sabato 19 maggio 2012

TORNA L'INCUBO DEL CENTRO OLI DI ORTONA

Poche settimane fa la modifica da parte del Consiglio Comunale di Ortona dei terreni di contrada Feudo da agricoli a industriali.
Qualche mese fa un dirigente ENI è venuto in Abruzzo a sostegno delle attività petrolifere nella nostra regione.
LA PROVINCIA DI CHIETI POTREBBE DIVENTARE LA NUOVA FALCONARA
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Petrolio, arrivano altre trivelle e l’Eni riprende i suoi progetti (compreso il Centro oli)

ABRUZZO. La Regione Abruzzo conferma la sua volontà "fossile", nel senso filosofico e letterale del termine: i proponenti di istanze, permessi e concessioni inerenti idrocarburi  attendono fiduciosi autorizzazioni che paiono quasi scontate.FEBBO:«IL WWF FA POLITICA MA NON VEDE LE CONTRADDIZIONI DEI SUOI AMICI»
Il tutto contro una grande maggioranza di cittadini che non vogliono l’Abruzzo come terra di trivelle. In molti casi la volontà è emersa da comitati, associazioni anche attraverso manifestazioni di piazza. Nelle ultime settimane quattro nuove aree sono diventate l’obiettivo di questo nuovo “attacco”. Due nuove concessioni a coltivare, Colle San Giovanni nel Teramano e Aglavizza nel Vastese, fanno da testa d’ariete, mentre  altre due nuove istanze di ricerca, Villa Mazzarosa e Villa Carbone sempre nel Teramano, hanno iniziato l'iter amministrativo.
 «Gli abruzzesi hanno dimostrato in tutte le sedi possibili», commenta oggi il Wwf, «la contrarietà pressoché unanime alle attività inerenti la coltivazione degli idrocarburi con infrastrutture annesse come il Centro Oli. A chi faceva presente che la legge regionale n. 48 del 2010 era inefficace e ingarbugliava ulteriormente la legislazione, il nostro Presidente Chiodi ha sempre risposto che nessuna concessione era stata data da quando era Presidente della Regione. Cosa ha da dire Febbo ora che viene smentito sul fatto che nel cuore dell'Abruzzo agricolo ci ritroviamo altre concessioni minerarie? Sarà per questo che si è tanto prodigato ad affossare il Parco della Costa Teatina che avrebbe bloccato la trasformazione dell' Abruzzo costiero in distretto minerario?»
E’ un fatto poi che spesso la presentazione di osservazioni contro i progetti è rimessa esclusivamente alla buona volontà di associazioni e cittadini che peraltro si devono scontrare anche con un sistema che certo non facilita la diffusione di informazioni e la partecipazione.
L’accesso informatizzato sul sito dedicato alla VIA (Valutazione Impatto Ambientale) della Regione è complicato e macchinoso. A volte i progetti non vengono pubblicati in formato elettronico (nonostante chi presenta un progetto è tenuto per legge a presentarlo anche in questa forma). Cittadini e associazioni di volontariato devono ogni volta intraprendere spese e giri nel bizantinismo burocratico, perdendo tempo prezioso.
E poi preoccupano le dichiarazioni dell’uomo Eni, Roberto Petri, che al TGR ha dichiarato che saranno ripresi tutti i progetti in sospeso compreso il Centro Oli.
E oltre il petrolio la Regione punta dritto sull’eolico off shore in mare aperto e sulle biomasse. Lo hanno confermato proprio questa mattina sia il presidente Chiodi che l’assessore all’energia Di Dalmazio.
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