lunedì 29 novembre 2010

SAREMO DIVENTATI MICA VEGGENTI?

Come da noi preannunciato qualche giorno fa si comincia a parlare di EMERGENZA RIFIUTI.
Chiediamo aiuto al Professore, Ingegnere, Direttore, Vice Sindaco Antonio Di Nunzio, sperando che con la sua esperienza possa darci la soluzione FINALE al problema.

A proposito del Professore, Ingegnere, Direttore, Vice Sindaco Antonio Di Nunzio, domani 30 novembre 2010, comprate il quotidiano "Il Centro", sicuramente l'ingegnere ci spiegherà "SANSA" ombra di dubbi, che tutto è in regola, l'impianto rispetta i limiti di emissioni, anzi sono anche più bassi da quelle previste dalla legge, che ha usato le migliori tecnologie esistenti, ha tutte le autorizzazioni del caso, non c'è conflitto d'interesse, ecc. ecc.

Sicuramente dimenticherà di citare gli oltre 130 studi scientifici che dimostrano quanto gli inceneritori per biomasse come quello di Treglio siano pericolosi per la salute e per l'ambiente.

Visto che ci si trova, magari, potrebbe spiegarci, secondo quello che hanno dichiarato in questi giorni i proprietari, se hanno trovato e da dove arriveranno le 180.000 quintali di cippato per alimentare l'inceneritore.

domenica 28 novembre 2010

DIO RICICLA IL DIAVOLO BRUCIA

Grazie ad Enzo Palazzo che ci ha inviato questo link del prof. Paul Connet, inventore della politica del "Rifiuto Zero" e l'altro è amatoriale, ma le immagini riportate non hanno bisogno di alcuna etichetta di professionale.

http://www.youtube.com/watch?v=e-b5zKKtAD0&feature=player_embedded

GRAZIE AD ASSUNTA DI FLORIO VIGILE COME SEMPRE, INFATTI CI HA INVIATO QUESTO ATICOLO:

L'inceneritore di Bologna e le diossine


Gli inceneritori di rifiuti emettono diossina. E' un fatto abbastanza noto. Meno noto è il fatto che i livelli di diossina potrebbero superare quelli di rischio sanitario, anche quando sono inferiori ai limiti di legge.

Prendiamo il caso degli inceneritori dell'Emilia Romagna. La diossina non è tra le variabili monitorate in continuo, però viene rilevata di tanto in tanto.

La concentrazione di diossina in emissione dal modernissimo impianto di Granarolo (il fiore all'occhiello della famiglia) è pari a 0,3 ± 0,03 pg I-TEQ/m³ (picogrammi di tossicità equivalente internazionale).

Serve poco gongolare perchè questo valore è più basso del limite di legge di 100 pg I-TEQ/m³. Il confronto va fatto con i livelli di rischio per la salute.

Un recente studio francese ha determinato significativi livelli di rischio per malformazioni prenatali (1) per concentrazioni di diossina (nel territorio) pari a 0,0015 pg I-TEQ/m³.

Serve poco misurare la diossina nei pressi delle ciminiere. Occorre misurare (o se non è possibile almeno modellizzare) la concentrazione nei pressi delle zone abitate. Occorre soprattutto misurare quanta diossina si deposita o si accumula sulle superfici o sulle foglie degli alberi e della verdura. Questo serve, e non il confronto con un astratto limite di legge.

Servono anche misurazioni più frequenti, in diverse condizioni atmosferiche ecc.

Il rischio diossina è inaccettabile se è evitabile, come giustamente dice Paul Connett.

Quando la diossina si deposita sui campi circostanti inquinando i prodotti agricoli, la filiera corta ahimè non è possibile.

(1) S. Cordier et al., Occup. Environ. Med., 67, 493, (2010). I ricercatori hanno trovato un'associazione tra difetti alla nascita del tratto urinario e prossimità con gli inceneritori in Francia. Le madri esposte alla diossina hanno un rischio triplo di partorire neonati con le malformazioni.

Da blogosfere.it

sabato 27 novembre 2010

INCENERITORE PER BIOMASSE A TREGLIO - RISPOSTA A VECERE

In queste settimane che hanno portato alla ribalta l’inceneritore per biomasse a Treglio, Nuovo Senso Civico non ha mai volutamente fatto riferimento alla proprietà dei Vecere e dei soci Valdostani, ma solo alla proprietà che fa capo al Sig. Antonio Di Nunzio semplicemente perché c’è un palese conflitto d’interesse sul quale la magistratura dovrebbe indagare, ma, come al solito, nulla si muove.

Se un Sindaco o un Consigliere comunale possiede uno stabilimento balneare la legge lo invita o a dimettersi o cedere l’attività perché si tratta di una concessione pubblica.

Le previsioni delle leggi sono identiche per le concessioni in merito all’immissione nella rete pubblica dell’energia.

In Abruzzo abbiamo constatato che gli illeciti e le irregolarità in campo ambientale vengono perseguiti solo nell’aria metropolitana pescarese, sarà perché solo in quell’area la magistratura si muove in maniera più incisiva?

Che un imprenditore faccia i propri interessi è lecito e non ci strappiamo le vesti se non è eticamente corretto

Certo l’eticità del Vice Sindaco e Presidente di Alesa ci preoccupa e ci sta molto a cuore.

Alla politica si chiede di occuparsi del diritto alla libertà d’impresa, ma soprattutto deve garantire la democrazia assicurando gli stessi diritti (salute,lavoro,) ai cittadini e alle imprese che da certe scelte possono subire un danno.

Il progetto. Ci sono imprenditori che si addossano una certa dose di rischio per produrre olio, vino, sottaceti, turismo, sedie, bicchieri, finestre, scatole, investono soldi, assumono, creano ricchezza, ma le loro ciminiere non avvelenano l’area circostante nè mettono a rischio altre attività.

Il progetto presentato la prima volta al Consiglio Comunale di Treglio, non è stato accolto dalla amministrazione di allora, quando la carica di sindaco era ricoperta dal dott. Marco D’Alessandro ( guarda caso un oncologo!).

Nella successiva compagine è arrivato in giunta il Vice Sindaco di Nunzio, il progetto è stato ripresentato e successivamente approvato. Chi è stato più lungimirante?

La legge. E’ vero, il danno è stato causato da Pecoraro Scanio e da P. Bersani l’amico dei petrolieri e degli inceneritori.

Da una parte si sancisce che i finanziamenti e gli incentivi detti “cip 6/92” sono concessi ai soli impianti “realizzati ed operativi” ma dall'altra si prevede che una procedura di deroga sia completata dal Ministero dello sviluppo economico (Bersani) “inderogabilmente” entro tre mesi dall’entrata in vigore della finanziaria. E non è finita qui: la finanziaria 2008 prevede che sia incentivata la quota di produzione di energia elettrica ricavata da energie rinnovabili anche se realizzata in impianti che impiegano fonti energetiche non rinnovabili. In pratica: verrà incentivata la quota di energia riferibile ai rifiuti biodegradabili e alle biomasse prodotta dagli inceneritori. Tale quota riguarderà tutti gli inceneritori che verranno costruiti, anche quelli a tutt’oggi non “operativi e realizzati”.

Le emissioni.

Non pretendiamo e non vogliamo che si dia ascolto alle sirene di Nuovo Senso Civico, ma nemmeno a quelle di Di Nunzio e Vecere.

Noi ci limitiamo a riportare quello che la scienza dice in merito a queste emissioni e a questi tipi di impianti.

Non possiamo fare riferimento alla scienza e alla ricerca solo quando ci conviene.

Cosa si brucia.

Dalle dichiarazioni di Di Nunzio e adesso di Vecere si capisce che tutto si brucerà tranne che il cippato perche non ne esiste una quantità simile nelle vicinanze della centrale e che sono alla disperata ricerca in tutto Abruzzo ed oltre di materiali da bruciare, aumentando l’inquinamento dovuto al via vai di autotreni.

Un giorno si dichiarano 200 poi 300 oggi siamo a 400 quintali al giorno, 144.000 all’anno.

I rifiuti.

Sono obbligati a non bruciare rifiuti per cinque anni: dopo si vedrà. Sempre che non ci sia una emergenza rifiuti in Abruzzo e come al solito una deroga potrà chiederà “per favore” alla centrale di incenerirli.

L’invito.

Probabilmente a gennaio insieme ad altri comitati, promuoveremo un convegno su queste tematiche con la partecipazione di illustri scienziati di fama internazionale che possano chiarire le idee a cittadini, amministratori e imprenditori. Di Nunzio e Vecere sono già ufficialmente invitati.

A chi chiedereste quanto faccia male il fumo di sigaretta: ai produttori di tabacco o al vostro medico di famiglia?

Chi fuma sa di subire un notevole danno alla propria salute , eppure spende 5/10 euro al giorno per comprare le sigarette.

Resta il fatto che se è tutto perfettamente lecito, se si sta fornendo un servizio a cittadini ed alle imprese agricole, perché un impianto del genere non è stato pubblicizzato a dovere? perché solo dopo al nostro intervento oggi si parla di questo impianto e lo si giustifica?

Il confronto avviene di solito prima che si realizzi un’opera del genere, magari qualcuno avrebbe potuto proporre che questo impianto fosse realizzato dal Comune, che fosse un impianto di teleriscaldamento che avrebbe permesso di spegnere 600 caldaie a metano nelle case e nelle aziende dei tregliesi, riducendo veramente l’inquinamento.

Con gli utili dalla vendita dell’energia si sarebbero realizzati infrastrutture comunali, asili, palestre, strade ecc., e soprattutto il controllo del pubblico che avrebbe garantito una gestione… limpida dell’impianto.

venerdì 26 novembre 2010

VIVA GLI INCENERITORI E I LORO SPONSOR!!!

Un interessante e recente studio inglese (pubblicato nel 2009), valutazione fatta dal 2004 al 2008, sulla mortalità infantile attorno all'inceneritore di Kirkless, nel Yorkshire, in Inghilterra.

Lo studio è interessante non solo per il monitoraggio di 4 anni, e per il risultato di una mortalità infantile 5 volte superiore rispetto alla popolazione che vive lontano dall'inceneritore, ma perché è andato oltre e ha valutato anche l'incidenza di mortalità all'interno della popolazione malata rispetto all'andamento del vento.

Le zone sottovento, più esposte alle emissioni delle ciminiere dell'inceneritore, presentano una percentuale di mortalità del 9.6 per mille contro l'1.1 per mille delle zone sopravento.
La pubblicazione dello studio è reperibile sul sito: Uk Healt Reasearch.

Grazie ad Enzo Palazzo per averci inviato questo studio

Inceneritori-killer, nuovo dossier dall’Inghilterra

Nuove prove dalla Gran Bretagna sulla pericolosità dei termovalorizzatori per la salute umana. Il sito della Uk Health Research ha pubblicato uno studio sulla mortalità infantile nei distretti circostanti l’inceneritore di Kirklees, nella regione dello Yorkshire e Humber. Dagli esiti della ricerca, consultabile sulla mappa della zona, è emerso che nei distretti posti sottovento rispetto all’inceneritore il livello di mortalità infantile è anormalmente alto, pari al 9,6 per mille, mentre nei distretti sopravento il tasso è circa dell’uno per mille. Il termovalorizzatore di Kirklees produce energia dall’incenerimento di rifiuti solidi urbani.

“Metaforum” riporta i risultati del quarto rapporto della Società Britannica di Medicina Ecologica riguardante gli effetti sulla salute umana. Studi su vasta scala hanno dimostrato che presso gli inceneritori di rifiuti urbani ci sono tassi più elevati di cancro negli adulti e nei bambini e anche difetti alla nascita: i risultati confermano l’ipotesi che le associazioni non siano casuali. Questa interpretazione è sostenuta da un certo numero di studi epidemiologici, che suggeriscono che la varietà di malattie prodotte dall’incenerimento possa essere molto più ampia.

Le emissioni degli inceneritori sono una fonte importante di polveri fini, di metalli tossici e di più di 200 sostanze chimiche organiche, tra le quali sostanze cancerogene, mutagene ed interferenti endocrini. Le emissioni contengono anche altri composti non identificati, la cui capacità di provocare danni è ancora ignota, come un tempo accadeva con le diossine. Dato che la natura dei rifiuti cambia continuamente, si modifica anche la natura chimica delle emissioni degli inceneritori e quindi il potenziale per produrre effetti pericolosi per la salute.

Le attuali misure di sicurezza sono progettate per evitare effetti tossici acuti nelle immediate vicinanze dell’inceneritore, ma ignorano il fatto che molti di questi inquinanti si accumulano negli organismi, possono entrare nella catena alimentare e possono causare malattie croniche nel tempo e in un’area geografica molto più ampia. I dispositivi per l’abbattimento degli inquinanti negli inceneritori moderni, in particolare quelli per le diossine e i metalli pesanti, semplicemente trasferiscono il carico inquinante dalle emissioni in atmosfera alle ceneri leggere.

Recenti studi americani hanno mostrato che l’inquinamento atmosferico dovuto alle polveri fini (Pm 2,5) causa aumenti nella mortalità: malattie cardiache e tumori polmonari in primis. Le cardiopatie ischemiche sono responsabili di quasi una quarto delle morti e sono fortemente correlate con il livello di polveri fini. Tra le altre patologie segnalate: asma e ostruzione polmonare cronica, autismo, dislessia, disturbi emotivi, Parkison. E’ stato dimostrato che il cancro è correlato geograficamente con impianti di trattamento di rifiuti tossici, materiale radiattivo, idrocarburi e metalli pesanti.

Il controllo degli inceneritori, sostengono i medici britannici, è stato insoddisfacente per la mancanza di rigore, per i monitoraggi poco frequenti, per il basso numero di composti misurati, per i livelli giudicati accettabili e per l’assenza di monitoraggio biologico. «Si asserisce che le moderne procedure di abbattimento degli inquinanti rendono sicure le emissioni degli inceneritori, ma questo è impossibile da stabilire». Inoltre «non è possibile stabilire in anticipo la sicurezza di nuove installazioni di inceneritori». Difficile verificare problemi nel periodo pre-natale, e gli stessi tumori possono avere un’incubazione di dieci o vent’anni.

Attualmente, aggiunge “Metaforum”, gli inceneritori contravvengono ai diritti basilari, come enunciato dalla Commissione delle Nazioni Unite per i diritti umani, in particolare al diritto alla vita nella Convenzione per i Diritti Umani Europea, ma anche nella Convenzione di Stoccolma e nella legge di protezione ambientale del 1990. Il feto, il neonato e il bambino sono quelli più a rischio per le emissioni degli inceneritori. Diritti violati e soluzioni infelici, come ad esempio l’attuale politica di collocare gli inceneritori in zone povere, dove i loro effetti sulla salute saranno massimi (info: www.metaforum.it).

Tag: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,


martedì 23 novembre 2010

L'INCENERITORE PER BIOMASSE DI TREGLIO

http://www.videocitta.it/index.php?p=5389&title=Ambiente

Il Vice Sindaco Di Nunzio affrontando il Consiglio Comunale di Treglio in merito alla grossa stufa che si appresta a regalare per natale ai propri concittadini ha riaffermato con forza la bontà del suo progetto al punto che ha dichiarato "ho ricevuto la solidarietà dal WWF e da LEGAMBIENTE, quelli di Nuovo Senso Civico sono solo degli attaccabrighe, nessuno li può vedere"
I nostri 7670 aderenti in tutto l'Abruzzo non la pensano come lui, le sue affermazioni non fanno altro che rafforzare il nostro movimento e tutti gli altri movimenti di cittadini che come noi hanno SENSO CIVICO e rispetto del bene comune.
Le sue affermazioni fanno indignare quegli amministratori onesti e volenterosi che mai hanno pensato, di approfittare del loro ruolo istituzionale per fini diversi dal bene comune.

sabato 20 novembre 2010

L'INCENERITORE DI TREGLIO


ECCO DI COSA SI DOVREBBE OCCUPARE L'ING. DI NUNZIO PER CONTO DEI CITTADINI E DELLE IMPRESE LOCALI!!!

A.L.E.S.A. srl Via Nicolini 2 66100 Chieti - CH

Referente: Ing. Antonio Di Nunzio email: info@alesachieti.it Web: www.alesachieti.it

Chi Siamo

L'Agenzia Energetica è una tecnostruttura che promuove, la definizione e l'attuazione di una serie di azioni miranti alla sostenibilità energetica locale in accordo con gli obiettivi dell'Agenda 21, della Provincia di Chieti, ed in particolare a risparmiare energia usandola in modo più razionale ed utilizzare le risorse energetiche rinnovabili.

Migliorare La qualità dell'ambiente riducendo l'inquinamento.

Risparmio energetico, consumi consapevoli e rispetto per l'ambiente è quello che vogliono un numero sempre maggiore di persone.

Costruire con criteri ecologici e restaurare o rinnovare con materiali "sani" è oggi più che mai importante.

Risparmiare energia è un'esigenza sempre più prioritaria perchè così si rispetta l'ambiente e si risparmia denaro.

Sviluppare la Campagna Comunitaria TAKE OFF per il decollo delle Fonti energetiche rinnovabili, è un modo per coniugare l'impegno locale con quello comunitario.

Favorire la diffusione di tecnologie avanzate ed efficienti tali da rendere le imprese più competitive.

La ricerca di soluzioni innovative per risparmiare energia o utilizzare fonti rinnovabili è uno stimolo allo sviluppo e all'innovazione tecnologica che ha ricadute anche fuori dal campo energetico:

  • miglioramento dei processi produttivi
  • miglioramento della qualità dei prodotti
  • miglioramento della gestione dell'impresa
  • eliminaazione degli sprechi
  • effetti positivi sui costi di produzione e minore incidenza di eventuali corbon tax
  • miglioramento dell'immagine dell'impresa
  • aumento delle competitività delle imprese

FAVORIRE L 'OCCUPAZIONE

Gli investimenti sono spesi per la massima parte in Italia per acquistare dispositivi o macchinari di produzione nazionale, o per pagare lavori di progettazione, di ingegneria, di consulenza. Equilibrare la bilancia dei pagamenti e diminuire la dipendenza dall'estero. Investendo in risparmio energetico e fonti rinnovabili diminuisce la spesa all'estero per acquistare materie prime energetiche e si riduce la vulnerabilità del nostro sistema energetico.

BENEFICIARI

I beneficiari dell'Attività dell'Agenzia Energetica sono coloro che sono chiamati a fornire un contributo per l'uso razionale dell'energia e per il miglioramento della qualità dell'ambiente: chi prende le decisioni ai vari livelli della politica e dell'amministrazione, chi gestisce un'impresa, le associazioni e organizzazioni, i singoli cittadini.

http://www.confindustria.chieti.it/cgi-bin/WebObjects/confindustria.woa/wa/aziendeAssociate?company=308

mercoledì 17 novembre 2010

DAL CIPPATO AI RIFIUTI.... MEDITATE TREGLIO

Pavia, traffico di rifiuti. Sequestrata la Riso Scotti Energia Originariamente l'impianto di incenerimento era stato progettato per la produzione di energia elettrica e calore attraverso la combustione di cippato di legno ed altre biomasse


Mercoledí 17.11.2010 15:00Scoperta dal Corpo Forestale nel pavese una attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti finalizzata all'indebito percepimento di contributi statali destinati alla produzione di energia da fonti rinnovabili. L'operazione, condotta dopo oltre un anno e mezzo di indagini con piu' di 250 Forestali impegnati, ha portato a 12 indagati, 7 arresti, 60 perquisizioni, al sequestro di un impianto di coincenerimento e di 46 automezzi e alla scoperta di un giro d'affari di quasi 30 milioni di euro nel solo periodo 2007-2009.

L'impianto di incenerimento Riso Scotti Energia, posto sotto sequestro nel comune di Pavia, secondo quanto emerso dalle indagini, utilizzava nella produzione di energia elettrica e termica, oltre alle biomasse vegetali, rifiuti di varia natura - legno, plastiche, imballaggi, fanghi di depurazione di acque reflue urbane ed industriali ed altri materiali misti - che per le loro caratteristiche chimico fisiche superavano i limiti massimi di concentrazione dei metalli pesanti - cadmio, cromo, mercurio, nichel, piombo ed altri - previsti dalle autorizzazioni.

A seguito della miscelazione la lolla perdeva le caratteristiche di sottoprodotto e diventava un rifiuto speciale, anche pericoloso, che non poteva piu' essere destinato alla produzione di energia pulita, ma bensi' essere smaltito presso impianti esterni autorizzati. Gli accertamenti eseguiti hanno permesso di accertare che ingenti quantitativi di lolla di riso, anche di quella miscelata con i rifiuti, sono stati venduti illecitamente ad altri impianti di termovalorizzazione, ad industrie di fabbricazione di pannelli in legno e ad aziende agricole ed allevamenti zootecnici (pollame e suini) - dislocati in Lombardia, Piemonte e Veneto - che la utilizzavano per la formazione delle lettiere per gli animali.

Tenuto conto della miscelazione con i rifiuti prodotti in azienda l'incenerimento della lolla all'interno dell'impianto Riso Scotti Energia, in prossimita' della citta' di Pavia, pone seri interrogativi sul probabile superamento dei limiti imposti per quanto riguarda le emissioni in atmosfera, e di conseguenza sulla qualita' dell'aria. In questo modo, si traevano illeciti vantaggi dalla vendita della lolla di riso come sottoprodotto, dal risparmio sui costi di smaltimento dei rifiuti prodotti dall'impianto che periodicamente venivano miscelati alla lolla di riso ed infine dalla vendita di energia allo Stato a prezzo vantaggioso.