Durante la campagna elettorale per le elezioni regionali dello scorso dicembre abbiamo avuto modo di ascoltare il sindaco di Fossacesia Enrico Di Giuseppantonio (UDC) attaccare con determinazione la politica e gli esponenti del PDL e prendere quindi posizione contro il famigerato centro oli di Ortona. Abbiamo anche avuto il piacere di ascoltare Antonio Menna segretario del suo partito, ma non abbiamo in realtà capito molto. Ci hanno però detto che è un politico dotato di un chiaro pensiero ermetico (infatti lo conosce solo lui e Dio) e di un turgido acume politico. Eccone un esempio Le idee che noi difendiamo sono quelle degli abruzzesi: lavoro, amore, matrimonio e figli. Un vero new deal non c'è che dire!
Bene, qualche sera fa abbiamo visto una trasmissione televisiva su TVQ dove l'on. Daniele Toto, (l'astro nascente della politica abruzzese, quel giovanotto dall'aspetto comune di bravo figlio di papà, apparentemente privo di dialettica politica ma già distintosi per avere fatto sua l'interrogazione parlamentare sull'incostituzionalità della legge contro il centro oli) che insieme al sen. Fabrizio Di Stefano e all'assessore all'agricoltura Mauro Febbo presentavano con grande soddisfazione Enrico Di Giuseppantonio come il candidato del PDL alle prossime elezioni provinciali; ad avallare la candidatura era naturalmente presente anche il segretario abruzzese dell'UDC Antonio Menna. Non sappiamo se questo intreccio di amorosi sensi abbia avuto la benedizione dell'on. Pier Ferdinando Casini di cui ricordiamo gli strali contro il PDL, sempre durante la campagna elettorale abruzzese di pochi mesi fa. La prima cosa che ci è venuta in mente guardando la trasmissione è stata la figura dell'on. Daniele Capezzone, che da grande sputatore di sentenze anti Berlusconi è diventato come per incanto un portavoce del suo governo ed additato al mondo come uno dei più grandi funamboli della politica; insomma un fulgido esempio di politico abile nel farsi gli affari suoi e che passerà alla storia per la determinazione della sua inconsistenza (se avte coraggio e stomaco provate a sentire i suoi melensi interventi televisivi, come per esempio quello di oggi sul TG5 per chiarire la malevole interpretazione delle esternazioni della signora Veronica Lario). A Daniele Capezzone si devono essere sicuramente ispirati il sen. Fabrizio Di Stefano, l'on. Daniele Toto e l'assessore Mauro Febbo quando hanno identificato nell'oppositore Enrico Di Giuseppantonio l'uomo del destino della provincia di Chieti.
Questa scelta probabilmente rafforzerà il potere del Governo centrale sull'Abruzzo costringendo migliaia di persone a tapparsi il naso e andare a votare oppure non andare a votare per niente...
In tutta questa storia di incoerenza morale ci deve essere sfuggito qualche particolare perché sicuramente non siamo (per fortuna) in grado di capire questi misteri della (brutta) politica. Forse proprio per questa nostra incapacità di capire ci sorge il sospetto che questi gentiluomini, identificati ed incensati dal conduttore televisivo come autorevoli esponenti della politica abruzzese, così abili con parole che non sanno di niente non solo ci faranno trovare il centro oli ma soprattutto... ci faranno... ci faranno... insomma, avete capito bene. Ci faranno.
Basta avere un poco di pazienza, e subito dopo le elezioni provinciali per esempio, potremmo vedere la vera faccia di una certa politica abruzzese in tutta la sua dolorosa inutilità; un mondo di supereroi, capaci di tutto.
Ero pronto a pubblicare il post "Ministro, Svegliati!" che qualcuno ha suonato al mio citofono invitandomi ad aprire la porta, descrivendo in modo molto colorito il futuro del mio "posteriore" se non la smetto di scrivere "cazzate ed insultare gli esponenti del governo itagliano" e soprattutto il "nostro governatore alla fiera" (probabilmente il gentile messaggero illetterato si riferiva al colorito ma comunque civile incontro che abbiamo avuto con l'assessore Mauro Febbo sabato scorso alla Fiera dell'Agricoltura di Lanciano, incontro che ci auguriamo possa avere un seguito in un'intervista con meno tensioni e più argomentazioni).
Dopo un attimo di esitazione e di stupore ho risposto: ok, adesso scendo! Purtroppo ho lo studio al terzo piano con vecchie scale ripide e per quanto sia stato veloce (ho anche una certa età...) quando ho aperto la porta pronto per complimentarmi con un così ciarliero gaglioffo costui non c'era più!
Questo povero imbecille se pensava di spaventarmi ha fatto due errori.
Primo, a causa di percorsi di vita ed esperienze che neppure si immagina io non ho paura di nulla, tanto meno del popolo dei vili, dei cretini e dei ladri della cosa pubblica e dei loro leccapiedi, comunque e dovunque schierati; verso questi esseri (quasi) umani applico mio malgrado, ma riconosco, con grande facilità, l'unica mia espressione di razzismo e di disprezzo;
Secondo, sempre a causa di quei percorsi di vita cui accennavo prima, se qualcuno che tra l'altro disprezzo cerca di farmi cambiare idea con le minacce io divento ancora più tenace e determinato e così ho deciso di accelerare la pubblicazione dei numerosi dossier che insieme ad amici, simpatizzanti e quinte colonne del potere, abbiamo raccolto sull'impegno ambientalista e civile dei vari esponenti politici di tutti gli schieramenti.
Dossier che sono custoditi in rete.
Incomincio da questo articolo de l'Espresso che allarga la nostra conoscenza nei confronti del ministro del Governo Berlusconi Stefania Prestigiacomo, preposta a capo del Dicastero dell'Ambiente e per la Tutela del territorio e del Mare che, probabilmente mal consigliata da qualcuno, ne aveva combinata una grossa ma che, una volta stanata ha trovato il coraggio di tornare sui suoi passi. Almeno sembra. Però, che storia... e ce ne sono ancora tante altre!
P.S. Alla Fiera dell'Agricoltura di Lanciano, che è aperta anche oggi, stiamo raccogliendo migliaia (proprio così migliaia) di firme per la nostra causa. Domani saremo ancora più chiari in merito. Nel frattempo il minaccioso imbecille "mascherato" vada a mettere anche lui una firma (o una croce).
Faccia anche lui una cosa degna, provi a riscattare con un gesto utile una vita fatta di nulla.
Dopo la pubblicazione di questo articolo nella rubrica 'Riservato' sul numero 45 de L'espresso (in edicola), il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha annunciato la sospensione dall'incarico dell'ingegnere Bonaventura Lamacchia. A Lamacchia era stata affidata dalla Commissione autorizzazione ambientale la questione dell'Ilva di Taranto, il polo industriale al centro di uno scontro tra governo e regione Puglia per le emissioni. Il ministro ha dichiarato al Corriere della Sera: «Se soltanto una delle notizie sarà confermata, l'ingegnere verrà destituito».
Ecco l'articolo de l'Espresso.
Il ministro per l'Ambiente Stefania Prestigiacomo ha nominato il nuovo presidente della Commissione Ippc che, attraverso la concessione Aia (Autorizzazione integrata ambientale), decide il destino delle 200 più grandi aziende italiane e che, inoltre, si occupa dei limiti alle emissioni di gas serra in base al protocollo di Kyoto e di quelle di biossido di carbonio previste dal pacchetto 'clima-energia' del Consiglio d'Europa. Il neopresidente è Dario Ticali, 33 anni, ingegnere e ricercatore all'università privata Kore di Enna. Ticali vanta pubblicazioni riguardanti il comportamento delle pavimentazioni stradali. Suo primo atto, come egli stesso ha rivelato ad Antonietta Podda di Radio Popolare Salento, quello di scegliere tra i 23 membri della Commissione voluti dalla ministra l'ingegnere Bonaventura Lamacchia come referente per la questione più spinosa, l'istruttoria per l'Aia all'Ilva di Taranto (entro il 30 marzo 2009 si tratta di decidere se l'azienda potrà o meno continuare la sua attività).
Lamacchia ha un curriculum giudiziario di tutto rispetto. Calabrese, deputato nella XIII legislatura per la lista Dini, poi Upr con Cossiga e infine Udeur, è stato condannato a 2 anni e 5 mesi, pena patteggiata, come ad e presidente del Cosenza calcio. I reati? False fatturazioni, costi inesistenti riferiti a documenti contabili mai esistiti, ricettazione, falso in bilancio, falso ideologico, evasione fiscale quantificata dalla Guardia di Finanza in oltre 30 miliardi di lire. Inoltre la Procura federale della Federcalcio lo ha interdetto per cinque anni da qualsiasi incarico di natura sportiva, a causa dell'irregolare iscrizione del Cosenza Calcio ai campionati 1990-91 e 1994-95). Lamacchia, quando era sindaco del suo paese, incassò anche un anno di reclusione per turbativa d'asta. Nel 2002, dopo un anno di latitanza trascorsa tra Bratislava, Bari e Milano, venne arrestato. Fu condannato nel 2004, pena patteggiata, a 2 anni e mezzo per bancarotta fraudolenta e tentata estorsione: aveva distratto, destinandoli ad altre società, circa 2 miliardi di lire dalla Edicom e dalla Edilrestauri. Nella veste di procacciatore d'affari della canadese Warner Lambert, produttrice di caramelle alla liquirizia, aveva tentato di costringere produttori calabresi a cedere le radici di liquirizia a un prezzo inferiore al dovuto. Per finire, la settimana scorsa la Procura di Cosenza lo ha rinviato a giudizio per calunnia dopo che aveva denunciato il furto di assegni, risultati scoperti, per 12 mila euro. Quanto agli altri membri della Commissione nominata dalla Prestigiacomo, ben tre sono magistrati: Umberto Realfonzo, della 3 sezione del Tar del Lazio, sotto cui ricade la valutazione dei ricorsi all'Aia che Realfonzo contribuirà a redigere, Massimo Forciniti e Stefano Castiglione. Entra anche la giurista Cinzia Albertazzi, dirigente Enel, azienda in attesa di almeno 50 Aia, e Maria Grazia Gerratana, siciliana come buona parte dei nuovi membri, legale e socia di un'impresa di costruzioni. Nel frattempo, 21 membri della Commissione Ippc a suo tempo nominata da Prodi, e che in meno di un anno avevano chiuso 78 istruttorie, hanno fatto ricorso al Tar contro la loro estromissione decisa dal ministro Prestigiacomo. I membri dell'ex organismo azzerato erano tutti studiosi di chiara fama. (S. A.)
Andate su google e cercate la voce Quatar, uno dei grandi produttori di petrolio del Golfo. Poi leggete la notizia che riportiamo per intero lanciata dall'Agenzia DedaloNews.
Qualcuno chiama gli abitanti dei paesi del golfo, con un malcelato senso di disprezzo, beduini.
Spesso sono governanti, imprenditori ed amministratori ignoranti in materia ambientale e a volte inguaiati con la giustizio penale per reati contro la pubblica amministrazione. Sono gli stessi che hanno fatto precipitare l'Italia, tra le 50 nazioni industriali del pianeta, al 47° posto per quanto riguarda la tutela del territorio e dell'ambiente pagando costi pubblici non indifferenti per non rispettare i parametri di Kyoto.
Ogni ulteriore commento è praticamente inutile, se avete occasione ditelo al nostro Ministro Stefania Prestigiacomo.
Se, per caso, siete poi interessati a saperne di più sul Ministro dell'Ambiente dell'attuale Governo (ma anche su altri esponenti della nostra intellighenzia economica sensibile all'ambiente) e sul suo impegno ambientalista dovete avere solo un po di pazienza.
Qatar Airways ha stipulato con la IATA un accordo per una azione comune di difesa dell’ambiente. In base all’ intesa i passeggeri di Qatar Airways, al momento dell’acquisto del biglietto aereo, potranno volontariamente sottoscrivere e versare un contributo per la partecipazione ai programmi di difesa ambientale contro le emissioni di CO2 nello spazio.
Si tratta di programmi sia governativi - in applicazione del Protocollo di Kyoto - sia a carattere privato, promossi da enti, associazioni e industrie, che consistono nell’acquisto di strumenti finanziari diretti al finanziamento di progetti di contrasto all’inquinamento e di difesa ambientale.
Abbiamo molte cose da dire perché in questi giorni si sono concentrati molti eventi, tutti importanti ed a cui dedicheremo quanto prima il giusto spazio. La cosa che più ci preme comunicare è la partenza della campagna per la raccolta firme per chiedere la revoca di tutte le concessioni per la ricerca e la coltivazione di idrocarburi su tutto il territorio abruzzese.
E' un progetto comune alle numerose realtà che si battono per la difesa del nostro Abruzzo e pertanto tutte le schede avranno sempre riportato, insieme al logo del Comitato/Associazione/Movimento promotore il logo di Emergenza Ambiente Abruzzo che rappresenta simbolicamente una bandiera comune in questa che è una vera guerra contro l'ipocrisia, l'ignoranza ed una visone dello sviluppo e del progresso sociale ed economico ormai vetusta. Tra poche ore sarà possibile scaricare il format della scheda dal nostro sito. Ognuno di noi deve diventare il punto di riferimento del proprio territorio ed allargare la schiera degli attivisti, degli aderenti e dei simpatizzanti. Dobbiamo raccogliere 100.000 firme, tutti insieme ci riusciremo! Sarà per l'Abruzzo l'inizio di una nuova era, torneremo presto sui dettagli organizzativi di questa nuova grande campagna. Stasera, in concomitanza con l'inaugurazione della Fiera dell'Agricoltura di Lanciano - dove siamo presenti con uno stand al padiglione 3 per la raccolta firme - è andata in onda su Telemax la puntata n. 9 di Lettera Aperta, dal titolo Petrolio o Agricoltura, con un intervista al prof. Angelo Cichelli dell'Università G.d'Annunzio ed al prof. Dino Mastrocola dell'Università di Teramo.
Non dobbiamo mollare! Nonostante l'impegno della Chiesa cattolica e l'impegno delle menti più aperte e qualificate dell'intellighenzia abruzzese l'ignoranza e la malafede sulla petrolizzazione dell'Abruzzo regnano sovrane e i servi degli invasori continuano a tramare nei corridoi oscuri del palazzo, coperti all'ombra della tragedia del terremoto...
Abbiamo raccolto intorno a noi giovani di talento motivati da un grande impegno sociale e che si meriterebbero ben altri spazi, come per esempio Natacha Luciani che ha firmato la campagna pr la raccolta firme che apre questo post e Giulio Laurenzi, che già conoscete, bravo e sempre graffiante, come deve essere un vero satiro: cioè libero!
Proprio alla Fiera dell'Agricoltura, un anno fa, grazie all'intervento di Ivaldo Rulli ed alla disponibilità del presidente dell'Ente Fiera di Lanciano Donato Di Fonzo fu fatta una grande proiezione ufficiale del video Il Ritorno di Attila insieme agli amici di Naturaverde. Da quel giorno, intorno ad un pensiero di stizza, che non era neppure un sogno, si sono uniti tra di loro spinti da un comune senso civico animi sensibili e determinati per questa che di fatto è come una guerra senza confini politici... salvare l'Abruzzo dai nuovi barbari.