venerdì 26 febbraio 2010

MA I POLITICI ABRUZZESI SANNO LEGGERE?

Su 13.000 nati in 10 anni quasi 700 hanno problemi
Soprattutto ai genitali. Indaga la magistratura
Gela, nella città dei veleni
è record di bimbi malformati

Studio della Regione: dove ci sono raffinerie ci si ammala di più
si muore sempre di più
dal nostro inviato ATTILIO BOLZONI


L'impianto industriale del Petrolchimico di Gela

GELA - Dove volevano morire di cancro piuttosto che morire di fame i veleni hanno portato altri orrori. Ed è lì, solo lì tra le ciminiere che sputano fiamme che l'aria è un morbo. E' in quella Sicilia che un tempo sognava per i suoi giacimenti e per le sue trivelle che nascono bambini malformati, tanti. Più che a Porto Marghera. Più che a Taranto. Più che nell'inferno di Priolo e di Melilli. "Per le ipospadie un dato così alto non si era mai ufficialmente registrato in realtà industriali del mondo intero", rivela la relazione che un'équipe di periti ha appena consegnato alla magistratura di Gela. Sono numeri da paura.

Un'indagine scopre che su 13 mila nati tra il 1992 e il 2002 quasi 700 presentano malformazioni cardiovascolari, agli arti, all'apparato digerente, ai genitali esterni soprattutto. Queste ultime risultano superiori alla media nazionale più del 250 per cento. "In letteratura non è riportato nulla di simile, certi valori per le ipospadie si erano sfiorati fino ad ora solo nell'area di Augusta", spiega Fabrizio Bianchi, primo ricercatore del Cnr, coordinatore italiano delle rete europea sulle malformazioni congenite e anche uno degli esperti che sta "analizzando" i danni provocati dai camini che buttano fumi mortali dentro e intorno alla quinta città siciliana per abitanti, 100 mila, una striscia di terra dove in certi giorni il mare davanti è color dell'inchiostro. Ma paura fanno anche quegli altri risultati venuti fuori da uno studio del Ministero della Salute e dall'Osservatorio epidemiologico della Regione sui "siti industriali" dell'isola, il "triangolo" a nord di Siracusa, Milazzo, Biancavilla. Dove ci sono raffinerie ci si ammala sempre di più, si muore sempre più facilmente, l'incidenza dei tumori è del 50 per cento in più che nel resto della Sicilia.

E' Gela il caso più spaventoso. Ed è a Gela che un'inchiesta giudiziaria proverà a stabilire il nesso di causalità tra veleni chimici e malformazioni.

Sono già state esaminate 50 mila cartelle cliniche, un'esplorazione a vasto raggio sui bimbi nati male e un'altra sulle morti sospette tra i 7 mila dipendenti transitati nei reparti degli stabilimenti dell'Anic e dell'Agip fin dal 1959, l'anno di apertura del Petrolchimico, l'anno del signore in cui Gela e quella Sicilia ammaliata da Enrico Mattei inseguirono il miraggio dell'oro nero.

La ricerca sugli effetti tossici è stata ordinata dal sostituto procuratore Alessandro Sutera Sardo, lo stesso che nel 2002 fece chiudere quattordici serbatoi e due depositi di carbone della raffineria. L'inchiesta procede sulla base dei numeri che fornisce un pool di esperti: Fabrizio Bianchi Cnr, Sebastiano Bianca, genetista, Pietro Comba, Iss, Annibale Bigeri, statistico. Sono loro che hanno raccolto ed elaborato i primi dati. "Ci sono picchi che lasciano sgomenti", racconta il sostituto procuratore Alessandro Sardo Sutera. La percentuale di bimbi malformati a Gela è di 40 su mille. Di quei 40 casi, 5 sono ipospadie. Ma tante sono anche le malformazioni cardiovascolari.

Ecco un passo della relazione degli esperti trasmessa alla procura: "L'eccesso di rischio osservato a Gela per i difetti dei setti cardiaci e dei grandi vasi è consistente. In particolare eccessi positivi sono stati riportati in associazione con contaminazione di metalli pesanti e/o solventi organoclorurati presenti nelle acque ad uso civico, piombo in aree contaminate, solventi organici in ambiente lavorativo o residenziale, composti fenolici, per l'esposizione materna e paterna a pesticidi e per la residenza vicina a discariche di rifiuti". Le sostanze che appestano sono tante altre. Idrocarburi aromatici. Diossine. Mercurio. Arsenico.

I quasi 700 bambini con handicap sono stati tutti individuati, rintracciati e visitati. "E cinque di loro sono stati salvati per miracolo, operati d'urgenza negli ospedali di Catania", ricorda il magistrato di Gela. La sua inchiesta scava sulle malformazioni ma punta anche a verificare un collegamento "tra la presenza del petrolchimico e i tumori". Una prima analisi ha accertato quanti morti di cancro ci sono stati negli ultimi 40 anni tra i dipendenti: 641. Una seconda analisi ha selezionato 195 casi, quelli di "elevata probabilità di ricondurre la morte all'esposizione" dei veleni dello stabilimento. Gli esperti stanno lavorando su questi 195 decessi. Per tumore al polmone se ne sono andati in 60, 35 quelli morti per un male all'apparato respiratorio e 34 per leucemia. Tutti gli altri per mesoteliomi, nefropatie, morbo di Parkinson. A Gela è stato riscontrato un tasso di mortalità superiore alla media italiana del 57% in più per i tumori allo stomaco per i maschi e del 74% in più al colon retto per le femmine, più del 13% gli uomini e più del 25% le donne gelesi decedute per malattie cardiovascolari, 20% in più le cirrosi diagnosticate a maschi e femmine. "Fino a questo momento abbiamo individuato 25 casi sicuri di persone colpite da tumore che lavoravano là dentro", dice Sutera Sardo, dipendenti del petrolchimico morti di petrolchimico.

Per le esalazioni di acido solforico e per l'amianto, per l'ammoniaca respirata, per il benzene e per il benzolo, per il mercurio. L'inchiesta giudiziaria sull'impianto di Gela sarà probabilmente chiusa alla fine dell'anno. Ma già i primi numeri raccontano quanto è costato il sogno industriale siciliano.

(La Repubblica 14 luglio 2005)

giovedì 18 febbraio 2010

NATO SU MARTE


Il Consigliere Regionale Emilio Nasuti, candidatosi sulla Terra, nella circoscrizione Abruzzo, ed eletto in particolare con i voti del popolo frentano, deve smetterla di fare gli interessi dei Marziani, che pure rispettiamo, per alcuni semplici motivi:
  • E’ stato eletto sulla Terra
  • Lo stipendio gli viene pagato dai terrestri (un super stipendio!)
  • Prima di rilasciare dichiarazioni dovrebbe sapere di cosa sta parlando.

Domande di NSC al Marziano:
  • Quali sono le aree idonee a realizzare un Centro Oli in Abruzzo?
  • E’ vero che il Governo Nazionale ci è vicino?
  • Se è vero, perché l’On. Daniele Toto è stato uno degli artefici nel far impugnare la prima legge antipetrolio?
  • Perché il Governo Nazionale ha impugnato l’ultima legge antipetrolio?

Considerazioni di NSC:

In Abruzzo, come in tutta Italia, per l’orografia del nostro territorio, non è realizzabile un Centro oli, se si decide ovviamente di rispettare i parametri che tutte le nazioni impongono a queste tipologie di insediamenti. (vedi USA, Germania, Norvegia, Francia, Inghilterra, Spagna, Pakistan, Cina, Libia)

In Italia non ci sono aree desertiche disabitate, dove le attività umane non sono presenti (città, agricoltura, turismo, industrie, ecc.)
Il petrolio abruzzese di bassissima qualità non può essere trasportato se non è immediatamente desolfurizzato, quindi: pozzi = centro Oli ; No Centro Oli = no pozzi in mare e in terra.


Inutile continuare a fare paragoni e commenti, la stragrande maggioranza dei cittadini abruzzesi ormai queste cose le conosce bene.
Il dramma è che i Marziani con il loro pensiero illuminante, dovrebbero dare vita ad una nuova società, dedita al benessere sociale sotto tutti i punti di vista.
I Marziani non conoscono o fanno finta di non conoscere la realtà a cui andiamo incontro.
Forse il fatto di provenire da un altro pianeta e venuti da poco ad abitare sulla Terra ha impedito loro la conoscenza del problema, se pur molto semplice da acquisire, e ciò li rende ignoranti in materia.

Se la motivazione è solo questa, per il momento sono scusati, ma li invitiamo ad acculturasi al più presto sull'argomento.

Sulla Terra e in particolare in Italia il popolo è sovrano e quasi più nessuno porta l’anello al naso;
nel caso i nostri Marziani intendessero continuare a considerarci cittadini di serie “B” per le prossime elezioni, anche come rappresentanti di condominio, i voti dovranno chiederli su Marte.
Noi, Cittadini della Terra faremo conoscere anche all’ultimo eremita rimasto il loro operato.

Siamo sempre pronti a tornare sui nostri passi appena ce ne sarà data la possibilità.
Ribadiamo con forza che il nostro movimento è si politico ma assolutamente apartitico.
Le nostre considerazioni si riferiscono all’operato dei nostri politici, non allo schieramento a cui appartengono.

I politici per bene, così come i mascalzoni, sono presenti in tutti gli schieramenti.








sabato 6 febbraio 2010

IL GOVERNO STRAPPA IL PERIZOMA DI CHIODI

Vi aspettiamo a Lanciano sabato 13 febbraio presso la Casa di Conversazione
ma nel frattempo vi diamo un altro motivo di riflessione sul perché di questa sciagura annunciata che si chiama petrolio abruzzese.

Quello che doveva accadere è accaduto, ed anche in anticipo rispetto alle previsioni!
Il Governo centrale ha impugnato presso la Corte Costituzionale la legge regionale 32/2009 proposta e approvata soltanto lo scorso 18 dicembre dalla Giunta Chiodi e dalla stessa strombazzata come la Legge Anti Petrolio e da noi invece più prosaicamente definita Legge Perizoma.

L'atteggiamento della Giunta regionale presieduta da Gianni Chiodi, nei confronti della deriva petrolifera abruzzese, può essere generato solo da queste due motivazioni:

1. Prima motivazione: la Giunta Chiodi, per motivi che a questo punto della storia devono essere resi pubblici, invece di tutelare gli interessi dei cittadini abruzzesi sembra tutelare gli interessi di chi ha forti interessi economici nella petrolizzazione abruzzese, a scapito dell'economia e della salute dell'intero Abruzzo.
Infatti, nonostante quanto evidenziato dall'Avvocatura del Governo il petrolio abruzzese non ha rilevanza strategica nazionale perché estratto da compagnie straniere che lo venderanno sul libero mercato.
Per assurdo queste compagnie straniere potrebbero vendere anche all'Italia il petrolio abruzzese senza che la regione Abruzzo incameri un euro per quello estratto in mare e meno di un'elemosina per quello estratto a terra!

Quindi dove si evidenzia che questo petrolio concorra alle necessità strategiche della nazione?

Tanto per fare un esempio, tutto il petrolio che verrebbe estratto dal campo di coltivazione Ombrina Mare della MOG inglese, che devasterebbe il mare e la costa tra San Vito e Punta Cavalluccio, potrebbe soddisfare le necessità nazionali per meno di 10 giorni in un contesto di 8.760 giorni di estrazione,ma lasciando tracce del suo inquinamento mortale per almeno un secolo: cioè 36.500 giorni!

Per inciso i pozzi di Ombrina Mare saranno automatici, privi di personale, ed il centro oli galleggiante FSPO, battente bandiera straniera, avrà a bordo 15 tecnici, anche essi stranieri!

A proposito di Ombrina Mare, Presidente Chiodi, la sua Giunta ha inviato le Osservazioni che evidenziano l'allegra gestione dell'iter delle concessioni agli organi competenti?
E se le ha inviate, come ha fatto la Provincia di Chieti, perché non le rende pubbliche?

2. Seconda motivazione. La Giunta Chiodi, alla luce dei fatti e delle bugie con le gambe cotrtissime, quando parla di petrolio non sa cosa dice perché, pur avendo gli strumenti per farlo, non è in grado di valutare il problema nella sua gravità; quindi si comporta, su questo specifico problema, da ignorante.

Queste due ipotesi sono entrambe deplorevoli perché i cittadini-elettori abruzzesi stanno pagando lauti compensi agli esponenti della giunta regionale affinché tutelino i loro interessi e non quelli di realtà estranee alla comunità regionale.

Il secondo caso, a nostro avviso, è ancora più grave perché vuol dire che questi stipendi sono pagati a individui che se continuassero ad ignorare la gravità del problema dovrebbero essere rimandati a casa con il disprezzo dei cittadini-elettori per la loro manifesta arroganza di amministratori ignoranti ed incapaci.

Questa è l'ennesima dimostrazione che il petrolio abruzzese non è un problema ambientale ma politico.
Esattamente come la febbre non è la malattia ma il suo sintomo.

Il presidente Gianni Chiodi, se non vuole che la sua progenie si vergogni di lui per decenni, invece di trincerarsi dietro inutili e sconcertanti Leggi Perizoma deve avere il coraggio di spostare il problema sul piano politico, sostenendo la richiesta di revoca come stiamo facendo noi, semplici cittadini, attraverso la raccolta firme ai sensi dell'art. 6 comma 11 e dell'art. 9, comma 2 della Legge n.9 del 9 gennaio 1991.
Se il presidente decidesse di saperne di più in merito alla raccolta firme per ottenere la revoca scarichi il modulo da questo link e si dia da fare, lui e tutto il suo entourage:
http://www.nuovosensocivico.it/documentazione.php

Nell'attesa di un suo concreto impegno per la salvaguardia della nostra Regione invitiamo il Presidente Gianni Chiodi a riflettere su questo aforisma:

Si possono ingannare tutti una volta, qualcuno per sempre, mai tutti per sempre!
(John F. Kennedy, reinterpretando un pensiero di Thomas Jefferson)

Alla quale fa contraltare quest'altro :
Niente può resistere alla volontà del popolo quando si sente ingannato.
(Anonimo, abruzzese per scelta, più volte ingannato e molto incazzato!)




martedì 26 gennaio 2010

OMBRINA MARE: UN CENTRO OLI GALLEGGIANTE TRA SAN VITO E PUNTA CAVALLUCCIO


Nel post precedente abbiamo parlato del Progetto Ombrina Mare 2 contro il quale sono state inviate le così dette osservazioni dalla Provincia di Chieti, da numerosi Sindaci e da numerose Associazioni e Movimenti.
Qui di seguiti riportiamo a titolo puramente divulgativo alcuni aspetti importanti di questa mostruosa assurdità.

Il Progetto Ombrina Mare presentato dalla Medoil Gas S.p.A. - che vi ricordiamo ha la sua sede operativa a Ortona in via del Porto 14 dentro gli uffici della Fratino Srl di proprietà del Sindaco Nicola Fratino - è costituito da 2 piattaforme petrolifere e una raffineria galleggiante lunga 350m, in pratica un centro oli che rimarrà operativo per i prossimi 24 anni di fronte alla Costa dei Trabocchi , tra S.Vito e Punta Cavalluccio!

IL PETROLIO ESTRATTO NELL'ARCO DEI 24 ANNI DAL POZZO OMBRINA MARE
COPRIREBBE IL FABBISOGNO NAZIONALE PER CIRCA 10 GIORNI
E QUELLO DEL GAS PER UN GIORNO SCARSO.
MA IN REALTA' TUTTO IL PETROLIO ESTRATTO DA OMBRINA MARE
NON E' DESTINATO ALL'ITALIA E LA COMPAGNIA - STRANIERA - LO VENDERA' SUL MERCATO LIBERO DOPO AVERLO DEPURATO IN ABRUZZO INQUINANDONE
IL MARE E LA COSTA.
SENZA PAGARE ALLA REGIONE UN EURO DI DIRITTI.


Il progetto prevede 2 piattaforme, una mobile tipo Galloway - esattamente come quella che stazionò nel 2008 tra Ortona e S.Vito - per la perforazione di 6 nuovi pozzi e una piattaforma fissa chiamata OMBRINA MARE A che andrà a posizionarsi sul tripode del pozzo Ombrina Mare 2 già completato nell'estate del 2008 e perfettamente visibile a occhio nudo al traverso di San Vito e Punta Tufano.

La dimensione del giacimento è stimata in 20 milioni di barili di petrolio amaro classificato API 17° praticamente poco al disopra del bitume e richiede quindi la desolforazione in un centro oli per poter essere trasportato e successivamente raffinato.
Poiché il centro oli di Ortona per ora non c'è a circa 4 chilometri dalla costa, in prossimità del pozzo si posizionerà una nave serbatoio galleggiante per il primo trattamento idrocarburi denominata FPSO: Floating Production Storage Offloading.

IN PRATICA UN CENTRO OLI GALLEGGIANTE CHE RILASCERA ' IN ATMOSFERA PIU' DI 8 TONNELLATE ALL'ORA DI FUMI ED ESATTAMENTE, COME CI INDICA LORENZO NEI COMMENTI:
7 kg per la torcia di emergenza
550 per il termodistruttore
7198 per il generatore a gas di energia elettrica da 1 MW
2971 per un secondo generatore a gas acceso per 4 ore al giorno
tutto compreso fa:

8290 kg/ora

e sicuramente c'è dell'altro!
Ed infatti in caso di blocco, cosa possibile e frequente come abbiamo constatato a Viggiano, la fiaccola metterà in atmosfera oltre
50 TONNELLATE L'ORA DI FUMI E INQUINANTI!!!

Inquinanti come SOX (ossido di zolfo) - NOX (ossido di azoto) - CO (ossido di carbonio) - H2S (idrogeno solforato) oltre a NMHC (idrocarburi non metanici) classificati come cancerogeni dall' Organizzazione Mondiale della Sanità ma legali in Abruzzo!
Per gli NMHC l'OMS dice chiaramente che non è possibile definire una soglia minima al di sotto della quale non si hanno effetti apprezzabili sulla salute. Insomma gli NMHC fanno morire lentamente l'ambiente - persone comprese - a prescindere dalla loro quantità!

Inoltre le attività di perforazione, di travaso, lavorazione e stoccaggio immetteranno altri inquinanti di vario genere alterando il ciclo biologico del mare e della costa.

TUTTO QUESTO SENZA NESSUNA POSSIBILITA' E VOLONTA' DI CONTROLLO DA PARTE DELLA REGIONE ABRUZZO.
Quando noi diamo del pinocchietto-bugiardino a Chiodi & Co. quando dice che il centro oli di Ortona non si farà è per questo motivo: come può la Regione ignorare e/o sottovalutare un simile problema?

Quale è la logica e quali le motivazioni che costringono la classe politica abruzzese, nella sua quasi interezza, ad una umiliante omertà su un simile problema che investe l'economia, la qualità della vita e la stessa salute dei cittadini?

La piattaforma fissa Ombrina Mare A è completamente automatica (non ha personale a bordo) mentre il centro oli galleggiante FPSO - battente bandiera straniera - avrà un equipaggio di 15 persone, naturalmente straniere anche loro.

sabato 23 gennaio 2010

SENZA COMMENTI BIS


Le polemiche che nascono ogni qualvolta decidiamo di tutelare il nostro Movimento ed i suoi esponenti ci costringe ad implementare questo post in data 25 gennaio 2010

Giovedì 21 gennaio presso la Sede della Provincia di Chieti, su invito e sollecitazione del Presidente Enrico Di Giuseppantonio, si è svolto un incontro per definire le "osservazioni" da inviare alle Autorità competenti in merito alla concessione di estrazione offshore denominata Ombrina Mare 2.
Questa concessione, la cui struttura pronta per essere imbragata alla piattaforma è visibile a occhio nudo al traverso di San Vito- Vallevò, è richiesta da una Società petrolifera a responsabilità limitata, spin-off della Mediterranean Oil and Gas.
Questa a sua volta è una piccola società petrolifera inglese - in Italia ha la sua sede a Roma in un appartamento a piano terra di via Orazio 30 - che sembra voler garantire un utile ai suoi azionisti (tutti stranieri!) pompando petrolio dal sottosuolo abruzzese con la connivenza di alcuni politici e imprenditori abruzzesi.
La sede operativa della Mediterranean Oil and Gas (M.O.G.) dedicata alle attività di Ombrina Mare 2 si trova invece ad Ortona in via del Porto 14, all'interno degli uffici della Fratino Srl di proprietà del sindaco Nicola Fratino, il che probabilmente non vuol dire nulla ma fa sorgere quanto meno dei legittimi dubbi in merito a chi, in questa brutta vicenda del petrolio abruzzese, è il controllore e chi il controllato.

All'incontro con la Provincia, oltre al nostro Lanci era presente, come sempre del resto, Fabrizia Arduini di EAA ed alcuni altri cittadini impegnati ed esperti sulla materia, ma erano come sempre assenti alcuni dei dirigenti dei movimenti e delle sigle "storiche" dell'ambientalismo abruzzese che, forse non per caso, sono gli stessi che hanno inneggiato in coro alla Legge Perizoma voluta dal presidente Chiodi. Legge ppromulgata ad arte, poche settimane fa, per annebbiare le coscienze dei cittadini abruzzesi creando una cortina di fumo sul problema petrolio.

Durante la riunione, che ha confermato l'impegno e la volontà del presidente Di Giuseppantonio di salvaguardare l'Abruzzo da questo scempio annunciato, Alessandro Lanci di Nuovo Senso Civico ha presentato le "osservazioni" (messe a disposizione di tutti i presenti) e già inviate al Ministero per lo Sviluppo Economico, All'Ufficio VIA della Regione Abruzzo, alla Presidenza della Regione Abruzzo e per conoscenza alla Procura della Repubblica di Lanciano.

Lo stesso documento, denso di riferimenti tecnico-legali perché sviluppato da un panel di veri esperti in diritto minerario ed in problematiche legate alle attività minerario-petrolifere, era stato già inviato dal nostro Movimento a 35 Comuni della costa abruzzese e dell'immediato entroterra, alla Regione e ad altre Associazioni, per aiutare tecnicamente alla stesura delle "osservazioni" e stimolarne l'inoltro.

Nei giorni precedenti l'incontro Nuovo Senso Civico, nell'ambito di un ben precisa strategia, aveva inoltre collaborato alla stesura della diffida inviata da Italia Nostra di Lanciano, nella sua qualifica di Pubblico Interessato, al comune di Ortona.
Questa diffida ha lo scopo di distogliere il Comune di Ortona da qualsiasi azione di favoreggiamento nei confronti delle istanze collegate e/o collegabili al così detto Progetto Miglianico (leggi: Centro Oli e simili).
La notizia della presa di posizione chiara e netta della Provincia di Chieti è stata riportata dai maggiori quotidiani, il centro addiritura l'ha riportata su tre pagine diverse, a dimostrazione che tutti, ma proprio tutti, abbiamo fatto un buon lavoro.

Questa è l'email che il Presidente della Provincia di Chieti, Enrico Di Giuseppantonio, aveva inviato martedì 19 gennaio 2010 a esponenti delle numerose sigle di Associazioni, Comitati e Movimenti che si stanno impegnando per la tutela dell'Abruzzo dall'invasione dei petrolieri.

Preg.mi signori,
Gent.me signore
come ben sapete, la provincia di Chieti ha formalmente detto no alla costruzione del pozzo Elsa 2 progettato al largo di Ortona e all'installazione della Petroceltic prevista al largo di Casalbordino, con una serie di osservazioni inviate al Ministero dell'Ambiente con il contributo essenziale delle associazioni ambientaliste e dei comitati civici sorti a difesa delle coste abruzzesi.
Ora siamo di fronte ad un'altra minaccia per il nostro territorio, con la richiesta di installazione della piattaforma petrolifera "Ombrina 2".
A tal proposito, vi invito ad una riunione tecnica, nella quale cercheremo di programmare e concordare le azioni da intraprendere.
Ci vedremo giovedì 21 gennaio alle 16.00, presso la Sala di Giunta della Provincia di Chieti (corso Marruccino, 97 - terzo piano).

In considerazione dell'importanza della riunione, vi prego di non mancare.
A coordinare l'incontro ci sarà il consogliere provinciale Franco Mororni.
Cordiali saluti e buon lavoro.

Enrico Di Giuseppantonio


Per la prima volta da quando è sorto il problema del petrolio in Abruzzo un politico, esponente di una delle massime cariche istituzionali della Regione, con grande coraggio e intelligenza politica, si assume ben precise responsabilità e diventa promotore di un'azione concreta nei confronti di questo scempio annunciato.

L'Assessore della Provincia Remo Di Martino, il 7 gennaio 2010 a Ortona, rappresentava la carica istituzionale coperta da Enrico Di Giuseppantonio e quindi, a prescindere da qualsiasi considerazione di parte andava ascoltato con attenzione, anche per avere la possibilità eventuale di contestarlo civilmente, qualora il suo intervento non fosse stato ritenuto da qualcuno congruo, cosa che non ha fatto la prof che, come sempre in queste situazioni non è in grado di gestire la sua emotività.

Questi i fatti che sarebbero rimasti custoditi nel silenzio delle nostre numerose attività contro la petrolizzazione abruzzese se, dopo la riunione alla Provincia, non ci fosse giunta questa e mail girata da un esponente della sigla EAA-EPA, probabilmente per sbaglio, e la cui lettura ci ha lasciato senza parole, al punto tale che abbiamo pensato fosse una provocazione di cattivo gusto; dopo un facile e rapido riscontro ne abbiamo purtroppo scoperto la veridicità e deciso così di divulgarla.
Domenica notte, alle 01,30 ora italiana, la prof ha telefonato a chi scrive chiedendo di togliere dal blog l'email, cosa che la dice lunga sul senso civico della prof prima donna, adducendo il fatto che si trattava di corrispondenza privata.
La prof D'Orsogna, e glie ne saremo sempre tutti grati, ha avuto dei grandi meriti nella divulgazione di questo problema ma se non è in grado di sostenere il gioco del tavolo a cui si è voluta sedere deve avere l'umiltà di alzarsi o di tacere, perché così fa solo danni, soprattutto a se stessa.

"Presidente Di Giuseppantonio, grazie per l'invito. Ovviamente - causa oceano - non potro' essere presente. Vi auguro un incontro fruttuoso. Per completezza pero', ci tengo a specificare che: Le osservazioni mandate dalla provincia di Chieti per Elsa2 le ha scritte da cima a fondo la sottoscritta pro bono, dopo innumerevoli sollecitazioni presso i rappresentanti della provincia stessa. Anche q9uelle inviate per Casalbordino e di Vasto sono state prese dal mio lavoro. La maggior parte delle lettere inviate al governo da parte di enti, chiesa, e comuni sia per Elsa2 che per Vasto/Casalbordino sono state da me sollecitate per tutto l'Abruzzo e qualche volta anche scritte direttamente da me, quando gli stessi enti non sapevano come fare o cosa scrivere. Molto probabilmente i miei testi verranno usati anche per Ombrina Mare per il quale ho gia' coordinato l'invio di almeno una quindicina di testi e per i quali attendo altre lettere. Spero che vogliate eticamente includere questi fatti in tutti i comunicati futuri in modo tale che la storia non venga riscritta da persone che badano piu' all'apparenza che ai fatti delle cose. Anche se a voi puo' non sembrare, vi assicuro che scrviere le osservazioni e' un duro lavoro che porta via tempo ed energia.
Grazie
Maria Rita D'Orsogna"



SU QUESTI LINK POTETE LEGGERE I TESTI INTEGRALI DELLE OSSERVAZIONI E DELLA DIFFIDA

domenica 17 gennaio 2010

PRESIDENTE, MA DA CHE PARTE STA?





Gentilissimo Presidente,
ancora una volta trincerato nelle sue posizioni, forse perché stressato, rifiuta il dialogo senza avere identificato bene i suoi interlocutori.
Le sue parole purtroppo dimostrano che lei o non è bene informato sull'argomento "Abruzzo-Petrolio" oppure che la strategia di comunicazione della sua Giunta, come sembra confermata dalla Legge Perizoma, ha lo scopo di annacquare il problema nel tempo, confermando così quanto scrisse la Petroceltic ai suoi azionisti, nel 2007, mentre si accingeva ad acquisire diritti di prospezione sul mare abruzzese per 2500 Kmq!

…TERMINI FISCALI FAVOREVOLI, BASSE SPESE D’INGRESSO NEL TERRITORIO, BASSI RISCHI POLITICI, INFRASTRUTTURA BEN SVILUPPATA, ALTI PREZZI DELLA BENZINA, COMPETIZIONE LIMITATA.

COSTI PER LICENZE INSIGNIFICANTI, PROGRAMMI DI LAVORO A DISCREZIONE [DELL'ESTRATTORE], REGIME MOLTO SEMPLICE, RENIDMENTI ALTI PER PETROLIO E GAS…


Con la mai abbandonata speranza di un incontro e di una intervista video che chiarisca una volta per tutti a noi abruzzesi la situazione reale la salutiamo cordialmente, pronti a ricrederci una volta realmente convinti dai fatti.