lunedì 16 marzo 2009

IL CANTO DEI BUGIARDI E' IL RUMORE DELLA MOTOSEGA


Questa è una email che il nostro amico di Natura Verde, Antonio Cavuto, ci ha inviato per informarci su quello che sta avvenendo a Feudo.

Noi abbiamo pensato che questa non è una email di servizio, ma un piccolo pezzo di letteratura ed abbiamo deciso di pubblicarla.

Cari amici,

ieri mattina mi sono recato al Feudo ed ho trovato una amara sorpresa.

Le viti che fino a sabato erano ancora intatte, non potate, e che speravo potessero

Ricevere questo trattamento, con una furia indicibile, venivano stroncate mediante

Motoseghe dagli ex proprietari, gli stessi che amorevolmente le avevano “allevate”, gli stessi che hanno ricevuto i soldi dai petrolieri quegli stessi proprietari che probabilmente non riflettono minimamente sullo scempio che stanno perpetrando iniziando da un vigneto di chardonnay giovane, giovanissimo ( il primo appezzamento andando dalla montagna verso il mare ) ridotto a pezzi.

Ci vorrà tanto “coraggio” a riscaldarsi con quella legna gettata nel caminetto di casa sapendo quello che noi stiamo facendo per evitare il peggio, ma forse chiedo troppo ! Sono stati tutti abbondantemente informati, avvertiti, a volte supplicati…… ma il risultato è lì basta recarcisi fra qualche giorno sarà una distesa che da rigogliosi vigneti d.o.c. diventerà terra nuda, che finora ha ricevuto solo rispetto e cure e dopo che ne sarà ???

Spero solo che dopo questo tristissimo evento, ci si muova perché evidentemente non possiamo

Fidarci di sterili promesse elettorali, ma questo non è un fatto nuovo per noi.

Antonio.


"C'è una sorta di rispetto e deferenza nel mentire. Ogni volta che mentiamo a qualcuno, gli facciamo il complimento di riconoscere la sua superiorità."

Samuel Butler


giovedì 12 marzo 2009

CONTROCORRENTE



Un nostro amico che vive all'estero ci segnala questo articolo di Camillo Langone apparso su Il Foglio dell' 8 marzo 2009 intitolato:
Basta Patagonia
Come ha fatto l’Argentina a diventare la terra perfetta per un
romanzo di Franceschini?
C’è molto vento in Patagonia.
Anche in Abruzzo c’è molto vento, lassù sul Piano delle Cinque Miglia dove d’inverno si scatenano terribili bufere di neve, che oggi fanno paura e nel tempo antico facevano stragi
(nel 1529 vi morirono di freddo seicento soldati tedeschi). Ci sono famosi ghiacciai in Patagonia.
Proprio come in Abruzzo: il ghiacciaio del Calderone è il più meridionale d’Europa, per studiarlo salgono sul Gran Sasso geologi e glaciologi da tutto il mondo.
Qualcuno si permette di snobbarlo considerandolo troppo piccolo, ma che piccolo e piccolo, è vasto più di quattro ettari ed è profondo venticinque metri, basta il distacco improvviso di un dieci per cento per fare bua abbastanza a chi si trovasse a passare da quelle parti.
Ci sono interminati spazi in Patagonia, un po’ come sulla Maiella.
E sovrumani silenzi, quando cala la tramontana: la notte ha meno decibel della mia vita, unico rumore il pulsare del mio cuore, l’ho passata
nelle antiche stanze del palazzo baronale dei Cataldi Madonna, a Ofena, paese ormai quasi disabitato (gli abruzzesi di montagna sono semiestinti, esattamente come gli indios Patagoni scoperti da Magellano).
Decisamente meglio l’Abruzzo.
E adesso Daniele Del Giudice, calviniano esangue, un tizio capace di vincere tre premi-ectoplasma come il Viareggio, il Bagutta, il Feltrinelli-Accademia dei Lincei, uno scrittore molto anni Ottanta e quindi non molto necessario (non è solo colpa sua, ha esordito
all’epoca in cui si pensava che Gesualdo Bufalino e Pietro Citati fossero autori importanti), se ne esce con un libro ambientato fra pampe e pinguini, frigidità antartiche e malinconie dell’Argentina estrema.
E’ solo l’ultimo di una lunga serie di patagonici onorari. “Un vecchio alberghetto a Parigi senza telefono è esattamente la condizione che tutti i cattivi scrittori
sognano” diceva Ennio Flaiano, credo negli anni Sessanta.
Dopo la morte del grande pescarese la meta cambiò e ad attrarre grafomani a corto di ispirazionenon fu più l’abusatissima Ville Lumière ma la vergine o presunta tale Patagonia.
Il primo della serie fu Bruce Chatwin, inglese di incerte abitudini e incompreso (da me) talento di cui lessi “Che ci faccio qui?”, il cui titolo segnalava comunque una qualche consapevolezza.
Lo sbolognai a un’amica, meritava solo per la grafica Adelphi e la foto leggendaria in copertina, con gliscarponi appesi al collo, una foto che avrebbe reso immortale chiunque.
Dopo Chatwin si aprirono lecateratte e la regione venne invasa dai turisti del sublime: Paul Theroux, Claudio Magris, Luis Sepúlveda, Erri De Luca, Jovanotti… Quella Argentina lì è divenuta talmente ovvia che potrebbe essere per il romanziere Franceschini quello che è stata l’Africa peril romanziere Veltroni, pretesto per blande riflessioni letterario-morali. Del Giudice è proprio scarso a fantasia geografica: non solo scrive di Patagonia, abita a Roma e a Venezia, e non si possono immaginaredue città più consumate.
Perché non si trasferisce a Pescara?
Certo, nonostante il raffreddamento globale, i pinguini sull’Adriatico ancora non si sono visti. E allora Pescocostanzo, millequattrocento metri sul mare, uno dei borghi più belli d’Italia, con accesso alla montagna segreta dove al posto dei condor volano le aquile reali,sopra nevai e cascate di ghiaccio e sentieri mai calpestati dalla motocicletta del giovane Che Guevara,

Camillo Langone

venerdì 6 marzo 2009

LETTERA APERTA


Siamo alla quarta puntata della nostra trasmissione LETTERA APERTA in onda su TELEMAX e di cui vi ricordiamo gli orari:
  • Martedì ore 20.00
  • Giovedì ore 23.00
  • Sabato ore 16.00
  • Domenica ore 14.00
PER SOSTENERE LA TRASMISSIONE - CHE RICORDIAMO E' TOTALMENTE AUTOGESTITA E PRODOTTA DAL NOSTRO MOVIMENTO - POTETE UTILIZZARE IL SERVIZIO PAY PALL TRAMITE IL NOSTRO SITO WEB OPPURE POTETE SCRIVERE A
http://tesoriere@nuovosensocivico.it
O TELEFONARE AL NUMERO:

333 380 88 00
SCRIVETE I VOSTRI COMMENTI


Queste sono le puntate già andate in onda ad oggi
SPOT

PRIMA PUNTATA 10 FEBBRAIO 2009

SECONDA PUNTATA 17 FEBBRAIO 2009

TERZA PUNTATA 24 FEBBRAIO 2009

QUARTA PUNTATA 1a PARTE

QUARTA PUNTATA 2a PARTE

martedì 3 marzo 2009

LETTERA APERTA A MAURO FEBBO





Questa sera alle ore 20.00 su TELEMAX andrà in onda la 4a puntata di LETTERA APERTA, indirizzata all'Assessore all'Agricoltura MAURO FEBBO nella sua qualità di presentatore del Disegno di Legge per difendere la nostra Regione dall'invasione delle compagnie petrolifere anche straniere.
Seguirà un documentario dedicato a Viggiano.
Le repliche di LETTERA APERTA:
  • Giovedì 5 marzo alle ore 23.00
  • Sabato 7 marzo alle ore 16.00
  • domenica 8 marzo alle ore 14.00
PER SOSTENERE LA TRASMISSIONE, CHE RICORDIAMO E' TOTALMENTE AUTOGESTITA E PRODOTTA DAL NOSTRO MOVIMENTO, POTETE UTILIZZARE IL SERVIZIO PAY PALL TRAMITE IL NOSTRO SITO WEB OPPURE POTETE TELEFONARE AL NUMERO:
333 380 88 00

QUARTA PUNTATA - 1a PARTE - LETTERA A MAURO FEBBO

QUARTA PUNTATA - 2a PARTE - VIAGGIO A VIGGIANO

domenica 1 marzo 2009

PETROLIO E SUPERSTIZIONE


Dopo avere letto le due lettere che seguono la prima cosa che dovete fare è quella di andare su wikipedia e cercare di saperne di più su Giovanni Battista Vico, quello dei corsi e ricorsi storici!
Andate però anche a vedere chi è stato Beniamino Rosati.

Leggete le lettere che seguono e vi renderete conto anche voi di come la realtà e la storia possano superare anche la più fervida fantasia.

Provate a trasferire situazione e personaggi nell'Abruzzodi oggi,
a 37 anni di distanza dagli avvenimenti a cui si fa riferimento nelle due lettere.


Il Presidente dell’Associazione per la Tutela e il Progresso della Valle del Sangro e della riviera Frentana Prof. Beniamino ROSATI inviò nel giugno del 1972 la seguente lettera ai Parlamentari della regione abruzzese.

“ L’associazione, sorta a Fossacesia a difesa della foce del Sangro contro l’incombente minaccia della istallazione di una Raffineria di petrolio, ha raccolto il consenso di numerose alte personalità del mondo scientifico, culturale ed anche politico da tutta l’Italia ed ha registrato la deliberazione consigliare unanime di cinque Comuni più interessanti della zona, interprete della volontà popolare espressa con pubbliche e spontanee manifestazioni.

Il periodo elettorale che tenuto impegnati i candidati non ha consentito di conoscere la loro opinione sui vantaggi millantati e sugli evidenti danni derivanti alla Regione.

Per chiarire senza equivoci o errori tale vicenda, l’Associazione ritiene necessaria sapere se le ragione che l’hanno indotta ad orientarsi nella opposizione sono valide o errate e, pertanto, attende che i nostri Senatori facciano conoscere democraticamente la loro opinione.

Con la fiducia di una cortese, sollecita risposta, porgiamo a Lei

nostro rappresentante i più vivi ringraziamenti.


Questa è la risposta che l'allora Ministro della Sanità REMO GASPARI inviò l'11 agosto 1973 al prof. Beniamino Rosati


Caro Professore,

Sono assai spiacente di non poter condividere il Suo punto di vista.

Il Ministero della Sanità, nello scorso aprile, dopo avere esperito i più diligenti accertamenti, ebbe a dare il parere favorevole alla Sangro-Chimica.

Per mia tranquillità, nell'assumere la direzione del Dicastero, a fine giugno, ho voluto incaricare una nuova Commissione, anche con la partecipazione di tecnici dell'Istituto Superiore di Sanità, per un approfondito esame sia della Sangro-Chimica che della Termo-Elettrica.

Il responso dei tecnici è stato favorevole.

Pertanto io credo che sia mio dovere non seguire le superstizioni ma i dati obiettivi che i tecnici offrono su problemi che certamente hanno grandissima importanza per lo sviluppo industriale della Valle del Sangro.

La possibilità di destinare i miliardi della Sangro-Chimica ad altre opere, Lei sa che non esiste perché lo Stato fa realizzare gli impianti industriali nel settore della raffinazione del petrolio in rapporto alle esigenze energetiche nazionali.

La Sangro-Chimica, intanto viene finanziata in quanto nel suo settore vi è la necessità di accresecere la produzione.

Il problema che si pone, quindi, non è quello di destinare quei miliardi in altre attività, ma se realizzare l'impianto a Fossacesia o nella Valle del Trigno.

Circa il pensiero delle popolazioni, caro professore, io credo che un uomo politico debba essere prima di tutto d'accordo con la poropria coscienza e debba guidare le popolazioni sulla via delle cose giuste ed a garantire il progresso della nostra società.

Se alcune persone in buona o cattiva fede (Lei certamento io la considero una persona in perfetta buona fede) riescono a far presa con timori superstiziosi, io credo che il politico non debba tenerne conto se ha la sicurezza che l'opera, una volta realizzata, sarà fonte di benessere e di progresso.

Caro Professore lei sa che io sono ancora abbastanza giovane e credo di avere davanti a me ancora una lunga carriera politica; se la Sangro-Chimica non si realizzasse penso nessuno potrà attribuirmi delle responsabilità: ho fatto quello che potevo. Se, invece, si realizzasse, sarei uno sciocco a non valutare che, verificandosi ciò che superstiziosamente si fa credere alle popolazioni, io avrei perduto per sempre un elettorato che mi è stato amico e fedele.

Se sono fermo nella mia battaglia, è perché ho la certezza assoluta che l'eventuale realizzazione mi darà ragione.

Cordiali saluti.

Remo Gaspari

Ministro della Sanità



Tralasciamo qualsiasi commento su questa risposta, rappresentativa di un modo distorto di concepire l'impegno politico, perchè anche i più benevoli commenti sarebbero impietosi.