martedì 22 gennaio 2013

Sversamento petrolio in Adriatico, mobilitazione per scongiurare inquinamento


Foto di repertorio
 
Vasto 22 gen. '13 - Mobilitazione in Adriatico, tra Vasto e Termoli, a circa 12 miglia dalla costa, per la macchia di idrocarburi che sarebbe stata avvistata in mare. Sono in arrivo due robot Rov, uno da Ancona e uno da Napoli, mentre è già all'opera una squadra di sommozzatori della capitaneria di porto di S. Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), per un'ispezione più dettagliata all'impianto di estrazione del greggio, dello scafo galleggiante della piattaforma e delle tubature immerse della struttura per verificare il motivo dello sversamento ed eventualmente individuare il punto di fuoriuscita del liquido inquinante per poi pianificare interventi. È stato allertato anche il rimorchiatore "Fortitudo" della Castalia, convenzionato con il Ministero dell'Ambiente per svolgere operazioni antinquinamento. La presenza della macchia oleosa in acqua è stata segnalata da Edison nei pressi delle piattaforme Rospo mare e della nave Alba Marina adibita alla raccolta e allo stoccaggio del petrolio estratto in zona. L'allarme era scattato la notte scorsa intorno alle 23,30 quando la Guardia costiera di Termoli, sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Pescara, ha allertato un rimorchiatore e due motovedette. Lo sversamento, una volta individuato, è stato circoscritto con quelle che vengono definite "panne di contenimento". Al momento è in corso l'attività di recupero delle sostanze presenti in acqua: sono impiegate sofisticate apparecchiature "rec-oil" in grado di separare ed asportare le componenti oleose dall'acqua marina. Lo sversamento è stato monitorato anche grazie ad un velivolo della Guardia Costiera che ha sorvolato la zona e diretto le operazione dal cielo per il posizionamento delle barriere "isolanti". Sono in corso indagini per chiarire se vi siano responsabilità sull'accaduto.
http:/www.abruzzolive.tv/ http://www.blogger.com/blogger.g?blogID=1454122590274611807#editor/target=post;postID=8139882304521273942

Segnaliamo che la foto pubblicata sul vostro sito riguardante l’evento sulla piattaforma Rospo Mare non riguarda assolutamente tale piattaforma, non corrisponde quindi alla realtà. Immaginiamo che tale foto possa essere stata presa da altri eventi, forse esteri, ma non ha nulla a che fare con Edison e la piattaforma Rospo.

Vi preghiamo pertanto di rimuovere tale foto che è mendace. In merito all’evento su Rospo, ad oggi, dopo le continue operazioni di monitoraggio, non è stata rinvenuta alcuna quantità di petrolio nello specchio d’acqua.
Saluti,
Edison 

23 gennaio 2013 11:41

La foto ci è stata cortesemente inviata da Edison. Si allega una foto del 22 /1 /2012 scattata durante l’ispezione aerea Rospo Mare.


Spett.le Edison,
la foto che contestate non si riferisce all'incidente relativo all'articolo pubblicato. Infatti ai piedi dell'immagine e all'inizio della testo scriviamo molto chiaramente "Foto di repertorio". Ricordiamo a noi per prima e a voi che quello che non è accaduto oggi può accadere  domani, come appunto quella foto ci ricorda. Incidenti come questi e molto più gravi, ne sono accaduti e ne accadranno ancora. Ricordiamo a tutti che l'Adriatico non è l'Oceano, ma è un mare chiuso, le cui acque si ricambiano in circa 80 anni. Di conseguenza sciagure, seppur minori, come per esempio quello più eclatante del Golfo del Messico, possono avere effetti devastanti sull'ecosistema del nostro mare e sull'intera economia ad essa legata. Ma questo lo sapete già. Non abbiamo mosso accuse nei vostri confronti, ma non potete impedirci di criticare scelte come quelle di estrarre idrocarburi nel nostro mare. Non chiediamo a voi di fare scelte, che secondo noi, la politica dovrebbe fare.
Saluti, Nuovo Senso Civico


Chiazza di idrocarburi nel mare abruzzese: e' emergenza. 'Rospo Mare' blocca la produzione

                         Immagine di repertorio
 
Vasto (Chieti) 22 gen. '12 - Una chiazza di idrocarburi - al momento si parla di mille litri - è stata avvistata dall'equipaggio della nave di stoccaggio Alba Marina, al campo petrolifero Rospo Mare, al largo delle coste tra Abruzzo e Molise. L'annuncio arriva da Edison che opera alle piattaforme petrolifere. La stessa società riferisce che è scattata la procedura di emergenza e che la produzione è stata subito fermata. Non si hanno notizie della natura della chiazza e neppure della provenienza. Stanno operando le squadre del campo Rospo Mare e la Capitaneria. L'intero campo è sorvegliato da un sistema di telecontrollo a terra da cui è possibile arrestare la produzione in caso di necessità. Intervento possibile anche dalla nave stoccaggio Alba Marina. Dopo l'attivazione delle misure di emergenza, operativi tutti i mezzi antinquinamento a mare e aerei. Tutte le operazioni avvengono in coordinamento con le autorità. Il campo petrolifero offshore di Rospo Mare è situato a circa 12 miglia dal porto di Termoli. È in produzione dal 1982 e fino ad oggi ha estratto 92 milioni di barili di olio. Gli impianti di produzione sono gestiti da Edison in qualità di operatore al 62% e in joint venture con Eni al 38%.

giovedì 17 gennaio 2013

ELICOTTERI A LANCIANO: E’ QUESTA LA NUOVA IDEA DI MOBILITA’ DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE?

AGGIORNAMENTO di Venerdì 25 gennaio
  1. Sul fronte "Risposte degli Amministratori" tutto tace;
  2. Sul fronte "Risposte della Cittadinanza" si sta formando un comitato che si oppone alla realizzazione dell'eliporto ed è partita una raccolta firme (vedere il commento n°3 alla fine del post che riportiamo qui di seguito):
    Nascerà ufficialmente in questi giorni il comitato
    "Lanciano Eliporto? NO GRAZIE!!!

    Chiediamo l'appoggio e l'adesione di tutti voi per impedire che nel centro della nostra città venga realizzato un eliporto privato!

    Ringraziamo in anticipo gli amici di Nuovo Senso Civico che hanno accolto subito la nostra richiesta d'aiuto mettendosi subito a lavoro e dandoci preziosissimi consigli.

    Da domani parte anche la raccolta firme.

    chiediamo aiuto a tutti coloro che vogliano unirsi a noi in questa lunga e difficile battaglia.

    a giorni ci sarà una presentazione pubblica del comitato e di quanto si intende fare; ci sarà anche una manifestazione pubblica.
    Grazie a tutti.

    per info e raccolta firme:
    lancianoeliportonograzie@gmail.com 3292716561 (Ivan Zulli)

    22 gennaio 2013 03:05
    Elimina
AGGIORNAMENTO di Lunedì 21 gennaio:
  1. I lavori procedono spediti e tranquilli con ruspe ed escavatori in piena azione (a proposito, non occorre alcun cartello che definisca la natura dei lavori?);
  2. Fino ad oggi la nostra richiesta di chiarimenti inviata a tutti gli Amministratori comunali di Lanciano è stata raccolta solo dal Consigliere Antonio Bianco che ci ha risposto con una e-mail che pubblichiamo alla fine di questo "post". Restiamo in fiduciosa attesa di riceverne altre soprattutto da chi ha maggior titolo per rispondere.   

I tragici fatti di Londra, con l’elicottero precipitato in pieno centro seminando morte e distruzione, riportano alla ribalta l’incredibile vicenda dell’eliporto privato in via di realizzazione in pieno centro a Lanciano.

Cerchiamo di fare chiarezza in una storia che se non fosse seria sarebbe ridicola.

I FATTI E LE RASSICURAZIONI DELL’ASSESSORE
Per una panoramica della questione riportiamo quanto pubblicato da “Il Centro”:

“Pista per elicotteri tra palazzine scuole e uffici pubblici”

LANCIANO. Un eliporto in pieno centro, in una zona densamente popolata come l’area tra via Rosato e via Ferro di Cavallo, a pochi metri da scuole, palazzine, negozi, uffici pubblici e strade altamente trafficate. Il progetto appartiene a un costruttore della zona che ha presentato già da due anni un’autorizzazione al Comune denominata Scia, “Segnalazione certificata di inizio attività”.
Il privato ha chiesto al Comune di poter costruire una pista di atterraggio per l’elicottero personale da realizzare accanto alla propria villa, in un terreno di sua proprietà, un’area verde che ridà su via Miscia, la parallela di via Rosato che si immette in via Ferro di Cavallo.
Oltre all’eliporto il costruttore ha chiesto anche di poter effettuare la recinzione del terreno per poter costruire un hangar dove parcheggiare il velivolo. Il tutto a pochi metri dai palazzi e da uffici come quello delle Poste centrali e la tenenza della guardia di finanza, e numerose attività commerciali.
Via Rosato, inoltre, assieme a Via Ferro di Cavallo, è una delle strade più trafficate della città dove ogni giorno circolano decine di bus per il trasporto di migliaia di studenti pendolari. Ma tutto sarebbe perfettamente in regola. La dichiarazione dell’imprenditore attraverso l’autorizzazione Scia, supportata dal progetto dettagliato di un tecnico, produce effetti immediati e sostituisce tutta una serie di autorizzazioni, licenze e nulla osta non sottoposti a valutazioni discrezionali, come ad esempio il rispetto di norme paesaggistiche o vincoli ambientali. Il Comune recepisce la domanda, la valuta e l’imprenditore può procedere subito ai lavori.
In questi giorni è in atto il cantiere per l'hangar che nel cartello di inizio dei lavori viene definito come edificio da adibire a “magazzino-rimessa”.
Il cantiere, così come da cartello, dovrebbe essere chiuso nel luglio del 2015. «Il terreno è edificabile», spiega l’assessore all’urbanistica, Pasquale Sasso, «per il Comune la richiesta è legittima. Secondo la Scia, il costruttore ha tre anni di tempo per realizzare l’eliporto per la cui autorizzazione però intervengono per legge altri organismi, come ad esempio l’Enac, Ente nazionale per l’aviazione civile. Il Comune può solo dare una valutazione urbanistica, e da quel punto di vista è tutto in regola».
Daria De Laurentiis [17/11/12]

I RAGIONEVOLI DUBBI E LE DOMANDE
·       E’ mai possibile che in un Paese dove il minimo intervento dev’essere sottoposto ad ogni tipo di autorizzazioni, pareri, vagli di enti e commissioni, passaggi burocratici ripetuti, esami e controlli, un ELIPORTO (dicasi UNA PISTA DI ATTERRAGGIO PER ELICOTTERI CON ANNESSO MAGAZZINO-HANGAR) necessiti di una semplice “comunicazione di inizio attività”?
·      E’ mai possibile che un tale intervento sia realizzabile in pieno centro urbano, in prossimità di abitazioni, scuole, edifici pubblici, strade altamente frequentate?
·        E’ mai possibile che un Sindaco ed un’intera Amministrazione Comunale debbano essere solo attori passivi e non abbiano alcuno strumento per poter dire la propria?
·      E’ mai possibile che un argomento di così grande rilevanza sia passato quasi inosservato nel dibattito politico e non sia stato giudicato degno di un minimo passaggio in Consiglio Comunale?

IN ATTESA DI DOVEROSE RISPOSTE
Chiediamo pertanto al Sindaco, agli Assessori ed a tutti i Consiglieri Comunali che si informino approfonditamente su tutti gli aspetti della questione per dare alla preoccupata cittadinanza tutte le più esaustive risposte e facciano in modo di coinvolgerla nelle decisioni viste le dirette ricadute che la vicenda avrebbe nella vita dell’intera comunità.

Abbiamo inviato questa richiesta di chiarimenti al Sindaco e a tutti gli Assessori e Consiglieri Comunali: pubblicheremo le risposte ricevute (se arriveranno).
(per ora solo quella del Consigliere Antonio Bianco che pubblichiamo alla fine del post). 

Nel frattempo vogliamo ricordare, soprattutto a quelli che sono intervenuti nell’iter della vicenda, cos’è accaduto ieri a Londra …

“Londra, elicottero cade in centro: due morti”


LONDRA - Disastro nel centro di Londra: un elicottero, probabilmente a causa della fitta nebbia, si è schiantato contro una gru montata su un grattacielo in costruzione nel quartiere di Vauxhall, a sud del Tamigi e di Victoria. Per il pilota non c'é stato niente da fare: il velivolo, carico di carburante, è precipitato a terra ed ha colpito due auto. Secondo un primo bilancio della polizia le vittime sarebbero due, incluso il pilota, mentre i feriti sarebbero 13, di cui uno grave. Ma l'incidente poteva trasformarsi in una vera a propria carneficina, poiché è avvenuto nell'ora di punta, vicino a un importante snodo ferroviario, attraverso il quale ogni mattina transitano migliaia persone. A quanto si apprende un uomo tra i feriti era rimasto intrappolato nella sua auto da cui è stato estratto dai soccorsi.
"Abbiamo ricevuto una telefonata questa mattina verso le 8.00", ha spiegato da parte sua un portavoce della polizia. Inoltre, numerose chiamate di emergenza sono arrivate ai vigili del fuoco, che hanno inviato sul logo del disastro almeno 22 mezzi e oltre 80 pompieri.
Secondo quanto raccontato dai testimoni, i primi mezzi sono arrivati "entro 5-10 minuti" dall'incidente. E quando le tv britanniche hanno cominciato a trasmettere le prime immagini, il luogo dell'incidente sembrava un campo di battaglia: in strada, rottami del velivolo e quel che restava di alcune auto erano ancora avvolti dalle fiamme, mentre nel cielo si levava una grande colonna di fumo nero. La polizia, intanto, ha bloccato le fermate della metropolitana e tutta la zona attorno all'incidente è stata evacuata per il timore che il carburante uscito dall'elicottero dopo lo schianto possa creare ulteriori incendi. Anche le strade sono state bloccate, gli uffici e i negozi sono stati fatti chiudere. Come ha constatato l'ANSA, poco dopo la sciagura sul ponte di Vauxhall c'era una lunga colonna di persone in fila scortate dalla polizia durante le operazioni evacuazione del quartiere.
Al momento, hanno fatto sapere i vigili del fuoco, tutti gli incendi sono stati spenti. L'incidente, avvenuto nell'ora di punta vicino alla stazione ferroviaria di Vauxhall e alla fermata della metropolitana di Waterloo, ha provocato quindi forti disagi non sono agli abitanti della zona, ma anche a migliaia di passeggeri. La polizia ha escluso l'attentato terroristico, ma molti residenti - come ha detto a Sky News un testimone - "hanno pensato che si trattasse di un attacco terroristico". Anche perché il luogo in cui si è schiantato l'elicottero si trova e vicino alla sede dei servizi segreti esteri britannici (MI6) e vicino alla nuova ambasciata americana, attualmente in costruzione. Il velivolo, secondo Sky News, sarebbe un AgustaWestland AW109 con otto posti.
La gru su cui si è schiantato l'elicottero questa mattina a Londra è in "una posizione instabile". Lo ha detto la polizia in una conferenza stampa. Nessuno stava lavorando sulla gru al momento dell'incidente.
"Come nel film Skyfall, è la prima cosa a cui ho pensato". Lo ha detto all'ANSA Stephen Swan, scozzese di 40 anni, che questa mattina alle otto si trovava a pochi metri dal luogo in cui un elicottero si è schiantato contro la gru. Era ospite di un amico nell'edificio adiacente alla sede dell'Intelligence britannica, l'MI6, lo stesso che si vede esplodere nell'ultimo film di 007. "E' la prima cosa che ci siamo detti e il pensiero è andato subito ad un attentato. Sarà stata la suggestione, abbiamo visto il film proprio qualche giorno fa", ha aggiunto il testimone spiegando di "aver sentito lo schianto e di aver visto molto fumo". "Poi siamo stati subito evacuati".
"E' un miracolo che non sia stata una tragedia molto peggiore", lo ha riferito la polizia di Londra. "Come in un film", hanno riferito i molti testimoni oculari. L'incidente è infatti accaduto intorno alle otto del mattino ora di Londra, in piena ora di punta. La zona dell'incidente è particolarmente trafficata: molti edifici che ospitano uffici, stazione della metropolitana e ferroviaria, oltre al vicino edificio dell'intelligence (l'MI6) e non lontano in linea d'aria dal Westminster, il parlamento ed il Big Ben. Il ponte di Vauxhall, chiuso immediatamente dopo l'incidente, é stato adesso parzialmente riaperto in direzione sud.
"E' stata aperta un'inchiesta per stabilire le cause dell'incidente sui cieli di Londra". E' quanto ha affermato in un comunicato la Civil Aviation Authority (CAA), l'ente che gestisce i trasporti aerei del Regno Unito. L'Italia parteciperà all'inchiesta tecnica sull'elicottero caduto questa mattina a Londra: l'Agusta A109E, marche G-CRST, è, infatti, di costruzione italiana. Un investigatore dell'Agenzia per la Sicurezza del Volo è stato già accreditato per affiancare i tecnici dell'Autorità investigativa del Regno Unito. [ANSA]

LE RISPOSTE DEGLI AMMINISTRATORI:
  1. Antonio Bianco (Consigliere Comunale) 18/1/13: 
    Secondo la Scia, il costruttore ha tre anni di tempo per realizzare l’eliporto per la cui autorizzazione però intervengono per legge altri organismi, come ad esempio l’Enac, Ente nazionale per l’aviazione civile. Il Comune può solo dare una valutazione urbanistica, e da quel punto di vista è tutto in regola». 
    Daria De Laurentiis [17/11/12]

    non sono giurista e, parlando a lume di naso, la scia è stata introdotta un paio d'anni fa, con il piano casa, per facilitare drasticamente gli "interventi", togliendo poteri proprio ai comuni. mi sembra realistico quello che ha dichiarato pasquale [Sasso, ndr] qualora tuttavia ci fosse una possibilità di evitare "interventi" tanto ridicoli quanto inutili ti garantisco che, per quello che mi riguarda e per come conosco gli altri, sarà usata.

domenica 13 gennaio 2013

QUELLO CHE I CITTADINI PRETENDONO DAI LORO AMMINISTRATORI



Gli amministratori pubblici locali (Sindaci, Assessori, Consiglieri comunali) hanno solo temporaneamente l’incarico, ricevuto dai loro concittadini, di gestire il bene comune.

Per fare questo in maniera normale e regolare hanno dei precisi doveri:

·       Hanno il dovere di tutelare e migliorare il benessere collettivo sotto tutti i punti di vista, sanitario, sociale, economico, civile. Ricordiamo che il Sindaco è la prima autorità sanitaria locale, il difensore per eccellenza della salute pubblica dotato di strumenti adeguati per assolvere questo compito;

·  Hanno il dovere di difendere la comunità dagli attacchi speculativi degli interessi particolari che privilegiano pochi e danneggiano tutti gli altri;

·    Hanno il dovere, per svolgere al meglio il loro ruolo, di informarsi costantemente su quanto accade o sta per accadere e renderne tempestivamente conto all’intera comunità;

·  Hanno il dovere di studiare gli argomenti, approfondire e aggiornarsi continuamente sia di persona che avvalendosi di collaborazioni interne ed esterne e poi attivarsi per raggiungere i risultati richiesti;

·     Hanno il dovere di ascoltare e confrontarsi sempre con i propri concittadini in maniera diretta o attraverso gruppi, comitati e associazioni rappresentative di interessi diffusi.

Siamo disgustati dagli amministratori ladri, corrotti e portatori di illegalità clandestine, ma siamo altrettanto stufi di quelli inadatti, incapaci, incompetenti, privi di volontà e voglia di fare che sono altrettanto dannosi per la collettività.

La politica è un’arte nobile: chi non è capace di esercitarla se non in cella se ne stia almeno a casa propria.

FM

martedì 8 gennaio 2013

VI PRESENTIAMO I CANDIDATI DI NUOVO SENSO CIVICO



NOI DIFENDIAMO LA VITA E QUINDI LA SALUTE DELLE PERSONE E DELL’AMBIENTE:

  • Per questo sosteniamo il diritto per tutti ad un lavoro sano, sicuro e dignitoso che non provochi contrasti con le comunità ospitanti come nel caso, che dovremo rendere irripetibile, dell’Ilva di Taranto;

  • Per questo ci informiamo, studiamo, ci confrontiamo con tutte le parti senza subire ingerenze sotterranee o ricatti e poi scegliamo ciò che riteniamo più utile per la collettività applicando, nel dubbio, il sacrosanto principio di precauzione indispensabile per evitare problemi e sofferenze future;

  • Per questo contrastiamo con ogni mezzo lo scellerato tentativo di trasformare l’intero Abruzzo in distretto petrolchimico e difendiamo invece le sue vere vocazioni produttive, economiche, ambientali e turistiche che verrebbero soffocate da tale scelta;

  • Per questo ci opponiamo alla diffusione indiscriminata delle centrali a biomasse e biogas che, come vengono concepite nella nostra regione, rappresentano delle false fonti pulite e rinnovabili che invece di risolvere i problemi locali li aggravano e ne creano di nuovi favorendo soltanto le speculazioni e mortificando le comunità che le subiscono;

  • Per questo sosteniamo le vere fonti pulite e rinnovabili quali ad esempio l’eolico, il solare ed il fotovoltaico che però vanno installate solo se davvero necessarie, senza impatti stravolgenti ed alle migliori condizioni tecnologiche e logistiche. Non vogliamo che i pannelli solari sfrattino i vigneti ma vadano a sostituire le coperture in amianto di edifici e capannoni;

  • Per questo riteniamo che la prima politica in difesa della salute e dell’ambiente è il risparmio e la lotta agli sprechi ed ai consumi inutili, modificando gradualmente gli stili di vita ed i comportamenti individuali;

  • Per questo rigettiamo l’ingannevole scelta alternativa tra discarica ed inceneritore, entrambi devastanti per la salute umana, ed indichiamo una praticabile terza via, quella della drastica riduzione dei potenziali rifiuti all’inizio del ciclo produttivo (imballaggi, articoli usa e getta, ecc.) ed infine, attraverso particolari lavorazioni, del loro riciclo e riuso a fine corsa considerandoli per quello che sono realmente, ossia materiali da riadoperare e non scarti da gettare;

  • Per questo ci battiamo per una nuova mobilità urbana ed extraurbana che non abbia più al centro l’automobile privata ed il trasporto su gomma ma incentivi tutte le scelte alternative in favore dei mezzi collettivi o condivisi meno inquinanti e  più economici (autobus, taxi di gruppo, car-pooling, car-sharing, mezzi su rotaia nella veste di metropolitana di superficie, ecc) e soprattutto favorisca l’uso della bicicletta in tutte le sue forme (tradizionale, elettrica, bike-sharing, in combinazione con altri mezzi come treni e pullman, ecc) attraverso l’estensione massiccia nelle città delle piste ciclabili e delle corsie preferenziali, l’aumento e valorizzazione delle aree pedonalizzate e l’adozione di una serie di incentivi e premi per tutti coloro che utilizzino quotidianamente mezzi di trasporto non nocivi per la salute;

  • Per questo ci impegniamo a fermare il dissesto idrogeologico del nostro Paese sostenendo le buone leggi in difesa dei suoli che blocchino le cementificazioni e favoriscano rimboschimenti e tutela dei corsi d’acqua come ad esempio il disegno di legge “Salva suoli”  presentato dal ministro Mario Catania in collaborazione con le associazioni della società civile;

  • Per questo ed in ogni settore riteniamo che la pratica più efficace ed economicamente vantaggiosa sia sempre quella della prevenzione che avvantaggia tutti mentre negli interventi in emergenza dopo i disastri, oltre all’impossibiltà di ripristinare la situazione precedente, vengono sperperate montagne di risorse che spesso favoriscono solo pochi soggetti interessati ed amplificano illegalità e corruzione.


Su questi impegni vincolanti chiediamo il voto nelle prossime elezioni a tutte le donne e gli uomini di buona volontà come noi.

Firmato
?
(staremo a vedere chi lo farà!)






venerdì 4 gennaio 2013

LE LEGGI (E IL PARLAMENTO) CHE VORREMMO: AD ESEMPIO SU AGRICOLTURA E MOBILITA’



Si sta rapidamente avvicinando la data delle elezioni politiche e come al solito il dibattito di tutto si sta interessando tranne che dei temi concreti e dei programmi che li riguardano.

Quando si parla dei politici in Parlamento ci si concentra soprattutto sul loro numero, i loro guadagni e la loro maggioritaria indolenza e quasi mai si indicano gli argomenti concreti sui quali dovrebbero impegnarsi.

Molte volte i più esagitati nel condannare i politici sono quelli che per decenni ne sono stati succubi e idolatri e che adesso si ribellano solo perché non ci sono più soldi da elargire per favori e prebende.

Naturalmente non esiste solo questa “società incivile” ma anche tante brave persone che da sempre e con coerenza si battono contro un sistema clientelare para-mafioso che in Abruzzo ha avuto uno dei suoi modelli negativamente esemplari e che adesso pretendono una radicale inversione di rotta e l’adozione di provvedimenti innovativi che vadano davvero nella direzione di favorire il bene comune, cioè di tutti e non delle solite miserevoli cricche e consorterie presenti in tutti i campi dell’attuale regime partitocratico (mi si passi la nota definizione radicale) da destra a sinistra.
Se si vuole essere credibili bisogna prima di tutto fare pulizia al proprio interno.

Vogliamo cominciare a segnalare due campi di intervento, agricoltura e mobilità, talmente ramificati da influenzare la nostra qualità della vita ben al di là del loro ambito.

Sulla questione dell’agricoltura, che è il DNA italiano, ha scritto egregiamente Carlo Petrini, fondatore di Slow food, elencando 4 linee guida molto concrete:

1.    “Politiche alimentari significa politiche condivise e interconnesse: ambiente, agricoltura, educazione, salute, economia, giustizia, sviluppo, industria, beni culturali. Dove inizia un settore e finisce l’altro? Non si può dire, non esiste confine. Se si fa politica per il cibo e per l’agricoltura si fa, finalmente, politica per tutti, si tutela il bene comune. (…)un tavolo condiviso, un posto in cui tutti i ministri e tutti gli assessori verificano, prima di vararli, la coerenza dei provvedimenti di cui si fanno portavoce sarebbe un buon inizio.
2.    C’è un disegno di legge già approvato che attende di diventare legge. E’ stato ribattezzato “Salva suoli”. L’ha presentato il ministro Mario Catania, che l’ha scritto e migliorato con la collaborazione delle Regioni e della rete di associazioni della società civile. Serve a porre, sia pure con imperdonabile ritardo, fine alla dissipazione del suolo agricolo italiano, alla cementificazione ignorante che ha devastato il nostro territorio e di cui paghiamo il prezzo in dissesto e vite umane ad ogni temporale. (…) I candidati che nelle prossime settimane si diranno a favore della protezione del territorio italiano provino a dirlo in modo più chiaro: dicano che si impegneranno perché quel disegno di legge diventi al più presto una legge nazionale.
3.    Le nostre campagne hanno bisogno di ripopolarsi. Perché il made in Italy passa dai campi e dalle mani dei nostri produttori che (…) oggi sono mani anziane (…) e non sanno a chi consegnare tutta la loro esperienza e tutti i loro saperi. E, come si sa, i nostri giovani hanno bisogno di lavorare. (…)Quindi i candidati che nelle prossime settimane intendono parlare di lavoro giovanile potrebbero intanto impegnarsi a facilitare questa fetta di lavoro giovanile: quella in agricoltura. Perché sono tanti i giovani che ci stanno provando e, nonostante tutto, ci stanno riuscendo. Ma sono tantissimi i giovani che ci stanno pensando e che rinunciano prima di provare perché le difficoltà sono davvero troppe.
4.    Infine decidiamo una volta per tutte che agricoltura serve al nostro paese. Un paese fatto di milioni di piccole aziende agricole. Un paese che ha il biologico tra i suoi vanti. Un paese che basa la sua ricchezza sulla biodiversità di razze animali, varietà vegetali domesticate e spontanee, di prodotti tipici e delle tante biodiversità che quelle implicano(…). Non serve un’agricoltura di brevetti, non serve un’agricoltura di multinazionali, non serve un’agricoltura di contoterzisti. Non servono gli OGM. Semplicemente non servono. E già questo basterebbe a richiedere un impegno per fare in modo che vengano esclusi dal nostro futuro alimentare. Se a questo si aggiungono (…) i possibili impatti sull’ambiente, sulla salute e sull’economia risulerà chiaro che appellarsi al principio di precauzione sarà la cosa più ovvia da fare, decidendo che il nostro paese resta “Ogm free”. Quindi quei candidati che nelle prossime settimane parleranno di “green economy”, potrebbero partire anche da qui: dal più vasto settore di green economy che abbiamo, da sempre, sotto gli occhi: l’agricoltura sostenibile.”                                
     (da la Repubblica del 4 dicembre 2013)

Un discorso altrettanto concreto potrebbe farsi sulla mobilità, tema a noi assai caro, partendo dall’assunto ormai evidente della perdita di centralità dell’automobile privata negli stili di vita e nell’economia della nostra società.

Nei principali paesi dell’Occidente, in particolare Stati Uniti, Oceania e Paesi scandinavi in Europa, stiamo assistendo ad una radicale riduzione della motorizzazione individuale nelle giovani generazioni, per ragioni economiche (costi di acquisto e mantenimento insostenibili), funzionali (sempre maggiori difficoltà negli spostamenti e nella gestione dei tempi e degli spazi) e non ultime ambientali e di salute (aumento dell’inquinamento e delle malattie correlate).

Dunque anche in questo campo chiediamo ai futuri candidati delle parole chiare in favore di leggi che vadano innanzitutto a liberare le città dal giogo ormai insostenibile del traffico privato motorizzato e favoriscano tutte quelle forme di mobilità alternativa ampiamente collaudate che sollecitiamo continuamente in tutti i nostri interventi.
Un analogo discorso va fatto  anche per i trasporti cominciando a spostare dalla gomma alla rotaia il carico delle merci che in Italia è clamorosamente sbilanciato in favore di strade ed autostrade.
E’ arrivato il momento storico di smetterla con le politiche miopi, inefficaci e deleterie di incentivo all’uso dell’automobile privata. Basta con le spese esorbitanti per interventi come parcheggi, raddoppi di corsia, rotatorie e via di seguito che solo illusoriamente risolvono i problemi mentre in realtà li aggravano.
L’unica politica sostenibile in termini di salute ma anche economici e pratici è quella di ridurre drasticamente il traffico veicolare privato, nelle sue varianti più inutili e superflue, mettendo contemporaneamente a disposizione tutte le valide alternative concepibili.

E chi lavora nel settore automobilistico?
Come hanno già capito le principali industrie americane del settore e prima che sia il mercato a far chiudere le fabbriche e licenziare gli addetti occorre riconvertire in favore della produzione di mezzi di trasporto collettivo (autobus, minibus, taxi collettivi, mezzi su rotaia, ecc) a minore impatto inquinante (elettrici, ecc), più funzionali, sani e meno ingombranti.

Un ruolo da protagonista in questo auspicabile scenario dovrebbe averlo naturalmente la bicicletta in qualsiasi forma (tradizionale, elettrica, ecc.) attraverso tutte le agevolazioni possibili che ne favoriscano l’utilizzo come mezzo di trasporto quotidiano. Stiamo parlando come al solito di piste ciclabili, corsie preferenziali, postazioni di bike-sharing, ma soprattutto della rimodulazione degli spazi e dei tempi delle città in favore di questa idea di mobilità che rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione culturale.

Altro aspetto non trascurabile riguarda i risparmi in termini di spesa sanitaria nazionale per le malattie da inquinamento veicolare che si otterrebbero privilegiando queste forme di mobilità sostenibile. Abbiamo già ricordato altre volte a titolo di esempio come l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia calcolato in 400mila euro l’anno il risparmio per le spese mediche ottenuto dalla città di Modena con l’adozione di una nuova rete di piste ciclabili.
Anche in questo caso, per dare un’immediata evidenza di costi-benefici, tutti i risparmi ottenuti dovrebbero essere reinvestiti in favore di ulteriori interventi per il miglioramento degli spostamenti e la qualità della vita dei cittadini, aprendo così nuovi scenari positivi anche in termini occupazionali.

Ci siamo limitati ad analizzare due argomenti, seppur molto importanti e coinvolgenti, che dovrebbero far parte dell’agenda di ogni candidato meritevole di ascolto ed attenzione.
Vedremo se ne apparirà qualcuno all’orizzonte e soprattutto se sarà capace di trasformare in fatti le parole (promesse) di campagna elettorale.

L’unica cosa di cui devono esser certi è che il tempo delle prese in giro è definitivamente scaduto.      

F, Mastrangelo - Nuovo Senso Civico Lanciano