aquila davanti agli uffici regionali del comitato V.I.A. contro il progetto della Forest Oil di trivellare a poche centinaia di metri a valle della diga di Bomba, in una zona da sempre investita da frane;
5)         13/04/2011 - Partecipazione alla manifestazione alle Isole Tremiti con Lucio Dalla e intervista a quest’ultimo;
6)         07/05/2011 Partecipazione alla manifestazione di Termoli, con Lucio Dalla
7)         Dal  09/10/2008 al 21/05/2011 -  Raccolta di 50.150 firme ( cui ha partecipato anche l’Associazione “Difesa Beni Comuni” di Giulianova) in calce ad una petizione contro la petrolizzazione;
  Abbiamo più volte rappresentato al governo regionale e nazionale la contrarietà degli abruzzesi alla petrolizzazione della nostra terra e del nostro mare.
Alleghiamo alla presente l’ultima lettera scritta al Ministro Passera  e La invitiamo a leggere il nostro Blog, ove potrà trovare notizie più dettagliate.
  
         Alessandro Lanci
Presidente Nuovo Senso Civico

 PER TUTTI GLI AGGIORNAMENTI SEGUITE COSTANTEMENTE IL BLOG DI NSC.

AGGIORNAMENTO DEL 12 SETTEMBRE 2012 DA PRIMADANOI.IT:
PETROLIO A CASA NOSTRA

Trivelle in Abruzzo, Medoilgas in affari con l'ex della British Petroleum

La ditta è stata responsabile del più grande disastro ambientale americano


Trivelle in Abruzzo, Medoilgas in affari con l'ex della British Petroleum
L'incidente alla piattaforma Deepwater Horizon
ABRUZZO. Tony Hayward, l’ex amministratore delegato della British Petroleum, è in affari con la Medoilgas che, a sua volta, è interessata al sottosuolo abruzzese.
Mr Hayward e la British Petroleum sono associati al più grande disastro ambientale della storia americana: l’incidente della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon nel golfo del Messico con conseguente sversamento di petrolio nelle acque.
Oggi Tony Hayward ha cambiato vita, azienda e partners. Lo si legge a chiare lettere sul giornale online Maltatoday che titola così: “L’accordo tra l’ex patron della B.P. e la Medoilgas desta domande e preoccupazioni”.
Proprio questo accordo con la conosciutissima Medoilgas spaventa tanto la professoressa Maria Rita D’Orsogna da sempre lotta contro le trivelle in Abruzzo.
«A chi corriamo il rischio di regalare le coste d'Abruzzo?», scrive dalle pagine del suo blog, «a Tony Hayward della BP, responsabile del piu' grande disastro ambientale petrolifero della storia».
Il disastro della British Petroleum risale al 20 aprile 2010. La piattaforma Deepwater Horizon gestita dalla Bp operava nel Golfo del Messico a circa 80 km dalla Louisiana. Un incendio di dimensioni spropositate, quel giorno, ha portato alla morte di 11 persone ed al ferimento di molte altre. Due giorni dopo la piattaforma è affondata sversando in acqua dai 35 000 ai 60 000 barili di petrolio al giorno. Un inquinamento incontenibile davanti al quale l’azienda responsabile ha cercato di correre ai ripari.
E non è stata di certo efficace la strategia dell’amministratore Tony Hayward che ha dichiarato pubblicamente che avrebbe tanto voluto che non fosse mai successo quel disastro perche' rivoleva la sua vecchia vita indietro; che il suo obiettivo era di soddisfare gli azionisti non di salvare il mondo, che il petrolio disperso era poco in confronto all'acqua del mare.
Espressioni che indignarono anche il presidente Barack Obama.
Chiusa la parentesi Bp, Hayward ha guardato avanti acquistando la Genel Energy assieme ad un altro partner. La Genel è un’azienda con sede in Turchia, i cui due ex capi, secondo la D’Orsogna, «hanno avuto i loro guai con la giustizia: uno ha subito una multa da un milione di sterline, l’altro una condanna ad 11 anni per frode».
La Genel è entrata in affari con la Medoilgas che ha già presentato vari progetti in terra d’Abruzzo (progetto Villa Mazzarosa, Villa carbone, Ombrina Mare). La Genel e la Medoil, per ora puntano alle estrazioni in Libia,Tunisia e Malta.
Ma in futuro? Si chiede la D’Orsogna rivolgendosi ai politici locali, «Gianni Chiodi, Enrico Di Giuseppantonio, Remo di Martino, Eugenio Caporella, Fabrizio Di Stefano, Giovanni Legnini, hanno qualcosa da dire o a loro piacerebbe l'idea di avere Tony Hayward in Abruzzo?».

Marirosa Barbieri
 

lunedì 3 settembre 2012

COME ADERIRE ALL'APPELLO PER LE PISTE CICLABILI A LANCIANO

BASTA INVIARE UN' E-MAIL ALL'INDIRIZZO francomnsc@email.it con scritto "ADERISCO" indicando nome, cognome e luogo di residenza.


 Stanno già arrivando decine di adesioni ma naturalmente chiediamo il sostegno di tutti per diffondere questo appello il più possibile in modo da ottenere quanto prima la soddisfazione di questo nostro legittimo diritto:
una Città con più biciclette in circolazione è un luogo più sano, più vivibile, più attraente, più civile (e più libero dal petrolio...).

 Al Sindaco ed a tutti gli Amministratori comunali che fino ad oggi non ci hanno dato alcun segno di risposta diciamo che la salita è dura ma siamo ben allenati a pedalare ed ostinati a raggiungere il traguardo.

SE SI VUOLE, SI PUO'.