martedì 27 aprile 2010

AMEN...


"CATASTROFE NELL'ADRIATICO! Una piattaforma di proprietà di NUOVO SENSO CIVICO è andata a fuoco ieri mattina e sta rilasciando nel mare tonnellate di petrolio bitumoso. Le isole tremiti, la costa della Puglia, Molise ed Abruzzo, ormai è compromessa dalla marea nera per i prossimi 300 anni! Invani i tentativi per ripulire e ripristinare le coste!"
SPERIAMO NON SI AVVERI MAI
IN LUISIANA PURTROPPO SI E' AVVERATO

Sarebbe opportuno annotarsi il luogo di residenza dei politici favorevoli o indifferenti inerenti le problematiche legate alle attività petrolifere in Abruzzo.
Nel caso dovesse accadere un incidente simile da noi ci piacerebbe incontrarli.

lunedì 19 aprile 2010

SALUTE E LAVORO BATTONO PETROLIERI E AFFINI 5.000 A 0


E' iniziato il campionato per la TUTELA DELLA SALUTE E DEL LAVORO.

La prima giornata si è conclusa, nonostante la pioggia battente e il freddo, con un ottimo risultato:

SALUTE E LAVORO BATTONO PETROLIERI E AFFINI 5.000 A 0.

Memorizziamo questa data: "18 aprile 2010" l'inizio del campionato, da adesso in poi ogni partita sarà decisiva.
Non sono previsti pareggi nè tanto meno sconfitte perderemmo immediatamente il titolo.

Non ci saranno spettatori sugli spalti, ma solo giocatori.
I giocatori siamo noi, i cittadini abruzzesi.

Non vince chi segna più gol, ma chi porta il numero maggiore di giocatori in campo.
Se non saremo sempre di più ad ogni partita, difficilmente vinceremo il campionato.

Smettiamo di pensare che il potere dei petrolieri può comprare tutto e tutti, compreso politici e istituzioni.
Se perderemo la responsabilità sarà stata solo nostra: della nostra indifferenza, superficialità, ignoranza e assoluta mancanza di senso civico.

Se vogliamo continuare a guardare negli occhi i nostri figli e nipoti e soprattutto noi stessi, dobbiamo iniziare a pensare che non esiste solo il calcio e la TV, esiste la DIGNITA'.
Se ce l'abbiamo, bene! Altrimenti qualcun'altro deciderà per noi, certamente non a nostro favore.

APPUNTAMENTO ALLA PROSSIMA PARTITA DOMENICA 30 MAGGIO A LANCIANO


sabato 3 aprile 2010

MANIFESTAZIONE 18 APRILE

VOGLIO RINASCERE ROSPO


Non immaginate minimamente di quanti strumenti legislativi Stati, Regioni, Province e Comuni si sono dotati per proteggere specie animali e vegetali messe in pericolo dall’impatto di attività umane.

Queste scelte lungimiranti fanno onore a chi le ha fatte.
Più delle volte esse servono non solo alla permanenza sulla terra di simpatici insetti e fiorellini colorati, ma alla nostra stessa sopravvivenza.

Vi dice qualcosa la parola “BIODIVERSITA”.

ALCUNI politici trasformano, quello che gli studi scientifici mettono in evidenza, in leggi indispensabili per non peggiorare la nostra qualità della vita e soprattutto quello delle generazioni future.

ALTRI politici
invece, fanno finta di non capire, sono conniventi, corrotti, ignoranti, avvallano attività spesso illecite perché esse violano leggi, regolamenti, parametri di emissioni ecc., mettendo in serio pericolo la nostra salute e la nostra economia, come dimostrato da centinaia di studi scientifici ed economici.

La Politica è una cosa seria, ci sono tantissimi politici che fanno bene il loro mestiere, con loro dobbiamo portare avanti questa battaglia civile.

Nello stesso tempo dobbiamo indurre gli altri ad un nuovo atteggiamento verso noi cittadini.

Vorremmo ricordare loro, che sono stati assunti e ben pagati, mediante il voto, per fare gli interessi della collettività, non solamente i loro e quelli di pochi imprenditori disonesti che si vogliono arricchire sulla nostra pelle e quella dei nostri figli.


Immaginate di essere proprietari di un’azienda, o di avere chiamato un’impresa edile a ristrutturare casa.


I vostri dipendenti, o l'impresa edile, non solo non lavora ma addirittura rovinano macchinari, suppellettili, insomma fanno a pezzi l'azienda o la vostra abitazione.
Come minimo lì mandate via e vi fate risarcire.


Fate un paragone con i politici "disonesti o ignoranti" continuiamo a tenerceli e a fine mandato gli rinnoviamo pure il contratto a tempo indeterminato.


Qualche volta è anche colpa nostra "ogni popolo ha il governo che si merita".


Firmereste un'assegno in bianco ad una persona, dopo aver smascherato la sua irresponsabilità?

Credo proprio di no.


A volte mi chiedo “Ma hanno anche loro dei figli? Possibile che la loro avidità e ignoranza è talmente accecante che sono disposti a mettere in pericolo il futuro del loro stesso sangue?".

Pubblichiamo di seguito e con molto interesse, una bellissima riflessione dell’
Ing. Tommaso Giambuzzi, che oltre ad essere uno degli esperti più accreditati in materia legislativa è anche un grande innamorato dell’Abruzzo e degli abruzzesi.

Grazie Tommaso per il grande contributo quotidiano a favore della nostra terra.

I cittadini abruzzesi hanno maturato una percezione acuta dei rischi silenziosi, sull’ambiente e sulle popolazioni, portati dall’attuale dispiegamento dell’industria degli idrocarburi in terra e in mare.

Da questa deriva le nostre comunità dovrebbero essere protette dalle regole di civile convivenza alle quali siamo via via pervenuti, dalle buone leggi e dai regolamenti ben stabiliti.

Se però non si è dominata la deriva, forse è perché, fino ad ora, tali regole sono in gran misura scansate, eluse e circuite non solo da certe società imprenditrici ma anche da autorità e da funzionari competenti nella materia.

Ci sono infatti leggi che rispondano adeguatamente alla percezione ansiosa dei cittadini. Ci sono leggi che consentano di sospendere, revocare e annullare interventi nocivi e iniziative dannose. Ci sono già leggi che prevengano a sufficienza mali artificiali alle popolazioni e all’ambiente.

Su ognuno degli interventi, vecchio o nuovo, le autorità e i rappresentanti dei cittadini possono efficacemente agire. Su ognuna delle iniziative i cittadini hanno riconosciuti diritti di esprimersi e mezzi istituzionali per farlo autorevolmente. Su ogni progetto i cittadini potrebbero far valere efficacemente le loro ragioni quando siano dimostrate giuste.

Purtroppo invece, insieme con l’elusione e l’aggiramento delle regole, si avverte nelle istituzioni rappresentative uno stato diffuso di riluttanze, esitazioni, incongrue perplessità e passive resistenze a manovrare tutte le conoscenze e gli strumenti, già disponibili, alla tutela del bene comune.

In un solo anno, si sono domandati aumenti del 20% delle piattaforme in mare (da 20 a 24) e dell’1% dei pozzi a terra (fino a 540) senza che non solo si riesca ad arginarli ma neanche a capire bene la loro ineluttabilità presunta e la loro cogenza irrefrenabile. Non un solo progetto è stato fermato, a nessun intervento si è dato l’esito di una rinuncia o di una correzione benefica. Tutto avanza inesorabilmente come prima.

I nostri rappresentanti, mentre si adoperano con provvedimenti volenterosi, sono pudicamente coscienti del loro carattere illusorio e inefficace e raggrinzano le spalle in inspiegabile impotenza. Non si osa pensare ad un disegno ingannevole, ma agitarsi molto ben dietro la finestra, mentre i pozzi e le piattaforme si sviluppano rigogliosamente fuori, non fornisce alcuna potenza alla buona volontà dei provvedimenti.

Le leggi dicono che bisogna ascoltare, su ogni intervento, la voce dei cittadini, mediante l’«inchiesta pubblica». Le leggi dicono che anche le amministrazioni e le associazioni di cittadini hanno accesso alle sospensioni, alle revoche e agli annullamenti degli interventi irrispettosi.

Se applicate, le libere leggi civili forse impedirebbero il segnato destino di metà della nostra terra e di tutto il nostro mare; se applicate in tutto il loro spirito, le nostre regole civili forse consentono ancora di rimediare vigorosamente ad un destino indesiderato.

L’unità di sentimenti degli abruzzesi e dei loro rappresentanti sulla deriva da idrocarburi sul nostro suolo sembra finalmente raggiunta, ma la pace civile sul tema è ancora lontana e traballante.

Affinché tale unità sia non solo bella ma soprattutto buona, non deve ora né distrarsi né compiacersi, ma essere specificamente diretta alla tutela del bene comune nelle attuali circostanze di deterioramento progressivo e di devastante persistenza del rischio di mali.

Qui quasi tutto è ancora da dire e fare, qui ogni impegno sano ha da rinnovarsi e rifiorire, qui le azioni e le coscienze non possono ancora restringere a nulla l’attenzione a questa ostinata emergenza. Non è il caso di avvilire adesso il vigore di quel impegno ove si abbia tanto, tantissimo altro a cui pensare. Non si è fatto ancora qui tutto il possibile.

Sembra proprio, infatti, che non possiamo ancora, non possiamo mai attenuare la nostra tensione verso la buona “conservazione” di quest’angolo di creato, la nostra terra; non solo con la passione amorevole che le sue ferite ci chiedono ma, di nuovo e finalmente, con gli strumenti tutti, approntati dal nostro spirito civile e dalla buona ragione, con fiducia e speranza.

martedì 23 marzo 2010

ORA BASTA









Canosa Sannita - Martedi 16 marzo.
A Canosa Sannita vivono circa 1500 anime, metà delle quali era presente ad una assemblea pubblica inerente la petrolizzazione dell’Abruzzo, organizzata dagli instancabili Giusto Di Fabio e Gabriele Di Clerico che hanno dato vita ad nuovo movimento.

Tante erano le autorità presenti, tra cui il Presidente del Consiglio Regionale Nazario Pagano, il Presidente della Provincia di Chieti Enrico Di Giuseppantonio, l’ex Presidente Tommaso Coletti, il Consigliere provinciale con delega al petrolio Franco Moroni, i Consiglieri regionali Emilio Nasuti e Camillo D’Alessandro, il Sindaco di Lanciano Filippo Paolini, quello di Francavilla Nicolino di Quinzio, alcuni Sindaci dei comuni della Frentania e della Maruccina, docenti universitari e rappresentanti delle più importanti associazioni di categoria, associazioni ambientaliste e movimenti di cittadini, tra cui il nostro.

Tutti gli interventi sono stati più o meno interessanti ma, non ci crederete, la considerazione più importante è stata quella dell’ex presidente Tommaso Coletti.
Dice Coletti “questa sera c’è un grande assente, la politica nazionale, i 21 parlamentari abruzzesi di destra e di sinistra oggi hanno perso una grande occasione. Nessuno di loro è presente e questo è gravissimo. Solo loro possono tirarci fuori da questo pasticcio semplicemente chiedendo al governo nazionale di non declassare la nostra regione in distretto minerario, come del resto è già avvenuto in Lombardia, Veneto, Piemonte e Toscana.

Chissà cosa ne pensa l’On. Daniele Toto, eletto in Abruzzo per rappresentare tutti gli abruzzesi ed in realtà esponente di lobby come dimostra la sua interrogazione parlamentare che ha dato il via alla prima impugnativa da parte del governo centrale alla prima legge blocca petrolio votata all’unanimità dal Consiglio Regionale nel marzo del 2008.

Nuovo Senso Civico è da mesi che chiede un confronto con la politica!

L’intervento del Sindaco di Lanciano Filippo Paolini riguardo alla politica ha rincarato la dose quando ha affermato di non fidarsi troppo dei politici, a cui certamente non andrebbe affidata questa cambiale da spendere a Roma.

Paolini, rivolgendosi alla platea, dice: “Chi veramente può cambiare le sorti di questa Regione siete voi che al posto di restare a casa a vedere la partita dell’Inter,o passare qualche ora in più con i vostri figli o semplicemente sdraiati in poltrona dopo una giornata di lavoro, avete scelto di essere qui questa sera. Solo la mobilitazione della gente potrà indurre la politica a fare gli interessi dei cittadini”

Come ben sappiamo questo è maledettamente vero!

Il momento dei convegni, dei dibattiti, e delle assemblee è finito. Ora tutti sono informati, tutti sono a conoscenza del progetto demenziale architettato nei salotti romani sulla pelle dei cittadini abruzzesi con la becera convinzione che gli abruzzesi non avrebbero alzato un dito per difendere il loro territorio.

Del resto l’Abruzzo è un territorio privilegiato della camorra, spesso socia occulta di molti imprenditori locali, che qui ha installato diverse discariche di prodotti tossici, spesso abilmente occultate e tutelate da connivenze insospettabili.
L’Abruzzo, ironicamente definita Regione Verde d’Europa, ha nascosto per decenni la più grande discarica abusiva d’Europa, ha dato da bere per anni a decine di migliaia di cittadini acqua inquinata, ha rilasciato i permessi per una gigantesca discarica d’amianto ad Ortona, tollera con disinvoltura i concimi avvelenati nella Val di Sangro, la diossina nella Val Pescara, si inorgoglisce per una nuova Turbo gas ad Ortona, un inceneritore nel comune di Ortona, un altro inceneritore a Castel Frentano… l’Abruzzo è una regione fantastica per fare soldi sulla salute dei suoi abitanti.

Ora basta, se abbiamo ancora un po’ di dignità e di orgoglio questo è il momento di dimostrarlo.

Siamo alla resa dei conti, la giunta Regionale per ignoranza, distrazione o altro non è dalla nostra parte, lo stesso dicasi per il governo nazionale; il degrado ambientale abruzzese lo possono arginare solo i cittadini abruzzesi.

Se ci riusciremo potremmo dire essere uomini prima ancora di essere genitori o figli e soprattutto cittadini onesti.

Sarà una lotta dura e lunga, la Sangrochimica insegna, ma solo così riusciremo a fare pressione sulla politica affinché torni ad essere nobile e di conseguenza fare gli interessi della collettività e non solo quelli di pochi a discapito dei tanti.

Saremo pertanto vicino a tutti gli uomini politici di buona volontà, e con lo stesso impegno saremo spietati con i falsi, gli ipocriti, i collusi e gli ignoranti.

Si comincia domenica 18 aprile a San Vito. Ci sarà un presidio davanti la costa dove sorge il pozzo Ombrina Mare con annesso il Centro Oli Galleggiante. Saranno presenti stand di prodotti tipici, verranno organizzate passeggiate lungo l’ex tracciato della ferrovia, alcuni gruppi musicali si alterneranno fino a sera.

Si continua l’8 maggio a Lanciano, sarà la volta di una manifestazione vera e propria con la partecipazione degli studenti che organizzeranno uno sciopero generale, le associazioni delle categorie produttive, i sindacati, le associazioni, i movimenti di cittadini, i partiti e tutti i politici di buona volontà senza distinzione di appartenenza a cominciare dal Pres. Della Prov. Di Chieti Enrico Di Giuseppantonio e al Sindaco di Lanciano F. Paolini che hanno voluto questa manifestazione per dare un messaggio forte anche all’interno dei loro schieramenti politici.


Non restate indifferenti, fate circolare le informazioni perché la libertà nasce dalla conoscenza.

J.F. Kennedy disse: “non chiedete cosa può fare il vostro Paese per voi, chiedete cosa potete fare voi per il vostro Paese”

E noi aggiungiamo, nulla è perduto perché le uniche battaglie perse sono quelle che si abbandonano.

giovedì 11 marzo 2010

Petrolchimico Priolo-Melilli-Augusta, la Corte di Giustizia Ue condanna i petrolieri: chi inquina paga

Chi inquina paga.

E' questa la conclusione della Corte di Giustizia europea a proposito dei ricorsi presentati da Raffinerie Mediterranee (ERG) SpA, Polimeri Europa SpA, Syndial SpA e ENI SpA. Le sentenze sono state pubblicate oggi e sono la C-380/08, C-379-08 e la C-378-08.

L'inquinamento del polo petrolchimico di Priolo-Melilli-Augusta , un territorio che sarebbe dovuto essere a vocazione naturalmente turistica è stato brutalmente riconvertito in industria pesante con la numerosa presenza e avvicendamento di imprese del settore degli idrocarburi e petrolchimico.

Le autorità amministrative italiane hanno imposto alle imprese che si trovano lungo La Rada di Augusta di disinquinare i siti avendo dichiarato il territorio di Priolo "sito di interesse nazionale a fini di bonifica". Le imprese coinvolte hanno presentato ricorso e il TAR della Sicilia ha rinviato la decisione alla Corte di Giustizia europea. Oggi le sentenze che stabiliscono il principio per cui chi inquina paga. Scrive la Corte:

Nella sentenza odierna, la Corte giunge alla conclusione che la direttiva sulla responsabilità ambientale non osta a una normativa nazionale che consente all’autorità competente di presumere l’esistenza di un nesso di causalità tra determinati operatori e un inquinamento accertato, e ciò in base alla vicinanza dei loro impianti alla zona inquinata.

Se si trattasse di una sfida sportiva sarebbe bello tra qualche anno, quando la Corte di Giustizia europea condannerà le imprese e speriamo i politici che hanno inquinato irrimediabilmente la nostra Regione poter dire "NOI L'AVEVAMO DETTO", ma non è questo che ci interessa.

Quando arrivano le sentenze di solito è già tutto perduto, salute, economia sono ormai spacciate.

Noi lotteremo affinchè questa soddifazione delle sentenze postume non ci sia mai data.

Certo molto dipenderà dall'impegno di ogni singolo cittadino abruzzese e di conseguenza da tutti i rappresentanti del popolo, dall'ultimo Consigliere Comunale del più piccolo paese fino al Presidente della nostra Regione.

A tutti gli Amministratori pubblici lanciamo un messaggio importante "Non molleremo mai" e state certi non ci limiteremo solo a scrivere sui blog, organizzare conferenze e raccogliere firme.

Più il pericolo si avvicina più il livello della lotta si alza, sempre nel rispetto della legge.